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24 Febbraio 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

17 items tagged "Leonardo"

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Leonardo. Una fabbrica ancora per aria

Category: Archivio Ccnl Industria
Creato il Venerdì, 17 Febbraio 2017 15:08

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Il 14 febbraio scorso si è svolto presso la sede nazionale della Fiom l'incontro dell'Esecutivo nazionale Leonardo.

Il confronto con i responsabili delle varie Divisioni ha consentito di socializzare e mettere a fuoco alcune difficoltà che attraversa il Gruppo in questa fase delicatissima, sia sul piano industriale che politico e geopolitico più generale.

A pochi mesi dalla scadenza del mandato affidato all'attuale Amministratore Delegato e a qualche settimana dalla sentenza di primo grado che lo ha interessato, il Governo continua a tacere, scegliendo irresponsabilmente di inchiodare il più grande gruppo metalmeccanico a controllo pubblico (e la più grande industria nazionale nei settori dell’alta tecnologia) ad una situazione di stallo pericolosa, soprattutto dentro gli attuari scenari geopolitici quanto mai confusi e instabili.

Brexit, la sterzata neoprotezionistica della gestione Trump, gli esiti potenzialmente destabilizzanti delle prossime elezioni in importanti paesi europei (pensiamo alla scelta di un Piano di difesa europeo che aveva registrato un forte protagonismo dei vertici dell'allora Finmeccanica), le mire francesi sul sistema industriale con le possibili conseguenze nella gestione delle alleanze, disegnano una macro architettura economico-istituzionale, con i relativi risvolti a livello nazionale, completamente diversa da quella nella quale la gestione Moretti ha iniziato a muoversi.

Purtroppo come avevamo denunciato anche attraverso il convegno dell’ottobre 2015 sulle politiche industriali e con l’analisi critica del piano industriale svolta nel libro “La fabbrica per aria”, la fase del risanamento (l’unica ad essere stata di fatto attuata) non accompagnata dai necessari investimenti ha portato Leonardo ad avere difficoltà che risultano ancora più pesanti in un contesto complicato come quello attuale.

La fine dell'alleanza con l’americana Raytheon costruita ad hoc per partecipare alla gara “T-X” negli Stati Uniti per 350 aerei addestratori dell'aeronautica militare, il disimpegno dalla Joint Venture Superjet e la tensione crescente con il partner russo Sukhoi, il sostanziale fallimento dell'operazione Atitech, la volontà di procedere ancora con le dismissioni per sostenere il programma ATR, sono il segnale di un arretramento rispetto alle ambizioni coltivate inizialmente (e mai messe in atto) in termini di politica delle alleanze.

Tale politica che avrebbe dovuto riequilibrare in senso espansivo (acquisizione/consolidamento di capacità produttiva e programmi) gli effetti del piano di ristrutturazione avviato per ragioni di forte indebitamento finanziario, con il suo corredo di costi occupazionali, soprattutto nel mondo dei lavoratori dell'indotto. Proprio la assenza di garanzie e la chiara volontà di ridurre i costi senza investire, ci hanno portato infatti a non sottoscrivere gli articoli 47 all'inizio della trattativa sul Contratto integrativo di secondo livello.

Oggi il combinato disposto tra la ristrutturazione in atto e le sopraggiunte difficoltà di mercato, domestico e internazionale, le notizie sulle commesse acquisite ma soprattutto quelle rilevanti perse in corso d'opera, alimentano un clima di preoccupazione negli stabilimenti, in alcuni dei quali si prefigura seriamente il rischio della mancata copertura della capacità produttiva.

Anche alla luce di questo quadro intricato il silenzio del Governo espone Leonardo al rischio di scarsa affidabilità nel confronto sui mercati con i competitors del settore, e ingenera confusione anche sul versante della gestione interna.

Un periodo di incertezza che, a prescindere dalle criticità in essere ma che a maggior ragione in questo quadro, Leonardo non si può permettere e che rischia di complicare in modo determinante la situazione aziendale.

A fronte di un contratto integrativo che contempla parti esigibili, ovvero orari e flessibilità, e parti ancora in fase di implementazione (il sistema di welfare) che avrebbero dovuto riequilibrare nel senso della maggiore sostenibilità quanto sacrificato dai lavoratori di alcune Divisioni, il fatto che alcuni HR, la dove esistono accordi di sito giunti alla prova della prima applicazione, si avventurino in interpretazioni che complicano le relazioni sindacali, contribuisce ad alimentare il malessere generale.

A questo si aggiunge una gestione inadeguata e caotica delle esternalizzazioni non sempre accompagnate ad operazioni di natura industriale.

Su tutti questi aspetti e non solo (formazione, uscite Legge Fornero, appalti e indotto, stabilizzazione dei lavoratori somministrati, Welfare, HR evolution e sistema premiante etc.) dovremo procedere ad una verifica di merito.

Inoltre lo slittamento ai primi di marzo dell'Osservatorio Strategico e a fine marzo degli incontri di Divisione, con la visibilità sui carichi di lavoro, per addetti diretti e indotto, e sugli investimenti previsti nel prossimo triennio, rafforza la nostra preoccupazione sulla gestione di questa lunga transizione che porterà il Governo a sciogliere il nodo sul futuro Amministratore Delegato del Gruppo.

A conclusione dell'incontro dell’esecutivo Fiom Leonardo abbiamo condiviso la necessità di riconvocarci come struttura nazionale ed Esecutivo dopo l'Osservatorio Strategico per una valutazione su quanto emergerà in quella sede.

Nei giorni immediatamente successivi si terrà una riunione con l'Esecutivo, tutte le strutture territoriali interessate e la Delegazione trattante Fiom per socializzare quanto accaduto nel frattempo e condividere un orientamento sullo stato dell'arte e sulle iniziative da intraprendere.

 

Fiom nazionale/Esecutivo nazionale Leonardo

 

Roma, 17 febbraio 2017

Leonardo si ritira da Superjet. A rischio attività e occupazione a Tessera

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 06 Febbraio 2017 12:16

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Il 23 gennaio scorso si è tenuto l'incontro tra le Rsu, le segreterie territoriali e nazionali di Fim Fiom e Uilm, l'Ad di Superjet International SpA e i vertici di Leonardo.

All'indomani della cessione della quota di maggioranza da parte di Leonardo (che ha ridotto al 10% la sua partecipazione nella Joinventure) a favore della società russa Sukhoi, produttrice di aerei da caccia e ormai presente anche nel mercato dell'aviazione civile, il nuovo Ad ha annunciato che con i soci russi, autori di una ricapitalizzazione per complessivi 25 milioni di euro, è in discussione un piano di ristrutturazione di cui ancora non sono definiti i dettagli, ma che riguarda tre aree, commerciale, operations e customer services, ed è finalizzato all'integrazione funzionale tra le due società e all'efficientamento dei processi.

Come Fiom abbiamo ricordato a Leonardo la nostra contrarietà a questa ennesima scelta di ridimensionamento del perimetro di attività del gruppo, che rischia di generare ricadute negative sul Polo aeronautico di Tessera con tutti i suoi addetti (di cui 220 in forza a Superjet International) inclusi quelli delle Divisioni Elicotteri e Velivoli lì presenti.

