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27 Marzo 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

22 items tagged "Manifestazione"

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Electron: tre giorni di sciopero, manifestazione sotto la sede di Leonardo

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 15 Dicembre 2016 16:04

Il giorno 07/12/2016 la direzione aziendale con un colpo di mano e incurate delle richieste dei sindacati nazionali di incontrare il MI.S.E ha affermato che:

· Che è stato raggiunto l’accordo per la vendita di Electron

· Che verrà firmato un preaccordo nei prossimi giorni e comunque entro il mese

· Che la firma definitiva che sancirà l’uscita di Electron dall’asset Leonardo avverrà entro i primi 3 mesi del 2017.

· Che l’accordo prevede una garanzia di 12 mesi sui licenziamenti collettivi

· Che l’accordo prevede lavori, assegnati da Leonardo a electron per 36 mesi

Questo modo unilaterale di affermare il potere di Finmeccanica sui lavoratori ridotti a un bene da alienare mina fortemente i rapporti sindacali.

Le RSU riunite ribadiscono con forza che questo è un trattamento di favore volto solo a garantire l’acquirente e non i lavoratori

Non è ammissibile che i lavoratori non seguano le stesse garanzie dei lavori assegnati, proponendo 36 mesi di lavori e 12 di non licenziamenti collettivi. Questo fatto illogico è stato considerato dalle RSU territoriali e nazionali come offensivo e contrario alla prassi consolidata di Leonardo in questi casi, tale prassi ha sempre previsto per i lavoratori “garanzie reali” di almeno 3 + 2 anni.

Le RSU unite condannano la scelta dell’azienda, di perseguire solo lo scopo della vendita a un unico acquirente anche in presenza di prove tangibili e inconfutabili di interessamento all’acquisto da parte di gruppi industriali solidi e strutturati.

Leonardo e il governo, nelle risposte alle interrogazioni parlamentari, non più tardi del 25 novembre hanno più volte riconosciuto le professionalità presenti in Electron, pertanto non si spiega come mai non si sia mai voluta considerare la possibilità di un assorbimento del personale.

L’atteggiamento attuale di Leonardo costituisce un grave precedente nella storia dei rapporti con i lavoratori e le rappresentanze sindacali, le sempre declamate intenzioni di valorizzazione delle competenze e attenzione al lavoro e alle famiglie oggi sembrano soltanto parole vuote.

PERTANTO SI ANNUNCIANO 2 GIORNI DI SCIOPERO  IL 15 E 16 DICEMBRE

E MANIFESTAZIONE DI FRONTE ALLA SEDE DI LEONARDO A PIAZZA MONTE GRAPPA IL 21 DICEMBRE

 

RSU Electron Italia

 

Roma, 15 dicembre 2016

 

 

Genova. Rinnoviamo il contratto!!!

Category: Fiom Genova
Creato il Giovedì, 07 Luglio 2016 11:41

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A oltre sette mesi dall’ inizio della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici la posizione di Federmeccanica non ha di fatto registrato avanzamenti sostanziali.

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno dichiarato 4 ore di sciopero che a Genova si svolgeranno con le seguenti modalità:

 

Venerdì 15 luglio 2016

Sciopero generale metalmeccanici di 4 ore con manifestazione

Concentramento alle ore 8,30 Piazza Massena

 

Sciopero dello straordinario e flessibilità

Nessun aumento contrattuale al 95% della categoria !

 

Ci chiedono la cancellazione definitiva del contratto nazionale di lavoro!!

Venerdi 15 luglio svuotiamo le fabbriche, riempiamo la piazza!

Contratto. Reggio Emilia, 6 luglio 2016. Sciopero e manifestazione

Category: Fiom Reggio Emilia
Creato il Mercoledì, 06 Luglio 2016 10:45

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Si è svolto stamane lo sciopero di 4 ore con manifestazione che ha interessato i lavoratori e le lavoratrici delle aziende di Reggio Emilia inerente il rinnovo del CCNL Industria metalmeccanica (Federmeccanica-Assistal).

La manifestazione ha visto la partecipazione  di circa un migliaio di lavoratori che con bandiere, e striscioni delle RSU, hanno occupato la via Emilia all’altezza di via Ferruccio Ferrari e poi sfilando hanno proceduto verso la rotonda di via Copernico con relativo blocco all’accesso alla tangenziale.

Il corteo  è stato aperto dalla rappresentanza dei lavoratori della Unigreen del Gruppo Maschio Gaspardo in lotta da giovedì 30/6, ed ora in occupazione permanete della sede  di via Rinaldi a Roncocesi, per evitare la chiusura dello stabilimento con trasferimento dell’attività a Morzano in provincia di Pordenone a quasi 300 km di distanza.

Sulla rotonda di via Copernico, ci sono stati gli interventi dei tre segretari provinciali di FIM-FIOM-UILM preceduti dalla testimonianza  della lotta in corso da parte di un lavoratore della Unigreen.

I tre segretari provinciali nel sottolineare l’alta adesione allo sciopero con medie tra l’80 ed il 90% tra i diretti alle produzioni, hanno sottolineato la necessità che oltre all’articolazione delle 4 ore di sciopero, che vedranno nella nostra provincia 5 manifestazioni (oltre a Reggio Emilia, Correggio, Sant’Ilario, Reggiolo, Lentigione di Brescello) con occupazione di grandi arterie di comunicazione da oggi sino a martedì 12 luglio, la necessità di dare concretezza anche allo sciopero dello straordinario e della flessibilità.

Deve essere chiaro che se Federmeccanica non modifica la sua rigida posizione, tesa alla cancellazione del ruolo del contratto nazionale, alla pianificata riduzione del potere d’acquisto delle retribuzioni e alla chiusura degli spazi di contrattazione in azienda sugli orari e sulle condizioni di lavoro, la lotta si inasprirà dentro e fuori dalle imprese.

