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29 Marzo 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici
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Appello: a Roma per un'Europa unita e solidale

di | Lunedì, 06 Marzo 2017 | Hits, 747

  In occasione dei sessanta anni dalla firma dei trattati di Roma ci riuniamo, consapevoli che, per salvare l’Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale ed ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla. Un grande patrimonio... Leggi tutto...
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Lavoro e felicità ai tempi del Jobs Act

di Leonard Mazzone* | Mercoledì, 22 Febbraio 2017 | Hits, 1087

  L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. A rileggerlo oggi, il primo articolo della Costituzione italiana fa una certa impressione. Accusati da più parti di anacronismo, la costituzione e il diritto del lavoro italiani sono... Leggi tutto...
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La Fiom mette Fca sotto inchiesta

di Tommaso Cerusici* | Venerdì, 17 Febbraio 2017 | Hits, 6695

Nel 2017 prende avvio la ricerca su Fca e Cnh promossa dalla Fiom nazionale insieme alla Fondazione Claudio Sabattini, con la collaborazione della Cgil nazionale e della Fondazione Di Vittorio. Su ragioni e obiettivi di questa ricerca, alla situazione attuale... Leggi tutto...
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Una Cometa al passo con i tempi

di Maurizio Benetti* | Lunedì, 13 Febbraio 2017 | Hits, 3331

  Dal primo febbraio di quest’anno sono mutati i criteri di gestione di tre dei comparti di Cometa: Monetario Plus, Reddito e Crescita. In termini tecnici sono mutati le asset allocation strategiche dei comparti (ossia la distribuzione delle risorse in... Leggi tutto...
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Giustizia per la Palestina, l'Europa è complice di una politica coloniale

di Stefano Maruca | Giovedì, 09 Febbraio 2017 | Hits, 804

  Il voto con cui il parlamento Israeliano ha legalizzato a posteriori la costruzione di migliaia di alloggi su terreni di proprietà palestinese occupati illegalmente da coloni israeliani, viola apertamente ogni principio di legalità internazionale e... Leggi tutto...
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Trump, tra globalizzazione e protezionismo

di Antonio Lettieri | Martedì, 31 Gennaio 2017 | Hits, 871

  Forse il 2016 sarà ricordato come l'anno in cui ha trionfato il populismo su entrambe le sponde dell'Atlantico, negli Stati Uniti, con l'elezione di Donald Trump e in Gran Bretagna con la Brexit. E il 2017 potrebbe essere l'anno in cui, varcando la... Leggi tutto...
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La verità della Consulta (che si vuol tacere)

di Felice Roberto Pizzuti* | Martedì, 31 Gennaio 2017 | Hits, 2055

Il dibattito suscitato, prima, dalla sentenza della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei referendum sui temi del Jobs act e, adesso, dal referendum costituzionale ripropongono, per certi versi, la questione della “indifferenza alla verità”, nel... Leggi tutto...
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Valter Sanches, dal Parana' a IndustriAll

di Ufficio internazionale* | Martedì, 24 Gennaio 2017 | Hits, 676

  Il 5 ottobre 2016 Valter Sanches, del sindacato brasiliano Cnm/Cut, è stato eletto segretario generale di IndustriAll Global Union. Sanches, metalmeccanico e una vita da attivista sindacale, guiderà IndustriAll per i prossimi quattro anni.  ... Leggi tutto...
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Voucher, immersi nel sommerso

di Ciccio De Sellero | Martedì, 17 Gennaio 2017 | Hits, 1669

  Ci viene raccontata ultimamente la favola che i voucher avrebbero il notevole pregio di fare emergere il lavoro sommerso. Si tratta di un argomento privo di reale fondamento e di prove a sostegno, e anche poco serio poiché confonde il tema del... Leggi tutto...
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La nuova Cometa dei lavoratori

di Riccardo Realfonzo | Venerdì, 13 Gennaio 2017 | Hits, 12419

  Cometa, il fondo pensione dei lavoratori metalmeccanici, cambia pelle e rivede profondamente la sua politica di investimento. Si tratta di una trasformazione necessaria per proteggere il risparmio dei lavoratori aderenti al fondo dagli squilibri... Leggi tutto...

