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29 Marzo 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

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Ccnl orafi e argentieri. Report dell'incontro del 7 marzo 2017

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Venerdì, 10 Marzo 2017 12:10

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Si è svolto il 7 marzo 2017, in Assolombarda a Milano, l'incontro programmato in sede tecnica per il rinnovo del CCNL per gli addetti del settore Orafo Argentiero - scaduto il 31/10/2013 a cui sono seguiti due accordi ponte: il 25/7/2013 sottoscritto da Fim e Uilm e il 15/12/2014 sottoscritto da Fim Fiom e Uilm con la definizione della copertura economica attraverso una "una tantum" fino al 31/12/2014.

L'incontro del 7 marzo ha consentito alla delegazione sindacale e a quella delle imprese di trovare soluzioni condivise sui temi relativi al Sistema di relazioni sindacali - informazione e consultazione dei lavoratori nelle imprese di dimensione comunitaria e Pari opportunità - Telelavoro, Contratto di lavoro a Tempo parziale.

Su altri temi, per i quali nei precedenti incontri la delegazione delle imprese aveva proposto modifiche non condivise da Fim Fiom e Uilm - modifiche peggiorative relative alla disciplina del rapporto di lavoro - si è condiviso con Federorafi la conferma della attuale normativa contrattuale.

Sono state riproposte invece dalle imprese le richieste relative alla riduzione dei Par e al lavoro straordinario riconosciuto solo dopo le 40 settimanali; queste richieste sono state ancora una volta respinte da Fim Fiom e Uilm.

Non ci sono inoltre ad oggi risposte sui temi centrali di questo rinnovo contrattuale; Federorafi infatti, nonostante la delegazione sindacale abbia sollecitato soluzioni in linea con quanto raggiunto nel settore metalmeccanico per altri contratti, non ha ancora manifestato alcuna disponibilità.

In particolare non si sono ad oggi manifestate disponibilità delle imprese su un incremento dei minimi fermi a ottobre del 2013, su importi da destinare al welfare per tutti i lavoratori, sulla assistenza sanitaria integrativa a totale carico delle imprese per tutti i lavoratori e per i loro familiari, su un incremento della quota di Previdenza complementare a carico delle imprese, sulla contrattazione degli orari e un utilizzo frazionato dei congedi parentali, sul diritto alla formazione, su una riforma dell'inquadramento professionale, sulle nostre richieste relative al tema della Salute e Sicurezza.

Fim Fiom e Uilm hanno ribadito che il CCNL degli Orafi e argentieri deve trovare risposte positive per le lavoratrici e i lavoratori così come, dopo una lunga trattativa, è stato possibile con il contratto di Federmeccanica e con il contratto delle Cooperative.

Il prossimo incontro, sempre in sede tecnica, è stato fissato il prossimo 22 marzo e successivamente un ulteriore incontro è fissato il 12 aprile 2017.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 10 marzo 2017

Incontro Fca-Fiom. Ora la parola ai lavoratori

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 22 Dicembre 2016 10:27

FIOM CGIL

 

Si è tenuto a Roma, presso la sede di Fca, il secondo incontro tra la direzione aziendale e la Fiom per continuare il confronto sulla situazione occupazionale e produttiva degli stabilimenti di Cassino e Pomigliano.

Nell'incontro abbiamo precisato che per la Fiom, data la situazione produttiva dello stabilimento di Pomigliano, dove ancora oggi insiste un contratto di solidarietà per l'assenza di un nuovo modello che garantisca la piena occupazione, e avendo lo stabilimento di Cassino la necessità di garantire con il lancio del nuovo modello “Stelvio” e il pieno regime per la “Giulia” con due turni di lavoro l'inserimento di 1.200 lavoratori di cui circa 700 assunti, la soluzione che preveda lo spostamento temporaneo e volontario dei lavoratori dello stabilimento da Pomigliano a Cassino deve avere precisi criteri: volontarietà, temporaneità e riconoscimento economico.

