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28 Marzo 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

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Finmeccanica/Leonardo. Conclusa la ristrutturazione, ora investimenti e sviluppo

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 16 Marzo 2017 19:59

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Si è svolto il 16 marzo il Coordinamento nazionale Fiom del gruppo Leonardo, alla presenza del Segretario Generale Maurizio Landini, convocato per fare una valutazione sul bilancio consuntivo (approvato il 15 marzo in via definitiva dal Cda) e del piano industriale 2017-2021 incentrato su sviluppo e crescita presentato alle Segreterie nazionali nel corso dell'Osservatorio strategico dello scorso 1 marzo.

Nel corso dell'incontro il Coordinamento ha avviato una prima analisi di merito, sia rispetto ai risultati ottenuti che alle prospettive industriali e occupazionali.

Ecco alcuni dei dati più rilevanti riferiti al 2016:

  • Leonardo può contare su 19 miliardi e 951 milioni di euro di ordini (esclusi quelli delle JV, ora con un portafoglio complessivo di 34,798 miliardi (+21% rispetto al 2015);
  • rapporto ordini-ricavi superiore a 1 in tutti i settori;
  • Ebit, Ebitda e Ebita in crescita rispetto al 2015 rispettivamente dell'11%, del 4% e del 2%;
  • Ros 2016 al 10,4% con tutti i settori oltre il 10%;
  • il risultato netto ordinario al 2016 è di 545 milioni di euro (era 253 milioni nel 2015 e -649 a fine 2013);
  • il Mol passa dal 10,9% al 16% per un valore assoluto di 1,9 miliardi di Euro;
  • l'Ebitda passa da 27.000 a 40.000 euro, l'Ebita da 16.000 a 27.000 euro;
  • il Flusso di cassa ordinario (FOCF) da – 220 sale a + 700;
  • il patrimonio netto di bilancio passa da 3,679 a 4,400 miliardi di Euro, mentre il ritorno sul patrimonio netto da -12% sale a + 17%;
  • il debito scende da 3,9 miliardi a 2,8, con un tasso di indebitamento sul patrimonio netto che scende da 1,1 a 0,6% (indebitamento sceso del 13%);
  • il fatturato complessivo raggiunge i 12 miliardi di Euro, con un investimento in ricerca per tutti i settori di attività dell'1,4%.

Inoltre per la prima volta dopo sei anni il Cda ha deciso di distribuire i dividendi agli azionisti pari a 14 centesimi/azione. Il valore delle azioni Leonardo è passato da 5,795 euro (con una capitalizzazione di mercato pari a 3,45 miliardi nel 2014) a 13,90 euro (con una capitalizzazione pari a 8,2 miliardi).

Nella sostanza l'azienda sta recuperando posizioni significative rispetto ai competitors su tutti gli indicatori economici ed è questo l'aspetto più significativo che consente la svolta dalla riorganizzazione all'investimento.

Tutti i dati di bilancio confermano l'efficacia dell'azione di riorganizzazione e risanamento fatta dal management del gruppo, realizzata attraverso la focalizzazione produttiva sull'Aerospazio e Difesa, la riorganizzazione delle ex aziende Finmeccanica nella One Company, e dai processi di moralizzazione interna ed esterna, ovvero il sistema delle forniture.

Come Fiom-Cgil avevamo condiviso questi tratti dominanti del piano industriale precedente, criticando contestualmente l'assenza di interventi di politiche di sviluppo e ampliamento del perimetro di attività.

La nostra preoccupazione era rivolta alle ricadute che la profonda e pesante ristrutturazione della filiera dei costi avrebbe determinato, attraverso la riduzione del portafoglio prodotti e delle attività svolte dal gruppo, concentrandosi nell'aerospazio e nella difesa.

Abbiamo anche contrastato questa scelta attraverso la mancata sottoscrizione degli articoli 47 della legge 428/90 nella riorganizzazione societaria, per gli effetti che si sono avuti in tutta la catena degli appalti, ridimensionati con la riduzione dei costi e l'internalizzazione di attività. Le ripercussioni sui lavoratori, sia in termini occupazionali che di diritti, sono state pesanti, nonostante in qualche caso siamo riusciti a contenerle grazie all'intervento delle Rsu e dei territori che hanno messo in campo processi negoziali di stabilizzazione occupazionale e/o riassorbimento del personale da parte delle  le aziende subentranti.

Il nuovo piano industriale 2017-2021 dichiara espressamente esaurita la fase della riorganizzazione e ristrutturazione e si propone di investire sulla crescita delle attività e degli investimenti del gruppo per i prossimi 5 anni.

Per questi motivi la Fiom-Cgil condivide le linee strategiche del piano.

All’esito degli incontri di Divisione, che saranno calendarizzati entro fine marzo per valutare le relative ricadute in termini di prospettive occupazionali e produttive – compresa la filiera degli appalti – potremo dare un giudizio più articolato.

In particolare sarà importante capire i prodotti sviluppati nell'ambito dei sistema di difesa per garantire i carichi di lavoro, mentre per quanto riguarda lo spazio come verranno ridefinite le alleanze e quali saranno gli investimenti specifici del nostro paese.

Per la Fiom è necessario affiancare al piano industriale un forte sostegno del Governo e del sistema paese. Per rilanciare Leonardo a livello globale adesso occorre che l'Esecutivo entri in campo con politiche di ricapitalizzazione e sostegno agli investimenti del gruppo e al rafforzamento delle alleanze internazionali, per affrancarlo da una condizione di minorità rispetto a tutti i competitors del settore, forti  delle risorse e del supporto politico e diplomatico agito dai loro governi.

Il ruolo del nostro Governo va esercitato  con determinazione dentro il progetto del Piano di difesa europeo, che ha spinto ogni paese a rafforzare le imprese nazionali in termini di alleanze geopolitiche e di investimenti dedicati a innovazione e tecnologie ad alto valore aggiunto.

Questa è la ragione per la quale abbiamo chiesto unitariamente, con Fim e Uilm, la convocazione di un incontro da parte del Presidente Gentiloni sulle politiche industriali, sul livello di impegno che intende destinare alla più grande impresa metalmeccanica di questo paese, ovvero Leonardo, e a Fincantieri (in questo momento impegnata in una trattativa importante sui cantieri STX France che può avere ricadute proprio sulle attività della One Company).

Quell'appuntamento sarà anche l'occasione per avanzare di nuovo la nostra proposta di un ruolo deciso di Cassa Depositi e Prestiti dentro un processo di eventuale ricapitalizzazione di Leonardo, oltre che per sollecitare il Ministro competente a ricomprendere le attività strategiche dell'aerospazio, della sicurezza e della difesa dentro le iniziative intraprese a sostegno del programma Industria 4.0.

Per queste ragioni strategiche e di assoluta coerenza con quanto abbiamo sempre sostenuto riteniamo il nuovo piano industriale un punto di riferimento importante per le nostre valutazioni e per il confronto che si dovrà aprire nel merito.

Questi gli indirizzi strategici del prossimo Piano industriale:

  • controllo della Corporate sulle attività delle Divisioni, controllo del portafoglio ordini e qualificazione del sistema della fornitura;
  • ritorno ad una generazione ordinaria di cassa, frutto di una robusta programmazione industriale e di una valutazione attenta del risk assesment per ogni operazione attivata;
  • centralizzazione di alcune attività trasversali alle Divisioni, come procurement, manifacturing, Ict e parte delle Ingegnerie, nel nome dell'efficienza industriale;
  • costruzione di Legal Entity Leonardo in 8 regioni di mercato (in Uk è in via di costituzione la Leonardo Westland, poi toccherà alle regioni araba, turca, cinese ecc..) per penetrare in modo strutturato in quei mercati;
  • nuovi moduli di business mirati ad offrire servizi integrati per un ciclo di vita più lungo dei prodotti;
  • un intervento su Atr con un investimento da realizzare a breve (restyling dell'attuale e nuova piattaforma multipourpose per il futuro, da disegnare e allestire in Italia, per il trasporto passeggeri, merci e per il trasporto tattico nei teatri militari);
  • sviluppo tecnologico in Cyber security, robotica, intelligenza artificiale, addestramento dual role (per coprire tutte le operazioni sul campo) elettronica per la difesa, ecc..
  • riequilibrio del rapporto attività civili, attività militari a favore delle prime;
  • consolidamento della tendenza in crescita dei ricavi, oggi a 3,5/5%, per arrivare all'11% a metà Piano;
  • disponibilità ad investire 2,5-3 miliardi di euro, rafforzando le attività core, senza aggredire il patrimonio consolidato.

Moretti ha annunciato di voler accelerare nella realizzazione del piano di focalizzazione sul core business, a partire da investimenti importanti nell'elettronica della difesa, e nel ribilanciamento delle alleanze nel settore spazio.

Sarà importante capire quali investimenti saranno fatti e quali nuovi prodotti saranno lanciati per avere un'idea più precisa degli obiettivi di medio-lungo termine del Piano.

Questo aspetto dovrà necessariamente rispondere all'urgenza di un'iniziativa forte da attivare nel Mezzogiorno, per rilanciare le opportunità industriali e salvaguardare le competenze professionali dei siti interessati.

Secondo il piano presentato la crescita verrà realizzata attraverso acquisizione di attività e di aziende, nuove alleanze e accordi di partnership industriale (con una previsione di aumento del fatturato intorno al 5% all'anno).

Il nostro percorso di valutazione e di iniziativa, in continuità con quanto già fatto, sarà supportato da un approfondimento con gli esperti che con noi hanno già collaborato alla realizzazione del Convegno “La fabbrica per aria” e dalle riflessioni che faremo insieme al sindacato internazionale sull'Aerospazio, con l'obiettivo di arrivare ad una seconda iniziativa pubblica di confronto con il Governo.

Poiché l'architettura societaria messa in piedi costituisce il presupposto organizzativo di questi indirizzi (al netto dell'annunciata rimodulazione di alcune attività come ingegneria, manifacturing, ICT e procurement) dobbiamo ritenere che il processo non sia reversibile nel medio termine.

In questo senso la scelta di decentrare le responsabilità e la titolarità negoziale che abbiamo fatto come Fiom sin dall'apertura della trattativa sul contratto integrativo, investendo sul ruolo congiunto delle strutture territoriali e delle Rsu, va consolidata e rafforzata, fermo restando il livello di Coordinamento e indirizzo dell'Esecutivo e della struttura nazionale. 

Del resto questa modalità ci ha consentito in passato di fronteggiare con maggior efficacia non soltanto il confronto sindacale con l'azienda (gli scioperi) ma anche i momenti di rottura con le altre organizzazioni nell'ambito di quella trattativa, vedi la richiamata vicenda degli art.47.