Contratto, il valore di un voto

16 12 17 contratto

 

Le lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici dopo un lungo periodo, esattamente dal 2008, hanno la possibilità di votare con il referendum il loro nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro.
L'intesa infatti prevede nel capitolo "percorso di validazione dell'accordo" che "l'intesa si intende validata se la maggioranza semplice delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti si esprimerà a favore" e ancora "successivamente nel caso di esito positivo della consultazione si procederà alla sottoscrizione dell'accordo formale".
Non si tratta di una dichiarazione o di un impegno sindacale, della cosiddetta e tradizionale firma con riserva (che vuole dire che le organizzazioni sindacali si riservano di svolgere  una consultazione) ma è parte integrante dell'accordo condiviso dalla Federmeccanica che prevede inoltre che "le direzioni aziendali mettono a disposizione delle commissioni elettorali l'elenco dei dipendenti aventi diritto al voto nelle singole unità produttive e quanto necessario a consentire il corretto svolgimento della consultazione e del voto"  e ancora "Le organizzazioni sindacali territoriali unitariamente invieranno alle associazioni territoriali datoriali l'elenco delle imprese coinvolte dalla consultazione con l'obiettivo di coinvolgere tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori oggetto della presente intesa".
In sostanza la Federmeccanica sottoscrive che l'accordo è valido se viene appunto dalla maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori con il referendum.
Qualcuno dirà che questa è una questione di metodo perché quello che conta è il merito. Una enorme stupidaggine che e stata ampiamente utilizzata nel corso di questi ultimi decenni per  cancellare i diritti dei lavoratori.
Lo sanno bene i metalmeccanici e la Fiom, perché la storia degli accordi separati nasce proprio dalla negazione della democrazia, dalla legittimazione da parte della Federmeccanica e della Confindustria di accordi con alcune organizzazioni sindacali senza alcuna consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.
Non c'è dubbio che il testo che ho prima richiamato  è un viatico importante perché definisce le condizioni decisive per ragionare sul futuro della contrattazione e del sindacato. Lo testimonia la stessa dinamica del rinnovo contrattuale dei metalmeccanici.
La trattativa si è svolta in presenza di due piattaforme sindacali, quella della Fiom e quella di Fim e Uilm.
Non solo, ma va tenuto presente, che nella categoria dei metalmeccanici esiste un altro contratto separato, quello della FCA  dove i minimi contrattuali sono congelati e il sistema è tutto fondato sugli aspetti premiali definiti dall'azienda.
In questo contesto era evidente il rischio di replicare un film già visto e conosciuto anche nella mia esperienza sindacale come segretario della Fiom.
In occasione del primo incontro, la controparte dichiara che considera compatibile la piattaforma di Fim e Uilm  mentre la piattaforma Fiom è fuori dal perimetro negoziale.
È quello che è successo nel 2002 e successivamente nel 2009 a seguito dell'accordo separato tra Cisl UIL e Confindustria sulla struttura contrattuale. È quello che si è ripetuto nel corso degli ultimi due rinnovi contrattuali con l'aggravante della vicenda FCA.
La Federmeccanica non ha dato corso allo stesso atteggiamento dall'esito scontato, perché nonostante tutto quello che è successo per aggredire la Fiom, l'esito delle elezioni delle RSU, ne hanno confermato il consenso e la forza.
Federmeccanica  non ha scelto una piattaforma sindacale ma ha presentato un proprio documento-piattaforma assolutamente non accettabile ma che nello stesso tempo forniva un terreno negoziale comune per tutte le organizzazioni sindacali.
Questo è stato il passaggio decisivo che giustamente la Fiom ha colto, credo consapevole della difficoltà che avrebbe comportato perché il padrone non ti regalano niente.
Il documento-piattaforma della Federmeccanica aveva un obiettivo preciso, quello del superamento del contratto nazionale e che sostituiva i minimi contrattuali con il "salario di garanzia" e delegava tutto alla contrattazione aziendale.
Un percorso simile a quello di FCA dove i minimi contrattuali sono significativamente inferiori a quelli del contratto nazionale.
Questo è stato l'oggetto del contendere, il significato generale di quella trattativa. L'intesa grazie alla riuscita degli scioperi e delle manifestazioni unitarie, conferma il ruolo del contratto nazionale con l'aumento dei minimi contrattuali legati all'aumento dell'inflazione e supera la logica degli accordi separati.
Non è un caso che questa parte dell'accordo sia preceduta dalla dizione "in via sperimentale e per la vigenza del presente contratto collettivo nazionale di lavoro". Ho richiamato questi aspetti dell'intesa che ovviamente interviene su una molteplicità di questioni dalla formazione ai congedi parentali, con significativi miglioramenti.
L'aumento della contribuzione da parte delle aziende al sistema di Welfare contrattuale, dalle pensioni alla sanità, assume il significato di estendere a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori della categoria, una pratica contrattuale aziendale diffusa nelle medie e grandi imprese.
Sono queste le ragioni che mi portano a valutare positivamente L'accordo considerandolo una fase di passaggio nel costruire le condizioni per ragionare sul rilancio del ruolo dei contratti nazionali.

Gianni Rinaldini

17 dicembre 2016

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Scarica questo file (16_12_17-contratto.pdf)Contratto, il valore di un voto79 kB19-12-2016