In particolare, abbiamo espresso preoccupazione per un piano di ristrutturazione che sembra orientato essenzialmente alla riduzione dei costi, soprattutto in ragione del minor costo del lavoro negli stabilimenti di Sukhoi per lavorazioni attualmente svolte anche a Tessera, per esempio la verniciatura: il tutto dentro il nuovo scenario societario, a trazione russa, che prefigura una lenta dismissione del sito.

Abbiamo poi chiesto a Leonardo, che si è rifiutata di ricapitalizzare la Joinventure lasciando campo libero a Sukhoi, di mettere in campo un assetto industriale atto a scongiurare questa ipotesi, affinché sia mantenuto vivo il sito ed occupati tutti i lavoratori attualmente interessati dal piano.

Per quanto ci riguarda non consentiremo che una scelta industriale irresponsabile sul piano sociale e sbagliata dal punto di vista industriale metta a rischio la continuità produttiva del Polo aeronautico di Tessera e il destino dei suoi lavoratori.

Leonardo deve fare chiarezza già dai prossimi incontri a livello di singole Divisioni su come intende impegnarsi nel territorio veneziano per dare certezze occupazionali e continuità produttiva ai suoi, circa, 700 addetti.

 

FIOM NAZIONALE/FIOM VENEZIA

 

Roma, 6 febbraio 2017

Fata Logistic: interrotta la trattativa per la vendita

Category: Fata
Creato il Lunedì, 30 Gennaio 2017 15:55

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Nei mesi scorsi unitariamente Fim, Fiom, Uilm avevano protestato contro la cessione di Fata Logistic da parte di Leonardo SpA. L'interruzione della trattativa per la vendita è quindi una buona notizia che però deve essere accompagnata da atti concreti da parte della capogruppo.

L'interruzione può essere avvenuta per qualsiasi motivo (condizioni economiche, organizzative, industriali, garanzie dell'acquirente etc.), per questo come Fiom pensiamo che sia necessario adesso aprire il confronto con Leonardo, Lgs e la stessa Fata, al fine di chiarire espressamente se è ancora sul mercato oppure no.

Inoltre il confronto dovrà servire anche a chiarire diversi temi aperti tra i quali l'applicazione dell'integrativo Leonardo, le stabilizzazioni e le prospettive industriali e occupazionali.

Le attività di Fata Logistic SpA, sono secondo noi "core business" e sensibili sul piano industriale (essendo strettamente collegate al ciclo produttivo, tecnologico e delle forniture di Leonardo), per questo è importante arrivare ad una sempre maggiore integrazione e sviluppo delle attività, valorizzando le professionalità e le risorse oggi presenti in azienda.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 30 gennaio 2017

Leonardo Finmeccanica. Al via la seconda fase della trattativa

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 12 Gennaio 2017 12:35

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Ieri si sono incontrate le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Leonardo per dare avvio alla fase di confronto per l’implementazione dell’accordo di secondo livello sottoscritto il 2 febbraio 2016.

Abbiamo condiviso le modalità e i temi prioritari della trattativa che partirà dal Premio di Risultato unitamente al sistema di Welfare e Sanità Integrativa per poi affrontare conseguentemente i temi del Target Bonus per settimi e Quadri, delle Alte Professionalità, dell’Inquadramento anche tenendo conto degli impegni assunti in sede di rinnovo del Ccnl, e gli altri capitoli rimasti aperti dall’accordo sottoscritto.

Le modalità del confronto seguiranno lo schema che avevamo condiviso che prevede confronti in sede di delegazione trattante composta dalle strutture nazionali, territoriali e da una rappresentanza delle Rsu di Fim, Fiom, Uilm oltre che da momenti di verifica in sede ristretta come avvenuto nella precedente tornata contrattuale.

E’ stato stabilita una prima ipotesi di calendario le cui modalità di gestione confermeremo nei corso dei prossimi giorni.

Riteniamo importante l’avvio di questa seconda fase di trattativa negli importanti temi da affrontare, per completare il Contratto di Secondo Livello Leonardo e dare regole solide e condivise sul versante normativo, economico e gestionale a tutti i lavoratori e all’azienda e per concentrare l’attenzione e gli sforzi nello sviluppo delle attività di tutti i settori e divisioni necessarie per garantirne tenuta occupazionale e prospettive industriali.

Segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm

Roma, 11 gennaio 2017

Electron: tre giorni di sciopero, manifestazione sotto la sede di Leonardo

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 15 Dicembre 2016 16:04

Il giorno 07/12/2016 la direzione aziendale con un colpo di mano e incurate delle richieste dei sindacati nazionali di incontrare il MI.S.E ha affermato che:

· Che è stato raggiunto l’accordo per la vendita di Electron

· Che verrà firmato un preaccordo nei prossimi giorni e comunque entro il mese

· Che la firma definitiva che sancirà l’uscita di Electron dall’asset Leonardo avverrà entro i primi 3 mesi del 2017.

· Che l’accordo prevede una garanzia di 12 mesi sui licenziamenti collettivi

· Che l’accordo prevede lavori, assegnati da Leonardo a electron per 36 mesi

Questo modo unilaterale di affermare il potere di Finmeccanica sui lavoratori ridotti a un bene da alienare mina fortemente i rapporti sindacali.

Le RSU riunite ribadiscono con forza che questo è un trattamento di favore volto solo a garantire l’acquirente e non i lavoratori

Non è ammissibile che i lavoratori non seguano le stesse garanzie dei lavori assegnati, proponendo 36 mesi di lavori e 12 di non licenziamenti collettivi. Questo fatto illogico è stato considerato dalle RSU territoriali e nazionali come offensivo e contrario alla prassi consolidata di Leonardo in questi casi, tale prassi ha sempre previsto per i lavoratori “garanzie reali” di almeno 3 + 2 anni.

Le RSU unite condannano la scelta dell’azienda, di perseguire solo lo scopo della vendita a un unico acquirente anche in presenza di prove tangibili e inconfutabili di interessamento all’acquisto da parte di gruppi industriali solidi e strutturati.

Leonardo e il governo, nelle risposte alle interrogazioni parlamentari, non più tardi del 25 novembre hanno più volte riconosciuto le professionalità presenti in Electron, pertanto non si spiega come mai non si sia mai voluta considerare la possibilità di un assorbimento del personale.

L’atteggiamento attuale di Leonardo costituisce un grave precedente nella storia dei rapporti con i lavoratori e le rappresentanze sindacali, le sempre declamate intenzioni di valorizzazione delle competenze e attenzione al lavoro e alle famiglie oggi sembrano soltanto parole vuote.

PERTANTO SI ANNUNCIANO 2 GIORNI DI SCIOPERO  IL 15 E 16 DICEMBRE

E MANIFESTAZIONE DI FRONTE ALLA SEDE DI LEONARDO A PIAZZA MONTE GRAPPA IL 21 DICEMBRE

 

RSU Electron Italia

 

Roma, 15 dicembre 2016

 

 

Leonardo-Finmeccanica. La Fiom sostiene la lotta dei lavoratori Superjet International di Tessera

Category: Comunicati e volantini
Creato il Mercoledì, 16 Novembre 2016 11:24

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I lavoratori della Superjet International di Tessera, azienda frutto di una joint venture tra Finmeccanica/Leonardo e la russa Scac/Sukhoi e finalizzata alla realizzazione di velivoli regionali, hanno scioperato nei giorni scorsi contro l'annuncio fatto dall'amministratore delegato di Finmeccanica/Leonardo circa la sostanziale riduzione della partecipazione azionaria nella JV.

