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24 Febbraio 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

22 items tagged "Salute"

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Salute e sicurezza. Nota su inidonietà fisica e psichica

Category: News Sas
Creato il Mercoledì, 15 Febbraio 2017 18:23

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Stanno arrivando da tante strutture territoriali della Fiom, comunicazioni di licenziamenti di lavoratori per inidoneità fisica e psichica.

Vogliamo ricordare a tutti alcune informazioni di base relative alla presunta accertata inidoneità e di inoltrare queste comunicazioni non solo agli RLS ma all'insieme delle RSU e agli uffici vertenze.

Il giudizio di idoneità può essere parziale, temporanea, con prescrizioni o limitazioni o di inidoneità temporanea o permanente secondo il giudizio del medico competente come prescrive l'art. 41 del comma 6 del Dlgs 81/08 (Testo Unico).

Il medico competente esprime per iscritto, non verbalmente, come tante volte succede, il proprio giudizio e deve darne copia al lavoratore e al datore di lavoro. Nel caso di una inidoneità temporanea devono essere chiaramente indicati i limiti temporali di validità e le possibili mansioni ove il lavoratore può essere ricollocato.

L'art. 42 del Testo Unico inoltre precisa che il datore di lavoro a fronte di un giudizio di inidoneità di un lavoratore alla mansione specifica, deve ottemperare a quanto disposto dalla Legge del 12 marzo 1999 n° 68 e di conseguenza prima di attivare interventi di sospensione dal lavoro odi licenziamento deve adibire il lavoratore in altre mansioni equivalenti o in difetto, a mansioni inferiori garantendo lo stesso trattamento.

E' necessario che le RSU si impegnino a una individuazione preventiva delle mansioni possibili, ove ricollocare i lavoratori con inidoneità, anche attraverso un franco confronto con l'insieme dei lavoratori, affinché siano liberate postazioni lavorative utili per gli inidonei e sia impedita la dichiarazione della azienda della non esistenza di mansioni consone al lavoratore inidoneo.

Ricordiamo inoltre che è sempre vigente la legge che vieta il licenziamento delle persone, le quali sono state riconosciute come disabili se prima non si sia, come definisce la Legge 216/2003 tentato di adottare accomodamenti al luogo o alla postazione di lavoro per tentare il reinserimento lavorativo. Gli accomodamenti consistono nella rotazione, riduzione d'orario ect.

E' estremamente utile che le RSU e gli RLS propongano alle aziende corsi di formazione a favore dei lavoratori inidonei e/o anziani, con la partecipazione della dirigenza, per verificare congiuntamente la possibilità di adattare le mansioni alle inidoneità riscontrate.

Inoltre l'Inail recentemente ha messo a disposizione delle aziende con lavoratori infortunati o tecnopatici (inidonei) rilevanti finanziamenti che possano abbattere gli ostacoli per il reinserimento. Le norme in questione sono la Determina Inail n° 258 del 11 luglio 2016 e la Circolare Inail n° 51 del 30 dicembre 2016.

I licenziamenti possono e devono essere impediti se saremo in grado di utilizzare efficacemente tali leve.

Anche questi temi affronteremo nell'Assemblea Nazionale Fiom sulla tutela della sicurezza e salute dei lavoratori che si svolgerà venerdì 7 aprile a Padova e alla quale chiamiamo alla massima partecipazione.

 

Fiom nazionale

Maurizio Marcelli

Vaccinazioni: calendario vaccinale e rischi per la salute

Category: News Sas
Creato il Mercoledì, 18 Gennaio 2017 14:01

In allegato, una nota dell'Ufficio Medico Legale dell'Inca Cgil nazionale che fornisce una corretta ed estesa informazione sui vaccini, sulla loro innegabile utilità, sui problemi che possono derivarne, sulla smentita di varie e sconcertanti notizie che sono circolate, relative alla pericolosità degli stessi e in ultimo è presente nella stessa nota un memo sul cronogramma relativo alla tempistica delle vaccinazioni e chi ne è interessato.

La nota dell' Inca Cgil crediamo non sia apprezzabile solo per una conoscenza di cosa sono i vaccini e della loro utilità ma anche utilizzabile dai lavoratori e dalle lavoratrici, soprattutto, quelle in età fertile e/o in gravidanza nel quadro della sorveglianza sanitaria attivata dalle aziende, ma anche utile alla protezione sanitaria dei figli.

Fiom Caserta. "La salute non si scambia" Seminario di formazione per Rls

Category: Fiom Caserta - Aversa - Marcianise
Creato il Giovedì, 07 Luglio 2016 17:50

COMPETENZA E DETERMINAZIONE - RLS

"LA SALUTE NON SI SCAMBIA"

 

SEMINARIO DI FORMAZIONE PER RLS

ORGANIZZATO DALLA FIOM-CGIL DI CASERTA

 

PARTECIPA: MAURIZIO MARCELLI, FIOM-CGIL NAZIONALE

 

16 07 14-RLS-CASERTA

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Diario dal Canada: Conferenza su salute e sicurezza con visita a uno stabilimento Fca

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Venerdì, 27 Maggio 2016 16:29

marcelli canada

Dal 5 all'11 di questo mese di maggio sono stato in Canada a Toronto su invito del sindacato canadese Unifor, sindacato dell'industria, delle telecomunicazioni e servizi con il quale, da tempo, intratteniamo positive relazioni.

Occasione del viaggio è stata la Conferenza nazionale su salute e sicurezza tenuta da Unifor dal 6 all'8 nelle strutture del villaggio di vacanze, dello stesso sindacato a Port Elgin sul lago Eire. I giorni restanti sono stato impegnato nella visita degli stabilimenti automobilistici della Chrysler di Brapton e Windsor e nella stessa località dello stabilimento di componentistica auto della Magna.

La conferenza è stata di grande interesse, in quanto ha affrontato in apposite sessioni di lavoro questioni che sono rilevanti anche per noi.

Dopo l'apertura della sessione plenaria, con una breve introduzione della responsabile di salute e sicurezza, Sari Sarainen, e nella quale è stato letto anche il messaggio e il contributo alla discussione della Fiom, applauditissimo, si è proseguito con l'attività in sessioni tematiche.

Si è discusso su come avanzare nella campagna che Unifor ha da tempo lanciato, che richiede la totale messa al bando dell'amianto, in quanto il Canada, essendo produttore, ritarda a fare la scelta in tal senso, mettendo pericolosamente a rischio la vita di tanti lavoratori e cittadini.