Riteniamo dunque che tutti gli aspetti già concordati come la gestione dei confronti sul PdR, gli appalti, le informazioni sui carichi e le attività a livello di sito debbano vedere una capacità forte di iniziativa congiunta (RSU-strutture territoriali) evitando di rincorrere l'azienda sul terreno del rinvio alla struttura centrale quando il confronto in sede aziendale sull'applicazione dell'accordo nazionale o su altre questioni che attengono all'organizzazione del lavoro si rivela più complicato del previsto.

Rispetto alla questione specifica degli appalti da questo momento in poi devono diventare terreno di iniziativa prioritaria della Fiom, a partire da un processo di sindacalizzazione, utilizzando tutto quanto previsto dall'accordo integrativo sottoscritto lo scorso 2 febbraio.

I coordinamenti di divisione saranno quindi fondamentali per gestire correttamente la verticalizzazione che si è data l'azienda, mentre il coordinamento nazionale insieme all'Esecutivo e alla FIOM Nazionale, deve garantire il ruolo di sintesi complessiva da far valere nell'ambito del sistema di relazioni sindacali e nella gestione della contrattazione aziendale a questo livello.

Dall'efficacia della nostra organizzazione interna dipenderanno l'andamento e la qualità della contrattazione che si riaprirà sull'implementazione del contratto integrativo di gruppo dopo gli incontri di Divisione, come da noi richiesto.

La fase negoziale che stiamo per riprendere sarà molto importante sia per i lavoratori e le lavoratrici di Leonardo, sia per quanto riguarda l'applicazione dei punti già chiusi a febbraio scorso, (orario di lavoro, clausole di raffreddamento, informativa sindacale in caso di cambio appalti, definizione del bacino delle professionalità da recuperare) che per quanto riguarda le partite negoziali rimaste aperte (inquadramento professionale, welfare, flexible benefits, sanità integrativa, etc.) da affrontare anche in relazione alle novità introdotte nel frattempo con il rinnovo del CCNL approvato con referendum dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici.

A questo proposito non possiamo non riconfermare la nostra determinazione nel chiedere all'azienda la puntuale applicazione degli accordi sottoscritti fino ad oggi, da cui dipendono la credibilità delle Organizzazioni sindacali ma soprattutto la loro credibilità nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che rappresentano.

 

Coordinamento nazionale Fiom-Cgil

Gruppo Leonardo

Roma, 16 marzo 2017

Leonardo: riunione dell'osservatorio strategico

Category: Documenti
Creato il Martedì, 07 Marzo 2017 14:07

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Nel pomeriggio del giorno 1 marzo si è tenuto l'incontro tra le Segreterie nazionali di Fim, Fiom Uilm e l'Ad di Leonardo per la riunione dell'Osservatorio Strategico prevista dal Contratto integrativo di gruppo.

L'incontro è stato convocato per illustrare alle OOSS le linee strategiche contenute nel Piano industriale 2017-2021 e, contrariamente al precedente, si è svolto prima della presentazione al management di gruppo e agli operatori delle Borse internazionali.

L'Ad Moretti ha annunciato che la fase di ristrutturazione è finita e che il prossimo piano industriale sarà orientato alla crescita stabile e allo sviluppo, anche grazie alle scelte di radicale discontinuità con quanto ereditato nel 2014:

  • la mancanza di un vero Piano industriale per il complesso delle attività svolte da Gruppo, che legittimava una struttura societaria disarticolata e una politica delle alleanze episodica, spesso dettata dalle supply chain;

  • acquisizioni sopravvalutate e in perdita (vedi Superjet e Drs) per 6,5 miliardi di Euro, comprate a debito e con tassi di interessi al 6,7% fino al 2040, le attività di Grottaglie ed alcune della Elettronica di Selex, anche in questo caso con gravissime perdite;

  • ordini tossici (che rispondevano ad esigenze diverse da quelle industriali) per oltre 300 milioni di euro destinati, seppure in piccola parte, ad appesantire il portafoglio complessivo;

  • un assottigliamento per 4,5 miliardi di euro del capitale sociale a copertura degli investimenti rivelatisi sbagliati;

  • una gestione clientelare, frammentata e autarchica della supply chain da parte delle ex aziende, che ha prodotto bassa qualità delle forniture e un meccanismo di crescita esponenziale delle penali a causa della mancanza di materiali just in time che consentissero la continuità delle produzioni;

  • enormi problemi reputazionali a livello internazionale, vedi la vicenda degli elicotteri per l'India.

I dati del bilancio 2016 appena approvato registrano un'inversione di tendenza positiva rispetto a quelli del 2013-2014:

  • nel 2014 la perdita annua era pari a 650 milioni. Gli investimenti fatti da allora non hanno comportato nuovi debiti;

  • Leonardo può contare su 20 miliardi di euro di ordini (esclusi quelli delle JV, ora contabilizzati a parte) per un backlog di 35 miliardi consolidati;

  • il risultato netto ordinario al 2016 supera i 500 milioni di euro (era 253 milioni nel 2015 e -649 a fine 2013);

  • il Mol passa dal 10,9% al 16% per un valore assoluto di 1,9 miliardi di Euro;

  • guardando agli indicatori di produttività pro capite, l'Ebitda passa da 27.000 a 40.000 euro, l'Ebita da 16.000 a 27.000 euro;

  • il Flusso di cassa ordinario (FOCF) da – 220 sale a + 700;

  • il patrimonio netto di bilancio passa da 3,679 a 4,400 miliardi di Euro, mentre il ritorno sul patrimonio netto da -12% sale a + 17%;

  • il debito scende da 3,9 miliardi a 2,8, con un tasso di indebitamento sul patrimonio netto che scende da 1,1 a 0,6%. Il debito è stato riacquistato da Leonardo per circa 600 milioni, ma in futuro il miglioramento del rating consentirà di rinegoziarlo a tassi di miglior favore;

  • il fatturato complessivo raggiunge i 12 miliardi di Euro, con un investimento in ricerca per tutti i settori di attività dell'1,4%.

Nella sostanza dai dati presentati l'azienda sta recuperando posizioni significative rispetto ai competitors su tutti gli indicatori economici ed è questo l'aspetto più significativo che consente la svolta dalla riorganizzazione all'investimento.

Moretti ha rivendicato la scelta della One Company come strumento propedeutico all'attuazione degli indirizzi strategici del prossimo Piano industriale:

  • controllo della Corporate sulle attività delle Divisioni, controllo del portafoglio ordini e qualificazione del sistema della fornitura;

  • ritorno ad una generazione ordinaria di cassa, frutto di una robusta programmazione industriale e di una valutazione attenta del risk assesment per ogni operazione attivata;

  • centralizzazione di alcune attività trasversali alle Divisioni, come procurement, manifacturing, Ict e parte delle Ingegnerie, nel nome dell'efficienza industriale;

  • costruzione di Legal Entity Leonardo in 8 regioni di mercato (in Uk è in via di costituzione la Leonardo Westland, poi toccherà alle regioni araba, turca, cinese ecc..) per penetrare in modo strutturato in quei mercati;

  • nuovi moduli di business mirati ad offrire servizi integrati per un ciclo di vita più lungo dei prodotti;

  • un intervento su Atr con un investimento da realizzare a breve (restyling dell'attuale e nuova piattaforma multipourpose per il futuro, da disegnare e allestire in Italia, per il trasporto passeggeri, merci e per il trasporto tattico nei teatri militari);

  • sviluppo tecnologico in Cyber security, robotica, intelligenza artificiale, addestramento dual role (per coprire tutte le operazioni sul campo) elettronica per la difesa, ecc..

  • consolidamento della tendenza in crescita dei ricavi, oggi a 3,5/5%, per arrivare all'11% a metà Piano;

  • disponibilità ad investire 2,5-3 miliardi di euro, rafforzando le attività core, senza aggredire il patrimonio consolidato.

Moretti ha annunciato di voler accelerare nella realizzazione del piano di focalizzazione sul core business, a partire da investimenti importanti nell'elettronica della difesa, e nel ribilanciamento delle alleanze nel settore spazio. Secondo il piano presentato la crescita verrà realizzata attraverso acquisizione di attività e di aziende, nuove alleanze e accordi di partnership industriale (con una previsione di aumento del fatturato intorno al 5% all'anno).

Nel rivendicare la bontà dei risultati ottenuti e l'impostazione sul piano dei prossimi anni l'ing. Moretti ha tenuto a sottolineare che ormai l'azionariato di Leonardo è fatto al 50,4 % da fondi istituzionali, il 98% dei quali è costituito da fondi americani ed inglesi che hanno manifestato apprezzamento per i risultati conseguiti (a partire dal raddoppio del valore dell'azione, pari a poco più di 6€ nel 2014 ed oggi oltre i 13€).

Naturalmente come Fiom Cgil abbiamo preso atto delle cifre riportate nel bilancio appena approvato.

Non v'è dubbio che il piano abbia puntato soprattutto sulla razionalizzazione, come abbiamo sostenuto sin dall'inizio e come lo stesso Ad ha riconosciuto nella comunicazione data agli investitori.

Questo ha prodotto gli evidenti risultati economici, ma ha messo in difficoltà la struttura industriale ed in particolare modo l'indotto, che ha pagato un prezzo molto alto.

Nello stesso tempo avevamo salutato positivamente l'opera di moralizzazione messa in campo smontando il sistema delle clientele, e siamo perché si continui su questa strada, portando però particolare attenzione agli effetti sui lavoratori dell'indotto, rispetto ai quali dobbiamo attivare tutti i percorsi possibili di salvaguardia/ricollocazione occupazionale.

Abbiamo successivamente riconfermato tutte le preoccupazioni espresse sin dal Convegno di ottobre 2015 rispetto alla dimensione di Leonardo nello scenario internazionale.

Anche in considerazione degli obiettivi industriali del nuovo Piano occorre che da subito il Governo italiano metta in campo azioni di ricapitalizzazione che sottraggano Leonardo alla sua attuale dimensione di piccola azienda, benché più solida che in passato, dentro una compagine di giganti industriali.

La crisi dell'Oil &Gas e le ricadute sui cambi di Brexit, nel quadro di una costante riduzione degli investimenti pubblici (-5% annuo) sul settore della difesa, rischiano di vanificare anche i risultati positivi raggiunti in termini di riduzione del debito e razionalizzazione della gestione.