L'iniziativa è nata per difendere l'occupazione e le prospettive industriali dei tanti lavoratori dell'azienda e di tutto l'indotto coinvolto nel progetto industriale, ma anche per impedire che si perda un'ulteriore pezzo di industria strategica nazionale.

Questa decisione che vede invece i russi della Sukhoi investire un miliardo di dollari nel progetto, rappresenta l'ennesimo disinvestimento dell'azienda italiana.

Finmeccanica/Leonardo infatti da due anni a questa parte sta riducendo il fatturato, gli investimenti in ricerca e sviluppo e in nuovi prodotti, nell'intento di ridurre il forte debito accumulato.

L'azienda risente evidentemente di precise scelte del governo italiano che invece di valorizzare ed investire attraverso una ricapitalizzazione, ha deciso di far recuperare risorse al management esclusivamente attraverso tagli ed disinvestimenti. Una scelta che rischia di rendere Finmeccanica un'azienda ininfluente sul mercato, sempre più piccola ed incapace di supportare gli investimenti tecnologici indispensabili in un settore estremamente avanzato.

Il risultato di queste scelte che come Fiom denunciamo da due anni è il progressivo indebolimento Aziendale in un settore strategico per il paese che vede tutti i maggiori competitors investire ed aumentare le dimensioni, supportati fortemente dai propri governi.

Giusta quindi la decisione dei lavoratori di entrare in lotta contro questa scelta che rappresenta un problema per loro in considerazione delle scelte che farà la proprietà russa una volta che la quota italiana sarà ridotta al lumicino ma un problema anche per il paese che sceglie di abbandonare un progetto ed un settore strategico nel quale guarda caso invece i russi investono ingenti risorse.

Oltretutto il territorio veneziano vede già altre realtà in crisi e le possibili scelte dei russi, una volta preso il controllo della JV qualora Finmeccanica/Leonardo dovesse con fermare queste scelte, darebbero in ulteriori colpo all'occupazione diretta e all'indotto del territorio.

Come Fiom sosteniamo fortemente l'iniziativa di lotta intrapresa dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali. Per questo riteniamo necessario affrontare la problematica in sede di governo, con tutti gli azionisti, al fine di garantire investimenti, prospettive industriali e occupazionali.

Riteniamo infine sempre più necessario il coinvolgimento del Governo anche per discutere delle scelte di politica industriale e di investimenti in Finmeccanica/Leonardo, un fiore all'occhiello dell'industria nazionale che rischia fortemente in prospettiva, qualora dovesse proseguire con queste scelte, di essere notevolmente ridimensionata.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 16 novembre 2016

Atitech/Leonardo. Incontro per la cessione dei lavoratori

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 07 Novembre 2016 16:49

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Il 3 novembre si è svolto a Roma l’incontro sul piano industriale concordato il 27 maggio 2015 per la cessione dei 178 lavoratori da Leonardo ad Atitech con la presenza del Dott. Braccialarghe, Dott. Lettieri, Fim,Fiom,Uilm Nazionali, Territoriali e le RSU.

Il Dott. Braccialarghe ha chiarito che sono state risolte tutte le problematiche aperte con Atitech che in parte hanno ritardato l’applicazione del piano industriale.

L’Atitech ha illustrato il calendario di impegni per la realizzazione del piano previsto dall’accordo del 27 maggio, ha riconosciuto che c’è stato un ritardo di oltre 17 mesi e ha dichiarato con fermezza che non saranno ammessi nuovi ritardi.

Fim, Fiom, Uilm hanno dichiarato che il ritardo di 17 mesi per la realizzazione del piano ha minato fortemente la credibilità di Atitech e di Leonardo nei confronti dei 178 lavoratori e delle OO.SS, le stesse prendono atto degli impegni. Ciò non è sufficiente per recuperare la credibilità della controparte sull’accordo in questione.

Atitech per acquisire credibilità deve dimostrare con i fatti a partire dagli investimenti, dall’incremento del carico di lavoro e attraverso l’acquisizione di nuove commesse per saturare le attività dei lavoratori di Capodichino.

Le Organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro specifico su Atitech Spa per conoscere meglio il piano industriale, carico di lavoro, portafogli ordini e livello occupazionale, prima della fusione Atitech Manifacturing in Atitech Spa.

Fim, Fiom, Uilm Nazionali, Territoriali e Rsu sono impegnati a verificare con severità il rispetto degli impegni, in caso contrario ne terremo le dovuto conseguenze.

 

Fim, Fiom, Uilm Nazionali

 

Roma, 7 novembre 2016

Leonardo Finmeccanica. Trasferimenti da Tiburtina a Laurentina: subito un tavolo con Organizzazioni sindacali e Rsu

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 07 Novembre 2016 11:45

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Giovedì 3 novembre, presso la sede di Unindustria Roma, si è tenuto l'incontro tra Leonardo Finmeccanica e le Segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm su una serie di questioni aperte nel rapporto con l'azienda, a partire dall'ipotesi di trasferimento di alcune centinaia di dipendenti dal sito di Tiburtina a quello di Laurentina.

Il progetto interesserebbe circa 500 dipendenti, dei quali 220 dell'area Ingegneria e 170 della lob ATC, e consentirebbe, attraverso la chiusura di 13 contratti attualmente in essere a Tiburtina, di risparmiare oltre 7 milioni di euro l'anno, a fronte di un investimento aziendale, solo per il primo anno, di 1 milione di euro nell'allestimento di nuove postazioni di lavoro e di una nuova mensa presso la sede di Laurentina.

Come Fiom-Cgil abbiamo preliminarmente dichiarato la contrarietà all'atteggiamento dell'azienda che, in spregio al sistema di relazioni industriali definito nell'accordo integrativo del 2 febbraio scorso, assume decisioni tanto rilevanti senza il preventivo confronto con le Organizzazioni sindacali e con le Rsu delle sedi in questione.

Abbiamo inoltre espresso preoccupazioni di natura industriale sul progetto, dal momento che lo spostamento dell'area dedicata al controllo del traffico aereo e navale metterebbe a rischio l'integrazione di competenze tecniche e di processi da sempre condivisi nel sistema duale civile-militare, oltre che utili alle economie di scala in fatto di acquisti, ecc..

L'azienda ha risposto che si tratta, al momento, di uno studio di fattibilità, eventualmente operativo da agosto 2017.