Si è affrontato anche il tema dello stress correlato al lavoro, in quanto, questa patologia, sta interessando un numero sempre più alto di lavoratori canadesi anche per l'accentuarsi dei processi di automazione nei luoghi di lavoro sia nell'industria che nei servizi, con l'estraneazione dei lavoratori e l'alienazione conseguente,e per l'aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro. Il tema è stato affrontato individuando le azioni necessarie per eliminare questo rischio, anche decidendo di rivendicare con determinazione una diversa organizzazione del lavoro e contrastando efficacemente l'aumento dei ritmi del lavoro, che le imprese stanno portando pericolosamente all'obiettivo di 60 secondi di lavoro nel minuto. Si è discusso anche dei “comportamenti” che le rappresentanze sindacali devono realizzare per “sostenere” i lavoratori che, eventualmente, cadono nel disagio psichico. Le pratiche che Unifor realizza su questa questione, sostenute anche da una utile legislazione sono di grande rilevanza ed efficacia.

La conferenza ha lanciato anche un'estesa campagna contro la diffusione nelle aziende di programmi per la sicurezza sul lavoro fondata sull'ideologia Behavoriana, portata avanti dalla società di consulenza DuPont. Questi programmi e questa ideologia tendono a scaricare la responsabilità degli infortuni sui lavoratori, mettendo l'accenno sui comportamenti sbagliati del singolo piuttosto che sulle deficienze dei sistemi di prevenzione. Questi programmi identificano l'infortunio come causato da errori umani e di conseguenza determinano sempre provvedimenti disciplinari contro il lavoratore. Il tentativo delle aziende è di interpretare la non sicurezza nel lavoro solo come espressione dei cattivi comportamenti del singolo lavoratore che non rispetta le procedure e non come comportamenti errati, che arrivano anche al dolo da parte delle stesse imprese. Anche da noi questa pratica si sta diffondendo e si registrano sempre più provvedimenti disciplinari nei confronti di lavoratori che si infortunano, addossando la responsabilità dell'infortunio ai comportamenti del singolo e non come invece è in realtà a causa delle procedure di prevenzione inesistenti.

A tale proposito la conferenza ha presentato un manuale per la gestione degli infortuni che in tempi brevi spero di far tradurre e di inviare a tutti gli Rls.

La discussione è proseguita nella sessione plenaria, con l'intervento del presidente nazionale di Unifor, Jerry Dias. ed è terminata con le conclusioni di Sari Sairanen che noi conosciamo in quanto ha partecipato alla nostra assemblea nazionale salute e sicurezza di Firenze dell'aprile 2015.

Anche con questa conferenza, mi pare che si possa dire che si è riconfermata la vitalità di questa organizzazione sindacale che con i suoi più di 300.000 iscritti è la realtà sindacale più estesa del Canada e estremamente rappresentativa soprattutto nel lavoro industriale come ho potuto verificare con le visite negli stabilimenti della Chrysler e della Magna.

Negli anni passati con la costituzione di FCA era stata forte la preoccupazione di Unifor di una possibile dismissione degli stabilimenti canadesi della Chrysler a vantaggio di quelli degli Stati Uniti tenendo conto che Detroit è al di la di un fiume che separa dal Canada. Oggi queste preoccupazioni non solo sono venute meno ma, addirittura, per alcuni stabilimenti si è in presenza di un aumento dell'occupazione a fronte dei massicci investimenti realizzati in quanto il mercato dell'auto americano necessita che tutti gli stabilimenti facciano la produzione.

È lo stabilimento di Windsor dove FCA ha deciso di investire di più, sia nel progettare il nuovo van “Chrysler Pacifica” che sostituisce tutti vecchi modelli, compreso il “Voyager”, venduto in Europa, sia nel processo produttivo con l'introduzione del WCM, con tutte le conseguenze che ben conosciamo ma con una differenza da quello che avviene negli stabilimenti italiani di Fca e cioè una forte attenzione alla qualità, e alla partecipazione dei lavoratori che da noi invece è totalmente escluso. Fca ha realizzato anche nello stabilimento un livello di automazione che non ha eguali in altri stabilimenti aumentando gli occupati, di oltre 1.700 nuovi lavoratori a tempo indeterminato che si aggiungono ai 3.500 già in forza.

Nella visita che ho fatto, in piena libertà, senza presenza di dirigenti o di vigilanza ma solo accompagnato dai rappresentanti sindacali ho pensato che, tale livello di automazione del processo produttivo non renda molto lontana e solo futuribile l'idea della fabbrica 4.0 e ho potuto constatare che le linee di produzione sono state progettate secondo anche le indicazioni ergonomiche dei rappresentanti sindacali presenti in azienda con il risultato che sicuramente è stata ridotta la fatica fisica e l'incidenza delle patologie muscolo-scheletriche, anche se è in aumento il disagio psichico tra i lavoratori. Secondo i rappresentanti sindacali su 5.200 addetti solo 350 sono inidonei, un dato estremamente basso se pensiamo al numero di inidonei degli stabilimenti italiani.

Anche se la capacità di rappresentanza e di intervento da parte dei rappresentanti sindacali è notevole, anche tenendo conto del numero elevato di rappresentanti che sono nello stabilimento ma non sono in produzione molti problemi rimangono ancora insoluti, quale per esempio la cadenza elevata: circa 44 secondi nel minuto, il ridotto numero di pause: due di 10 minuti ciascuno, più la pausa mensa di 30 minuti, con turni di 8 ore al giorno, con 18 turni, lavorando dal lunedì al sabato compresi e con una produzione che si attesta sulle 1.200 auto al giorno, lavorando su 3 turni.

Le stesse questioni sono state rilevate nella visita allo stabilimento di componentistica Magna, che è in pieno sviluppo e dove i rappresentanti sindacali mi hanno dichiarato che è volontà del gruppo di espandersi anche in Italia.

Unifor è un'organizzazione sindacale molto permeata dal modello americano ma con aspetti che la differenziano molto quale la intransigenza nel difendere l'autonomia e indipendenza del sindacato e non volersi rinchiudere nel recinto solo aziendalistico.

In conclusione è stato un viaggio estremamente interessante, sia per consolidare i rapporti con un sindacato molto vicino a noi, sia per permettere a un rappresentante della Fiom visite a stabilimenti Chrysler (FCA) che da noi non sono permesse.

 

Roma, 25 maggio 2016

 

Sas. Aspettativa di vita

Category: News Sas
Creato il Martedì, 03 Maggio 2016 17:05

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Pochi i commenti, apparsi dopo che l'Inail ha comunicato gli infortuni sul lavoro e il numero dei morti sul lavoro nel 2015, che hanno messo in luce una evidente contraddizione tra i dati, considerato che i morti sul lavoro sono aumentati a 1172 contro i 1009 lavoratori morti nel 2014, mentre le denunce complessive di infortuni sono diminuite passando alle 632665 del 2015 rispetto alle 658514 dell'anno precedente con un calo del 3,9%.