Il protagonismo del Governo, in termini di risorse ma anche di alleanze internazionali, è la precondizione per dare respiro strategico anche ad alcune scelte annunciate nel corso dell'incontro, come la vendita di quote di Drs (pur mantenendone il controllo) da destinare ad acquisizioni sul mercato Usa, e l'investimento su Atr, che consentirebbe un riequilibrio delle produzioni Leonardo a favore del civile dall'attuale 35-65% al 50-50%, sulla base di quanto sta avvenendo con i primi 65 elicotteri (AW139) per il mercato cinese da adibire ad eliambulanze ( presto ne saranno commissionati ulteriori 45)

Nel corso dell'incontro abbiamo ribadito che il sostegno del Governo riveste particolare importanza anche dentro il disegno del Piano di difesa europeo che ha visto tutti i paesi rafforzare il loro intervento a favore delle imprese nazionali.

Questa è la ragione per la quale abbiamo chiesto unitariamente, con Fim e Uilm, la convocazione di un incontro da parte del Presidente Gentiloni sulle politiche industriali, sul livello di impegno che intende destinare alla più grande impresa metalmeccanica di questo paese, ovvero Leonardo, e a Fincantieri (in questo momento impegnata in una trattativa importante sui cantieri STX France che può avere ricadute proprio sulle attività della One Company).

Abbiamo inoltre ricordato che il segno positivo di molti degli indicatori di bilancio è il frutto dell'impegno profuso dalle lavoratrici e dai lavoratori del gruppo, inclusi quelli delle ditte di appalto, sui diritti dei quali non arretreremo di un millimetro.

Ci preoccupano in questo senso le prime avvisaglie di scarichi di lavoro che arrivano da qualche sito: per questo motivo abbiamo chiesto che a breve vengano convocati gli incontri delle singole Divisioni, con l'illustrazione puntuale dei budget approvati, dei nuovi prodotti e dei carichi di lavoro previsti, nonostante gli ordini annunciati appaiano buoni.

Sulla base della coerenza tra le scelte del nuovo piano industriale e le relative ricadute su ciascuna Divisione esprimeremo una valutazione compiuta sulle linee strategiche del prossimo quinquennio, avendo attenzione a individuare i possibili fattori di criticità e privilegiando nell'analisi il criterio della salvaguardia complessiva dell'occupazione, diretta e indiretta.

Abbiamo infine richiamato l'azienda ad una maggiore attenzione a quanto sta avvenendo a livello di singole divisioni e/o stabilimento in riferimento alla contrattazione integrativa.

Non è possibile che ci voglia più di un anno per applicarla concretamente e in ogni caso non può essere affidata ad interpretazioni fantasiose in sede aziendale. Questo è un problema che deve essere affrontato e risolto proprio per dare credibilità alle cose che dovremo fare e per dare ancora una ulteriore spinta al cambiamento (che deve interessare anche la qualità delle relazioni sindacali, nel rispetto dei ruoli reciproci).

Come Fiom nazionale socializzeremo questa valutazione con tutte le strutture territoriali e con la Delegazione trattante il prossimo 16 marzo, all'indomani dell'approvazione in via definitiva del bilancio da parte del Cda Leonardo e della presentazione dello stesso agli operatori finanziari a Londra. Al termine verrà prodotto un comunicato e messo a disposizione di tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo.

Vi informiamo anche che non appena arriveranno dall'azienda le slide con i dati e le tabelle del bilancio vi verranno inoltrate.

Nel frattempo vi segnaliamo il link dell'illustrazione svolta dall'Ad Moretti presso la competente Commissione del Senato: http://webtv.senato.it/webtv_comm_hq?video_evento=3395

 

Fiom-Cgil nazionale

 

 

Roma, 7 marzo 2017

Fata Logistic. È in gioco l'integrativo

Category: Fata
Creato il Giovedì, 02 Marzo 2017 12:55

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Il 1° marzo si è tenuta a Roma la riunione tra la delegazione di Fim, Fiom, Uilm e la direzione della Fata. La riunione, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti di LGS e il direttore del personale di Leonardo, ha preparato il percorso sindacale delle prossime settimane.

Nel corso del confronto come Fiom abbiamo ribadito la richiesta dell'applicazione del contratto integrativo Leonardo e la stabilizzazione dei lavoratori somministrati anche in riferimento al piano industriale che l'azienda ha dichiarato che presenterà. Su queste basi sono stati fissati infatti ulteriori incontri a Roma che si terranno il 20 e il 27 marzo prossimi e riguarderanno:

  1. Applicazione contratto Leonardo Finmeccanica "one company" a tutto il personale Fata, valutando gli opportuni adattamenti per una azienda di servizi. L'accordo del 2 febbraio 2016 sarà quindi applicato dopo il mantenimento della Fata nel perimetro Leonardo. Si dovranno quindi individuare la modalità di applicazione e di adattamento alla realtà Fata su alcuni punti (orari di sito, indicatori PdR ecc.) e individuare la decorrenza della applicazione.

  2. Stabilizzazione dei somministrati in tutto il gruppo (erano 346 a fine 2016, a fronte di 388 assunti diretti dalla Fata). Dobbiamo cominciare ad acquisire dati su numeri relativi a mansioni, anzianità di presenza in azienda al fine di avviare il percorso di stabilizzazione che l'azienda ha affermato di dover portare avanti nei prossimi mesi. Il confronto partirà dalla mappatura sui numeri sopra ricordati e per noi dovrà portare ad assunzioni dirette in Fata. L'azienda è disponibile a procedere e sa che il numero di somministrati è anomalo (creando anche inefficienza) e ha dichiarato di volerlo ridurre.

Da mesi e mesi la Fiom insisteva con l'azienda per ottenere la applicazione del contratto aziendale Leonardo Finmeccanica e un piano di stabilizzazione del personale presente in azienda con contratto somministrato. Finalmente abbiamo un percorso di trattativa vera che parte su questi temi.

Ora si tratta di condurre queste discussioni sapendo che nel corso della riunione Leonardo ha detto che intende efficientare ulteriormente la Fata. Leonardo ritiene strategica l'attività di logistica e però intende mantenerla di proprietà a patto che sia profittevole ed efficiente e capace di sviluppare attività anche fuori dal perimetro di Leonardo, con clienti diversi.

Per la Fiom-Cgil è una formulazione incoerente e quindi non sostenibile perché se l'attività è strategica la si deve rendere profittevole e tenere nel perimetro del gruppo.

Valuteremo su questo il piano industriale nei prossimi mesi verrà presentato dall'azienda, piano che conterrà elementi che dovremo discutere anche in relazione alla discussione su organici e stabilizzazioni.

Siamo in una fase di confronto che sta per partire. Seguiremo il negoziato cercando il massimo coinvolgimento dei lavoratori in modo da poter avere il massimo livello di influenza al tavolo di trattativa.

 

FIOM-CGIL NAZIONALE

 

Roma, 2 marzo 2017

Leonardo. Una fabbrica ancora per aria

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 17 Febbraio 2017 15:08

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Il 14 febbraio scorso si è svolto presso la sede nazionale della Fiom l'incontro dell'Esecutivo nazionale Leonardo.

Il confronto con i responsabili delle varie Divisioni ha consentito di socializzare e mettere a fuoco alcune difficoltà che attraversa il Gruppo in questa fase delicatissima, sia sul piano industriale che politico e geopolitico più generale.

A pochi mesi dalla scadenza del mandato affidato all'attuale Amministratore Delegato e a qualche settimana dalla sentenza di primo grado che lo ha interessato, il Governo continua a tacere, scegliendo irresponsabilmente di inchiodare il più grande gruppo metalmeccanico a controllo pubblico (e la più grande industria nazionale nei settori dell’alta tecnologia) ad una situazione di stallo pericolosa, soprattutto dentro gli attuari scenari geopolitici quanto mai confusi e instabili.

Brexit, la sterzata neoprotezionistica della gestione Trump, gli esiti potenzialmente destabilizzanti delle prossime elezioni in importanti paesi europei (pensiamo alla scelta di un Piano di difesa europeo che aveva registrato un forte protagonismo dei vertici dell'allora Finmeccanica), le mire francesi sul sistema industriale con le possibili conseguenze nella gestione delle alleanze, disegnano una macro architettura economico-istituzionale, con i relativi risvolti a livello nazionale, completamente diversa da quella nella quale la gestione Moretti ha iniziato a muoversi.

Purtroppo come avevamo denunciato anche attraverso il convegno dell’ottobre 2015 sulle politiche industriali e con l’analisi critica del piano industriale svolta nel libro “La fabbrica per aria”, la fase del risanamento (l’unica ad essere stata di fatto attuata) non accompagnata dai necessari investimenti ha portato Leonardo ad avere difficoltà che risultano ancora più pesanti in un contesto complicato come quello attuale.

La fine dell'alleanza con l’americana Raytheon costruita ad hoc per partecipare alla gara “T-X” negli Stati Uniti per 350 aerei addestratori dell'aeronautica militare, il disimpegno dalla Joint Venture Superjet e la tensione crescente con il partner russo Sukhoi, il sostanziale fallimento dell'operazione Atitech, la volontà di procedere ancora con le dismissioni per sostenere il programma ATR, sono il segnale di un arretramento rispetto alle ambizioni coltivate inizialmente (e mai messe in atto) in termini di politica delle alleanze.

Tale politica che avrebbe dovuto riequilibrare in senso espansivo (acquisizione/consolidamento di capacità produttiva e programmi) gli effetti del piano di ristrutturazione avviato per ragioni di forte indebitamento finanziario, con il suo corredo di costi occupazionali, soprattutto nel mondo dei lavoratori dell'indotto. Proprio la assenza di garanzie e la chiara volontà di ridurre i costi senza investire, ci hanno portato infatti a non sottoscrivere gli articoli 47 all'inizio della trattativa sul Contratto integrativo di secondo livello.

Oggi il combinato disposto tra la ristrutturazione in atto e le sopraggiunte difficoltà di mercato, domestico e internazionale, le notizie sulle commesse acquisite ma soprattutto quelle rilevanti perse in corso d'opera, alimentano un clima di preoccupazione negli stabilimenti, in alcuni dei quali si prefigura seriamente il rischio della mancata copertura della capacità produttiva.

Anche alla luce di questo quadro intricato il silenzio del Governo espone Leonardo al rischio di scarsa affidabilità nel confronto sui mercati con i competitors del settore, e ingenera confusione anche sul versante della gestione interna.

Un periodo di incertezza che, a prescindere dalle criticità in essere ma che a maggior ragione in questo quadro, Leonardo non si può permettere e che rischia di complicare in modo determinante la situazione aziendale.