Confindustria e Federmeccanica richiamano sempre la necessità di collaborazione per il rilancio del nostro sistema produttivo, ma poi non vogliono confrontarsi e  contrattare sul rinnovo del CCNL, anzi vogliono imporre un nuovo modello contrattuale che poi sarà di riferimento anche per tutti gli altri settori.

E' quindi necessario che le controparti comprendano che siamo pronti ad un confronto aperto, ma non siamo disponibili ad una competitività giocata sul peggioramento delle condizioni economiche e normative delle lavoratrici e dei lavoratori.

Le imprese metalmeccaniche (Federmeccanica) vogliono distruggere il contratto nazionale di lavoro e la contrattazione collettiva.

la contrattazione collettiva, sia nazionale che aziendale ha significato in questa città più diritti, più tutele e un salario dignitoso per i lavoratori metalmeccanici, e per tanti altri lavoratori.

Se saltano i contratti nazionali e la contrattazione in generale, le retribuzioni non cresceranno, e tutta la città sarà più povera.

Per questo riteniamo che questa vertenza abbia un carattere generale e debba essere portata conoscenza di tutti, e per questo la scelta di manifestazioni in tutta la provincia .

Nostro obiettivo non è portare disagio agli automobilisti, ma dare visibilità ad una mobilitazione tenuta sotto banco dai grandi mass media in un quadro  di attacco profondo ai diritti ed alle condizioni dei lavoratori.

Per questo disagio chiediamo scusa ai cittadini, ma è nell’interesse di tutti che portiamo avanti questa lotta, perché il lavoro, le lavoratrici, i lavoratori, devono rimanere elementi centrali della nostra società.

 

Reggio Emilia, 6 luglio 2016

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Agile (ex Eutelia) manifestazione/presidio - mercoledì 18 maggio 2016 dalle ore 10,30 in piazza S. Apostoli a Roma

Category: Agile ex Eutelia
Creato il Mercoledì, 11 Maggio 2016 12:51

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Mercoledì 18 maggio 2016 le lavoratrici e i lavoratori di Agile ex Eutelia torneranno nuovamente in piazza a manifestare per richiedere la riattivazione del tavolo di crisi e valutare così, insieme alle Istituzioni, possibili soluzioni per le lavoratrici e i lavoratori che ad oggi sono ancora senza prospettive.

Le linee di intervento che possono favorire la ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici di Agile o l’accesso alla pensione, per coloro che non sono riusciti a rientrare nell'ultima salvaguardia, debbono essere costruite in ambito istituzionale e per questo si chiede di valutare i seguenti temi ancora attuali:

  • le attività di Infracom nell’estensione della “banda larga” nelle aree “a fallimento di mercato”, cioè quelle meno popolose;

  • le attività svolte nel rapporto con il ministero della Giustizia e nei tribunali, che debbono sfociare in una “stabilizzazione” dei lavoratori e delle lavoratrici;

  • l’accesso alle attività di riutilizzo dei beni confiscati alle “mafie”;

  • le attività nel campo del risparmio energetico;

  • l’applicazione di ulteriori salvaguardie ai lavoratori più vicini alla pensione.

Su questi punti la Presidenza del Consiglio e il Ministero dello Sviluppo Economico possono fare molto, per stimolare quindi la riapertura urgente del confronto è stata proclamata una manifestazione/presidio per il giorno 18 maggio p.v. dalle ore 10,30 in piazza S. Apostoli a Roma.

Le lavoratrici ed i lavoratori di Agile ex Eutelia non si fermeranno finché non troveranno le risposte necessarie alle loro problematiche che partono dal fatto che, a breve, gli ammortizzatori sociali finiranno e che molti di loro rischiano concretamente l'indigenza.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali

Il Coordinamento RSU Agile ex Eutelia

 

Roma, 11 maggio 2016

Ibm. No alla rottamazione dei lavoratori dell'informatica [#ibmfermati]

Category: Ibm
Creato il Giovedì, 05 Maggio 2016 17:03

#IBMFERMATI

No alla rottamazione dei lavoratori dell'informatica

 

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Martedì 17 maggio in Piazza di Montecitorio a Roma dalle ore 13:30 ci sarà una manifestazione con presidio e assemblea pubblica contro i licenziamenti e contro i tagli nel settore informatico.

 

Fim, Fiom e Uilm chiedono di discutere con le istituzioni e le forze politiche sul progressivo disimpegno del gruppo Ibm dall'Italia; su come fermare licenziamenti e ristrutturazioni nel gruppo e nel settore Ict.

Sono stati invitati i parlamentari di tutti gli schieramenti politici.

 

Per permettere la partecipazione dei lavoratori, le organizzazioni sindacali e la Rsu Ibm di Roma indicono 4 ore di sciopero.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

Coordinamento nazionale Rsu gruppo Ibm Italia

 

Roma, 5 maggio 2016

 

 

Agile ex Eutelia: il 18 maggio manifestazione a Roma per continuare a sostenere la vertenza

Category: Agile ex Eutelia
Creato il Martedì, 22 Marzo 2016 14:56

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Il 17 marzo 2016 si è riunito a Roma, presso la sede sindacale di Corso Trieste il coordinamento nazionale di Agile delle Rappresentanze e delle Organizzazioni sindacali per promuovere ulteriori iniziative nella ferma convinzione di voler sostenere ancora la vertenza, supportando la ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici interessate.

A questo proposito è stata individuata la data del 18 maggio per svolgere una manifestazione a Roma, con l’obiettivo di recuperare – con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio De Vincenti, le linee di intervento che possano favorire la ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici di Agile o l’accesso, per coloro che non sono riusciti a rientrare nell'ultima salvaguardia, alla pensione.