Si è resa comunque disponibile a convocare a breve un incontro con le Organizzazioni sindacali e le Rsu dei due siti interessati dal progetto, per un confronto serrato su tutte le possibili implicazioni di natura gestionale e industriale, oltre che sulle conseguenze dell'eventuale trasferimento a carico delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 7 novembre 2016

Leonardo Finmeccanica: Nessuna decisione, ad oggi, sugli stabilimenti di Giuliano e Fusaro

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 04 Novembre 2016 16:22

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Ieri 3 novembre, presso la sede di Unindustria a Roma, si è tenuto un incontro tra i vertici di Leonardo Finmeccanica e le Segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm su una serie di questioni aperte nel rapporto con l'azienda, dai trasferimenti previsti per circa 500 dipendenti dallo stabilimento di Via Tiburtina a quello di via Laurentina, agli esiti della prima sperimentazione del sistema di valutazione del personale chiamato HR evolution.

Nel corso dell'incontro come Fiom Cgil abbiamo chiesto all'azienda una parola chiara sulle voci che si sono rincorse a livello territoriale nelle scorse settimane circa il possibile accorpamento tra gli stabilimenti di Giuliano e Fusaro.

Il dott. Braccialarghe, responsabile delle relazioni industriali del Gruppo, ha assicurato che allo stato attuale non esistono decisioni aziendali in merito all'accorpamento dei due stabilimenti, e che dunque possono considerarsi destituite di fondamento tutte le informazioni circolate in proposito.

Naturalmente abbiamo espresso la nostra soddisfazione per quanto affermato dall'azienda, soprattutto in considerazione della preoccupazione che si è diffusa tra i dipendenti dentro il processo generale di riorganizzazione e ristrutturazione con il quale è alle prese Leonardo Finmeccanica.

Abbiamo anche ribadito che, al netto della rassicurazione ricevuta, come Fiom Cgil saremmo comunque contrari per ragioni industriali ad un eventuale accorpamento tra i due stabilimenti e che comunque manterremo altissima l’attenzione e la vigilanza sul tema.

Ciò significherebbe continuare con il ridimensionamento del perimetro del Gruppo anziché su nuovi prodotti e su settori strategici come Ricerca e Sviluppo, in linea con quanto stanno facendo i competitors a livello internazionale, chiamando l'azionista di riferimento, ovvero il Governo, ad esercitare in pieno il protagonismo che gli compete, sia nella politica delle alleanze che nella ricapitalizzazione della più grande azienda metalmeccanica a controllo pubblico del paese.

Per questo motivo, nel corso delle prossime occasioni di confronto con i vertici di Leonardo Finmeccanica, continueremo a presidiare la necessità che Giuliano e Fusaro mantengano entrambi la piena operatività, nell'interesse delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, del territorio campano, del Gruppo stesso.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 4 novembre 2016

HR Evolution e Pdm (performance e development managment). No a strumenti di valutazione del personale Leonardo gestiti unilateralmente dall’azienda

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 04 Novembre 2016 16:20

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Ieri mattina si è svolto l’incontro tra i vertici di Leonardo e le Segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm su una serie di problemi a partire dallo strumento di valutazione del personale HR evolution attivato dall’azienda nelle scorse settimane in molte sedi.

L’obiettivo, a detta dall’azienda, è quello di creare uno strumento di valutazione basato su criteri di omogeneità, trasparenza, meritocrazia, orientamento al risultato, tracciabilità del processo. I progettisti della piattaforma, presenti all’incontro, hanno anticipato che riguarderà a regime tutti i dipendenti del Gruppo, dirigenti inclusi, ovvero circa 26.000 nel mondo e 17.000 nelle sedi italiane, e che sono in corso ulteriori implementazioni.

Come Fiom Cgil abbiamo intanto rappresentato l’insieme delle criticità che questa prima sperimentazione (estesa ai 6 livelli e ai 5s in Telespazio) ha prodotto negli stabilimenti, grazie alle segnalazioni arrivate dai nostri delegati e alle strutture territoriali, tra cui:

  • poca chiarezza nella scala di valutazione

  • divaricazione inspiegabile tra i punteggi assegnati dal diretto responsabile e quelli frutto della “ricalibrazione” del manager superiore

  • mancanza di sedi di risoluzione delle controversie tra lavoratore e sistema dei valutatori

  • utilizzo potenzialmente repressivo in caso di lavoratori Rsu o destinatari di legge 104 (laddove tra gli obiettivi assegnati ci sia quello della presenza minima di 1730 ore in azienda)

Ma la nostra principale obiezione riguarda la natura dello strumento, elaborato e gestito in totale autonomia dall’azienda, in contrasto con l’impegno a costruire un sistema delle professionalità in azienda dentro la contrattazione aziendale assunto a febbraio con la sottoscrizione del contratto integrativo di secondo livello per tutti i dipendenti di Leonardo-Finmeccanica.

Per quanto ci riguarda HR evolution non può esautorare i lavoratori e le loro rappresentanze rispetto al suo ruolo di autorità salariale, producendo valutazioni “meritocratiche” (e tenendo insieme impropriamente prestazione e competenze professionali) a supporto di manovre retributive erogate unilateralmente, al di fuori della contrattazione con le Rsu.

Come Fiom Cgil abbiamo chiesto:

  • l’attivazione di un tavolo di confronto con la Delegazione trattante Leonardo sullo strumento HR evolution entro la fine dell’anno.

  • l’applicazione di quanto contenuto nel contratto integrativo, ovvero il mantenimento di accordi e prassi in essere al 31 dicembre 2016 in materia di professionalità, fino alla definizione del nuovo sistema da parte della Commissione prevista dall’accordo del 2 febbraio

L’azienda ha chiuso l’incontro accogliendo entrambe le richieste. In previsione del confronto invitiamo Rsu e strutture Fiom a raccogliere ulteriore materiale su questa prima sperimentazione di Hr evolution, da aggiungere a quello già pervenuto.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 4 novembre 2016

Leonardo Finmeccanica. Incontro Divisione Sistemi d'arma

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 04 Novembre 2016 15:56

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Il giorno 27 ottobre u.s. si è tenuto l'incontro con il management della Divisione Sistemi d'Arma di Finmeccanica/Leonardo sull'andamento e le prospettive aziendali.

Come Fiom-Cgil riteniamo che la situazione di difficoltà prospettata dall'azienda sia più complessa di quanto si dica, poiché le proiezioni fatte per il 2017 e il 2018 sui carichi di lavoro e sulle attività dei siti è basata sull'acquisizione di tutti i programmi presentati.

Pertanto, oltre alla riduzione delle attività all'esterno che porteranno a una riduzione dell'occupazione nell'indotto e nelle forniture, ulteriori problemi potrebbero determinarsi nell'immediato futuro.

Per la Fiom il fattore di debolezza dell'azienda è purtroppo determinato dal fatto che tutte le forze del gruppo sono orientate alla riduzione del debito attraverso la razionalizzazione delle attività e degli investimenti in nuovi prodotti e mercati.

Nella Divisione Sistemi d'Arma questa condizione è particolarmente critica, poiché per migliorare la situazione aziendale bisognerebbe avere la forza di internazionalizzare il mercato aumentando fortemente la quota di vendite all'estero.

Questo però lo si può fare solo in presenza di investimenti importanti e in un contesto di sostegno forte da parte del Governo.

Per tutte queste ragioni diciamo da tempo che è necessario cambiare il piano industriale improntato e condizionato dal debito, partendo da una ricapitalizzazione di Leonardo/Finmeccanica da parte l'azionista di maggioranza.