Ma, nel corso dell'incontro, una condivisione è stata raggiunta solo su alcuni aspetti. Il primo è che la temporaneità viene garantita dal fatto che la durata è vincolata al termine del contratto di solidarietà a Pomigliano (agosto 2018), l'altro è l'incremento di produttività di 3,18 euro per ora lavorata.

Non c'è stato un punto di mediazione sul criterio per lo spostamento dei lavoratori da Pomigliano a Cassino, visto che la richiesta della Fiom era la volontarietà mentre la direzione aziendale terrà conto di tale criterio ma potrebbe procedere anche unilateralmente sulla base delle proprie esigenze.

Al termine dell'incontro la Fiom non ha siglato il testo, che discuterà nelle assemblee a Pomigliano in cui valuterà se ci sono la volontà e le condizioni dei lavoratori di sottoscriverla, assumendone il voto come vincolante sull'ipotesi d'intesa.

Inoltre, l'ipotesi prevede entro marzo un confronto, non più rinviabile, sul futuro occupazionale e produttivo di Pomigliano che solo con nuovi modelli potrà garantire il ritorno anche dei lavoratori temporaneamente a Cassino, salvo per chi dovesse decidere il trasferimento definitivo.

La direzione aziendale ha inoltre comunicato che, per quel che concerne lo stabilimento di Cassino, procederà entro il mese di febbraio alla cessazione del contratto di solidarietà ed al conseguente rientro al lavoro di tutte le maestranze e che per le assunzioni dei primi 700 utilizzerà i contratti di somministrazione che, a stabilizzazione dei volumi, potrebbero essere confermati a tempo indeterminato. In caso di necessità produttive, l'azienda potrebbe incrementare fino a un massimo di altri 600 gli ingressi dopo la stabilizzazione del primo blocco. La Fiom ha chiesto di avviare un confronto sullo stabilimento di Cassino che la direzione aziendale ha convenuto di tenere nel mese di gennaio.

La Fiom valuta che ci sia la necessità di superare i tavoli separati, seppur contemporanei come è accaduto oggi, tra i sindacati firmatari il “contratto Fiat” da una parte e la Fiom dall'altra.

Per la Fiom la democrazia deve essere estesa anche ai lavoratori di Fca.

 

Dichiarazione di Michele De Palma, responsabile auto Fiom nazionale, Donato Gatti, segretario generale Fiom Cassino, Francesco Percuoco, segreteria Fiom Napoli.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 21 dicembre 2016