Da questo punto di vista risultano temi ancora attuali:

  • le attività di Infracom nell’estensione della “banda larga” nelle aree “a fallimento di mercato”, cioè quelle meno popolose;
  • le attività svolte nel rapporto con il ministero della Giustizia e nei tribunali, che debbono sfociare in una “stabilizzazione” dei lavoratori e delle lavoratrici;
  • l’accesso alle attività di riutilizzo dei beni confiscati alle “mafie”;
  • le attività nel campo del risparmio energetico;
  • l’applicazione di ulteriori salvaguardie ai lavoratori più vicini alla pensione.

Per questi motivi, supportati da un dossier che il Coordinamento ha deciso di elaborare, sollecitiamo la partecipazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici Agile a partecipare il giorno 18 maggio alla manifestazione che avrà come obiettivo riprendere e concludere il confronto con il Governo per la positiva soluzione per i dipendenti Agile.

In questo contesto, occorrerà da un lato effettuare un aggiornamento della situazione dell’intero insieme dei colleghi e dall’altro continuare a sollecitare le Regioni per l’individuazione delle soluzioni.

L'apertura dei tavoli regionali è ritenuto un fattore importante per sostenere il confronto nazionale ed individuare ulteriori soluzioni per i drammatici problemi delle lavoratrici e dei lavoratori di Agile, in ambito territoriale.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali

Il Coordinamento RSU Agile ex Eutelia

 

Roma, 22 marzo 2016

21 novembre, i lavoratori della conoscenza in piazza con la Fiom per cambiare la politica economica e sociale del governo

Category: 21 novembre 2015. Manifestazione nazionale Fiom. Unions! Per giuste cause
Creato il Venerdì, 20 Novembre 2015 15:52

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La FLC-CGIL sostiene e partecipa alla manifestazione nazionale del 21 novembre organizzata dalla FIOM per cambiare radicalmente la politica economica e sociale del Governo e per il rinnovo del contratto nazionale.

È necessario costruire un vasto fronte sociale per costruire un’agenda alternativa alle scelte contenute nella legge di stabilità, che rinunciano a politiche d’investimento, per allargare l’occupazione a partire dal Mezzogiorno, innovare il modello di specializzazione produttiva, ridistribuire la ricchezza e garantire una maggiora giustizia sociale.

La legge finanziaria distribuisce a pioggia risorse ai ceti più ricchi e alle imprese, prosegue l’opera di demolizione dello stato sociale attraverso una ulteriore riduzione della spesa pubblica a partire dalla sanità e riduce l’impegno nella lotta alle evasioni fiscali.

Non sono previsti interventi per cambiare la iniqua legge Fornero sulle pensioni e per introdurre il reddito di dignità.

Nei settori della conoscenza lo stesso impianto autoritario e liberista della “brutta scuola” si intende estenderlo a università, ricerca e AFAM. Il complessivo definanziamento dei settori della conoscenza, a partire dai 220 milioni al bilancio MIUR e agli enti di ricerca, conferma la scelta di fondo del governo: una competizione tutta basata sulla riduzione dei diritti e dei salari e non fondata su base tecnologica e sulle competenze.

Vogliamo promuovere un arco di alleanze sociali per cambiare la legge 107 sulla scuola e riprogettare i settori della conoscenza, conquistando una legge nazionale sul diritto allo studio che garantisca a tutti l’accesso al sapere.

A fronte di un attacco senza precedenti al valore del lavoro e alla democrazia la FLC-CGIL ritiene indispensabile unificare le battaglie per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro con quelle più generali per cambiare il modello di sviluppo del paese.

Il rinnovo dei contratti è un diritto costituzionale perché è uno strumento fondamentale di coesione e unità del mondo del lavoro. Il giudizio della Corte Costituzionale e del Tribunale di Roma hanno dichiarato illegittimo il blocco dei contratti pubblici per violazione dell’art.36 della Costituzione. Il 28 Novembre tutti i dipendenti pubblici manifesteranno unitariamente a Roma per il rinnovo dei contratti e per contrastare l’attacco al lavoro pubblico.

Con queste motivazioni impegniamo i nostri iscritti a partecipare alla manifestazione.

 

Il Segretario generale FLC CGIL

Domenico Pantaleo

 

Roma, 20 novembre 2015

21 novembre: 200 pullman, migliaia di metalmeccanici, il programma della giornata

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Giovedì, 19 Novembre 2015 17:25

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Sono oltre duecento i pullman che da tutta Italia porteranno a Roma sabato 21 novembre migliaia di metalmeccanici per la manifestazione indetta dalla Fiom contro i provvedimenti economici del governo e l'impianto della legge di stabilità attualmente in discussione in Parlamento e a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale di categoria, il cui confronto si è aperto lo scorso 5 novembre. Una manifestazione che, dopo le stragi di Parigi, è diventata anche il primo appuntamento di massa per esprimere solidarietà alle vittime, condannare il terrorismo e ribadire il ripudio della guerra contenuto nella nostra Costituzione. Per l'occasione è atteso l'arrivo di una delegazione del sindacato francese Cgt.

“Contro le guerre, io non ho paura” sarà lo striscione d'apertura del corteo, portato insieme da lavoratori italiani e immigrati, dirigenti della Fiom e della Cgil, esponenti dei movimenti pacifisti e delle associazioni di volontariato. Ed è questo il messaggio che la Fiom rivolge a tutti i cittadini invitandoli a scendere in piazza, senza farsi frenare dalla paura che il terrorismo vorrebbe alimentare, cogliendo l'occasione di questa giornata per far sentire la loro voce contro la violenza, per la pace e la convivenza tra i popoli.