A fronte di un contratto integrativo che contempla parti esigibili, ovvero orari e flessibilità, e parti ancora in fase di implementazione (il sistema di welfare) che avrebbero dovuto riequilibrare nel senso della maggiore sostenibilità quanto sacrificato dai lavoratori di alcune Divisioni, il fatto che alcuni HR, la dove esistono accordi di sito giunti alla prova della prima applicazione, si avventurino in interpretazioni che complicano le relazioni sindacali, contribuisce ad alimentare il malessere generale.

A questo si aggiunge una gestione inadeguata e caotica delle esternalizzazioni non sempre accompagnate ad operazioni di natura industriale.

Su tutti questi aspetti e non solo (formazione, uscite Legge Fornero, appalti e indotto, stabilizzazione dei lavoratori somministrati, Welfare, HR evolution e sistema premiante etc.) dovremo procedere ad una verifica di merito.

Inoltre lo slittamento ai primi di marzo dell'Osservatorio Strategico e a fine marzo degli incontri di Divisione, con la visibilità sui carichi di lavoro, per addetti diretti e indotto, e sugli investimenti previsti nel prossimo triennio, rafforza la nostra preoccupazione sulla gestione di questa lunga transizione che porterà il Governo a sciogliere il nodo sul futuro Amministratore Delegato del Gruppo.

A conclusione dell'incontro dell’esecutivo Fiom Leonardo abbiamo condiviso la necessità di riconvocarci come struttura nazionale ed Esecutivo dopo l'Osservatorio Strategico per una valutazione su quanto emergerà in quella sede.

Nei giorni immediatamente successivi si terrà una riunione con l'Esecutivo, tutte le strutture territoriali interessate e la Delegazione trattante Fiom per socializzare quanto accaduto nel frattempo e condividere un orientamento sullo stato dell'arte e sulle iniziative da intraprendere.

 

Fiom nazionale/Esecutivo nazionale Leonardo

 

Roma, 17 febbraio 2017

Leonardo si ritira da Superjet. A rischio attività e occupazione a Tessera

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 06 Febbraio 2017 12:16

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Il 23 gennaio scorso si è tenuto l'incontro tra le Rsu, le segreterie territoriali e nazionali di Fim Fiom e Uilm, l'Ad di Superjet International SpA e i vertici di Leonardo.

All'indomani della cessione della quota di maggioranza da parte di Leonardo (che ha ridotto al 10% la sua partecipazione nella Joinventure) a favore della società russa Sukhoi, produttrice di aerei da caccia e ormai presente anche nel mercato dell'aviazione civile, il nuovo Ad ha annunciato che con i soci russi, autori di una ricapitalizzazione per complessivi 25 milioni di euro, è in discussione un piano di ristrutturazione di cui ancora non sono definiti i dettagli, ma che riguarda tre aree, commerciale, operations e customer services, ed è finalizzato all'integrazione funzionale tra le due società e all'efficientamento dei processi.

Come Fiom abbiamo ricordato a Leonardo la nostra contrarietà a questa ennesima scelta di ridimensionamento del perimetro di attività del gruppo, che rischia di generare ricadute negative sul Polo aeronautico di Tessera con tutti i suoi addetti (di cui 220 in forza a Superjet International) inclusi quelli delle Divisioni Elicotteri e Velivoli lì presenti.

In particolare, abbiamo espresso preoccupazione per un piano di ristrutturazione che sembra orientato essenzialmente alla riduzione dei costi, soprattutto in ragione del minor costo del lavoro negli stabilimenti di Sukhoi per lavorazioni attualmente svolte anche a Tessera, per esempio la verniciatura: il tutto dentro il nuovo scenario societario, a trazione russa, che prefigura una lenta dismissione del sito.

Abbiamo poi chiesto a Leonardo, che si è rifiutata di ricapitalizzare la Joinventure lasciando campo libero a Sukhoi, di mettere in campo un assetto industriale atto a scongiurare questa ipotesi, affinché sia mantenuto vivo il sito ed occupati tutti i lavoratori attualmente interessati dal piano.

Per quanto ci riguarda non consentiremo che una scelta industriale irresponsabile sul piano sociale e sbagliata dal punto di vista industriale metta a rischio la continuità produttiva del Polo aeronautico di Tessera e il destino dei suoi lavoratori.

Leonardo deve fare chiarezza già dai prossimi incontri a livello di singole Divisioni su come intende impegnarsi nel territorio veneziano per dare certezze occupazionali e continuità produttiva ai suoi, circa, 700 addetti.

 

FIOM NAZIONALE/FIOM VENEZIA

 

Roma, 6 febbraio 2017

Fata Logistic: interrotta la trattativa per la vendita

Category: Fata
Creato il Lunedì, 30 Gennaio 2017 15:55

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Nei mesi scorsi unitariamente Fim, Fiom, Uilm avevano protestato contro la cessione di Fata Logistic da parte di Leonardo SpA. L'interruzione della trattativa per la vendita è quindi una buona notizia che però deve essere accompagnata da atti concreti da parte della capogruppo.

L'interruzione può essere avvenuta per qualsiasi motivo (condizioni economiche, organizzative, industriali, garanzie dell'acquirente etc.), per questo come Fiom pensiamo che sia necessario adesso aprire il confronto con Leonardo, Lgs e la stessa Fata, al fine di chiarire espressamente se è ancora sul mercato oppure no.

Inoltre il confronto dovrà servire anche a chiarire diversi temi aperti tra i quali l'applicazione dell'integrativo Leonardo, le stabilizzazioni e le prospettive industriali e occupazionali.

Le attività di Fata Logistic SpA, sono secondo noi "core business" e sensibili sul piano industriale (essendo strettamente collegate al ciclo produttivo, tecnologico e delle forniture di Leonardo), per questo è importante arrivare ad una sempre maggiore integrazione e sviluppo delle attività, valorizzando le professionalità e le risorse oggi presenti in azienda.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 30 gennaio 2017

Leonardo Finmeccanica. Al via la seconda fase della trattativa

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 12 Gennaio 2017 12:35

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Ieri si sono incontrate le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Leonardo per dare avvio alla fase di confronto per l’implementazione dell’accordo di secondo livello sottoscritto il 2 febbraio 2016.

Abbiamo condiviso le modalità e i temi prioritari della trattativa che partirà dal Premio di Risultato unitamente al sistema di Welfare e Sanità Integrativa per poi affrontare conseguentemente i temi del Target Bonus per settimi e Quadri, delle Alte Professionalità, dell’Inquadramento anche tenendo conto degli impegni assunti in sede di rinnovo del Ccnl, e gli altri capitoli rimasti aperti dall’accordo sottoscritto.

Le modalità del confronto seguiranno lo schema che avevamo condiviso che prevede confronti in sede di delegazione trattante composta dalle strutture nazionali, territoriali e da una rappresentanza delle Rsu di Fim, Fiom, Uilm oltre che da momenti di verifica in sede ristretta come avvenuto nella precedente tornata contrattuale.

E’ stato stabilita una prima ipotesi di calendario le cui modalità di gestione confermeremo nei corso dei prossimi giorni.

Riteniamo importante l’avvio di questa seconda fase di trattativa negli importanti temi da affrontare, per completare il Contratto di Secondo Livello Leonardo e dare regole solide e condivise sul versante normativo, economico e gestionale a tutti i lavoratori e all’azienda e per concentrare l’attenzione e gli sforzi nello sviluppo delle attività di tutti i settori e divisioni necessarie per garantirne tenuta occupazionale e prospettive industriali.

Segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm

Roma, 11 gennaio 2017

Electron: tre giorni di sciopero, manifestazione sotto la sede di Leonardo

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 15 Dicembre 2016 16:04

Il giorno 07/12/2016 la direzione aziendale con un colpo di mano e incurate delle richieste dei sindacati nazionali di incontrare il MI.S.E ha affermato che:

· Che è stato raggiunto l’accordo per la vendita di Electron

· Che verrà firmato un preaccordo nei prossimi giorni e comunque entro il mese

· Che la firma definitiva che sancirà l’uscita di Electron dall’asset Leonardo avverrà entro i primi 3 mesi del 2017.

· Che l’accordo prevede una garanzia di 12 mesi sui licenziamenti collettivi

· Che l’accordo prevede lavori, assegnati da Leonardo a electron per 36 mesi

Questo modo unilaterale di affermare il potere di Finmeccanica sui lavoratori ridotti a un bene da alienare mina fortemente i rapporti sindacali.

Le RSU riunite ribadiscono con forza che questo è un trattamento di favore volto solo a garantire l’acquirente e non i lavoratori

Non è ammissibile che i lavoratori non seguano le stesse garanzie dei lavori assegnati, proponendo 36 mesi di lavori e 12 di non licenziamenti collettivi. Questo fatto illogico è stato considerato dalle RSU territoriali e nazionali come offensivo e contrario alla prassi consolidata di Leonardo in questi casi, tale prassi ha sempre previsto per i lavoratori “garanzie reali” di almeno 3 + 2 anni.

Le RSU unite condannano la scelta dell’azienda, di perseguire solo lo scopo della vendita a un unico acquirente anche in presenza di prove tangibili e inconfutabili di interessamento all’acquisto da parte di gruppi industriali solidi e strutturati.

Leonardo e il governo, nelle risposte alle interrogazioni parlamentari, non più tardi del 25 novembre hanno più volte riconosciuto le professionalità presenti in Electron, pertanto non si spiega come mai non si sia mai voluta considerare la possibilità di un assorbimento del personale.

L’atteggiamento attuale di Leonardo costituisce un grave precedente nella storia dei rapporti con i lavoratori e le rappresentanze sindacali, le sempre declamate intenzioni di valorizzazione delle competenze e attenzione al lavoro e alle famiglie oggi sembrano soltanto parole vuote.

PERTANTO SI ANNUNCIANO 2 GIORNI DI SCIOPERO  IL 15 E 16 DICEMBRE

E MANIFESTAZIONE DI FRONTE ALLA SEDE DI LEONARDO A PIAZZA MONTE GRAPPA IL 21 DICEMBRE

 

RSU Electron Italia

 

Roma, 15 dicembre 2016

 

 

Leonardo-Finmeccanica. La Fiom sostiene la lotta dei lavoratori Superjet International di Tessera

Category: Comunicati e volantini
Creato il Mercoledì, 16 Novembre 2016 11:24

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I lavoratori della Superjet International di Tessera, azienda frutto di una joint venture tra Finmeccanica/Leonardo e la russa Scac/Sukhoi e finalizzata alla realizzazione di velivoli regionali, hanno scioperato nei giorni scorsi contro l'annuncio fatto dall'amministratore delegato di Finmeccanica/Leonardo circa la sostanziale riduzione della partecipazione azionaria nella JV.

