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26 Settembre 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

Fiom in Fca: a Detroit confronto globale aziende-sindacati

 

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Si è concluso oggi, con la visita allo stabilimento Chrysler di Jefferson, il meeting di IndustriAll - rete sindacale globale - su Fca e Cnh, per la prima volta riunitosi a Detroit, la capitale americana dell'auto.

Erano presenti rappresentanti dei sindacati europei (italiani, polacchi e belgi), brasiliani e argentini, oltre ai “padroni di casa” dell'Uaw.
Che il meeting si sia tenuto a Detroit è una novità di rilievo, come è un'importante coincidenza che si sia svolto in concomitanza con l'incontro tra il Presidente degli Usa e i Ceo delle delle "Big Three" dell'auto.

L'industria mondiale dell'auto è in grande trasformazione e sta condizionando le scelte politiche dei governi nazionali. Politiche industriali, neoprotezionismo, lavoro e inquinamento da un lato e dall'altro le rapide trasformazioni tecnologiche come la "self drive car" e lo sviluppo di auto ecologiche, sono i grandi temi che negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei vedono un confronto duro tra lavoratori, imprese e governo.

 

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E' pericolosamente significativo che mentre era in corso l'incontro sindacale, a pochi chilometri di distanza, nell'hangar dell'aeroporto di Detroit, Trump annunciava la fine delle politiche ambientali obamiane e il ritorno a un ruolo centrale delle multinazionali del petrolio e dell'auto, che condizioneranno le politiche dell'amministrazione degli States e in questo panorama le prossime scelte gli Stati Uniti finiranno epr indebolire le politiche per la riduzione delle emissioni nel resto del mondo. Trump è alla ricerca di un consenso diretto e non mediato dai sindacati dei lavoratori americani, promettendo più posti di lavoro, anche se molti degli investimenti propagandati erano già stati decisi dalle aziende dell'auto.

Simbolicamente ieri, fuori dall'aeroporto di Detroit si sono tenute manifestazioni con un forte confronto tra i sostenitori e i contestatori del nuovo Presidente Usa.

Nel corso del meeting sindacale, la delegazione della Fiom si è anche confrontata - insieme ai delegati di IndustriAll - con Glenn Shagena, responsabile delle relazioni industriali di Chrysler, sulle strategie generali di Fca. Nel corso degli incontri precedenti un tale confronto non c'era mai stato, tanto più che l'azienda - a differenza degli altri principali costruttori mondiali - continua a non riconoscere ufficialmente il network sindacale.

A questo proposito è importante sottolineare come il comunicato finale del meeting rilanci il riconoscimento e il confronto sindacale con il management. Al centro dell'interlocuzione devono esserci le strategie aziendali sui processi di fusione in atto nel settore e gli effetti sull'occupazione, la competitività sul qualità del prodotto - dall'auto elettrica al self drive car – i diritti di rappresentanza sindacali.

Il meeting è stato utile per scambiare informazioni sulla situazione contrattuale e salariale. Tutti i delegati dei sindacati presenti hanno condiviso un testo in cui si propongono d'impegnarsi perché siano rispettati la libertà dei lavoratori a potersi scegliere il sindacato e i delegati, a poter ratificare gli accordi.

A tale proposito la delegazione italiana della Fiom - composta da Michele De Palma (responsabile Fiom per Fca e Cnhi), Stefano Maruca (responsabile internazionale Fiom) e Federico Bellono (segretario generale Fiom Torino) - ha dichiarato: "E' stata presa una decisione efficace nell'ultimo meeting globale a Torino decidendo di venire a Detroit. L'Uaw e Industriall Global Union hanno supportato un passo decisivo nel confronto con l'azienda. Nel meeting globale tutti i sindacati sono allo stesso tavolo, hanno gli stessi diritti d'informazione e confronto con il management. In Italia non è così, ma obiettivo della Fiom è raggiungere questo risultato per garantire ai lavoratori il diritto di poter decidere la rappresentanza attraverso la contrattazione e con il voto sugli accordi, come del resto accade negli Usa.

La mancanza di confronto e partecipazione è però un problema di sistema in Italia. L'assenza di un ruolo del governo nel programmare le politiche industriali del settore rappresenta un danno alla competitività che si scarica sui lavoratori. Il futuro dell'industria dell'auto è al centro delle attenzioni di tutti gli altri governi, vista la riorganizzazione in corso attraverso processi di fusione.

Investire nell'auto ecologica e connessa è una sfida cruciale per l'occupazione e la formazione dei lavoratori italiani. Nel mondo è aperto un aspro confronto nel settore dell'automotive: saranno gli investimenti pubblici e privati a garantirne il futuro, sia occupazionale che ambientale."

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 17 marzo 2017

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