Il programma della manifestazione prevede la partenza del corteo alle ore 9,30 da piazza della Repubblica verso piazza del Popolo (attraverso il tradizionale percorso di via Vittorio Emanuele Orlando, largo di S. Susanna, via Barberini, piazza Barberini, via Sistina, piazza Trinità dei Monti, viale Trinità dei Monti, via Gabriele D’Annunzio), dove dalle ore 12 si terranno gli interventi e i comizi conclusivi.

Dal palco di piazza del Popolo interverranno, tra gli altri, uno studente, un lavoratore autonomo, un rappresentante del movimento No-Triv, l'ambientalista Vittorio Cogliati Dezza a nome della Coalizione per il clima. Il ripudio del terrorismo e della guerra sarà testimoniato dall'intervento di lavoratori migranti, profughi dalle guerre e membri delle comunità musulmane. Per la Cgil interverrà il segretario nazionale Franco Martini. La manifestazione sarà conclusa dal segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 19 novembre 2015

Coalizione sociale: in piazza con la Fiom il 21 novembre

Category: 21 novembre 2015. Manifestazione nazionale Fiom. Unions! Per giuste cause
Creato il Martedì, 17 Novembre 2015 13:50

La coalizione sociale scende in piazza e riconosce nel 21 novembre una necessaria giornata di mobilitazione.

La legge di stabilità presentata dal governo, lungi dall’aver dato delle risposte, si è espressa in piena continuità con tutti i provvedimenti precedenti: dal Jobs Act, allo Sblocca Italia, alla Buona Scuola, alla privatizzazione dei beni comuni e alle riforme costituzionali.

Nel frattempo le condizioni generali del paese continuano a peggiorare, le disuguaglianze sono cresciute ulteriormente e il divario tra nord e sud sembra sempre più incolmabile. La crisi democratica del paese è ogni giorno più evidente, il diritto a coalizzarsi, ad essere rappresentati nelle proprie necessità e gli spazi di partecipazione sono sempre più ristretti, a partire anche dalle riforme costituzionali che stravolgono il senso di partecipazione democratica e di rappresentazione plurale a favore di una democrazia plebiscitaria che, combinata con la riforma elettorale, fa del parlamento un organo assoggettato al governo. Si attaccano il diritto allo sciopero, il diritto allo studio, il diritto alla salute, si riducono le tutele del patrimonio ambientale del Paese, si alimenta un nuovo ciclo di privatizzazioni dei beni comuni e dei servizi pubblici.

Un diverso modello di sviluppo agricolo e industriale che dovrebbe segnare la rotta dello sviluppo del Paese non è mai stato messo in campo. Le ipotesi di trivellazioni nell’Adriatico sono solo l’indice dell’assenza di una strategia industriale e lo specchio di una crisi che fatica ad arretrare anche per mancanza di risposte di sistema e strategiche.

Il governo, al di là degli slogan, non ha voluto trovare risposte per i pensionati, per i disoccupati, per il vertiginoso incremento della disoccupazione giovanile che vede in Italia senza impiego quasi un giovane su due; non si è posto rimedio alla precarizzazione delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori.

La contrattazione è bloccata, un sempre maggiore numero di persone continua a non trovare copertura sotto il contratto nazionale, le tutele che dovevano estendersi a tutti sono rimaste uno slogan : i lavoratori dipendenti che le avevano non possono più accedervi e tutti quelli che ne erano esclusi, autonomi compresi, ancora non ne hanno nemmeno un accenno. Il governo, invece di mettere finalmente mano al sistema degli appalti e di intervenire per estendere la copertura dei contratti nazionali, ha preferito precarizzare ulteriormente le condizioni di lavoro.

Il potere di acquisto è calato, i salari diminuiti, le condizioni di lavoro precario hanno contribuito all’innalzarsi della povertà.

Per sradicare la povertà, per poter vivere una vita dignitosa e per mettersi al riparo dal ricatto della precarietà, è necessaria l’introduzione di un reddito di dignità rispetto al quale la politica è rimasta sorda.

Il pareggio di bilancio è ancora iscritto nella Costituzione, contro ogni logica, mentre un necessario piano straordinario per il lavoro e quindi anche di investimenti che mobilitino risorse pubbliche non è mai stato approntato. La lotta all’evasione fiscale e la lotta alle mafie non sono state potenziate e con l’innalzamento della soglia contante è stato di nuovo compiuto un passo nella direzione sbagliata.

Per queste ragioni ci mobilitiamo, nel sentimento comune che vede necessario prendere parola, occupare le strade con i nostri i corpi come i tanti migranti che attraversando i confini dell’Europa hanno ridisegnato con i loro corpi le priorità politiche di un’Europa in cui si ergono muri invece di lasciare libera circolazione alla solidarietà, alla pace e alla giustizia sociale.

Saremo in piazza per far sentire le nostre voci, perché siamo convinti che coalizzandoci, praticando democrazia dal basso come facciamo ogni giorno nei territori e nelle vertenze in cui siamo impegnati, difendendo e attuando i principi costituzionali che orientano la politica verso la legalità, la solidarietà, la dignità, l’equità, la libertà, il lavoro e la cultura, la pace; facendo convergere le lotte delle tante e dei tanti che si battono per cambiare le cose, potremo dare forza alla domanda di giustizia, di lavoro di qualità, di diritti, di formazione, di conoscenza, di reddito, di democrazia che appartiene alla maggioranza del paese per cambiarlo in favore di tutti.

Ars. Adesione alla manifestazione per sabato 21 novembre

Category: 21 novembre 2015. Manifestazione nazionale Fiom. Unions! Per giuste cause
Creato il Lunedì, 16 Novembre 2015 19:29

L’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra aderisce alla manifestazione promossa dalla Fiom per sabato prossimo 21 novembre, con partenza alle 9.30 da piazza Esedra e arrivo a piazza del Popolo alle 12 per i discorsi conclusivi.