Solo immettendo capitali in azienda sarà possibile invertire questo trend che vede continui tagli, vendite e razionalizzazioni di attività che stanno facendo diminuire sempre più il peso economico e strategico dell'azienda, indebolendola ulteriormente sul mercato in un momento in cui al contrario, tutti i maggiori competitors crescono e investono.

Sulla base di queste considerazioni abbiamo richiesto un ulteriore incontro per approfondire la situazione e valutare lo stato dell'azienda a valle di una serie di scadenze importanti su alcuni programmi.

Il nuovo incontro sarà programmato per l'inizio del prossimo anno.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 4 novembre 2016

Indotto Leonardo/Finmeccanica: è massacro sociale!

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 21 Ottobre 2016 10:51

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Durante il confronto con l'azienda sul piano industriale di Finmeccanica/Leonardo, individuammo nella nuova gestione del sistema degli appalti, attraverso la controllata LGS, uno dei suoi punti critici.

I principi del piano infatti, ispirati prioritariamente alla razionalizzazione e alla riduzione del debito, evidenziavano una riduzione delle attività e degli investimenti, una minore capacità di sviluppare nuova tecnologia e nuovi prodotti, una fortissima razionalizzazione di tutti gli appalti.

Non a caso, pur condividendo l'opera di “smantellamento delle baronie” che comprendevano anche attività date all'esterno con costi e qualità incomprensibili per nessuna azienda, figuriamoci per Finmeccanica/Leonardo, non abbiamo avallato alcuni passaggi della divisionalizzazione, tra cui quella di LGS (nella procedura la missione dell'azienda era proprio la riduzione e la razionalizzazione delle attività).

Questa impostazione industriale di Finmeccanica/Leonardo che porta a bandire tutte le gare al massimo ribasso, favorita da una normativa in materia di appalti e sub-appalti tra le peggiori in Europa, sta producendo enormi danni ai lavoratori e un aumento delle problematiche organizzative e industriali.

La ricerca della competitività non deve mettere in discussione i diritti e le retribuzioni dei lavoratori determinando nel contempo gravi crisi occupazionali, inefficienze e disservizi che mettono in discussione anche la qualità e i tempi delle prestazioni.

Come Fiom-Cgil pensiamo invece che per mantenere e rilanciare Finmeccanica, nonché l'occupazione diretta e indiretta, sia necessario che l'azienda immetta nuove risorse attraverso una ricapitalizzazione da parte del governo, che azzeri il debito e che al pari dei competitors rilanci le attività, gli investimenti in nuovi prodotti e mercati e aumenti il fatturato.

Nei prossimi giorni i lavoratori della SIMAV entreranno in sciopero proprio su questi temi e per scongiurare l'ennesima gara al ribasso che determinerà quanto già visto nel gruppo in altre attività, tra le quali la Gestione delle Postazioni Di Lavoro e dei Servizi Sistemistici (insieme ai problemi occupazionali ci sono infatti enormi ritardi nello svolgimento delle attività gestite in sub-appalto).

La Fiom-Cgil è schierata al fianco dei lavoratori che entreranno in sciopero e di tutti i lavoratori degli appalti Finmeccanica/Leonardo, convinta che i temi degli appalti, della loro qualità e della tutela dell'occupazione debbano essere al centro di un confronto con Leonardo/Finmeccanica e, nell'ambito del negoziato sul CCNL, anche con Federmeccanica.


FIOM NAZIONALE

 

Roma, 20 ottobre 2016

Fata Logistic Systems Leonardo-Finmeccanica. Ancora cessioni

Category: Fata
Creato il Mercoledì, 05 Ottobre 2016 14:37

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Il giorno 3 ottobre u.s. a Roma presso la sede di Leonardo Finmeccanica si è svolto l'incontro su Fata Logistic Systems. Nell'incontro il dottor Braccialarghe per Leonardo Finmeccanica ha confermato che l'azienda sta individuando, tra una rosa di imprese del settore logistico, quella a cui cedere Fata.

Ad oggi non è stato ancora individuato a chi cedere l'impresa ma le candidature per l'acquisizione sono giunte dalle prime dieci al mondo nel settore. Entro fine anno Leonardo conta di individuare quella con cui procedere nell'operazione che verrà presumibilmente conclusa entro il primo trimestre 2017.

Leonardo/Finmeccanica ha aggiunto che secondo lei:

  1. L'operazione è coerente con il progetto di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale promosso dall'attuale management guidato dall'ing. Moretti per cui Leonardo deve concentrarsi sui settori core di aerospazio difesa e sicurezza.

  2. I livelli occupazionali oggi sviluppati dalla attivitàsvolta da Fata (dipendenti + somministrati + appalti movimentazione) non sono in discussione allo stato delle cose attuali non essendo professionalitàpresenti nelle imprese con cui si sta discutendo la cessione.

  3. Nella cessione non saranno coinvolti lavoratori Leonardo Finmeccanica che svolgono attività svolte da Fata.

Come Fiom abbiamo annunciato la nostra contrarietà a quanto annunciato dall'azienda. Fata non è una mera azienda di logistica ma si tratta di una fornitura strategica e tecnologica che è bene tenere all'interno della proprietà Leonardo/Finmeccanica.

Le attivitàsvolte dal personale Fata sono fortemente integrate nel processo produttivo degli stabilimenti Leonardo, inoltre l'enunciazione su un imprecisato mantenimento dei livelli occupazionali complessivi (370 dipendenti Fata + 250 somministrati + 400-450 negli appalti di movimentazione) al compimento dell'operazione è tutta da verificare.

Per la Fiom questa operazione è l'ennesima dimostrazione che il piano industriale presentato da Leonardo/Finmeccanica a causa del debito, della mancata ricapitalizzazione e di una mancanza di visione dell'azionista di maggioranza è fatto di tagli, cessioni e riorganizzazioni di attività.

In questo contesto abbiamo richiesto di procedere all'assunzione dei somministrati direttamente in Fata a cominciare dai più anziani (abbiamo lavoratori che hanno superato i 36 mesi di presenza in azienda e non si capisce perché, vista la dichiarata attenzione dell'azienda ai costi, questa non passi anche per la riduzione dell'intermediazione).

Leonardo/Finmeccanica ha risposto evidenziando che il permanere di un rilevante indebitamento, rende difficili operazioni di acquisizione da parte di Leonardo, al contrario rende necessario vendere le attività non core per poi acquisire attività che, sempre a detta dell'azienda, sono sotto valutazione. Ha aggiunto inoltre che darà un aggiornamento della situazione appena sarà più chiaro lo stato dell'arte sulla vendita e che nel frattempo alcune stabilizzazioni di lavoratori sono in programma a partire da circa 16 lavoratori dello stabilimento di Cameri ma si tratta di contratti a tempo determinato).

Nei prossimi giorni organizzeremo, insieme ai lavoratori, assemblee sulla situazione in merito

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 5 ottobre 2016

Leonardo-Finmeccanica. Assemblea generale dei delegati Fiom

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 16 Settembre 2016 12:40

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Si è svolta il 14 settembre u.s. l'assemblea generale dei delegati Fiom del Gruppo Leonardo-Finmeccanica alla presenza del Segretario generale Maurizio Landini.