Questa contraddizione può essere spiegata solo con i comportamenti delle imprese che tendono a nascondere le denunce per infortuni.

I morti sul lavoro non si possono nascondere ma gli infortuni si, come avviene ormai da una decina di anni, con l'omissione delle denunce, che infatti diminuiscono del 23,9%, trasformandoli in malattia o usando i voucher, quando gli infortuni avvengono e non possono essere nascosti per nascondere invece il lavoro nero.

Il dato dell'aumento delle morti sul lavoro è gravissimo in quanto avviene dopo che nel periodo 2010/2014 si era assistito a una flessione del 24,2% e accompagnandosi a un sostanziale e reale aumento degli infortuni, anche se non vengono denunciati, per le pressioni, le minacce e ricatti nei confronti dei lavoratori da parte delle imprese.

La realtà ci consegna una condizione lavorativa che nella crisi generale sia per i nuovi processi lavorativi che si sono affermati che per la non applicazione delle procedure di sicurezza è gravemente deteriorata.

Questa drammatica realtà colpisce pesantemente tutto il settore industriale, in tutte i segmenti, con aumenti anche del 22% , mentre il solo segmento auto riscontra un contenuto aumento degli infortuni mentre aumentano le ore di assenza per malattia.

Gli elementi nuovi che emergono dai dati Inail sono anche l'aumento delle denunce per malattie professionali e l'esteso coinvolgimento negli infortuni dei lavoratori anziani, che costretti alla permanenza prolungata nel lavoro facilmente a causa dell'età incorrono nell'infortunio.

Il quadro che ci appare rappresenta una situazione determinata non dal caso ma dall'atteggiamento e comportamenti delle imprese attente solo agli incrementi sempre più elevati della produttività e totalmente disattente alla prevenzione e alla sicurezza e alla tutela della salute dei lavoratori.

Una situazione resa ancor più drammatica dalle politiche governative che stanno riducendo sempre più le risorse finanziarie per la prevenzione sia sul fronte della sicurezza sul lavoro che su quello della tutela della salute e del benessere dei cittadini e dei lavoratori.

Un Servizio Sanitario Nazionale che chiede sempre più ai cittadini il pagamento delle prestazione determina il venir meno dell'accesso universale alle cure mediche con la conseguenza del peggioramento della salute degli italiani e la riduzione della aspettativa di vita.

Il taglio delle risorse finanziarie alle Regioni sta facendo venir meno la capacità e l'efficienza dei Servizi di Prevenzione a cominciare da quelli sul lavoro, con la conseguenza che non ci sono quasi più i controlli nelle imprese e quando ci sono appaiono anche per la scarsa professionalità degli operatori, totalmente inefficaci.

Forse è arrivato il tempo che nei luoghi di lavoro si riapra una stagione di contrattazione collettiva sull'organizzazione del lavoro, sui carichi e ritmi di lavoro, sulle condizioni degli ambienti ove si lavora, sulla definizioni di procedure chiare che escludano il rischio lavorativo, che affermi la dignità dei lavoratori contro pressioni e ricatti di ogni genere.

Dai luoghi di lavoro deve anche partire una nuova vertenzialità territoriale che affermi la centralità dei servizi di prevenzione che devono essere mantenuti e valorizzati nelle scelte finanziarie delle Regioni.

La tutela della salute e della vita è un bene assoluto che deve essere difeso contro ogni scambio.

Per il governo registrare gli infortuni è un optional

Category: News Sas
Creato il Mercoledì, 20 Gennaio 2016 15:50

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Il governo con il decreto legislativo 151/2015 del 23 dicembre ha abolito di fatto – anche se non formalmente - il Registro degli infortuni, ove sono iscritti tutti gli infortuni, di qualsiasi entità, avvenuti in ogni azienda o stabilimento, anno per anno e che almeno una volta all'anno doveva essere consegnato, previa richiesta, agli Rls, consentendogli cosi di valutare efficacemente l'applicazione delle norme e delle procedure in materia di sicurezza.

L'abolizione di fatto è avvenuta in una maniera che non è azzardato definire “truffaldina” come è ben spiegato nell'articolo che alleghiamo, di Gino Rubini, tratto dalla ultima newsletter “ Diario della prevenzione”.

E' opportuno comunque, che gli Rls continuino a chiedere la consegna del Registro degli infortuni, diffidando le aziende che non volessero accedere a tale richiesta, in quanto non esiste nessuna norma che cancella il Registro.

 

Maurizio Marcelli

ufficio Salute ambiente e sicurezza Fiom-Cgil

Ufficio Sas. Programma 2016

Category: News Sas
Creato il Giovedì, 14 Gennaio 2016 16:37

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Stiamo definendo il programma delle azioni necessarie per far avanzare la nostra capacità di tutela della salute dei lavoratori metalmeccanici per il 2016, partendo da alcune condizioni che dobbiamo essere capaci di affrontare. La prima è quella relativa a un peggioramento complessivo delle condizioni lavorative che determinano un aumento degli infortuni compresi quelli mortali e l'insorgere in maniera diffusa di patologie correlate alle attività lavorative. C'è poi un progressivo indebolimento delle norme di sostegno alla tutela della salute, a causa degli interventi del governo che in nome della semplificazione, sta di fatto disarticolando e disattivando il dlgs. 81/08 e tutto ciò in presenza di un ruolo sempre meno incisivo degli enti e strutture preposti alla vigilanza.

In questo contesto si inserisce poi la positiva realtà del rinnovo delle Rsu e degli Rls che ha visto un notevole ricambio a svantaggio però delle competenze necessarie agli stessi Rls.

Per questi motivi serve, riteniamo, un rinnovato e più deciso impegno sulla formazione e nell'immediato abbiamo individuato le seguenti azioni:

  • chiediamo a tutte le strutture che non l'abbiano già fatto, di inviare entro febbraio al massimo,gli elenchi degli Rls affinché si possa realizzare il nuovo data base aggiornato;

  • è necessario che si programmi in ogni territorio almeno una giornata di aggiornamento sulle tematiche della salute;

  • dovendo ripartire con una estesa campagna di formazione di base per gli rls di nuova nomina, è opportuno che si calendarizzino i corsi di 2 giorni, tenuti dalla Fiom nazionale, con una presenza di almeno 20 Rls. I corsi possono essere territoriali oppure regionali o interprovinciali;

  • a febbraio, marzo, aprile si concluderanno con lo svolgimento della terza giornata i corsi svolti a Cantù, Varese e Macerata ( Marche) sulla conoscenza dei metodi Ocra e Niosh, è necessario fin da ora sapere se altre strutture regionali e territoriali sono interessate nel corso del 2016 allo svolgimento di tali corsi tenuti dal professor Occhipinti ;

  • come è già avvenuto in alcuni territori è opportuno fare approfondimenti specifici sul rischio da stress correlato al lavoro tale da determinare le condizioni per l'effettuazione di una nuova e credibile valutazione da parte delle aziende del rischio stesso.