Questa manifestazione ha il merito di rspondere alla propaganda che tenta di far dimenticare gli enormi problemiche deve affrontare il nostro paese mettendo alla’attenzione di tutti una piattaforma rivendicativa e politica di grande respiro, dal rinnovo del contratto nazionalre di lavoro fino a controproposte per la legge di stabilita’, a richiesre di intervento a favore di disoccupati, esodati, aree sociali di crescente poverta’. La crisi non e’ risolta e gli interventi del governo muovendosi nei limiti delle politiche di austerita’ e perseguendo scelte sbagliate come le scelte fiscali che finiscono con il premiare i piu’abbienti. L ‘Italia che esce dalla crisi e’ piu’ povera, piu’ ingiusta, meno disponibile ad affrontare questioni epocali come una migrazione che ha dimensioni ormai bibliche.
per queste ed altre ragioni l’Ars sostiene pienamente l’iniziativa della Fiom e invita tutti i propri aderenti e simpatizzanti ad essere presenti il 21 a fianco della Fiom.

 

16 novembre 2015

Fiom. Roma, 21 novembre 2015: Diritti di cittadinanza [volantino]

Category: 21 novembre 2015. Manifestazione nazionale Fiom. Unions! Per giuste cause
Creato il Venerdì, 13 Novembre 2015 16:53

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Diritto al reddito

In Italia e in Europa si registrano livelli inaccettabili di diseguaglianza e povertà. Negli ultimi anni il nostro paese è stato travolto dalla crisi. Siamo diventati un paese più fragile e più povero, segnato dalla disoccupazione e dalla disuguaglianza sociale: sono più di 8 milioni le persone in povertà relativa e 4,2 milioni in povertà assoluta. Per non parlare della piaga della disoccupazione, della precarietà e dei ‘lavoratori poveri’. Lo stato sociale in questi anni è stato depotenziato e ha subito ingenti tagli. Di fronte a questa situazione è necessario e urgente cambiare rotta per rimettere al centro la dignità e la giustizia sociale, precondizione per sconfiggere mafie e corruzione.

Il Reddito Minimo è un supporto al reddito che garantisce una rete di sicurezza per chi non riesce a trovare un lavoro, per chi ha un lavoro che però non garantisce una vita dignitosa, per chi non può accedere a sistemi di sicurezza sociale adeguati. E' una misura necessaria per invertire la rotta della crisi, una risposta concreta ed efficace a povertà e mafie perché garantisce uno standard minimo di vita per coloro che non hanno adeguati strumenti di supporto economico, liberandoli da ricatti e soprusi.

Chiediamo una buona legge sul reddito di dignità

 

La legge Bossi Fini e i diritti dei migranti

La legge Bossi Fini mette fra parentesi la persona: quello che interessa è che l'immigrato lavori, non che esista come essere umano con una propria cultura o come cittadino. In questo senso la legge avalla una mentalità secondo la quale l'immigrato deve essere una merce da utilizzare. L'immigrato è legalmente riconosciuto fintanto che serve al capitale e poi può essere respinto al mittente. Per questa legge, inoltre, l'emigrazione deve essere considerata come un problema di ordine pubblico, con conseguente ricorso massiccio alle norme penali e agli interventi di polizia. All'origine vi è il rifiuto dell'altro, del diverso, del lontano, che con il solo suo insediarsi nel nostro paese ne mette in pericolo i fondamenti culturali e religiosi.

Chiediamo l'abrogazione della legge Bossi-Fini, che va sostituita con norme rispettose dei diritti delle persone.

 

Tasse eccessive sul permesso di Soggiorno

Dal 2012 è richiesto in Italia per il rilascio e rinnovo dei Permessi di Soggiorno un contributo che va dalle da 80 a 200 euro. La Corte di giustizia dell’Unione europea a settembre 2015 ha dato ragione a Cgil e Inca, che hanno combattuto una lunga battaglia legale, stabilendo che la cosiddetta “tassa sullo straniero” è spropositata, in quanto può rappresentare un ostacolo alla possibilità per i cittadini dei paesi terzi di far valere i loro diritti.

Chiediamo di prendere atto di questo risultato e provvedere a sanare quanto prima quest'ingiustizia

 

Diritto di voto amministrativo per i cittadini non comunitari

Non si può negare la partecipazione alle decisioni pubbliche di chi continuativamente contribuisce al loro finanziamento mediante il prelievo fiscale.

Chiediamo che venga concesso il diritto di voto alle elezioni amministrative anche agli immigrati in regola che vivono, lavorano e, ovviamente, pagano le tasse sul nostro territorio.

 

 

Il tempo di UNIONS!

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Lunedì, 30 Marzo 2015 11:18

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Alla fine Piazza del popolo era piena. Soprattutto di metalmeccanici, precari di vario tipo e un po’ di studenti. E, poi, gli homeless della sinistra. Gli altri pezzi del sindacato e della società chiamata a coalizzarsi erano più sul palco che in piazza.

Ora è il tempo dei commenti. C’è anche uno scrittore - “Stregato” – che ha visto una cultura reazionaria e corpi “inerti”, superando a destra la destra; ma si tratta di banale cortigianeria, non vale la pena perderci del tempo. Per tutti gli altri il tempo è quello delle previsioni - che a volte sembrano quasi suggerimenti -, dell’incasellamento in qualche schema. Quello del “nuovo soggetto (o partito) politico” andava per la maggiore fino a venerdì sera. Ora ha perso un po’ di smalto e a sostenerlo rimane tutta la dirigenza del Pd e tutta la destra; insomma, quelli che hanno il potere come unica logica e lingua. Cresce, invece, l’interpretazione della ”scalata ai vertici della Cgil”, che stuzzica molto la cultura e il mondo del centro-sinistra. Entrambi gli schemi hanno una loro ragione e un loro senso; quello di tenere gli occhi bassi sulle contingenze immediate e sulla gestione di un oggi considerato immutabile, con qualche possibile variante “amministrativa”, ben che vada. Interpretazioni molto re-alistiche, fin troppo, con l’ulteriore difetto di guardare poco alla vita e alla condizione di chi nel presente non ci vive troppo bene. Interpretazioni che si precludono la possibilità di sollevare lo sguardo sul futuro. Un peccato, per loro.

