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23 Agosto 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici
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La rivoluzione industriale che ci sta cambiando

di Andrea Aimar* | Lunedì, 17 Luglio 2017 | Hits, 1106

Sono nomi di computer ad alta potenza di calcolo, software, start up, piattaforme: YuMi, StasMonkey, Watson, Tug, Sedasys, Coursera, Shutterstock, Digits, Warren, e-discovery, Baxter, Iamus, Workfusion, Sawyer. Rappresentano il presente dell’innovazione e... Leggi tutto...
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La rinuncia a curarsi, un genocidio nascosto

di Cesare Cislaghi* , Giuseppe Costa**, Aldo Rosano*** | Martedì, 04 Luglio 2017 | Hits, 629

  Dall’indagine europea sul reddito e le condizioni di vita delle famiglie (Eu-Silc) 2015, fatta su un campione di 73.204 italiani, risulta che il 67% dichiara di avere una salute buona od ottima, il 22% una salute mediocre e l’11% una salute cattiva... Leggi tutto...
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Il papa: abbassare l'età pensionabile, il sindacato torni a rappresentare gli esclusi

di Gabriele Polo | Mercoledì, 28 Giugno 2017 | Hits, 22059

  L'età della pensione va abbassata, il capitalismo non ha più un senso sociale, il sindacato è diventato troppo simile ai partiti e ha dimenticato i più poveri. Non è Maurizio Landini ma papa Francesco. Che ha dato una lezione di sindacalismo di... Leggi tutto...
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L’innovazione in Italia, molte ombre e poche luci

di Roberto Romano* | Martedì, 27 Giugno 2017 | Hits, 1002

La Commissione Europea, attraverso il Jrc Science for policy Report, ha presentato un rapporto che indaga lo stato della ricerca e dell’innovazione. La cornice economica, sociale e di struttura del Paese che emerge dal rapporto è quella tipica di un... Leggi tutto...
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Nuovi voucher: la truffa e l'inganno

di Maurizio Landini | Giovedì, 15 Giugno 2017 | Hits, 4358

  La vicenda dei voucher illustra alla perfezione il pessimo stato del lavoro dipendente in Italia e la scarsa considerazione che ne ha la nostra classe dirigente, in particolare il governo; anzi, i governi, vista la continuità con cui si sono mossi gli... Leggi tutto...
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Cinquant’anni di bugie sull’occupazione israeliana

di Gideon Levy* | Giovedì, 08 Giugno 2017 | Hits, 1171

  Facciamo conto che l’occupazione sia giustificata. Diciamo pure che Israele non aveva scelta. Non chiamiamola neppure occupazione. Diciamo che è stata riconosciuta dal diritto internazionale e che il mondo l’ha approvata. Immaginiamo che i... Leggi tutto...
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Salario minimo e minijob in Germania

di Toralf Pusch, Hartmut Seifert | Venerdì, 19 Maggio 2017 | Hits, 1044

L’introduzione della legge sul salario minimo (MLG) nel gennaio del 2015 ha assunto un significato particolare soprattutto per gli occupati occasionali. In questo gruppo di occupati, il potenziale degli aventi diritto al MLG, con circa il 59%, non solo era... Leggi tutto...
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Fare i conti col paese dell'ingiustizia

di Ciccio De Sellero | Venerdì, 19 Maggio 2017 | Hits, 1017

L’ultimo rapporto annuale dell’Istat è stato dedicato al tema delle diseguaglianze distributive e delle stratificazioni sociali in Italia. È senz’altro un buon segno che si ricominci un po’ più seriamente a fare qualche passetto in avanti... Leggi tutto...
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Un desiderio diffuso di politica

di Lia Cigarini | Giovedì, 11 Maggio 2017 | Hits, 1023

  La grande manifestazione promossa dalle donne contro il neopresidente Donald Trump, ha mostrato al mondo intero la forza aggregante del movimento femminista, la sua autonomia e centralità politica. (v. Amanda Hess, How a Fractious Women’s Movement... Leggi tutto...
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L'incerta nuova stagione francese

di Rossana Rossanda | Martedì, 09 Maggio 2017 | Hits, 664

  La Francia ha dunque il suo presidente. E' stato votato dal 66,06% degli elettori, in sostanza 20 milioni di persone. Marine Le Pen ha totalizzato il 33,94% cioè 10 milioni e 600 mila voti, il doppio di quanto era riuscito a suo padre nel 2002.... Leggi tutto...

Addio a Pino Sacchi, leader “nascosto” dello Statuto

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Il compagno Giuseppe Sacchi – operaio, comandante partigiano, storico segretario della Fiom di Milano dal 1958 al 1964, e tra i padri dello Statuto dei lavoratori – se n’è andato martedì 13 dicembre, all’età di 99 anni.

È stato uno dei sindacalisti più influenti della storia dell’Italia repubblicana. Anche uno dei meno conosciuti, però, per una tendenza personale a considerarsi uno strumento del movimento operaio, scomparendo come individualità.