In questo rinnovato impegno formativo, pur capendo tutte le difficoltà presenti, è necessaria la partecipazione non solo degli Rls ma anche di altri componenti delle Rsu e di almeno un componente delle segreterie.

Entro un mese saranno a disposizione di tutte le strutture i due manuali che abbiamo realizzato in questi anni, sia quello del 2009 che quello più sintetico dell'anno passato che stiamo correggendo e che ristamperemo.

Il lavoro delle donne e il tumore del seno: il punto sulle conoscenze

Category: Rischi per la salute
Creato il Venerdì, 06 Novembre 2015 17:09

Proseguiamo la pubblicazione del rapporto pubblicato nell’agosto 2015 dal Breast Cancer Fund statunitense

 

LEGGI ANCHE:

Sas. Nota su tumore al seno

Il 21 novembre a Roma: difendiamo il diritto alla salute. [volantino]

Category: 21 novembre 2015. Manifestazione nazionale Fiom. Unions! Per giuste cause
Creato il Mercoledì, 04 Novembre 2015 18:51

15 11 04-volantino salute-web Pagina 1

La legge finanziaria presentata dal governo e in discussione in queste ore in Parlamento, in continuità con il passato, ancora una volta si basa su tagli alla spesa pubblica a partire dalla sanità, su una politica di privatizzazioni e di svendita del patrimonio pubblico, su una politica fiscale ingiusta a favore delle imprese e della rendita e a scapito del lavoro dipendente.

Creando ulteriore ingiustizia non riduce la tassazione sul lavoro ma quella sulle proprietà immobiliari e utilizza le risorse di tutti per distribuire a pioggia in favore delle imprese.

Per poter finanziare queste misure ingiuste il governo riduce i finanziamenti ai servizi essenziali – sanità, istruzione, trasporto pubblico – e conferma una scelta di fondo nelle politiche sociali messe in campo: il nostro paese é agli ultimi posti in Europa negli investimenti nella protezione sociale.

La manovra finanziaria del governo riduce il finanziamento alla sanità pubblica di 4,5 miliardi nel 2016, programma per gli anni successivi ulteriori tagli alla sanità per risparmiare sulla salute degli italiani: dal 2016 e fino al 2019 taglia complessivamente 20 miliardi di euro al servizio sanitario nazionale.

Non vengono garantiti i livelli essenziali di assistenza; al contrario l’inserimento di nuove prestazioni non accompagnate da nuove risorse creerà una inaccettabile selezione delle prestazioni perché aumentano le prestazioni da garantire ai cittadini ma diminuiscono le risorse necessarie al loro finanziamento.

La riduzione delle risorse pubbliche e l’aumento dei ticket spingeranno ancor di più i cittadini verso una sanità privata a pagamento, negando a milioni di persone il diritto alla salute garantito dalla nostra Costituzione e creando ulteriori ingiustizie e diseguaglianze.

La legge finanziaria impone inoltre alle Regioni per gli anni 2017, 2018 e 2019 un «contributo alla finanza pubblica» che produrrà ulteriori tagli alla spesa sanitaria, con un aumento dei ticket e delle tasse locali, e una riduzione dei servizi in generale a partire dal trasporto pubblico.

Con questa legge il governo viene meno all'impegno di mantenere i risparmi realizzati con la razionalizzazione della spesa sanitaria all’interno del Servizio Sanitario Nazionale per servizi migliori e più adatti ai nuovi bisogni della salute e usa la sanità per finanziare altre scelte come il taglio dell’IRAP alle aziende agricole ed ai lavoratori autonomi: si riducono le tasse alle imprese e si tagliano le prestazioni sanitarie.

 

Contro le scelte sociali del governo Renzi. Contro le misure contenute in finanziaria.
Per difendere il diritto alla salute. per garantire i livelli essenziali di assistenza.

Per salvaguardare un sistema sanitario pubblico.

 

IL 21 NOVEMBRE 2015 LA FIOM SCENDE IN PIAZZA A ROMA INSIEME ALLE ASSOCIAZIONI, AI MOVIMENTI, ALLE PERSONE CHE IN QUESTI ANNI SI SONO BATTUTI E CHE VOGLIONO CONTINUARE A FARLO PER CONTRASTARE LE POLITICHE DI AUSTERITÀ.
INSIEME PER AVVIARE UNA MOBILITAZIONE VASTA CHE, IN COERENZA CON LE LOTTE DELLO SCORSO AUTUNNO, COINVOLGA TUTTE LE CATEGORIE DEL MONDO DEL LAVORO E TUTTA LA CGIL.

 

Salute ambiente e sicurezza. Iniziativa sui rischi muscolo-scheletrici

Category: Eventi SAS
Creato il Giovedì, 01 Ottobre 2015 11:40

15 10 07-SeminarioRLS


Vi inviamo, in allegato, la locandina dell'iniziativa sui rischi muscolo-scheletrici promossa dalla Fiom della Lombardia con la partecipazione della Cgil il prossimo 7 ottobre e alla quale chiediamo la partecipazione anche dei territori e non solo della Lombardia.
Tale iniziativa è utile anche al fine di programmare per il 2016 l'organizzazione dei corsi di formazione sull’apprendimento dei metodi valutativi per la conoscenza dei rischi muscoloscheletrici tenuti dai docenti di EPM (Ergonomia della postura e del movimento) di Milano.
Fino ad ora sono stati realizzati corsi che hanno coinvolto più di 260 Rls i quali anche con l'utilizzo di appositi software - sono stati messi in condizione di valutare le singole postazioni di lavoro aprendo di conseguenza il relativo - confronto con le direzioni aziendali. Questo lavoro deve continuare anche nel 2016 con ulteriori corsi.

 

 

Bellavita: “A Stagno di Livorno l'Eni appalta mettendo a rischio salute e lavoro”

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Martedì, 28 Luglio 2015 17:27

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Sergio Bellavita, per la Fiom-Cgil ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

I lavoratori di tutte le aziende in appalto nella raffineria Eni di Stagno a Livorno sono in mobilitazione straordinaria contro la scelta di tre aziende che subentreranno nell'appalto Eni di non garantire l'occupazione. E' inaccettabile che la cosiddetta sfida per la riduzione dei costi venga giocata sulla pelle di chi lavora, sui salari e persino sulla sicurezza e la salute delle popolazioni.