Eppure la piazza di sabato 28 marzo a Roma non poteva essere più realistica, nel suo raccontare la vita e nel sottolinearne le esigenze. Non solo nei frammenti di una società divisa che si osserva e cerca di parlarsi per trovare una lingua comune, come emergeva nei singoli interventi dal palco in cui ognuno esponeva il “suo” problema. Ma soprattutto nel discorso “corale” che quei pezzi hanno composto.

I metalmeccanici della Fiom non avevano mai fatto una manifestazione così tanto confederale, così vogliosa di rappresentare e contrattare tutte le forme del lavoro e, persino, tutti gli aspetti della vita sociale; coalizzando ciò che è frammentato, cercando gli elementi e i punti di vista comuni per costruire “un mondo”.

L’intenzione di scalare la Cgil o di creare un nuovo partito ne sono le letture banali dettate dal tono del dibattito politico nostrano; vanno messe in conto, ma sono una deformazione semplicistica di qualcosa di molto più complicato, complesso almeno quanto lo è il mondo della globalizzazione e della subordinazione della vita a mercati e finanze.

A vedere quella piazza con un corpo così metalmeccanico e un’intenzione così confederale, venivano in mente gli interrogativi finali di un ex segretario generale della Fiom, Claudio Sabattini. Che agli inizi di questo nuovo secolo si - e ci - chiedeva come fare a rappresentare lavori e lavoratori tanto frantumati e divisi dal nuovo capitalismo senza cadere nel sindacato aziendale, corporativo, di mercato. Quale confederalità per il 2000, in sostanza. Quella risposta – probabilmente una serie di risposte ancora da mettere insieme – sono il senso di UNIONS! Parola scelta apposta non per immaginare ritorni al passato o una storia che ogni volta si ripete allo stesso modo; ma una necessità, un metodo, una pratica che diventano punto di vista e azione comune. Difficile, certo. Che ha bisogno di tempo e non di fretta, sicuro. Ma è sempre cominciata così, a prescindere da come sia poi andata a finire. Anche centocinquant’anni fa non sapevano bene dove sarebbero andati, ma la loro risposta l’hanno trovata sollevando gli occhi per liberarsi dalle ristrettezze del presente e guardando un po’ più lontano.

Fiom. Domani conferenza stampa di Landini di presentazione della manifestazione del 28 marzo 2015

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Lunedì, 23 Marzo 2015 14:47

Domani, martedì 24 marzo, alle 12.00 si terrà la conferenza stampa di presentazione della manifestazione nazionale della Fiom che si terrà nella capitale sabato 28 marzo.

Gli obiettivi, le motivazioni che hanno portato alla protesta e le modalità organizzative saranno illustrate domani dal segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, e dal responsabile organizzativo, Enzo Masini.

La conferenza stampa si terrà alle 12.00 presso la sede della Fiom, in corso Trieste 36 a Roma.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 23 marzo 2015

Grecia. Fiom: “Basta con le politiche dell'austerità. Partecipiamo alla manifestazione di sabato 14 febbraio

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Venerdì, 06 Febbraio 2015 17:09

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La segreteria nazionale della Fiom ha diffuso oggi la seguente nota.

Le ultime decisioni della Bce sul debito greco, ampiamente annunciate dalle dichiarazioni del cancelliere tedesco Angela Merkel, rappresentano un atto gravissimo che continua a subordinare il bene di una popolazione e le sue scelte democratiche alle logiche finanziarie e speculative.

E' ora di cambiare. Per costruire un'Europa vera fondata sul lavoro e sulla giustizia sociale serve nuova politica anche della Bce. Mutualizzare e congelare il debito pubblico, allungare nel tempo la sua scadenza, non prevedere il pagamento degli interessi: è questa la strada da seguire. Ciò non significa risolvere i problemi della sola Grecia, ma anche quelli dell'Italia e di tutta l'Unione Europea.

Questo è il modo per liberare risorse da destinare agli investimenti, unica strada per creare posti di lavoro stabili e un nuovo modello sociale e produttivo.

Con l'elezione di Alexis Tsipras, si è aperta per la Grecia la possibilità di risollevare le condizioni di vita della sua popolazione e per il resto d'Europa di guardare a nuove ricette per affrontare la crisi.

Condizione necessaria per tutto questo è però superare la linea economica imposta alla Grecia dalla Troika, le rigidità dei vincoli dettati da trattati comunitari tutti da riscrivere, battere le pratiche di chi - per salvare una banca - è disposto a sacrificare un intero popolo. Tutto questo diventa decisivo per il futuro dei nostri Paesi e per la democrazia europea.

Oggi milioni di persone nel nostro continente hanno dovuto subire un arretramento delle loro condizioni di vita andato di pari passo con il degrado dei loro diritti di cittadinanza: una vera e propria regressione storica visibile nella povertà che dilaga tra i nostri cittadini, nei lavoratori-poveri con salari sotto la soglia di sussistenza, nella disoccupazione dilagante, nei milioni di persone prive d'assistenza sanitaria. Un degrado che rischia d'allontanare definitivamente milioni di cittadini dalla partecipazione alla vita pubblica, generando così un pericoloso deficit di cittadinanza, per la gioia delle elite e delle oligarchie. Rimettere la dignità della persona al centro dell'agire pubblico e, con essa, fare del lavoro il principale obiettivo dell'azione politica deve diventare il minimo comune denominatore per tutti coloro che vogliamo risollevare l'Europa dalle macerie in cui l'hanno ridotta gli speculatori e i burocrati.