L’importanza del suo ruolo deriva innanzitutto dalla Federazione metallurgica milanese che diresse e dal periodo in cui ne fu a capo. Egli fu segretario del sindacato tradizionalmente più combattivo, nella città più industrializzata d’Italia, nel momento in cui tutto il Paese, e in particolare il settore metalmeccanico, conobbero la più grande espansione produttiva della storia.

In sostanza Sacchi affrontò esattamente il periodo in cui più alte furono le pretese degli imprenditori nei confronti dei lavoratori. Il boom economico indubbiamente dipese da una favorevole congiuntura internazionale, dagli investimenti pubblici – soprattutto - e privati, ma nacque anche dal lavoro e in molti casi dal super-sfruttamento di milioni di operai. La segreteria Fiom di Sacchi fu la prima in Italia a provare a opporsi a quello stato di cose, progettando e vincendo una storica vertenza quale quella degli elettromeccanici.

La fine dei sindacalmente terribili anni Cinquanta e l’inizio della riscossa operaia, che culminò nell’«autunno caldo» e nello Statuto dei lavoratori, passarono anche attraverso le lotte che Giuseppe Sacchi diresse con fermezza e coraggio. Dalla lotta contrattuale del ’59, (un contratto nazionale “necessario” ma considerato deludente) alla ormai leggendaria lotta degli elettromeccanici, che quel contratto doveva “integrare”, ritenuta da molti la più grande mobilitazione sindacale del secondo dopoguerra, per giungere al Contratto nazionale del ’63, che rivoluzionò il ruolo del sindacato nelle fabbriche.

Si trattò delle mobilitazioni sindacali più avanzate che l’Italia avesse mai visto. Mobilitazioni che segnarono profondamente le modalità di lotta del decennio seguente e cambiarono per sempre la prassi sindacale e la percezione che i lavoratori avevano di se stessi, delle proprie possibilità di azione, e il rapporto tra organizzazione sindacale e i lavoratori nelle fabbriche. L'inchiesta tra gli operai, l'organizzazione reticolare e diffusa delle assemblee ovunque fosse possibile riunire i lavoratori (il diitto di assemblea in azienda ancora non era stato conquistato), il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella elaborazione delle piattaforme e delle modalità di lotta, furono l'elemento decisivo di quelle vertenze. La maggior parte di esse si concluse con una vittoria schiacciante ai danni del padronato. Sacchi, in questo modo, influì largamente sulle sorti dei sindacati in tutto il Paese, dal momento che, allora, dettare la linea dei metalmeccanici di Milano spesso significava dettarla a tutta la Fiom in Italia e la Fiom spesso finiva col trascinare anche la Cgil.

Pino, così lo chiamavano gli amici, non mutò mai le proprie idee. Non esiste, infatti, una cesura tra la sua attività sindacale e quella parlamentare. Quando nel ’63 arrivò a Montecitorio nelle fila del Pci, continuò a leggere la realtà con gli occhi di sempre, quelli di un operaio. I contenuti da lui espressi restarono i medesimi. E molti di questi contenuti finirono poi nello Statuto dei Lavoratori, di cui stese la primissima proposta di legge nel luglio del ’67.

È in questo modo che Sacchi è diventato una figura essenziale nel mondo del lavoro italiano. Egli è stato, molto più di altri personaggi maggiormente celebrati, il protagonista del cammino dei lavoratori verso i diritti. Da dirigente del sindacato aprì la partita con le lotte del periodo 1958-1964, da parlamentare la chiuse con lo Statuto dei Lavoratori nel 1970.

Riattualizzare la pratica di Giuseppe Sacchi, facendo i conti con la mutata composizione sociale del lavoro di oggi, questa è la sfida. Siamo convinti che il suo spirito e il suo esempio torneranno presto in un progetto al quale da alcuni anni stiamo lavorando insieme a Wu Ming 2 e che vedrà presto la luce. Ultimamente, quando ne parlavamo con Sacchi, annuiva e diceva: «Questa è una cosa importante». Si tratta di un libro di racconti scritti dai lavoratori, alcuni vecchi di cinquant’anni – che vengono da un concorso letterario voluto proprio da Sacchi – e altri composti nell’ultimo periodo e in maniera collettiva. Narrano il mondo del lavoro visto dal basso e lo percorrono nel passato, nel presente e, forse, anche nelle prospettive future. Sono storie di uomini e di lavoro, storie vere e di fantasia, storie diverse, ma che in fondo sono un’unica storia, quella del movimento operaio italiano. Ecco perché, ripensandoci, forse non dovremmo parlare di una raccolta di racconti, ma di un unico romanzo storico ipercollettivo, al quale hanno contribuito non solo coloro che l’hanno scritto, ma anche le donne e gli uomini che negli ultimi cinquant’anni hanno combattuto per i propri diritti, e soprattutto per quelli di chi verrà dopo. Come ha fatto Giuseppe Sacchi.

Ecco perché Pino è partito, ma resta con noi per sempre.

 

*storico, biografo di G. Sacchi

**segretario generale Fiom Milano

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Scarica questo file (16_12_14-addio-sacchi.pdf)Addio a Pino Sacchi, leader “nascosto” dello Statuto90 kB14-12-2016