Ibm: primo incontro sulla procedura di licenziamento collettivo

Category: Ibm
Creato il Venerdì, 16 Dicembre 2016 16:18

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Il 13 dicembre si è tenuto, presso Assolombarda, il primo incontro tra le Organizzazioni Sindacali, il Coordinamento delle RSU di IBM Italia e la Direzione HR di IBM Italia per discutere della procedura di licenziamento collettivo aperta da IBM Italia lo scorso 6 dicembre per 184 impiegati e quadri (giorno in cui in certe zone d’Italia San Nicola porta i doni). Le Organizzazioni sindacali hanno contestato all’Azienda il merito della procedura e la tempistica: la procedura è stata aperta alla vigilia di un ponte, alla vigilia delle festività natalizie, nonché in un periodo dell’anno cruciale per il signing aziendale. E’ stato poi contestato all’azienda l’impianto delle motivazioni che hanno determinato l’apertura della procedura: non è certo da ascrivere ai dipendenti di IBM Italia il fatto che, pur in una fase di forte crisi economica, non si riescano a raggiungere i margini di profitto che la Corporation impone; così come non è una scelta dei dipendenti se nei settori più operativi, sia stato scelto, accelerando sempre di più, un modello di delivery sbilanciato verso i Centri internazionali di servizi condivisi, scelta che in alcuni casi ha portato ad un forte malcontento da parte dei clienti (altro che “Client first”!) o addirittura ad un aumento dei costi nell’erogazione del servizio. E’ stato fatto inoltre notare come da un lato si vorrebbe licenziare un intero team di colleghi e contemporaneamente si faccia una ricerca di personale per le stesse posizioni/skill su linkedin e sul sito interno, una vera assurdità che andrà chiarita al più presto. L’Azienda ha dichiarato nella procedura che certe posizioni critiche nell’erogazione del servizio, ad esempio i Service Integration Leader (SIL), dovranno essere spostate all’estero: se questo si realizzasse si produrrebbero ulteriori gravi ripercussioni negative per i clienti. E’ poi inaccettabile che 18 colleghi delle piccole sedi siano trasferiti a Segrate come “azione di contenimento dell’esubero”: a nostro avviso sono tutt'altro che un’azione di “contenimento”, ma dei veri e propri licenziamenti. Come è inaccettabile l’affermazione aziendale che “a breve” solo il 20% delle persone GIE continueranno a lavorare dall’Italia. In generale poi questa procedura di licenziamento collettivo, per la granularità dei job role in essa contenuti, si presenta più come una sommatoria di tanti licenziamenti individuali, aprendo nel caso di un non accordo contenziosi legali certi. Infine è stato contestato all’Azienda la non ricollocabilità delle figure in esubero in diversi settori aziendali. A tutte queste osservazioni l’Azienda ha dato risposte a parer nostro non esaustive e si è impegnata a rispondere in maniera più dettagliata nel prossimo incontro. Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato di essere disponibili a ragionare esclusivamente di percorsi socialmente non traumatici. Non essendoci la possibilità, a parere dell'azienda, di utilizzare strumenti alternativi ai licenziamenti come la cassa integrazione e i contratti di solidarietà, l'unica accordo possibile può essere basato esclusivamente sulla volontarietà delle adesioni all’uscita, anche attraverso l'allargamento della platea dei lavoratori interessati dalla procedura alle aree GIE, GTS e GBS. Molti lavoratori potrebbero raggiungere l'età pensionabile utilizzando la Naspi e con un'incentivazione si potrebbero trovare altre adesioni. In serata è stato stilato un verbale dell’incontro in cui l'azienda si dice disponibile a mettere a disposizione le stesse somme proposte nell'accordo di maggio scorso, presentate in tabelle similari, con i dettagli economici relativi. La fase di ricerca dei volontari sarà monitorata anche dalle RSU: nel prossimo incontro, che si terrà il 17 gennaio in Assolombarda, verificheremo con l'azienda se ci sono le condizioni per un accordo sulla procedura e si analizzerà la questione relativa ai 18 lavoratori che l’Azienda vorrebbe trasferire a Segrate. Nei prossimi giorni si svolgeranno in tutte le Sedi IBM le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

Esecutivo del Coordinamento Rsu Ibm

Roma, 16 dicembre 2016

Fca. Fiom Torino: dall’incontro su Mirafiori evidenti problemi di prospettiva

Category: Fiom Torino [provinciale]
Creato il Giovedì, 01 Dicembre 2016 18:18

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La Fiom-Cgil rende noto che si è svolto oggi, giovedì 1 dicembre, un incontro tra la Fiom-Cgil e Fca su Mirafiori e sulle prospettive dei diversi settori, a partire da quelli più significativi: oltre alle Carrozzeria (3860 addetti), gli Enti Centrali (oltre 6950) e le ex Meccaniche ora Powertrain (1350). In tutto più di 14 mila lavoratori, oltre la metà dei quali (7600) impiegati. La delegazione aziendale era guidata da Pietro De Biasi, responsabile delle relazioni industriali del gruppo.

Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, dichiara: «Abbiamo chiesto questo confronto per accendere un faro sul più grande insediamento di Fca in Italia, nel quale i diversi settori sono spesso connessi e rimandano alle strategie più generali del gruppo. Insomma: Fca a Torino non è solo il suv Levante. In particolare, la situazione degli Enti Centrali evidenzia un oggettivo ritardo sui nuovi modelli, oltre a quelli già annunciati: questo rappresenta un problema per più stabilimenti italiani, in particolare Pomigliano e la stessa Carrozzeria di Mirafiori, dove insieme al Levante occorre un altro nuovo prodotto che sia anche in grado di sostituire in prospettiva la Mito. Questi problemi si ribaltano in modo evidente in settori di Mirafiori più piccoli ma emblematici, come le Costruzioni Sperimentali (300 persone), la cui attività è sempre stata dedicata alla preparazione di nuovi modelli, mentre al momento ci si limita ad interventi di modifica del Ducato per utilizzi particolari. Per i 600 addetti delle Presse siamo al quarto anno di cassa integrazione straordinaria, mentre alle Meccaniche si continua a produrre lo stesso cambio dal 1993: in questo caso c'è un chiaro problema di prospettiva, in quanto all'obsolescenza del prodotto si accompagna il fatto che in Italia ci si sta orientando sempre più verso la produzione di modelli alto di gamma, a fronte di un cambio destinato invece a vetture medie e piccole. Tra l'altro si fa un gran parlare di auto elettrica, ma su Torino, e sull'Italia, non si intravede ad oggi praticamente nulla, nonostante le competenze presenti al Centro ricerche Fca ma anche in Marelli.

Abbiamo quindi chiesto lumi sulle prospettive future, consapevoli che il confronto deve continuare a livello di singolo settore per gestire al meglio i problemi contingenti, ma dentro un quadro più chiaro sulle scelte generali di investimento di Fca in Italia, e a Torino in particolare».

 

Ufficio stampa Fiom-Cgil Torino

Torino, 1° dicembre 2016

Sirti: prospettive e preoccupazioni per la recente acquisizione

Category: Sirti
Creato il Martedì, 15 Novembre 2016 15:58

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In data 10 novembre 2016, presso il Ministero dello Sviluppo Economico si è svolto l’incontro tra la Sirti rappresentata dal nuovo Amministratore Delegato dott. Roberto Pisa con il Coordinamento Rsu assistite da Fim, Fiom e Uilm nazionali e territoriali relativamente all’avvenuta acquisizione da parte di Pillarstone piattaforma finanziaria creata da KKR credit del 100% del capitale di Sirti.

L’Amministratore Delegato ha illustrato i termini dell’acquisizione e dell’investimento che ammonta a circa 25 milioni di euro con la possibilità di accedere ad ulteriori 12/13 milioni di euro a fronte di programmi di investimento utili al rilancio dell’azienda accollandosi l’intera esposizione della Sirti stessa.

Il programma di rilancio si dovrà misurare nell’arco di circa 5 anni, indicando inoltre che questo intervento pur di natura finanziaria ha evitato il default dell’azienda stessa.

Le potenzialità offerte dal mercato consentono con l’impulso dato dagli investimenti previsti nel settore delle telecomunicazioni (banda larga, ecc) nel settore dell’energia e nelle infrastrutture del settore ferroviario, di prevedere la possibilità di una crescita della Sirti con un numero consistente di assunzioni indicato in circa 300 unità.

Il piano prevede il rafforzamento di tutte le linee di attività che la Sirti con particolare riferimento al settore tlc, ma anche nel settore energia attraverso l’acquisizione di competenze e requisiti esterni, nonché il settore ict che impiega circa 300 unità per il quale va definita una strategia che gli consenta una crescita virtuosa.

Una particolare sottolineatura è stata svolta relativamente al settore trasporti per il bagaglio di conoscenze e di potenzialità che le attività di ricerca ed di sviluppo realizzate a Genova sul tema della sicurezza.

L’Amministratore Delegato ha poi indicato come necessario un incremento dell’efficienza e della produttività come condizione per competere nel mercato per mantenere la leadership della Sirti in ragione anche della presenza di nuovi operatori anche stranieri e su questo tema ha aperto la disponibilità alla realizzazione di un nuovo PdR.

Il Coordinamento Rsu e le Organizzazioni Sindacali hanno sottolineato la preoccupazione per quanto concerne le caratteristiche della nuova proprietà, che essendo di natura finanziaria possa puntare alla massimizzazione del profitto anche realizzando delle vendite di attività, oppure comprimendo le condizioni dei lavoratori o anche disattendendo il rispetto delle norme sulla sicurezza, pur essendo consapevoli che il salvataggio della Sirti era la condizione minima per un suo rilancio.