Il meccanismo del massimo ribasso è nemico dei diritti del lavoro, della qualità e della sicurezza e per questo va combattuto. Nel perseguire queste politiche l'Eni si assume direttamente una responsabilità pesantissima.

Siamo con tutti i lavoratori che lottano per difendere la dignità del lavoro, l'occupazione! Nessuno resti indietro!

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 28 luglio 2015

SAS: nota su infortuni

Category: News Sas
Creato il Giovedì, 11 Giugno 2015 16:09

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Nel proliferare di dati ottimistici sull’uscita dalla crisi e sull’aumento della occupazione i portavoce governativi hanno fatto calare il silenzio sul dato inquietante delle morti sul lavoro, registrato nel primo quadrimestre 2015, che è aumentato, pur rimanendo statisticamente costante la riduzione delle ore lavorate e il numero degli occupati, rispetto al periodo gennaio/aprile 2014.

I dati sono stati forniti dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre.

Dal mese di gennaio al mese di aprile 2015 sono morti 223 lavoratori. A questo dato sono da aggiungere i lavoratori morti in itinere per un totale di 305 morti rispetto ai 269 morti del primo quadrimestre dell’anno passato, con un incremento del 13,4%.

Purtroppo questi dati non ci offrono per intero il quadro della drammatica situazione, perché sono basati sui dati Inail, riferiti solo ai lavoratori in regola senza conteggiare i lavoratori morti o infortunati che lavorano in nero e nell’illegalità, soprattutto migranti e giovani e altri per i quali non è obbligatoria l’iscrizione all’Inail. Dunque il conto finale sarà ancora più grave.

Drammatico è anche il dato che interessa il settore manifatturiero, pari al 10,08% e superiore allo stesso pesante dato delle costruzioni.

La Lombardia è capolista della triste classifica dei lavoratori morti per ciascuna regione, con ben 37 morti dall’inizio dell’anno, mentre è l’Umbria a guidare il primato del rischio di mortalità più elevato rispetto alla popolazione lavorativa.

Questi dati ci portano alla conclusione che oggi a fronte di pochissimi e fragili segnali di ripresa produttiva, si sta lavorando nell’assenza totale delle procedure di sicurezza, con la richiesta alle lavoratrici e ai lavoratori di incrementare le prestazioni cancellando l’obbligo a quel rispetto delle norme che sono l’unica garanzia per tutelare la propria salute e la propria vita.

La Fiom chiede a tutte le strutture e agli Rls, soprattutto in quelle regioni e territori che sono più a rischio, di aumentare il proprio impegno per realizzare concretamente la prevenzione senza deroghe e franchigia di sorta.

Stesso Lavoro, Stessi Diritti: Messina, 24 giugno. Convegno nazionale sul settore del petrolchimico

Category: Eventi
Creato il Venerdì, 05 Giugno 2015 16:51

Convegno nazionale sul settore del petrolchimico si terrà il 24 giugno a Messina. In allegato la locandina e il programma dei lavori.

15 06 24-locandina

 

LOGOFIOM-180X120

Lavoro si, ma non a ogni costo

Stesso Lavoro, Stessi Diritti

Il salario, la sicurezza, la salute, non hanno categorie diverse

Convegno nazionale

Costruiamo politiche contrattuali e ambientali comuni negli stabilimenti petrolchimici

Per un modello di sviluppo ecocompatibile

 

24 giugno 2015 ore 9.30

 

SALONE DELLE BANDIERE | PIAZZA UNIONE EUROPEA | MESSINA

 

Apre i lavori: Salvatore Chiofalo, segretario generale Fiom Messina

Saluto di: Renato Accorinti, sindaco di Messina

Presiede lavori: Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom

Introduce: Sergio Bellavita, Fiom nazionale

Interventi di:

Massimiliano Del Vecchio, avvocato e membro della Consulta giuridica Fiom

Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne GreenPeace Italia

Emilio Miceli, segretario generale Filctem

Walter Schiavella, segretario generale Fillea

Fabrizio Solari, segretario nazionale Cgil

Giorgio Zampetti, responsabile scientificoLegambiente

Comitato NOTriv

Delegate e delegati Rsu

Conclude: Maurizio Landini, segretario generale Fiom

 

Inoltre parteciperanno

Antonio Mazzeo, giornalista

Mario Di Giovanna, stoppa la piattaforma

 

Stesso Lavoro, Stessi Diritti: Messina, 24 giugno. Convegno nazionale sul settore del petrolchimico

Category: Comunicati di settore
Creato il Venerdì, 05 Giugno 2015 16:51

Convegno nazionale sul settore del petrolchimico si terrà il 24 giugno a Messina. In allegato la locandina e il programma dei lavori.

15 06 24-locandina

 

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Lavoro si, ma non a ogni costo

Stesso Lavoro, Stessi Diritti

Il salario, la sicurezza, la salute, non hanno categorie diverse

Convegno nazionale

Costruiamo politiche contrattuali e ambientali comuni negli stabilimenti petrolchimici

Per un modello di sviluppo ecocompatibile

 

24 giugno 2015 ore 9.30

 

SALONE DELLE BANDIERE | PIAZZA UNIONE EUROPEA | MESSINA

 

Apre i lavori: Salvatore Chiofalo, segretario generale Fiom Messina

Saluto di: Renato Accorinti, sindaco di Messina

Presiede lavori: Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom

Introduce: Sergio Bellavita, Fiom nazionale

Interventi di:

Massimiliano Del Vecchio, avvocato e membro della Consulta giuridica Fiom

Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne GreenPeace Italia

Emilio Miceli, segretario generale Filctem

Walter Schiavella, segretario generale Fillea

Fabrizio Solari, segretario nazionale Cgil

Giorgio Zampetti, responsabile scientificoLegambiente

Comitato NOTriv

Delegate e delegati Rsu

Conclude: Maurizio Landini, segretario generale Fiom

 

Inoltre parteciperanno

Antonio Mazzeo, giornalista

Mario Di Giovanna, stoppa la piattaforma

 

Aeroporto di Fiumicino. Lavoratori a rischio. Presenza diossina

Category: Fiom Lazio
Creato il Martedì, 26 Maggio 2015 16:58

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La scrivente Organizzazione ritiene inammissibile il comportamento delle istituzioni Enac, Regione Lazio e ASL nel non aver dato, dal 7 Maggio, certezza delle analisi effettuate a seguito del grave incendio al Terminal 3 dell’Aeroporto di Fiumicino, soprattutto dopo le notizie di preoccupanti risultati dell’ARPA Lazio.