L'iniziativa è nata per difendere l'occupazione e le prospettive industriali dei tanti lavoratori dell'azienda e di tutto l'indotto coinvolto nel progetto industriale, ma anche per impedire che si perda un'ulteriore pezzo di industria strategica nazionale.

Questa decisione che vede invece i russi della Sukhoi investire un miliardo di dollari nel progetto, rappresenta l'ennesimo disinvestimento dell'azienda italiana.

Finmeccanica/Leonardo infatti da due anni a questa parte sta riducendo il fatturato, gli investimenti in ricerca e sviluppo e in nuovi prodotti, nell'intento di ridurre il forte debito accumulato.

L'azienda risente evidentemente di precise scelte del governo italiano che invece di valorizzare ed investire attraverso una ricapitalizzazione, ha deciso di far recuperare risorse al management esclusivamente attraverso tagli ed disinvestimenti. Una scelta che rischia di rendere Finmeccanica un'azienda ininfluente sul mercato, sempre più piccola ed incapace di supportare gli investimenti tecnologici indispensabili in un settore estremamente avanzato.

Il risultato di queste scelte che come Fiom denunciamo da due anni è il progressivo indebolimento Aziendale in un settore strategico per il paese che vede tutti i maggiori competitors investire ed aumentare le dimensioni, supportati fortemente dai propri governi.

Giusta quindi la decisione dei lavoratori di entrare in lotta contro questa scelta che rappresenta un problema per loro in considerazione delle scelte che farà la proprietà russa una volta che la quota italiana sarà ridotta al lumicino ma un problema anche per il paese che sceglie di abbandonare un progetto ed un settore strategico nel quale guarda caso invece i russi investono ingenti risorse.

Oltretutto il territorio veneziano vede già altre realtà in crisi e le possibili scelte dei russi, una volta preso il controllo della JV qualora Finmeccanica/Leonardo dovesse con fermare queste scelte, darebbero in ulteriori colpo all'occupazione diretta e all'indotto del territorio.

Come Fiom sosteniamo fortemente l'iniziativa di lotta intrapresa dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali. Per questo riteniamo necessario affrontare la problematica in sede di governo, con tutti gli azionisti, al fine di garantire investimenti, prospettive industriali e occupazionali.

Riteniamo infine sempre più necessario il coinvolgimento del Governo anche per discutere delle scelte di politica industriale e di investimenti in Finmeccanica/Leonardo, un fiore all'occhiello dell'industria nazionale che rischia fortemente in prospettiva, qualora dovesse proseguire con queste scelte, di essere notevolmente ridimensionata.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 16 novembre 2016

Atitech/Leonardo. Incontro per la cessione dei lavoratori

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 07 Novembre 2016 16:49

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Il 3 novembre si è svolto a Roma l’incontro sul piano industriale concordato il 27 maggio 2015 per la cessione dei 178 lavoratori da Leonardo ad Atitech con la presenza del Dott. Braccialarghe, Dott. Lettieri, Fim,Fiom,Uilm Nazionali, Territoriali e le RSU.

Il Dott. Braccialarghe ha chiarito che sono state risolte tutte le problematiche aperte con Atitech che in parte hanno ritardato l’applicazione del piano industriale.

L’Atitech ha illustrato il calendario di impegni per la realizzazione del piano previsto dall’accordo del 27 maggio, ha riconosciuto che c’è stato un ritardo di oltre 17 mesi e ha dichiarato con fermezza che non saranno ammessi nuovi ritardi.

Fim, Fiom, Uilm hanno dichiarato che il ritardo di 17 mesi per la realizzazione del piano ha minato fortemente la credibilità di Atitech e di Leonardo nei confronti dei 178 lavoratori e delle OO.SS, le stesse prendono atto degli impegni. Ciò non è sufficiente per recuperare la credibilità della controparte sull’accordo in questione.

Atitech per acquisire credibilità deve dimostrare con i fatti a partire dagli investimenti, dall’incremento del carico di lavoro e attraverso l’acquisizione di nuove commesse per saturare le attività dei lavoratori di Capodichino.

Le Organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro specifico su Atitech Spa per conoscere meglio il piano industriale, carico di lavoro, portafogli ordini e livello occupazionale, prima della fusione Atitech Manifacturing in Atitech Spa.

Fim, Fiom, Uilm Nazionali, Territoriali e Rsu sono impegnati a verificare con severità il rispetto degli impegni, in caso contrario ne terremo le dovuto conseguenze.

 

Fim, Fiom, Uilm Nazionali

 

Roma, 7 novembre 2016

Leonardo Finmeccanica. Trasferimenti da Tiburtina a Laurentina: subito un tavolo con Organizzazioni sindacali e Rsu

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 07 Novembre 2016 11:45

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Giovedì 3 novembre, presso la sede di Unindustria Roma, si è tenuto l'incontro tra Leonardo Finmeccanica e le Segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm su una serie di questioni aperte nel rapporto con l'azienda, a partire dall'ipotesi di trasferimento di alcune centinaia di dipendenti dal sito di Tiburtina a quello di Laurentina.

Il progetto interesserebbe circa 500 dipendenti, dei quali 220 dell'area Ingegneria e 170 della lob ATC, e consentirebbe, attraverso la chiusura di 13 contratti attualmente in essere a Tiburtina, di risparmiare oltre 7 milioni di euro l'anno, a fronte di un investimento aziendale, solo per il primo anno, di 1 milione di euro nell'allestimento di nuove postazioni di lavoro e di una nuova mensa presso la sede di Laurentina.

Come Fiom-Cgil abbiamo preliminarmente dichiarato la contrarietà all'atteggiamento dell'azienda che, in spregio al sistema di relazioni industriali definito nell'accordo integrativo del 2 febbraio scorso, assume decisioni tanto rilevanti senza il preventivo confronto con le Organizzazioni sindacali e con le Rsu delle sedi in questione.

Abbiamo inoltre espresso preoccupazioni di natura industriale sul progetto, dal momento che lo spostamento dell'area dedicata al controllo del traffico aereo e navale metterebbe a rischio l'integrazione di competenze tecniche e di processi da sempre condivisi nel sistema duale civile-militare, oltre che utili alle economie di scala in fatto di acquisti, ecc..

L'azienda ha risposto che si tratta, al momento, di uno studio di fattibilità, eventualmente operativo da agosto 2017.

Si è resa comunque disponibile a convocare a breve un incontro con le Organizzazioni sindacali e le Rsu dei due siti interessati dal progetto, per un confronto serrato su tutte le possibili implicazioni di natura gestionale e industriale, oltre che sulle conseguenze dell'eventuale trasferimento a carico delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 7 novembre 2016

Leonardo Finmeccanica: Nessuna decisione, ad oggi, sugli stabilimenti di Giuliano e Fusaro

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 04 Novembre 2016 16:22

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Ieri 3 novembre, presso la sede di Unindustria a Roma, si è tenuto un incontro tra i vertici di Leonardo Finmeccanica e le Segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm su una serie di questioni aperte nel rapporto con l'azienda, dai trasferimenti previsti per circa 500 dipendenti dallo stabilimento di Via Tiburtina a quello di via Laurentina, agli esiti della prima sperimentazione del sistema di valutazione del personale chiamato HR evolution.

Nel corso dell'incontro come Fiom Cgil abbiamo chiesto all'azienda una parola chiara sulle voci che si sono rincorse a livello territoriale nelle scorse settimane circa il possibile accorpamento tra gli stabilimenti di Giuliano e Fusaro.

Il dott. Braccialarghe, responsabile delle relazioni industriali del Gruppo, ha assicurato che allo stato attuale non esistono decisioni aziendali in merito all'accorpamento dei due stabilimenti, e che dunque possono considerarsi destituite di fondamento tutte le informazioni circolate in proposito.

Naturalmente abbiamo espresso la nostra soddisfazione per quanto affermato dall'azienda, soprattutto in considerazione della preoccupazione che si è diffusa tra i dipendenti dentro il processo generale di riorganizzazione e ristrutturazione con il quale è alle prese Leonardo Finmeccanica.

Abbiamo anche ribadito che, al netto della rassicurazione ricevuta, come Fiom Cgil saremmo comunque contrari per ragioni industriali ad un eventuale accorpamento tra i due stabilimenti e che comunque manterremo altissima l’attenzione e la vigilanza sul tema.

Ciò significherebbe continuare con il ridimensionamento del perimetro del Gruppo anziché su nuovi prodotti e su settori strategici come Ricerca e Sviluppo, in linea con quanto stanno facendo i competitors a livello internazionale, chiamando l'azionista di riferimento, ovvero il Governo, ad esercitare in pieno il protagonismo che gli compete, sia nella politica delle alleanze che nella ricapitalizzazione della più grande azienda metalmeccanica a controllo pubblico del paese.

Per questo motivo, nel corso delle prossime occasioni di confronto con i vertici di Leonardo Finmeccanica, continueremo a presidiare la necessità che Giuliano e Fusaro mantengano entrambi la piena operatività, nell'interesse delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, del territorio campano, del Gruppo stesso.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 4 novembre 2016

HR Evolution e Pdm (performance e development managment). No a strumenti di valutazione del personale Leonardo gestiti unilateralmente dall’azienda

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 04 Novembre 2016 16:20

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Ieri mattina si è svolto l’incontro tra i vertici di Leonardo e le Segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm su una serie di problemi a partire dallo strumento di valutazione del personale HR evolution attivato dall’azienda nelle scorse settimane in molte sedi.

L’obiettivo, a detta dall’azienda, è quello di creare uno strumento di valutazione basato su criteri di omogeneità, trasparenza, meritocrazia, orientamento al risultato, tracciabilità del processo. I progettisti della piattaforma, presenti all’incontro, hanno anticipato che riguarderà a regime tutti i dipendenti del Gruppo, dirigenti inclusi, ovvero circa 26.000 nel mondo e 17.000 nelle sedi italiane, e che sono in corso ulteriori implementazioni.

Come Fiom Cgil abbiamo intanto rappresentato l’insieme delle criticità che questa prima sperimentazione (estesa ai 6 livelli e ai 5s in Telespazio) ha prodotto negli stabilimenti, grazie alle segnalazioni arrivate dai nostri delegati e alle strutture territoriali, tra cui:

  • poca chiarezza nella scala di valutazione

  • divaricazione inspiegabile tra i punteggi assegnati dal diretto responsabile e quelli frutto della “ricalibrazione” del manager superiore

  • mancanza di sedi di risoluzione delle controversie tra lavoratore e sistema dei valutatori

  • utilizzo potenzialmente repressivo in caso di lavoratori Rsu o destinatari di legge 104 (laddove tra gli obiettivi assegnati ci sia quello della presenza minima di 1730 ore in azienda)

Ma la nostra principale obiezione riguarda la natura dello strumento, elaborato e gestito in totale autonomia dall’azienda, in contrasto con l’impegno a costruire un sistema delle professionalità in azienda dentro la contrattazione aziendale assunto a febbraio con la sottoscrizione del contratto integrativo di secondo livello per tutti i dipendenti di Leonardo-Finmeccanica.