Su queste basi, la Fiom sostiene lo sforzo del Governo greco e partecipa con le proprie proposte alla manifestazione “Dalla parte giusta. E' cambiata la Grecia, cambiamo l'Europa”, indetta per il 14 febbraio a Roma, invitando tutte le associazioni che hanno a cuore il lavoro e la giustizia sociale ad essere presenti.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 6 febbraio 2015

Venerdì 21 novembre: sciopero generale della Fiom-Cgil nelle regioni del Centro-Sud, manifestazione a Napoli da piazza Mancini a Piazza Matteotti

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Giovedì, 20 Novembre 2014 12:42

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Dopo la grande adesione allo sciopero generale di venerdì scorso delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici del Centro-Nord, con l'enorme manifestazione di Milano, venerdì prossimo a incrociare le braccia saranno i metalmeccanici di Campania, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Basilicata, che manifesteranno tutti insieme a Napoli.

A partire dalle 9.30, da piazza Mancini, antistante piazza Garibaldi, le lavoratrici e i lavoratori, i precari, i disoccupati e chi è convinto che per questo paese serva altro dal “Jobs act”, sfileranno per le strade del capoluogo partenopeo per raggiungere piazza Matteotti, dove si terrà il comizio nel quale interverranno Maurizio Landini, segretario generale della Fiom e Franco Martini, segretario nazionale della Cgil.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 20 novembre 2014

Grande adesione allo sciopero, enorme e pacifica manifestazione: il Governo non ha il consenso di chi lavora.

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Venerdì, 14 Novembre 2014 14:49

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Una manifestazione come quella di oggi a Milano non si vedeva da decine di anni. Mentre dal palco in piazza del Duomo iniziavano i primi interventi, la coda del composto e determinato corteo della Fiom non era ancora partita da Porta Venezia.

Dietro allo striscione di apertura e alle parole “lavoro, legalità, uguaglianza, democrazia” Maurizio Landini, segretario generale della Fiom e Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, insieme ai lavoratori migranti.

A seguire, le decine migliaia di metalmeccanici, di precari e di studenti che dalle regioni del Centro e del Nord del paese hanno raggiunto Milano, con gli striscioni delle aziende e le bandiere della Fiom.

Oltre alla straordinaria partecipazione al corteo va rilevata la grande adesione agli scioperi in tutti i territori coinvolti.

Bastava uno sguardo a piazza del Duomo, la piazza milanese metalmeccanica per eccellenza, per avere ancora una volta una conferma: il governo di questo paese non ha il consenso di chi lavora e di chi un lavoro lo sta ancora cercando.

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Milano, 14 novembre 2014

 

25 ottobre 2014, Manifestazione nazionale Cgil [FOTO-VIDEO]

Category: 25 ottobre 2014. Manifestazione nazionale Cgil
Creato il Lunedì, 27 Ottobre 2014 11:37

25 ottobre 2014

Manifestazione nazionale Cgil

 

 

 

Fiom: “Alla luce delle decisioni del Governo, la manifestazione nazionale di Roma sarà anticipata al 18 ottobre”

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Venerdì, 19 Settembre 2014 17:05

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La Segreteria nazionale della Fiom-Cgil ha diffuso oggi la seguente nota.

 

“Alla luce dei provvedimenti assunti dal Governo, la Segreteria nazionale della Fiom-Cgil ha deciso di anticipare la manifestazione nazionale di Roma al 18 ottobre ed invita i suoi delegati e le strutture territoriali a proclamare assemblee in sciopero in tutti i luoghi di lavoro.”

“Siamo di fronte a proposte del Governo che cancellano interi articoli dello Statuto dei lavoratori, provocando il peggioramento dei diritti, delle tutele e della dignità di tutte le persone nei luoghi di lavoro. Se i provvedimenti dell'Esecutivo diventeranno legge, i lavoratori licenziati ingiustamente non potranno più riottenere il proprio posto di lavoro ma solo un indennizzo economico, sarà possibile il demansionamento dei lavoratori e il loro controllo a distanza.”

“Lo Statuto dei lavoratori va esteso perché è l'applicazione dei principi della nostra Costituzione.”

“Il Paese ha bisogno di affermare il diritto al lavoro, combattere la precarietà ed estendere l'’occupazione stabile, combattere la corruzione e l’'evasione fiscale, far ripartire gli investimenti pubblici e privati, definire una vera politica industriale, qualificare la contrattazione collettiva ed estendere universalmente le tutele sociali, di cittadinanza e il diritto alla formazione per tutte le persone.”

“L'Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Fiom-Cgil – che si terrà il 26 e 27 settembre a Cervia - deciderà in dettaglio le modalità della manifestazione. Definirà, inoltre, le proposte per la difesa e la qualificazione del nostro sistema industriale e manifatturiero. Proposte che saranno sostenute con la mobilitazione e sottoposte al Governo ed al Paese per chiedere le riforme necessarie - anche nel rapporto con l'Europa – al fine di far ripartire una nuova crescita ed una vera e stabile occupazione.”

“È il momento di mobilitarsi, un lavoro senza diritti è un ritorno all'800.”

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 19 settembre 2014

Roma, 18 maggio 2013. Non possiamo più aspettare. Manifestazione nazionale

Category: Le manifestazioni
Creato il Sabato, 18 Maggio 2013 15:40

 Non possiamo più aspettare

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Vai alle pagine dedicate alla manifestazione

l'evento su facebook

 

 Diritto al lavoro, all'istruzione, alla salute, al reddito, alla cittadinanza,

per la giustizia sociale e la democrazia

Sabato 18 maggio i metalmeccanici si mobilitano e scendono in piazza a Roma perché cinque anni fa con il governo Berlusconi ci avevano detto che la crisi non c'era, era passeggera, addirittura superata.