Ricordiamo come tutti i lavoratori e le lavoratrici presenti nell’area abbiano responsabilmente, in condizione di forte preoccupazione, assicurato e garantito l’apertura dei terminal.

La FIOM CGIL già in data 15/05/2015 ha attivato formalmente una richiesta di visita ispettiva alle autorità competenti ed è in corso la procedura di sollecito di intervento da parte della ASL Roma D e invitiamo ad effettuare ulteriori analisi anche in settori che riteniamo non siano stati supervisionati e analizzati adeguatamente dall’Arpa Lazio e da altri soggetti istituzionali.

Sollecitiamo tutte le aziende metalmeccaniche nel fornire gli opportuni strumenti(DPI) individuati dalla legge a tutela della salute dei loro dipendenti e le diffidiamo di agire in modo coercitivo verso i lavoratori nell’ esporli in aree dove l’Arpa Lazio avrebbe rilevato presenza di elementi tossici e altamente cancerogeni come diossina, PCB, furani.

Invitiamo quindi tutti i lavoratori a non esporsi in aree non adeguatamente bonificate e senza gli strumenti di protezione idonei e di rivolgersi ai delegati RLS ed RSU qualora vi siano inopportune pressioni.

Il Coordinamento FIOM-CGIL Aeroporto di Fiumicino condivide e sostiene l’ultimatum posto da CGIL-CISL-UIL Regionali alle Istituzioni competenti nel ricevere entro ventiquattrore le pubblicazioni delle analisi e le dovute e certificate rassicurazioni riguardo l’agibilità delle zone in cui operano tutti i lavoratori e le lavoratrici. In caso contrario saremo costretti ad assumere tutte le iniziative di lotta, compreso lo sciopero.

 

Coordinamento FIOM-CGIL Aeroporto Fiumicino

Roma, 26 Maggio 2015

Salute e sicurezza. Venerdì 10 aprile a Firenze l’Assemblea nazionale dei Rappresentanti dei lavoratori alla salute e sicurezza della Fiom.

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Mercoledì, 08 Aprile 2015 17:59

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“L’importante è la salute. Per un lavoro di qualità e in sicurezza, per la tutela dell’ambiente”. E’ questo il titolo dell’Assemblea nazionale degli Rls – i Rappresentanti dei Lavoratori per la Salute e Sicurezza - che la Fiom nazionale ha organizzato a Firenze per venerdì 10 aprile.

La relazione introduttiva sarà affidata a Maurizio Marcelli, Ufficio Salute Ambiente Sicurezza della Fiom nazionale. Interverranno, oltre agli Rls, Giorgio Assennato, Arpa Puglia; Massimiliano Del Vecchio, Consulta Giuridica Fiom; Francesco Forestiere, Osservatorio Epidemiologico Regione Lazio; Sergio Iavicoli, Dipartimento medicina, epidemiologia igiene del lavoro Inail, Salvo Leonardi, Associazione Bruno Trentin; Bruno Maggi, Università Bologna, Andrea Montanari, consulente aziendale; Emilio Rebecchi, psichiatra, Edo Ronchi, Fondazione Sviluppo Sostenibile; Gino Rubini, newsletter Diario della Prevenzione; Sari Sarainen, sindacato canadese Unifor; Fabrizio Solari, segreteria nazionale Cgil; Alfredo Zallocco, dipartimento prevenzione luoghi di lavoro Asl 4 Prato. Parteciperà ai lavori il segretario generale della Fiom-Cgil,  Maurizio Landini.

L’Assemblea nazionale si svolgerà venerdi 10 aprile 2015 ore 9.30 presso la Casa del Popolo di via San Bartolo a Cintoia, Firenze.

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 8 aprile 2015

Lavoro, ambiente e salute, il paradigma Taranto

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Mercoledì, 08 Aprile 2015 15:28

inquinamento

La più grande acciaieria d'Europa che si estende su una superfice doppia rispetto a quella della città che la ospita, la rapida ascesa della famiglia Riva nel gotha europeo dei produttori d'acciaio e il suo ancora più rapido declino, i 48 morti sul lavoro e le decine e decine di lavoratori che hanno subito un infortunio invalidante dal 1995, il rapporto a tutt'oggi ancora insoluto tra le produzioni altamente impattanti dal punto di vista ambientale e sanitario del colosso e una città separata da esso solo poche decine di metri: sono solo alcuni dei motivi per i quali il caso dell'Ilva di Taranto rappresenta un vero e proprio paradigma dei nostri tempi, in cui fanno fatica a coesistere il diritto al lavoro col diritto alla salute, garantiti entrambi dalla nostra Carta Costituzionale.

Gli eventi che si sono succeduti in rapidissima sequenza dal momento in cui sulla base di due diverse perizie - una chimica e l'altra epidemiologica - la magistratura di Taranto ha sequestrato senza facoltà d'uso gli impianti dell'area a caldo dello stabilimento ionico, ci consegnano a distanza di quasi tre anni una situazione ampiamente mutata negli aspetti gestionali della grande fabbrica ma ancora lontana dalla soluzione definitiva dei problemi reali che attengono la messa a norma degli impianti secondo le Bat ossia le migliori tecnologie disponibili.

Con l'ultimo decreto che è intervenuto sul caso Ilva alla vigilia di Natale la famiglia Riva è stata estromessa irreversibilmente dal controllo e dalla gestione del IV° centro siderurgico e dell'intero gruppo Ilva; è un aspetto di importanza primaria. Come Fiom-Cgil sin dal giorno dopo il sequestro del 26 Luglio 2012, per bocca del segretario generale nazionale Maurizio Landini in una drammatica assemblea di fronte a 4.000 lavoratori davanti all'ingresso dello stabilimento, siamo stati gli unici a considerare la proprietà dei Riva come il più grande ostacolo al cambiamento della fabbrica in un ottica di ecosostenibilità. Non avevamo assolutamente torto allora a dirlo in esplicito, fuori dai denti e nel momento più difficile, che chi aveva determinato la catastrofe non poteva (ma soprattutto non voleva) tirarci fuori dal guado e, anzi, avrebbe tentato di intraprendere un braccio di ferro con la magistratura che ci avrebbe fatto sprofondare per sempre.

Il piano ambientale che contiene tutte le misure da eseguire per sanare quel rapporto lacerato tra lavoro, ambiente e salute è la bussola e il termometro di quello che va fatto entro il prossimo anno. Si è fortemente in ritardo rispetto alla sua piena applicazione e il rispetto “quantitativo” piuttosto che quello “qualitativo” in relazione alla priorità delle prescrizioni, senza contare che allo stato attuale i ministri competenti si affannano a dire che non ci saranno ulteriori ritardi quando invece le evidenze fanno prevedere il contrario, sono elementi di debolezza che rischiano di squarciare in via definitiva il rapporto che c'è tra fabbrica e città, rapporto che si fa sempre più sottile man mano che il tempo passa.

