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19 Dicembre 2018
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Leonardo. Nuovo piano industriale e contrattazione aziendale


Nella giornata di giovedì 19 luglio, presso la sede nazionale della Fiom Cgil, si è tenuto il Coordinamento sindacale nazionale di Leonardo: erano presenti l'Esecutivo nazionale, le strutture territoriali e la delegazione trattante.

L'incontro è stato convocato per mettere a punto una valutazione più approfondita e condivisa sul nuovo Piano industriale, a conclusione di tutte le informative divisionali e dopo l'incontro con l'Amministratore Delegato, oltre che per avviare una discussione sulla piattaforma per il rinnovo della contrattazione aziendale.

Piano Industriale 2018-2022

Se è vero che l'azienda è riuscita a superare un passaggio stretto rispetto agli anni precedenti attraverso la ristrutturazione del debito, la razionalizzazione delle proprie procedure interne, l'avvio di un processo di qualificazione della supply chain, gli interventi sulla qualità (a partire da alcune Divisioni), purtroppo le strategie delineate dal Piano per i prossimi anni (forse in linea con una una gestione di tipo ordinario) risultano del tutto inadeguate a fronteggiare sia le incertezze che pesano sul futuro di alcuni fondamentali mercati di riferimento, in particolare di quello britannico e di quello statunitense, sia i grandi processi di concentrazione in atto nel settore, a partire da Airbus e Boeing, con le loro recenti operazioni.

Nel settore Spazio lo scarso presidio di Leonardo e del Governo degli equilibri interni alla Space Alliance europea rischia di relegare in una posizione minoritaria le due JV Telespazio e Thales Alenia Space, indebolendone le enormi potenzialità, mentre tutti i governi stanno aumentando i finanziamenti istituzionali a supporto dei programmi e delle attività gestite con tecnologia satellitare.

Infine il nodo dei futuri assetti industriali nella cantieristica navale, a seguito dell'accordo Fincantieri-Stx, resta centrale rispetto alla salvaguardia delle attività svolte dalle Divisioni Elettronica e Sistemi di Difesa, vere e proprie eccellenze tecnologiche per Leonardo.

Ricavi e redditività a consuntivo di fine 2017 non hanno risposto alle attese, soprattutto per quanto riguarda il settore elicotteri, ridimensionando le previsioni economiche e finanziarie ottimistiche che nel novembre 2017 l’Amministratore delegato aveva promesso. Il primo trimestre 2018 di Leonardo si è chiuso con un risultato netto ordinario di 50 milioni di euro, rispetto ai 49 milioni di euro del primo trimestre di un anno fa, ma la capacità di una ripresa sostenuta dal 2020 in poi per un'azienda un po' più solida, ma senz'altro più piccola che in passato, non è affatto scontata.

Nel frattempo lo scenario geopolitico è in rapido movimento.

Brexit rischia di compromettere gli investimenti fatti da Leonardo in Uk, essendo ad oggi poco chiaro se ed in quale misura la Gran Bretagna parteciperà ai progetti di Difesa europei. Alla politica protezionistica di Trump e alla sua manifesta ostilità verso i paesi Euro Francia e Germania oppongono l'aggressività delle loro imprese nazionali nei settori della Difesa e dell'Aerospazio, mentre si affacciano al mercato i concorrenti cinesi e dei paesi emergenti.

La nostra valutazione, come Fiom-Cgil, è che in questo contesto, per molti versi straordinario, Leonardo non possa permettersi una gestione ordinaria, ovvero non possa restare ferma. Occorrono iniziative straordinarie a partire dal ruolo del Governo nazionale che deve mettere in campo un protagonismo forte per:

    rafforzare la struttura patrimoniale del Gruppo, attraverso un soggetto istituzionale pubblico, per esempio Cassa Depositi e prestiti, per liberare risorse utili a finanziare nuove tecnologie e nuovi prodotti

    costruire alleanze internazionali dinamiche nel nuovo scenario geopolitico in movimento,

    mettere in campo una stagione di politiche industriali di sostegno all'industria del settore

    investire nel mercato interno, che ad oggi assorbe appena il 18% dei prodotti

Quanto a Leonardo la riconferma della scelta One Company, che condividiamo, non basta. Bisogna completare la transizione dalle ex aziende alla Holding attraverso:

    la valorizzazione delle capacità industriali di ciascuna Divisione, da quelle a più alta profittabilità a quelle con carichi di lavoro di lungo respiro

    l'applicazione corretta del modello di relazioni sindacali disegnato dall'Accordo One Company, che riconfermiamo come presupposto della futura contrattazione integrativa aziendale

Piattaforma per il rinnovo della contrattazione aziendale

Nel corso dell'incontro abbiamo avviato la discussione sul rinnovo della contrattazione aziendale prossima alla scadenza. La piattaforma verrà costruita in modo partecipato attraverso il confronto con i lavoratori nelle sedi e sui territori, contestualmente alla discussione congressuale in cui è impegnata la nostra categoria all'interno del Congresso della Cgil.

Questo rinnovo contrattuale dovrà portare a termine la definizione di istituti a carattere collettivo, disegnando un sistema di Welfare contrattato, incrementare il salario, rivalutando Pdr, trasferte estere e indennità turni, costruire un moderno sistema delle professionalità, mettere a punto un nuovo modello di inquadramento professionale, rilanciare il tema della salvaguardia occupazionale in caso di cambio appalto.

Su questa base apriremo successivamente il confronto con Fim e Uilm per arrivare alla costruzione della piattaforma unitaria da presentare all'azienda entro la fine dell'anno.


Fiom nazionale


Roma, 20 luglio 2018
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