Negli ultimi due anni col governo Monti, visto che la crisi non si poteva più negare, si è passati a un uso della crisi per legittimare le politiche di austerità in tutta Europa.

La scelta di non intervenire sulle cause ha determinato che il 10% della popolazione ha il 50% della ricchezza: i responsabili hanno quindi continuato ad aumentare le proprie rendite. Inoltre le banche hanno ridotto il credito e investito in titoli spazzatura e la Confindustria ha puntato sulla cancellazione dei diritti e la riduzione del salario.

Risultato?

Hanno cancellato l'articolo 18, derogato ai contratti e alle leggi, tagliato la spesa sociale, chiuso ospedali e per 9 milioni di persone non è più garantito il diritto alla salute, chiuso scuole e università, posticipate e ridotte le pensioni. Hanno addirittura provato a generare una guerra tra inoccupati, disoccupati e precari, giovani e non, donne e uomini.

L'Italia continua a essere il paese con la massima evasione fiscale e la minore tassazione delle rendite finanziarie mentre attraverso le politiche fiscali hanno continuato a spremere pensionati e lavoratori dipendenti.

I risultati di questa scelta sono: licenziamenti, aumento delle disuguaglianze sociali, impoverimento e inaccessibilità al lavoro.

Questa condizione di solitudine ha addirittura portato persone a togliersi la vita.

 

Adesso Basta! Non vogliamo più essere divisi e ricattati, è il momento di cambiare

 

Il 18, a Roma, manifestiamo per:

- riconquistare il diritto del e nel lavoro;

- la riconversione ecologica del nostro sistema industriale per valorizzare i beni comuni acqua, aria e terra;

- un piano straordinario d'investimenti pubblici e privati e il blocco dei licenziamenti anche attraverso l'incentivazione della riduzione dell'orario con i contratti di solidarietà e l'estensione della cassa integrazione;

- un contratto nazionale che tuteli i diritti di tutte le forme di lavoro con una legge sulla democrazia che faccia sempre votare e decidere i lavoratori;

- un reddito per una piena cittadinanza di inoccupati, disoccupati e studenti;

- fare in modo che la scuola, l'università e la sanità siano pubbliche e per tutti;

- combattere le mafie e la criminalità organizzata che si sono infiltrate sia nella finanza che nell'economia;

- la rivalutazione delle pensioni e per un sistema pensionistico che riconosca la diversità tra i lavori;

- un'Europa fondata sui diritti sociali e contrattuali, su un sistema fiscale condiviso e sul diritto di cittadinanza e sulla democrazia delle istituzioni.

 

Per queste ragioni ci rivolgiamo a tutte le donne, gli uomini, i giovani, i precari, i disoccupati, i migranti, i pensionati, perché noi operaie, operai, impiegate e impiegati metalmeccanici, come voi, vogliamo una democrazia che ci permetta di partecipare e decidere del nostro futuro.

Roma, 9 marzo 2012. Democrazia al lavoro. Sciopero generale e manifestazione

Category: Le manifestazioni
Creato il Venerdì, 09 Marzo 2012 16:20

Democrazia al lavoro

 

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Vai alle pagine dedicate alla manifestazione

 

La Fiom-Cgil ha proclamato per venerdì 9marzo lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici con una manifestazione a Roma che si concluderà in piazza San Giovanni.

La democrazia ed il lavoro sonoinodi centrali del nostro tempo in Italia e in Europa.

Perché oggi il lavoro manca, èsempre più precario, èsempre meno pagato, al punto che pur lavorando si è poveri.

Perché oggi nei luoghi di lavoro, a partire dalla Fiat, si rischia l’autoritarismo con la messa in discussione del

Contratto nazionale, dei diritti individuali e collettivi.

Perché la democrazia è negata. Alle donne e agli uomini che lavorano è impedito di votare liberamente gli accordi che li riguardano e di potersi scegliere chi li rappresenta, fino alla messa al bando di un’intera organizzazione sindacale e all’esplicita discriminazione verso gli iscritti della Fiom-Cgil.

Èin questo contesto che Governo e Confindustria vogliono far passare l’idea, sbagliata e inaccettabile, che per uscire dalla crisi bisogna cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dopo aver manomesso il sistema pensionistico pubblico.

All’opposto devono essere universali, e quindi estesi a tutti, la cassa integrazione quale alternativa ai licenziamenti collettivi e la tutela del reddito come diritto di cittadinanza.

In una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” quale l’Italia deve costituzionalmente essere, la libertà operaia è la libertà di tutti, la sicurezza del disoccupato ed il superamento della precarietà è la sicurezza di tutti, un’economia ambientalmente sostenibile e un piano straordinario di investimenti pubblici e privati sono le condizioni per difendereibeni comuni e costruire nuovi posti di lavoro.

Lo sciopero generale e la manifestazione nazionale del 9marzo diventano un appuntamento essenziale non solo peri metalmeccanici ma per tutti coloro che credono nella democrazia, nella giustizia sociale, nella libertà, nell’informazione libera e in un lavoro stabile con diritti. E in questo senso sono fondamentali il diritto allo studio, l’accesso alla cultura, la valorizzazione del patrimonio artistico e delle competenze.

Nel nome della nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista invitiamo ogni cittadino non solo ad aderire alla manifestazione, ma a farsi promotore e protagonista di questa giornata di mobilitazione partecipando attivamente.

Sono convinto che la nostra lotta difenda oggi gli interessi di tutto il paese mettendo al centro le lavoratrici e ilavoratori e proprio per questo sarebbe per noi importante avere la tua firma e la tua presenza in piazza San Giovanni il 9marzo a Roma.

 

Maurizio Landini

Segretario generale Fiom-Cgil

 

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