Anche per quanto attiene il piano ambientale per l'Ilva la Fiom-Cgil è stata l'unica organizzazione sindacale che ha presentato le sue osservazioni di merito, chiedendo nello specifico che lo stesso piano fosse ancora più avanzato rispetto alla revisione dell'Autorizzazione integrata ambientale del 26/10/2012. Nello specifico chiedevamo, tra le altre cose:

  • di privilegiare gli interventi di innovazione di processo rispetto ai cosiddetti “end of pipe” (filtri o similari) in quanto in grado di garantire miglioramenti ancora più importanti sull'impatto ambientale;

  • che la Valutazione del danno sanitario come specificatamente inquadrata dalla legge regionale non fosse depotenziata ma che accompagnasse da subito gli interventi di adeguamento impiantistico anche rafforzandoli ed ampliandoli;

  • di predisporre da subito una rete di biomonitoraggio umano come strumento privilegiato per integrare le diverse sorgenti di contaminazione e le varie modalità di esposizione per tutti i lavoratori in quanto soggetti maggiormente esposti;

  • di rafforzare le Rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza, con l'istituzione di uno o più rappresentanti di sito produttivo, di dotare le Rls di una diversa organizzazione maggiormente legata ai reparti specifici ricalcando l'organizzazione aziendale per i tecnici della sicurezza che risulta orientata ad una specializzazione rispetto alle problematiche delle cosiddette “aree” (acciaieria, ghisa, tubifici, ecc), di percorsi formativi più estesi e particolareggiati in relazione agli ambiti che riguardano aspetti ambientali e sanitari, tutto questo in ragione non solo della immensa estensione dello stabilimento ma anche della sua estrema complessità (in Ilva sono presenti tutti, nessuno escluso, i fattori di rischio previsti dal T.U. 81/08) e della gravità della situazione in cui siamo immersi.

Ora che lo Stato ha preso in carico lo stabilimento ritengo sia necessario dare il segnale che anche nella materialità delle cose siamo ad un cambio di fase netto. Un esempio per tutti. Dopo la morte del collega Nicola D'Arcante per carcinoma alla tiroide il 15 maggio del 2014 nella officina carpenteria Ocm-Cap le organizzazioni sindacali con la Fiom-Cgil in testa hanno chiesto di provvedere ad uno screening tiroideo per i lavoratori del reparto. I risultati dello screening effettuato dall'ospedale Miulli hanno stabilito che il numero di lavoratori che presentano disfunzioni di diverso grado alla tiroide “sembra in linea con i dati della letteratura nazionale ed internazionale”. Per noi questo non è sufficiente: la Fiom territoriale contestualmente allo screening tiroideo ha chiesto ed ottenuto la disponibilità dell'Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale) e dell'Ares (Azienda strumentale della regione, con compiti di supporto tecnico-operativo per la programmazione sanitaria regionale) per uno studio epidemiologico per i lavoratori del reparto carpenteria. I dati dello screening infatti non determinano il nesso tra le patologie e l'esposizione lavorativa, cosa che invece uno studio epidemiologico è in grado di stabilire.

Gli studi epidemiologici e il biomonitoraggio umano, soprattutto per le aree dove è emerso che inquinanti, anche cancerogeni accertati, sono stati e vengono ancora emessi (cokerie con idrocarburi policiclici aromatici e benzo(a)pirene ed agglomerato con diossine e furani, tra gli altri) sono per noi il vero punto di svolta, più dello sblocco quanto mai necessario delle risorse per mettere a norma gli impianti e che tardano ad arrivare. Da questo punto di vista un vero cambiamento lo stiamo ancora attendendo e non ci sono segnali evidenti che presto o tardi arriverà. C'è la necessità di un approfondimento non più rinviabile rispetto alle esposizioni passate e presenti dei lavoratori, gli archivi sanitari devono essere messi in trasparenza per studi di livello, a maggior ragione ora che lo Stato ha la responsabilità diretta e non solo più morale di sanare una situazione su cui, voglio essere particolarmente soft, proprio lo Stato si è dimostrato durante la gestione Riva quanto meno “distratto”.

E' un punto, questo, che la Fiom in Ilva non smetterà mai di rivendicare. Lo facciamo perchè siamo convinti di una cosa molto semplice e cioè che tanto più la salute dei lavoratori è tenuta sotto stretto controllo in relazione ai profili espositivi tanto più la città e i cittadini sono preservati dal punto di vista sanitario ed ambientale.

Questo sarebbe davvero voltare finalmente pagina ed iniziare a riannodare faticosamente e pazientemente quel filo quasi spezzato con la città e la società civile tarantina.

 

Stress il rischio nascosto dei metalmeccanici

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Venerdì, 03 Aprile 2015 14:24

tetsuya-ishida

Si definisce stress da lavoro-correlato una situazione di prolungata tensione causata da diversi fattori lavorativi che può determinare problemi di salute fisica e psicologica. Sebbene più difficile da definire e da misurare, lo stress da lavoro-correlato è a tutti gli effetti uno dei fattori di rischio, al pari di altri più immediatamente percebili, come quelli ambientali, fisici, chimici etc. Peraltro, il rischio stress da lavoro-correlato è per sua natura strettamente connesso all'organizzazione del lavoro e quindi a temi decisivi nella azione sindacale, come i tempi, i ritmi, gli orari, il controllo della prestazione, le relazioni gerarchiche. Fattori che con il tempo possono comportare danni anche gravi alla salute psicologica, aumentando peraltro anche il rischio di incidenti. Non molto indagato ma verosimilnte importante, è inoltre l'impatto che questo tipo di rischio può determinare sulla salute e sulla capacità riproduttiva di lavoratori e lavoratrici.

Dal 2008, con il d.lgs 81 è stato introdotto l'obbligo per tutte le aziende di effettuare la valutazione anche di questo fattore di rischio, come per tutti gli altri. A seguito di tale obbligo, nel 2010 la Commissione Consultiva permanente per la salute e la sicurezza ha delineato le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato.

Tuttavia, a tre anni dall'emanazione di tali indicazioni, il bilancio di quanto è stato fatto è purtroppo assai deludente. E' stato questo, il tema di una indagine promossa dalla Fiom insieme alla Fondazione Trentin e presentata il 31 marzo a Roma, nella quale sono stati intervistati 237 Rls tramite un questionario che puntava a indagare se e come è stata eseguita nella azienda in cui lavorano la valutazione del rischio stress.