Ad un anno dal convegno “La fabbrica per aria”nel quale, come Fiom, avevamo elaborato un'analisi attenta delle Linee Guida 2014-2018 presentate dall'Amministratore Delegato, mettendone in evidenza limiti e criticità, l'assemblea di ieri è stata l'occasione per fare un bilancio del processo di riorganizzazione che è stato avviato nelle ex aziende confluite nella One Company, oltre che sull'attuazione dell'accordo integrativo di secondo livello siglato a febbraio ed approvato con referendum dai lavoratori.

Dal punto di vista industriale purtroppo riconfermiamo tutte le preoccupazioni espresse da noi e dagli esperti chiamati a dare il loro contributo in quell'occasione. La dimensione medio piccola dell'azienda ed il forte debito di Leonardo-Finmeccanica rispetto ai competitors internazionali del settore, incidono negativamente sulla capacità di investimento in nuovi prodotti e in nuove attività e nella penetrazione nei mercati internazionali.

La riorganizzazione-ristrutturazione messa in campo senza una ricapitalizzazione della società, inchioda il gruppo in questa condizione, dal momento che il piano industriale è incardinato sull'aggressione del debito (oltre 5 miliardi) ereditato e non anche su scelte strategiche come investimenti in ricerca e sviluppo, nuovi prodotti e innovazioni di prodotto/processo. In questo contesto nascono gli annunci di ulteriori dismissioni, sulla scorta di quanto già fatto per Ansaldo Breda.

Ci preoccupa, a questo proposito, che l'azienda non abbia dato ancora seguito ai propositi annunciati dall'Amministratore delegato di investire sull'aerospazio, settore in forte crescita su cui si stanno concentrando appetiti e risorse di grandi compagnie francesi e non solo.

Come Fiom continuiamo a ritenere che Leonardo-Finmeccanica debba investire su alleanze strategiche con player del settore aeronautico e sulla ricapitalizzazione, magari attraverso CCDP, che peraltro il Governo Renzi ha messo a disposizione di altre operazioni di salvataggio.

Naturalmente su questa vicenda pesa il nodo irrisolto dello scarso protagonismo Governo italiano sui mercati emergenti, e delle mancate scelte di politica industriale, su aerospazio (spazio, Aeronautica, elicotteri), Difesa ed Elettronica, che darebbero al Gruppo opportunità importanti sul mercato domestico liberando risorse per progetti industriali di lungo respiro: negli altri paesi europei, al contrario, le aziende nazionali del settore sono sostenute da commesse e investimenti pubblici significativi.

Del resto la stessa ipotesi di ricapitalizzazione presupporrebbe un'iniziativa del Governo che, ad oggi, benché azionista di riferimento di Leonardo-Finmeccanica, non sembra all'ordine del giorno.

Per questo proporremo alle altre OO.SS. di procedere unitariamente ad un confronto con il Governo sulle criticità denunciate e sulle iniziative di politica industriale necessarie per la difesa ed il rilancio delle prospettive occupazionali e industriali di un'azienda strategica per il Paese.

In assenza di queste condizioni rischiano di determinarsi fenomeni di dissaturazione in alcuni stabilimenti, come gli interventi di alcuni delegati hanno sottolineato.

L'assemblea è stata anche l'occasione per aggiornare tutti i delegati sulla chiusura degli accordi di sito sul Pdr, frutto della determinazione della Fiom ad affrontare le trattative in presenza di tutti gli indicatori concordati, e sulla ripresa dei tavoli di lavoro che dovranno chiudere le partite negoziali rimaste aperte dopo la firma del contratto integrativo, a cominciare da welfare, nuovo Pdr, trasferte estere, ecc...

Come ha sottolineato il Segretario generale nelle conclusioni si tratta di punti che incrociano la discussione sul CCNL, su cui si riapre a giorni la trattativa, dunque la Fiom Cgil dovrà affrontare questi appuntamenti tenendo insieme l'indirizzo generale con l'articolazione aziendale che caratterizzerà il lavoro delle varie Commissioni a partire dalla prossima settimana.

In particolare per quanto riguarda la questione degli appalti, sulla quale sia al tavolo con Federmeccanica che nella trattativa con Finmeccanica sull'integrativo abbiamo chiesto e continuiamo a rivendicare elementi che puntino alla ricomposizione dell'unità dei lavoratori che operano dentro il perimetro del gruppo da anni, sia in regime di somministrazione che in ditte di forniture.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 16 settembre 2016

Leonardo-Finmeccanica. Comunicato dell'Esecutivo Fiom

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 22 Luglio 2016 11:03

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Nei giorni scorsi si è svolta la riunione delle strutture nazionali e dell'Esecutivo Fiom CGIL per valutare la situazione aziendale a valle degli incontri di divisione e dell'incontro con Finmeccanica-Leonardo tenutosi il 12 luglio u.s.

L'Azienda mostra complessivamente una situazione di difficoltà con carichi di lavoro stabili o in leggera diminuzione nel 2016 (eccetto la divisione elettronica della difesa che ha un andamento positivo), con un ulteriore, preoccupante peggioramento nel 2017.

Sono state esplicitate particolari criticità nelle divisioni Elicotteri, Aerostrutture e Sistemi d'arma, dovute anche a un ritardo notevole negli acquisti da parte del Governo. Continua inoltre un pesante ridimensionamento delle attività di fornitura e in appalto, con conseguenze molto pesanti sui lavoratori interessati.

Questo è il risultato di un piano industriale dell'Azienda che dovendo riorganizzarsi ed efficientarsi senza poter contare su una ricapitalizzazione da parte dell'azionista di riferimento è costretta a competere sul mercato senza risorse ed investimenti in ricerca e sviluppo e in nuovi prodotti. Si recupera tutto il possibile tagliando, riducendo le attività e perdendo capacità di penetrazione sui mercati del settore.

Non a caso, nel periodo di vigenza del Piano industriale presentato alla comunità finanziaria e al mercato, si registra una forte contrazione di attività e fatturato.

E' paradossale che lo stesso Governo che mobilita Cassa Depositi e Prestiti a sostegno di diverse realtà industriali del Paese non giochi un ruolo attivo nei settori strategici in cui opera Finmeccanica/Leonardo, che resta inchiodata ad un debito pari al 25% del fatturato mentre i suoi competitors crescono e si rafforzano sul mercato, proprio grazie al protagonismo dei loro rispettivi Governi.

E' evidente che in un contesto internazionale come questo l'Azienda è in una condizione di debolezza e difficoltà, proprio quando in Europa si sta pensando ad un'integrazione dell'industria della difesa e dell'aerospazio.

Una debolezza sui prodotti e sui programmi che, qualora partisse il suddetto processo di integrazione renderebbe l'Azienda facile preda dei competitors, con tutte le conseguenze sul piano occupazionale e industriale che possiamo facilmente immaginare.

Una situazione che risulta anche dalle criticità riscontrate in tutte le aziende del settore nella quale è presente Finmeccanica (MBDA, ThalesAlenia, Avio, ATR, Superjet, etc) ovvero la difficoltà di presidiare le alleanze a scapito delle attività italiane e l' incapacità di completare la filiera industriale.