Per quanto ci riguarda HR evolution non può esautorare i lavoratori e le loro rappresentanze rispetto al suo ruolo di autorità salariale, producendo valutazioni “meritocratiche” (e tenendo insieme impropriamente prestazione e competenze professionali) a supporto di manovre retributive erogate unilateralmente, al di fuori della contrattazione con le Rsu.

Come Fiom Cgil abbiamo chiesto:

  • l’attivazione di un tavolo di confronto con la Delegazione trattante Leonardo sullo strumento HR evolution entro la fine dell’anno.

  • l’applicazione di quanto contenuto nel contratto integrativo, ovvero il mantenimento di accordi e prassi in essere al 31 dicembre 2016 in materia di professionalità, fino alla definizione del nuovo sistema da parte della Commissione prevista dall’accordo del 2 febbraio

L’azienda ha chiuso l’incontro accogliendo entrambe le richieste. In previsione del confronto invitiamo Rsu e strutture Fiom a raccogliere ulteriore materiale su questa prima sperimentazione di Hr evolution, da aggiungere a quello già pervenuto.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 4 novembre 2016

Leonardo Finmeccanica. Incontro Divisione Sistemi d'arma

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 04 Novembre 2016 15:56

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Il giorno 27 ottobre u.s. si è tenuto l'incontro con il management della Divisione Sistemi d'Arma di Finmeccanica/Leonardo sull'andamento e le prospettive aziendali.

Come Fiom-Cgil riteniamo che la situazione di difficoltà prospettata dall'azienda sia più complessa di quanto si dica, poiché le proiezioni fatte per il 2017 e il 2018 sui carichi di lavoro e sulle attività dei siti è basata sull'acquisizione di tutti i programmi presentati.

Pertanto, oltre alla riduzione delle attività all'esterno che porteranno a una riduzione dell'occupazione nell'indotto e nelle forniture, ulteriori problemi potrebbero determinarsi nell'immediato futuro.

Per la Fiom il fattore di debolezza dell'azienda è purtroppo determinato dal fatto che tutte le forze del gruppo sono orientate alla riduzione del debito attraverso la razionalizzazione delle attività e degli investimenti in nuovi prodotti e mercati.

Nella Divisione Sistemi d'Arma questa condizione è particolarmente critica, poiché per migliorare la situazione aziendale bisognerebbe avere la forza di internazionalizzare il mercato aumentando fortemente la quota di vendite all'estero.

Questo però lo si può fare solo in presenza di investimenti importanti e in un contesto di sostegno forte da parte del Governo.

Per tutte queste ragioni diciamo da tempo che è necessario cambiare il piano industriale improntato e condizionato dal debito, partendo da una ricapitalizzazione di Leonardo/Finmeccanica da parte l'azionista di maggioranza.

Solo immettendo capitali in azienda sarà possibile invertire questo trend che vede continui tagli, vendite e razionalizzazioni di attività che stanno facendo diminuire sempre più il peso economico e strategico dell'azienda, indebolendola ulteriormente sul mercato in un momento in cui al contrario, tutti i maggiori competitors crescono e investono.

Sulla base di queste considerazioni abbiamo richiesto un ulteriore incontro per approfondire la situazione e valutare lo stato dell'azienda a valle di una serie di scadenze importanti su alcuni programmi.

Il nuovo incontro sarà programmato per l'inizio del prossimo anno.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 4 novembre 2016

Indotto Leonardo/Finmeccanica: è massacro sociale!

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 21 Ottobre 2016 10:51

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Durante il confronto con l'azienda sul piano industriale di Finmeccanica/Leonardo, individuammo nella nuova gestione del sistema degli appalti, attraverso la controllata LGS, uno dei suoi punti critici.

I principi del piano infatti, ispirati prioritariamente alla razionalizzazione e alla riduzione del debito, evidenziavano una riduzione delle attività e degli investimenti, una minore capacità di sviluppare nuova tecnologia e nuovi prodotti, una fortissima razionalizzazione di tutti gli appalti.

Non a caso, pur condividendo l'opera di “smantellamento delle baronie” che comprendevano anche attività date all'esterno con costi e qualità incomprensibili per nessuna azienda, figuriamoci per Finmeccanica/Leonardo, non abbiamo avallato alcuni passaggi della divisionalizzazione, tra cui quella di LGS (nella procedura la missione dell'azienda era proprio la riduzione e la razionalizzazione delle attività).

Questa impostazione industriale di Finmeccanica/Leonardo che porta a bandire tutte le gare al massimo ribasso, favorita da una normativa in materia di appalti e sub-appalti tra le peggiori in Europa, sta producendo enormi danni ai lavoratori e un aumento delle problematiche organizzative e industriali.

La ricerca della competitività non deve mettere in discussione i diritti e le retribuzioni dei lavoratori determinando nel contempo gravi crisi occupazionali, inefficienze e disservizi che mettono in discussione anche la qualità e i tempi delle prestazioni.

Come Fiom-Cgil pensiamo invece che per mantenere e rilanciare Finmeccanica, nonché l'occupazione diretta e indiretta, sia necessario che l'azienda immetta nuove risorse attraverso una ricapitalizzazione da parte del governo, che azzeri il debito e che al pari dei competitors rilanci le attività, gli investimenti in nuovi prodotti e mercati e aumenti il fatturato.

Nei prossimi giorni i lavoratori della SIMAV entreranno in sciopero proprio su questi temi e per scongiurare l'ennesima gara al ribasso che determinerà quanto già visto nel gruppo in altre attività, tra le quali la Gestione delle Postazioni Di Lavoro e dei Servizi Sistemistici (insieme ai problemi occupazionali ci sono infatti enormi ritardi nello svolgimento delle attività gestite in sub-appalto).

La Fiom-Cgil è schierata al fianco dei lavoratori che entreranno in sciopero e di tutti i lavoratori degli appalti Finmeccanica/Leonardo, convinta che i temi degli appalti, della loro qualità e della tutela dell'occupazione debbano essere al centro di un confronto con Leonardo/Finmeccanica e, nell'ambito del negoziato sul CCNL, anche con Federmeccanica.


FIOM NAZIONALE

 

Roma, 20 ottobre 2016

Fata Logistic Systems Leonardo-Finmeccanica. Ancora cessioni

Category: Fata
Creato il Mercoledì, 05 Ottobre 2016 14:37

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Il giorno 3 ottobre u.s. a Roma presso la sede di Leonardo Finmeccanica si è svolto l'incontro su Fata Logistic Systems. Nell'incontro il dottor Braccialarghe per Leonardo Finmeccanica ha confermato che l'azienda sta individuando, tra una rosa di imprese del settore logistico, quella a cui cedere Fata.

Ad oggi non è stato ancora individuato a chi cedere l'impresa ma le candidature per l'acquisizione sono giunte dalle prime dieci al mondo nel settore. Entro fine anno Leonardo conta di individuare quella con cui procedere nell'operazione che verrà presumibilmente conclusa entro il primo trimestre 2017.

Leonardo/Finmeccanica ha aggiunto che secondo lei:

  1. L'operazione è coerente con il progetto di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale promosso dall'attuale management guidato dall'ing. Moretti per cui Leonardo deve concentrarsi sui settori core di aerospazio difesa e sicurezza.

  2. I livelli occupazionali oggi sviluppati dalla attivitàsvolta da Fata (dipendenti + somministrati + appalti movimentazione) non sono in discussione allo stato delle cose attuali non essendo professionalitàpresenti nelle imprese con cui si sta discutendo la cessione.

  3. Nella cessione non saranno coinvolti lavoratori Leonardo Finmeccanica che svolgono attività svolte da Fata.

Come Fiom abbiamo annunciato la nostra contrarietà a quanto annunciato dall'azienda. Fata non è una mera azienda di logistica ma si tratta di una fornitura strategica e tecnologica che è bene tenere all'interno della proprietà Leonardo/Finmeccanica.

Le attivitàsvolte dal personale Fata sono fortemente integrate nel processo produttivo degli stabilimenti Leonardo, inoltre l'enunciazione su un imprecisato mantenimento dei livelli occupazionali complessivi (370 dipendenti Fata + 250 somministrati + 400-450 negli appalti di movimentazione) al compimento dell'operazione è tutta da verificare.

Per la Fiom questa operazione è l'ennesima dimostrazione che il piano industriale presentato da Leonardo/Finmeccanica a causa del debito, della mancata ricapitalizzazione e di una mancanza di visione dell'azionista di maggioranza è fatto di tagli, cessioni e riorganizzazioni di attività.

In questo contesto abbiamo richiesto di procedere all'assunzione dei somministrati direttamente in Fata a cominciare dai più anziani (abbiamo lavoratori che hanno superato i 36 mesi di presenza in azienda e non si capisce perché, vista la dichiarata attenzione dell'azienda ai costi, questa non passi anche per la riduzione dell'intermediazione).

Leonardo/Finmeccanica ha risposto evidenziando che il permanere di un rilevante indebitamento, rende difficili operazioni di acquisizione da parte di Leonardo, al contrario rende necessario vendere le attività non core per poi acquisire attività che, sempre a detta dell'azienda, sono sotto valutazione. Ha aggiunto inoltre che darà un aggiornamento della situazione appena sarà più chiaro lo stato dell'arte sulla vendita e che nel frattempo alcune stabilizzazioni di lavoratori sono in programma a partire da circa 16 lavoratori dello stabilimento di Cameri ma si tratta di contratti a tempo determinato).

Nei prossimi giorni organizzeremo, insieme ai lavoratori, assemblee sulla situazione in merito

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 5 ottobre 2016

Leonardo-Finmeccanica. Assemblea generale dei delegati Fiom

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 16 Settembre 2016 12:40

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Si è svolta il 14 settembre u.s. l'assemblea generale dei delegati Fiom del Gruppo Leonardo-Finmeccanica alla presenza del Segretario generale Maurizio Landini.