I risultati confermano che il processo di rilevazione del rischio stress in Italia ha registrato moltissimi problemi, che vanno dalla mancata o insufficiente rilevazione (una azienda su tre, nonostante l'obbligo di legge, non l'ha proprio fatta) allo scarso o mancato coinvolgimento dei lavoratori e degli Rls, dalle procedure non corrette o incomplete all’inesistenza di un monitoraggio diffuso, sistematico e partecipato. Così che soltanto in 8 casi su quelli analizzati, il risultato della valutazione ha evidenziato condizioni di rischio alto o medio-alto di stress.

Di fatto, dalle rilevazioni ufficiali sembrerebbe che il rischio stress è alto soltanto in pochissimi casi, tanto che l'Italia risulterebbe sotto questo aspetto particolarmente "virtuosa" in confronto agli altri paesi europei. Come se - incredibilmente - il rischio stress nelle fabbriche italiane non esistesse.

Decisamente un dato "non credibile", per il nostro settore di certo, ma anche per moltissimi altri, dove pure le condizioni di lavoro e gli ambienti fisici sono assai diversi, ma il rischio stress verosimilmente simile, basti pensare soltanto per fare alcuni esempi alla grande distribuzione commerciale, alla sanità, alla scuola, ai trasporti.

Il punto vero non è che in Italia il rischio stress non esiste, ma piuttosto che la valutazione è stata fatta in modo tale da non fare emergere le reali condizioni di lavoro, così che quella che poteva essere una cosa utile (l'obbligo della rilevazione) rischia di rivelarsi persino controproducente.

Rispetto al mondo metalmeccanico basta a smentire questo quadro ricordare che, quando la Fiom promosse l'inchiesta sulle condizioni di lavoro e di vita delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici con oltre 100mila questionari, i risultati che emersero furono, purtroppo, completamente diversi, in particolare proprio su tutti quegli elementi fortemente correlati al rischio stress (orari e organizzazione del lavoro, salute e sicurezza, rapporti all'interno dei posti di lavoro). Leggi l'approfondimento: "L'inchiesta della Fiom sulle condizioni di vita e di lavoro. Il rischio stress visto attraverso le risposte di 100mila metalmeccaniche e metalmeccanici".

Da allora sono passati sei anni di crisi. Le condizioni di lavoro non sono certo migliorate, perchè sono stati ancora meno gli investimenti delle aziende nell'innovazione e nella sicurezza e, a causa anche delle riforme passate in questi anni, è aumentato per tutti il senso di incertezza e la ricattabilità all'interno dei posti di lavoro. Se quindi già nel 2007 l'inchiesta della Fiom restituiva una fotografia del mondo del lavoro metalmeccanico così fortemente esposto al "rischio stress", soltanto un folle potrebbe pensare davvero che oggi la situazione sia migliorata e che le aziende metalmeccaniche abbiano deciso di investire sull'organizzazione del lavoro - proprio durante la crisi - tanto da eliminare o quasi il rischio stress per i loro dipendenti.

Se avessimo modo di riproporre oggi le stesse domande del 2007 e permettessimo come allora che a rispondere siano direttamente i lavoratori e le lavoratrici, in modo anonimo e non condizionato - e non lasciare che a rispondere sia l'Rspp o il caporeparto o chiunque nominato dall'azienda come è stato invece nella valutazione del rischio stress - è davvero poco probabile che ci troveremmo di fronte agli stessi incredibili esiti della valutazione ufficiale, secondo la quale l'Italia è la sola in Europa per la quale il rischio stress nelle fabbriche semplicemente non esiste.

Lavoro e salute. Marcelli (Fiom): “Necessario rafforzare ruolo e competenze dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”. Assemblea nazionale oggi a Milano

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Venerdì, 19 Aprile 2013 15:43
“Stando ai dati recentemente diffusi dall’Inail, nel corso del 2012 si sarebbe verificata una contrazione degli infortuni sul lavoro. Infatti, a fronte di un totale di 726mila infortuni registrati nel 2011, l’anno scorso l’Istituto ha registrato un totale di 656mila infortuni. In sostanza, l’Inail parla di una riduzione del 9% del totale degli infortuni sul lavoro e di una riduzione più forte nell’industria, pari al 16%.” Lo ha detto Maurizio Marcelli, responsabile dell’Ufficio Salute, ambiente, sicurezza della Fiom-Cgil, nella relazione con cui ha preso avvio questa mattina, a Milano, l’Assemblea nazionale degli Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) intitolata “La qualità del lavoro tutela la salute”.
“Saremmo lieti di poter salutare un dato positivo in materia di infortunistica sul lavoro – ha detto Marcelli - ma, purtroppo, non siamo in grado di farlo. Infatti, è del tutto evidente che, come osserva lo stesso Inail, questo calo del totale degli infortuni è ampiamente dovuto alla contrazione dell’attività produttiva dovuta alla crisi in corso. E’ logico che una significativa riduzione delle ore lavorate porti con sé una riduzione delle occasioni in cui possono verificarsi infortuni.”
“Va invece sottolineato – ha poi affermato Marcelli – che, a quanto ci risulta si stia verificando una crescita delle malattie professionali, in particolare quelle che vanno a danno dell’apparato muscolo-scheletrico. Ciò dipende, con ogni probabilità dal fatto che, nella crisi, vi sia una tendenza, che coinvolge numerose imprese, a intensificare ritmi e onerosità della prestazione lavorativa.”
“Vi sono dunque due terreni – ha detto ancora Marcelli - su cui nel prossimo futuro dovrà svilupparsi l’azione degli Rls: da un lato una ripresa dell’iniziativa sui temi dell’organizzazione del lavoro; dall’altro una più accentuata attenzione alle problematiche dell’ambiente esterno ai luoghi della produzione. E ciò fino a cominciare a pensare a un’evoluzione degli Rls in Rlsa, dove ‘a’ stia, ovviamente, per ‘ambiente’.”
“Per tutto ciò – ha concluso Marcelli – occorre che il sindacato si impegni per rafforzare ruolo e competenze dei nostri già molto valorosi Rls.
I lavori dell’Assemblea, che si svolgono in un salone della Camera del lavoro di Milano gremito da circa 400 delegati, saranno conclusi, intorno alle ore 16:00, dall’intervento del Segretario generale della Fiom, Maurizio Landini.

 

Fiom-Cgil/Ufficio stampa
 

Roma, 19 aprile 2013

 

Medico competente

Category: News Sas
Creato il Lunedì, 28 Gennaio 2013 15:53
Tenuto conto delle tante osservazioni che ci giungono dagli Rls, riguardo comportamenti non sempre “corretti” da parte dei“medici competenti”, riteniamo utile segnalare una importante sentenza della Corte di Cassazione che ha sanzionato il medico competente inadempiente

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