Come Fiom-Cgil riteniamo sia giunto il momento di procedere ad una verifica della situazione con il Governo, per sostenere un'azienda davvero importante per il Paese in termini occupazionali, industriali e di prospettive tecnologiche.

Alla ripresa delle attività dopo il periodo feriale sarà necessario intraprendere tutte le iniziative idonee ad attivare questo confronto, per verificare le scelte di politica industriale che l'Esecutivo intende assumere in tutti i settori strategici, proprio a partire da Finmeccanica/Leonardo.

E' necessario inoltre approfondire il confronto con tutte le divisioni, (carichi di lavoro, investimenti, occupazione appalto/indotto) per recuperare il deficit di informazioni che abbiamo già denunciato nel corso dei precedenti incontri.

Va in questa direzione l'incontro da noi richiesto e già fissato per il 29 luglio p.v. sulla divisione aerostrutture.

Subito dopo chiederemo la calendarizzazione dei restanti incontri, a partire dalle divisioni con maggiori criticità (Sistemi d'arma ed Elicotteri).

Riteniamo urgente attivare anche un tavolo di confronto con Finmeccanica/Leonardo sui problemi determinati dalle cessioni avviate ma non ancora definite in tutti i loro aspetti (Atitech, stabilimento Ansaldo Breda di Palermo, etc.).

In riferimento al PdR, fino a quando i dati da noi richiesti (gli indicatori relativi a Finmeccanica One Company e alle divisioni) non ci saranno comunicati, non dovrà essere siglato alcun accordo a livello di sito.

Infine come Fiom-Cgil abbiamo deciso di convocare una riunione di tutte le Rsu di Finmeccanica/Leonardo subito dopo la pausa estiva. per fare il punto sulle politiche industriali, sulla grave situazione che si sta determinando tra i lavoratori degli appalti e in regime di somministrazione, sui ritardi accumulati nell'applicazione dell'accordo integrativo di secondo livello siglato il 2 febbraio scorso, sia nella One Company che nelle società controllate, come Fata Logistics ed Electron (di cui Leonardo detiene oltre il 50% del pacchetto azionario).

A questo proposito, per quanto ci riguarda, finché non sarà applicato l'accordo integrativo restano in vigore gli accordi preesistenti: chiediamo inoltre di congelare tutte le iniziative unilaterali poste in essere nei vari siti in assenza di accordo con le Rsu e le strutture territoriali di riferimento, a partire dall'HRevolution.

 

Esecutivo nazionale Fiom

Fiom nazionale

 

Roma, 22 luglio 2016

Report Fiom su incontri Finmeccanica-Leonardo

Category: Documenti
Creato il Giovedì, 26 Maggio 2016 17:13

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Condivisibili gli scenari di prospettiva. Preoccupazione per debito e investimenti, indotto e ritardi nell'applicazione dell'accordo integrativo

 

Si sono tenuti nei giorni scorsi con i vertici di Leonardo-Finmeccanica l'Osservatorio strategico (19 maggio) con l'ing. M. Moretti e il Coordinamento nazionale (24 maggio) con la partecipazione dei responsabili dei 4 settori ( Elicotteri - Aeronautica - Elettronica, difesa e sistemi di sicurezza - Spazio).

Negli incontri sono state illustrate alle OO.SS. e al coordinamento nazionale, i risultati del 2015 e le azioni che l'azienda intende mettere in campo per il 2016 e gli anni seguenti.

Nella sostanza Leonardo-Finmeccanica continuerà con la politica di riduzione del debito (oggi a poco più di 3 miliardi, con un bilancio 2015 chiuso in attivo e un trend in crescita registrato nell'avvio del 2016) poiché considera questo come il presupposto necessario per individuare scelte strategiche mirate alla crescita nel panorama europeo ed internazionale del settore, caratterizzato da competitors più grandi, con costi più contenuti e piattaforme più recenti.

Per questo l'azienda comunica che dovrà selezionare attentamente i settori in cui investire in considerazione alle risorse che ha, partendo dal fatto che ritiene importante la penetrazione nei mercati in crescita (Asia, Oceania, America Centro-meridionale) anche attraverso una rinvigorita politica delle alleanze (vedi l'accordo con Raytheon nella gara per l'aereo addestratore americano) e la ripresa di un ruolo attivo di Leonardo-Finmeccanica nella Global Strategy per la sicurezza europea.

L'azienda ritiene che la forte competizione all'interno dell'Europa e della NATO, in una fase che vede i budget di investimento in diminuzione, porterà ad una maggiore integrazione e riorganizzazione dell'industria europea. Per questo sarà importante posizionarsi sui settori in cui è in grado di giocare un ruolo e con prospettive. L'investimento delle risorse a disposizione sarà dedicato quindi ai settori in grado di agganciare il futuro ed in particolare su AIRBORNE, LAND E NAVAL, ELICOTTERI, AERONAUTICA ed ELETTRONICA.

Nello specifico Leonardo-Finmeccanica intende per le diverse attività:

aeronautica

Potenziare e rafforzare il business nei velivoli militari manned e unmanned, la leadership nei velivoli regionali e le attività delle aerostrutture.

elicotteri

Rinnovare prodotti e tecnologie, aumentare il Customer Support & Training, operare ancora su processi industriali in grado di garantire l'eccellenza dei prodotti, aumentare l'export mantenendo il posizionamento sui mercati domestici.

elettronica, difesa, sistemi di sicurezza

Questo settore che rappresenta da solo il 50% delle attività e del fatturato di Leonardo/Finmeccanica si concentrerà su:

Elettronica per la Difesa Terrestre - rafforzando il core business e aumentando la presenza sui mercati internazionali, aumentare la redditività.

Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni - Aumentare la competitività e la customer intimacy, rafforzare il core business.

Sistemi Avionici e Spaziali - Cercare nuove opportunità, migliorare l'efficacia e l'efficienza dei processi, consolidare il core business.

L'azienda infine ha comunicato che continuerà l'opera di riorganizzazione, adottando un modello più flessibile che vede l'ingegneria, le divisioni ed i singoli siti strettamente connessi tra loro ed in grado di lavorare orizzontalmente, a seconda dei carichi di lavoro. Inoltre continuerà a riportare dentro il perimetro aziendale attività oggi date all'esterno e, quelle che rimarranno fuori, saranno fortemente selezionate sulla base della qualità e del costo.

Come Fiom-Cgil, pur valutando nell'insieme condivisibili gli scenari di prospettiva forniti dall'azienda esprimiamo una serie di preoccupazioni su criticità che, se non adeguatamente affrontate, porteranno problemi.

Permangono infatti i nodi irrisolti dello scarso protagonismo del Governo italiano sui mercati emergenti, e delle mancate scelte di politica industriale, a partire dai ridotti investimenti su aerospazio, Difesa ed Elettronica.

Il Governo azionista di riferimento, non interviene sulla ricapitalizzazione del debito che, pur ridotto, continua a pesare sulle capacità di investimento e di innovazione di prodotto e di processo. Questi elementi sono le condizioni necessarie per poter determinare alleanze future con gli altri operatori del settore da una posizione di forza e non di debolezza.