Ad un anno dal convegno “La fabbrica per aria”nel quale, come Fiom, avevamo elaborato un'analisi attenta delle Linee Guida 2014-2018 presentate dall'Amministratore Delegato, mettendone in evidenza limiti e criticità, l'assemblea di ieri è stata l'occasione per fare un bilancio del processo di riorganizzazione che è stato avviato nelle ex aziende confluite nella One Company, oltre che sull'attuazione dell'accordo integrativo di secondo livello siglato a febbraio ed approvato con referendum dai lavoratori.

Dal punto di vista industriale purtroppo riconfermiamo tutte le preoccupazioni espresse da noi e dagli esperti chiamati a dare il loro contributo in quell'occasione. La dimensione medio piccola dell'azienda ed il forte debito di Leonardo-Finmeccanica rispetto ai competitors internazionali del settore, incidono negativamente sulla capacità di investimento in nuovi prodotti e in nuove attività e nella penetrazione nei mercati internazionali.

La riorganizzazione-ristrutturazione messa in campo senza una ricapitalizzazione della società, inchioda il gruppo in questa condizione, dal momento che il piano industriale è incardinato sull'aggressione del debito (oltre 5 miliardi) ereditato e non anche su scelte strategiche come investimenti in ricerca e sviluppo, nuovi prodotti e innovazioni di prodotto/processo. In questo contesto nascono gli annunci di ulteriori dismissioni, sulla scorta di quanto già fatto per Ansaldo Breda.

Ci preoccupa, a questo proposito, che l'azienda non abbia dato ancora seguito ai propositi annunciati dall'Amministratore delegato di investire sull'aerospazio, settore in forte crescita su cui si stanno concentrando appetiti e risorse di grandi compagnie francesi e non solo.

Come Fiom continuiamo a ritenere che Leonardo-Finmeccanica debba investire su alleanze strategiche con player del settore aeronautico e sulla ricapitalizzazione, magari attraverso CCDP, che peraltro il Governo Renzi ha messo a disposizione di altre operazioni di salvataggio.

Naturalmente su questa vicenda pesa il nodo irrisolto dello scarso protagonismo Governo italiano sui mercati emergenti, e delle mancate scelte di politica industriale, su aerospazio (spazio, Aeronautica, elicotteri), Difesa ed Elettronica, che darebbero al Gruppo opportunità importanti sul mercato domestico liberando risorse per progetti industriali di lungo respiro: negli altri paesi europei, al contrario, le aziende nazionali del settore sono sostenute da commesse e investimenti pubblici significativi.

Del resto la stessa ipotesi di ricapitalizzazione presupporrebbe un'iniziativa del Governo che, ad oggi, benché azionista di riferimento di Leonardo-Finmeccanica, non sembra all'ordine del giorno.

Per questo proporremo alle altre OO.SS. di procedere unitariamente ad un confronto con il Governo sulle criticità denunciate e sulle iniziative di politica industriale necessarie per la difesa ed il rilancio delle prospettive occupazionali e industriali di un'azienda strategica per il Paese.

In assenza di queste condizioni rischiano di determinarsi fenomeni di dissaturazione in alcuni stabilimenti, come gli interventi di alcuni delegati hanno sottolineato.

L'assemblea è stata anche l'occasione per aggiornare tutti i delegati sulla chiusura degli accordi di sito sul Pdr, frutto della determinazione della Fiom ad affrontare le trattative in presenza di tutti gli indicatori concordati, e sulla ripresa dei tavoli di lavoro che dovranno chiudere le partite negoziali rimaste aperte dopo la firma del contratto integrativo, a cominciare da welfare, nuovo Pdr, trasferte estere, ecc...

Come ha sottolineato il Segretario generale nelle conclusioni si tratta di punti che incrociano la discussione sul CCNL, su cui si riapre a giorni la trattativa, dunque la Fiom Cgil dovrà affrontare questi appuntamenti tenendo insieme l'indirizzo generale con l'articolazione aziendale che caratterizzerà il lavoro delle varie Commissioni a partire dalla prossima settimana.

In particolare per quanto riguarda la questione degli appalti, sulla quale sia al tavolo con Federmeccanica che nella trattativa con Finmeccanica sull'integrativo abbiamo chiesto e continuiamo a rivendicare elementi che puntino alla ricomposizione dell'unità dei lavoratori che operano dentro il perimetro del gruppo da anni, sia in regime di somministrazione che in ditte di forniture.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 16 settembre 2016

Leonardo-Finmeccanica. Comunicato dell'Esecutivo Fiom

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 22 Luglio 2016 11:03

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Nei giorni scorsi si è svolta la riunione delle strutture nazionali e dell'Esecutivo Fiom CGIL per valutare la situazione aziendale a valle degli incontri di divisione e dell'incontro con Finmeccanica-Leonardo tenutosi il 12 luglio u.s.

L'Azienda mostra complessivamente una situazione di difficoltà con carichi di lavoro stabili o in leggera diminuzione nel 2016 (eccetto la divisione elettronica della difesa che ha un andamento positivo), con un ulteriore, preoccupante peggioramento nel 2017.

Sono state esplicitate particolari criticità nelle divisioni Elicotteri, Aerostrutture e Sistemi d'arma, dovute anche a un ritardo notevole negli acquisti da parte del Governo. Continua inoltre un pesante ridimensionamento delle attività di fornitura e in appalto, con conseguenze molto pesanti sui lavoratori interessati.

Questo è il risultato di un piano industriale dell'Azienda che dovendo riorganizzarsi ed efficientarsi senza poter contare su una ricapitalizzazione da parte dell'azionista di riferimento è costretta a competere sul mercato senza risorse ed investimenti in ricerca e sviluppo e in nuovi prodotti. Si recupera tutto il possibile tagliando, riducendo le attività e perdendo capacità di penetrazione sui mercati del settore.

Non a caso, nel periodo di vigenza del Piano industriale presentato alla comunità finanziaria e al mercato, si registra una forte contrazione di attività e fatturato.

E' paradossale che lo stesso Governo che mobilita Cassa Depositi e Prestiti a sostegno di diverse realtà industriali del Paese non giochi un ruolo attivo nei settori strategici in cui opera Finmeccanica/Leonardo, che resta inchiodata ad un debito pari al 25% del fatturato mentre i suoi competitors crescono e si rafforzano sul mercato, proprio grazie al protagonismo dei loro rispettivi Governi.

E' evidente che in un contesto internazionale come questo l'Azienda è in una condizione di debolezza e difficoltà, proprio quando in Europa si sta pensando ad un'integrazione dell'industria della difesa e dell'aerospazio.

Una debolezza sui prodotti e sui programmi che, qualora partisse il suddetto processo di integrazione renderebbe l'Azienda facile preda dei competitors, con tutte le conseguenze sul piano occupazionale e industriale che possiamo facilmente immaginare.

Una situazione che risulta anche dalle criticità riscontrate in tutte le aziende del settore nella quale è presente Finmeccanica (MBDA, ThalesAlenia, Avio, ATR, Superjet, etc) ovvero la difficoltà di presidiare le alleanze a scapito delle attività italiane e l' incapacità di completare la filiera industriale.

Come Fiom-Cgil riteniamo sia giunto il momento di procedere ad una verifica della situazione con il Governo, per sostenere un'azienda davvero importante per il Paese in termini occupazionali, industriali e di prospettive tecnologiche.

Alla ripresa delle attività dopo il periodo feriale sarà necessario intraprendere tutte le iniziative idonee ad attivare questo confronto, per verificare le scelte di politica industriale che l'Esecutivo intende assumere in tutti i settori strategici, proprio a partire da Finmeccanica/Leonardo.

E' necessario inoltre approfondire il confronto con tutte le divisioni, (carichi di lavoro, investimenti, occupazione appalto/indotto) per recuperare il deficit di informazioni che abbiamo già denunciato nel corso dei precedenti incontri.

Va in questa direzione l'incontro da noi richiesto e già fissato per il 29 luglio p.v. sulla divisione aerostrutture.

Subito dopo chiederemo la calendarizzazione dei restanti incontri, a partire dalle divisioni con maggiori criticità (Sistemi d'arma ed Elicotteri).

Riteniamo urgente attivare anche un tavolo di confronto con Finmeccanica/Leonardo sui problemi determinati dalle cessioni avviate ma non ancora definite in tutti i loro aspetti (Atitech, stabilimento Ansaldo Breda di Palermo, etc.).

In riferimento al PdR, fino a quando i dati da noi richiesti (gli indicatori relativi a Finmeccanica One Company e alle divisioni) non ci saranno comunicati, non dovrà essere siglato alcun accordo a livello di sito.

Infine come Fiom-Cgil abbiamo deciso di convocare una riunione di tutte le Rsu di Finmeccanica/Leonardo subito dopo la pausa estiva. per fare il punto sulle politiche industriali, sulla grave situazione che si sta determinando tra i lavoratori degli appalti e in regime di somministrazione, sui ritardi accumulati nell'applicazione dell'accordo integrativo di secondo livello siglato il 2 febbraio scorso, sia nella One Company che nelle società controllate, come Fata Logistics ed Electron (di cui Leonardo detiene oltre il 50% del pacchetto azionario).

A questo proposito, per quanto ci riguarda, finché non sarà applicato l'accordo integrativo restano in vigore gli accordi preesistenti: chiediamo inoltre di congelare tutte le iniziative unilaterali poste in essere nei vari siti in assenza di accordo con le Rsu e le strutture territoriali di riferimento, a partire dall'HRevolution.

 

Esecutivo nazionale Fiom

Fiom nazionale

 

Roma, 22 luglio 2016

Report Fiom su incontri Finmeccanica-Leonardo

Category: Documenti
Creato il Giovedì, 26 Maggio 2016 17:13

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Condivisibili gli scenari di prospettiva. Preoccupazione per debito e investimenti, indotto e ritardi nell'applicazione dell'accordo integrativo

 

Si sono tenuti nei giorni scorsi con i vertici di Leonardo-Finmeccanica l'Osservatorio strategico (19 maggio) con l'ing. M. Moretti e il Coordinamento nazionale (24 maggio) con la partecipazione dei responsabili dei 4 settori ( Elicotteri - Aeronautica - Elettronica, difesa e sistemi di sicurezza - Spazio).

Negli incontri sono state illustrate alle OO.SS. e al coordinamento nazionale, i risultati del 2015 e le azioni che l'azienda intende mettere in campo per il 2016 e gli anni seguenti.

Nella sostanza Leonardo-Finmeccanica continuerà con la politica di riduzione del debito (oggi a poco più di 3 miliardi, con un bilancio 2015 chiuso in attivo e un trend in crescita registrato nell'avvio del 2016) poiché considera questo come il presupposto necessario per individuare scelte strategiche mirate alla crescita nel panorama europeo ed internazionale del settore, caratterizzato da competitors più grandi, con costi più contenuti e piattaforme più recenti.