L'assenza di queste condizioni fa venire meno un pilastro importante ad un piano industriale che si va a collocare in un momento di profonda trasformazione del mercato che vede i più grandi players riorganizzarsi, allearsi e disporre di risorse importanti e sostegno istituzionale.

Il rischio vero è che senza risorse e quindi con gli investimenti che non sosterranno adeguatamente tutta l'azienda, in alcune aree di attività si determineranno carichi di lavoro non sufficienti.

Il tema delle risorse rischia quindi di condizionare tutte le scelte aziendali. Le cessioni di attività al mercato vanno valutate attentamente e, qualora non vi siano alternative, è importante individuare soggetti affidabili sul piano industriale ed occupazionale. E' la qualità delle aziende che garantisce i diritti e le prospettive dei lavoratori coinvolti.

Sul processo di revisione delle forniture siamo d'accordo nel contrasto netto all'interposizione di manodopera e all'opera di “moralizzazione” della società ma il tutto va gestito congiuntamente ad una tutela forte dei i lavoratori. Questo vale anche i lavoratori in somministrazione che da anni operano nel gruppo (con situazioni gravi che vedono lavoratori che da anni sono in somministrazione e che debbono essere assunti direttamente.

Nello specifico quindi bene il contrasto ma l'interposizione si elimina assumendo i lavoratori coinvolti, qualora questo non avvenga, come Fiom-Cgil continueremo a difendere in sede legale gli stessi lavoratori.

L'accordo integrativo appena siglato resta inapplicato perché l'azienda si dice non ancora pronta con i sistemi gestionali. Bisogna invece accelerare a partire dalla definizione del PdR (accelerando gli incontri di sito con strutture territoriali ed Rsu in attuazione del capitolo sulle relazioni industriali) e nel contempo agire sulla struttura aziendale che sembra ferma ed incapace di rimettersi in moto, dopo la profonda riorganizzazione societaria.

Che l'azienda sia ferma è reso evidente dal fatto che, su tutti i temi dell'integrativo ancora da trattare, l'azienda non sta rispettando i tempi concordati per la ripresa del confronto.

Infine sulle criticità di mercato e di volumi annunciate in alcuni settori, è urgente capire quali sono le iniziative che l'azienda intende prendere per evitare i problemi che si potrebbero determinare.

In relazione a tutto quanto esposto e per capire nel dettaglio gli effetti degli investimenti, le attività in forte crescita e quelle in difficoltà e soprattutto, le ricadute sui singoli siti, è necessario procedere subito alla convocazione degli incontri di divisione .

Al termine delle riunioni di Divisione, avendo a disposizione un quadro dettagliato della situazione in corso nei vari stabilimenti, convocheremo nuovamente l'Esecutivo e la Delegazione trattante per una valutazione complessiva su tutte le informazioni emerse dagli incontri, in modo da trasferirle a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Leonardo-Finmeccanica ed assumere le iniziative conseguenti.

 

FIOM NAZIONALE

 

Roma, 26 maggio 2016

 

Finmeccanica-Leonardo: gli obiettivi strategici annunciati e l'opinione della Fiom-Cgil

 

 

Finmeccanica-Leonardo: gli obiettivi strategici annunciati e l'opinione della Fiom-Cgil

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 26 Maggio 2016 17:11

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Negli incontri tenuti con l'azienda, sono state illustrate alle OO.SS. e al coordinamento nazionale, i risultati del 2015 e le azioni che Leonardo/Finmeccanica intende mettere in campo per il 2016 e gli anni seguenti.

Nel merito, come Fiom-Cgil, pur valutando nell'insieme condivisibili gli scenari di prospettiva forniti esprimiamo una serie di preoccupazioni su criticità che, se non adeguatamente affrontate, porteranno problemi. Permangono infatti i nodi irrisolti dello scarso protagonismo del Governo italiano sui mercati emergenti, e delle mancate scelte di politica industriale, a partire dai ridotti investimenti su aerospazio, Difesa ed Elettronica.

Il Governo azionista di riferimento, non interviene sulla ricapitalizzazione del debito che, pur ridotto, continua a pesare sulle capacità di investimento e di innovazione di prodotto e di processo. Questi elementi sono le condizioni necessarie per poter determinare alleanze future con gli altri operatori del settore da una posizione di forza e non di debolezza.

L'assenza di queste condizioni fa venire meno un pilastro importante ad un piano industriale che si va a collocare in un momento di profonda trasformazione del mercato che vede i più grandi players riorganizzarsi, allearsi e disporre di risorse importanti e sostegno istituzionale. Il rischio vero è che senza risorse e quindi con gli investimenti che non sosterranno adeguatamente tutta l'azienda, in alcune aree di attività si determineranno carichi di lavoro non sufficienti.

Il tema delle risorse rischia di condizionare tutte le scelte aziendali. Le cessioni di attività al mercato vanno valutate attentamente e, qualora non vi siano alternative, è importante individuare soggetti affidabili sul piano industriale ed occupazionale. E' la qualità delle aziende che garantisce i diritti e le prospettive dei lavoratori coinvolti.

Sul processo di revisione delle forniture siamo d'accordo nel contrasto netto all'interposizione di manodopera e all'opera di “moralizzazione” della società ma il tutto va gestito congiuntamente ad una tutela forte dei i lavoratori. Questo vale anche i lavoratori in somministrazione che da anni operano nel gruppo (con situazioni gravi che vedono lavoratori che da anni sono in somministrazione e che debbono essere assunti direttamente.

Nello specifico quindi bene il contrasto ma l'interposizione si elimina assumendo i lavoratori coinvolti, qualora questo non avvenga, come Fiom-Cgil continueremo a difendere in sede legale gli stessi lavoratori.

L'accordo integrativo appena siglato resta inapplicato perché l'azienda si dice non ancora pronta con i sistemi gestionali. Bisogna invece accelerare a partire dalla definizione del PdR (accelerando gli incontri di sito con strutture territoriali ed Rsu in attuazione del capitolo sulle relazioni industriali) e nel contempo agire sulla struttura aziendale che sembra ferma ed incapace di rimettersi in moto, dopo la profonda riorganizzazione societaria.

Che l'azienda sia ferma è reso evidente dal fatto che, su tutti i temi dell'integrativo ancora da trattare, l'azienda non sta rispettando i tempi concordati per la ripresa del confronto.

Infine sulle criticità di mercato e di volumi annunciate in alcuni settori, è urgente capire quali sono le iniziative che l'azienda intende prendere per evitare i problemi che si potrebbero determinare.

In relazione a tutto quanto esposto e per capire nel dettaglio gli effetti degli investimenti, le attività in forte crescita e quelle in difficoltà e soprattutto, le ricadute sui singoli siti, è necessario procedere subito alla convocazione degli incontri di divisione.

Al termine delle riunioni di Divisione, avendo a disposizione un quadro dettagliato della situazione in corso nei vari stabilimenti, convocheremo nuovamente l'Esecutivo e la Delegazione trattante per una valutazione complessiva su tutte le informazioni emerse dagli incontri, in modo da trasferirle a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Leonardo-Finmeccanica ed assumere le iniziative conseguenti.

 

FIOM NAZIONALE

 

Roma, 26 maggio 2016

 

Report Fiom su incontri Finmeccanica-Leonardo

 

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