Per questo l'azienda comunica che dovrà selezionare attentamente i settori in cui investire in considerazione alle risorse che ha, partendo dal fatto che ritiene importante la penetrazione nei mercati in crescita (Asia, Oceania, America Centro-meridionale) anche attraverso una rinvigorita politica delle alleanze (vedi l'accordo con Raytheon nella gara per l'aereo addestratore americano) e la ripresa di un ruolo attivo di Leonardo-Finmeccanica nella Global Strategy per la sicurezza europea.

L'azienda ritiene che la forte competizione all'interno dell'Europa e della NATO, in una fase che vede i budget di investimento in diminuzione, porterà ad una maggiore integrazione e riorganizzazione dell'industria europea. Per questo sarà importante posizionarsi sui settori in cui è in grado di giocare un ruolo e con prospettive. L'investimento delle risorse a disposizione sarà dedicato quindi ai settori in grado di agganciare il futuro ed in particolare su AIRBORNE, LAND E NAVAL, ELICOTTERI, AERONAUTICA ed ELETTRONICA.

Nello specifico Leonardo-Finmeccanica intende per le diverse attività:

aeronautica

Potenziare e rafforzare il business nei velivoli militari manned e unmanned, la leadership nei velivoli regionali e le attività delle aerostrutture.

elicotteri

Rinnovare prodotti e tecnologie, aumentare il Customer Support & Training, operare ancora su processi industriali in grado di garantire l'eccellenza dei prodotti, aumentare l'export mantenendo il posizionamento sui mercati domestici.

elettronica, difesa, sistemi di sicurezza

Questo settore che rappresenta da solo il 50% delle attività e del fatturato di Leonardo/Finmeccanica si concentrerà su:

Elettronica per la Difesa Terrestre - rafforzando il core business e aumentando la presenza sui mercati internazionali, aumentare la redditività.

Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni - Aumentare la competitività e la customer intimacy, rafforzare il core business.

Sistemi Avionici e Spaziali - Cercare nuove opportunità, migliorare l'efficacia e l'efficienza dei processi, consolidare il core business.

L'azienda infine ha comunicato che continuerà l'opera di riorganizzazione, adottando un modello più flessibile che vede l'ingegneria, le divisioni ed i singoli siti strettamente connessi tra loro ed in grado di lavorare orizzontalmente, a seconda dei carichi di lavoro. Inoltre continuerà a riportare dentro il perimetro aziendale attività oggi date all'esterno e, quelle che rimarranno fuori, saranno fortemente selezionate sulla base della qualità e del costo.

Come Fiom-Cgil, pur valutando nell'insieme condivisibili gli scenari di prospettiva forniti dall'azienda esprimiamo una serie di preoccupazioni su criticità che, se non adeguatamente affrontate, porteranno problemi.

Permangono infatti i nodi irrisolti dello scarso protagonismo del Governo italiano sui mercati emergenti, e delle mancate scelte di politica industriale, a partire dai ridotti investimenti su aerospazio, Difesa ed Elettronica.

Il Governo azionista di riferimento, non interviene sulla ricapitalizzazione del debito che, pur ridotto, continua a pesare sulle capacità di investimento e di innovazione di prodotto e di processo. Questi elementi sono le condizioni necessarie per poter determinare alleanze future con gli altri operatori del settore da una posizione di forza e non di debolezza.

L'assenza di queste condizioni fa venire meno un pilastro importante ad un piano industriale che si va a collocare in un momento di profonda trasformazione del mercato che vede i più grandi players riorganizzarsi, allearsi e disporre di risorse importanti e sostegno istituzionale.

Il rischio vero è che senza risorse e quindi con gli investimenti che non sosterranno adeguatamente tutta l'azienda, in alcune aree di attività si determineranno carichi di lavoro non sufficienti.

Il tema delle risorse rischia quindi di condizionare tutte le scelte aziendali. Le cessioni di attività al mercato vanno valutate attentamente e, qualora non vi siano alternative, è importante individuare soggetti affidabili sul piano industriale ed occupazionale. E' la qualità delle aziende che garantisce i diritti e le prospettive dei lavoratori coinvolti.

Sul processo di revisione delle forniture siamo d'accordo nel contrasto netto all'interposizione di manodopera e all'opera di “moralizzazione” della società ma il tutto va gestito congiuntamente ad una tutela forte dei i lavoratori. Questo vale anche i lavoratori in somministrazione che da anni operano nel gruppo (con situazioni gravi che vedono lavoratori che da anni sono in somministrazione e che debbono essere assunti direttamente.

Nello specifico quindi bene il contrasto ma l'interposizione si elimina assumendo i lavoratori coinvolti, qualora questo non avvenga, come Fiom-Cgil continueremo a difendere in sede legale gli stessi lavoratori.

L'accordo integrativo appena siglato resta inapplicato perché l'azienda si dice non ancora pronta con i sistemi gestionali. Bisogna invece accelerare a partire dalla definizione del PdR (accelerando gli incontri di sito con strutture territoriali ed Rsu in attuazione del capitolo sulle relazioni industriali) e nel contempo agire sulla struttura aziendale che sembra ferma ed incapace di rimettersi in moto, dopo la profonda riorganizzazione societaria.

Che l'azienda sia ferma è reso evidente dal fatto che, su tutti i temi dell'integrativo ancora da trattare, l'azienda non sta rispettando i tempi concordati per la ripresa del confronto.

Infine sulle criticità di mercato e di volumi annunciate in alcuni settori, è urgente capire quali sono le iniziative che l'azienda intende prendere per evitare i problemi che si potrebbero determinare.

In relazione a tutto quanto esposto e per capire nel dettaglio gli effetti degli investimenti, le attività in forte crescita e quelle in difficoltà e soprattutto, le ricadute sui singoli siti, è necessario procedere subito alla convocazione degli incontri di divisione .

Al termine delle riunioni di Divisione, avendo a disposizione un quadro dettagliato della situazione in corso nei vari stabilimenti, convocheremo nuovamente l'Esecutivo e la Delegazione trattante per una valutazione complessiva su tutte le informazioni emerse dagli incontri, in modo da trasferirle a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Leonardo-Finmeccanica ed assumere le iniziative conseguenti.

 

FIOM NAZIONALE

 

Roma, 26 maggio 2016

 

Finmeccanica-Leonardo: gli obiettivi strategici annunciati e l'opinione della Fiom-Cgil

 

 

Finmeccanica-Leonardo: gli obiettivi strategici annunciati e l'opinione della Fiom-Cgil

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 26 Maggio 2016 17:11

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Negli incontri tenuti con l'azienda, sono state illustrate alle OO.SS. e al coordinamento nazionale, i risultati del 2015 e le azioni che Leonardo/Finmeccanica intende mettere in campo per il 2016 e gli anni seguenti.

Nel merito, come Fiom-Cgil, pur valutando nell'insieme condivisibili gli scenari di prospettiva forniti esprimiamo una serie di preoccupazioni su criticità che, se non adeguatamente affrontate, porteranno problemi. Permangono infatti i nodi irrisolti dello scarso protagonismo del Governo italiano sui mercati emergenti, e delle mancate scelte di politica industriale, a partire dai ridotti investimenti su aerospazio, Difesa ed Elettronica.

Il Governo azionista di riferimento, non interviene sulla ricapitalizzazione del debito che, pur ridotto, continua a pesare sulle capacità di investimento e di innovazione di prodotto e di processo. Questi elementi sono le condizioni necessarie per poter determinare alleanze future con gli altri operatori del settore da una posizione di forza e non di debolezza.

L'assenza di queste condizioni fa venire meno un pilastro importante ad un piano industriale che si va a collocare in un momento di profonda trasformazione del mercato che vede i più grandi players riorganizzarsi, allearsi e disporre di risorse importanti e sostegno istituzionale. Il rischio vero è che senza risorse e quindi con gli investimenti che non sosterranno adeguatamente tutta l'azienda, in alcune aree di attività si determineranno carichi di lavoro non sufficienti.

Il tema delle risorse rischia di condizionare tutte le scelte aziendali. Le cessioni di attività al mercato vanno valutate attentamente e, qualora non vi siano alternative, è importante individuare soggetti affidabili sul piano industriale ed occupazionale. E' la qualità delle aziende che garantisce i diritti e le prospettive dei lavoratori coinvolti.

Sul processo di revisione delle forniture siamo d'accordo nel contrasto netto all'interposizione di manodopera e all'opera di “moralizzazione” della società ma il tutto va gestito congiuntamente ad una tutela forte dei i lavoratori. Questo vale anche i lavoratori in somministrazione che da anni operano nel gruppo (con situazioni gravi che vedono lavoratori che da anni sono in somministrazione e che debbono essere assunti direttamente.

Nello specifico quindi bene il contrasto ma l'interposizione si elimina assumendo i lavoratori coinvolti, qualora questo non avvenga, come Fiom-Cgil continueremo a difendere in sede legale gli stessi lavoratori.

L'accordo integrativo appena siglato resta inapplicato perché l'azienda si dice non ancora pronta con i sistemi gestionali. Bisogna invece accelerare a partire dalla definizione del PdR (accelerando gli incontri di sito con strutture territoriali ed Rsu in attuazione del capitolo sulle relazioni industriali) e nel contempo agire sulla struttura aziendale che sembra ferma ed incapace di rimettersi in moto, dopo la profonda riorganizzazione societaria.

Che l'azienda sia ferma è reso evidente dal fatto che, su tutti i temi dell'integrativo ancora da trattare, l'azienda non sta rispettando i tempi concordati per la ripresa del confronto.

Infine sulle criticità di mercato e di volumi annunciate in alcuni settori, è urgente capire quali sono le iniziative che l'azienda intende prendere per evitare i problemi che si potrebbero determinare.

In relazione a tutto quanto esposto e per capire nel dettaglio gli effetti degli investimenti, le attività in forte crescita e quelle in difficoltà e soprattutto, le ricadute sui singoli siti, è necessario procedere subito alla convocazione degli incontri di divisione.

Al termine delle riunioni di Divisione, avendo a disposizione un quadro dettagliato della situazione in corso nei vari stabilimenti, convocheremo nuovamente l'Esecutivo e la Delegazione trattante per una valutazione complessiva su tutte le informazioni emerse dagli incontri, in modo da trasferirle a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Leonardo-Finmeccanica ed assumere le iniziative conseguenti.

 

FIOM NAZIONALE

 

Roma, 26 maggio 2016

 

Report Fiom su incontri Finmeccanica-Leonardo

 

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