Inoltre hanno riaffermato che non saranno disponibili ad operazioni che realizzino la vendita di pezzi di attività e che vigileranno sulle condizioni di lavoro e che si apprestano a varare una piattaforma per il rinnovo contratto integrativo aziendale disdettato dall’azienda ed in ogni caso sottoscritto 14 anni fa.

 

Fim, Fiom, Uilm Nazionali

 

Roma, 15 novembre 2016

Ccnl Cooperative Metalmeccaniche. Incontro per il rinnovo del Contratto

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Mercoledì, 09 Novembre 2016 19:01

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Si è svolto oggi il previsto incontro per il rinnovo del CCNL delle Cooperative Metalmeccaniche. Il negoziato odierno pur affrontando alcuni temi risente di un’attesa per quanto si sta discutendo sul tavolo per il rinnovo Assistal-Federmeccanica. Tuttavia le parti hanno deciso di individuare con più precisione i temi sui quali non sono ancora state individuate soluzioni, di definire le caratteristiche e prestazioni della Sanità Integrativa con un apposito incontro in sede tecnica il giorno 22 novembre prossimo.

Mentre il negoziato riprenderà il 29 novembre alle ore 10:30.

 

La delegazione Fiom-Cgil

Roma, 9 novembre 2016

Jabil: incontro al Ministero dello Sviluppo Economicosulla fusione di JCC e JCI

Category: Competence/Jabil
Creato il Lunedì, 07 Novembre 2016 16:43

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Venerdì 28 ottobre si è svolto presso il Ministero dello Sviluppo Economico l'incontro, richiesto dalle segreterie nazionali di Fim Fiom e Uilm, sulla fusione di JCC e JCI, prevista a partire da dicembre a seguito della procedura ex art. 47 e, in particolare, sul piano industriale della "nuova" Jabil. Oltre alle segreterie nazionali e territoriali di Fim Fiom e Uilm, alle RSU e al rappresentante del ministero dello sviluppo economico, era presente al tavolo anche l'Assessore alle attività produttive della regione Campania.

L'Azienda, proiettando alcune slides, ha illustrato la situazione delle due aziende e dell'azienda che si creerà a valle della procedura di fusione: verranno mantenute due Business Units differenti, ognuna delle quali con relativi percorsi industriali e di ammortizzatori sociali.

Il mercato EMS europeo è aumentato dell'1% dal 2007 al 2015. La crescita è bassa, in particolare nei paesi dell'Europa occidentale. La competitività è sempre molto forte: nel mercato delle tlc dal 2016 al 2020 è prevista una crescita del 3%. Questa fetta di mercato se la stanno accaparrando soprattutto due aziende cinesi: Huawei e ZTE, mentre le altre aziende continuano a perdere terreno.

Jabil si vuole posizionare come un'azienda EMS 2.0 offrendo un servizio completo, proponendo anche la progettazione e lo sviluppo dei prodotti. Per raggiungere questo obiettivo si sta concludendo la realizzazione di un nuovo gruppo di lavoro composto per ora da un manager, un progettista meccanico ed uno elettronico. Il team a regime dovrà essere composto da 6/8 persone. Sono state anche identificate le design house esterne: lo studio Volpi, Link, Eureka, al fine di una fattiva collaborazione.

Ci sono nuove opportunità: Leonardo Finmeccanica, alla quale l’azienda ha presentato due offerte, Infomobility, Technogym, Urban tracker, Solergy e Metersit. Altro mercato da vagliare attentamente è quello relativo alle smart city.

Per quanto riguarda JCI il fatturato è cresciuto dal 2012 al 2016, soprattutto nel cosiddetto mid market. Al momento ci sono diciassette clienti, considerando anche Finmeccanica, per la quale, entro febbraio 2017, dovranno essere prodotte 3000 schede. Technogym è un cliente consolidato, mentre per Metersit, che produce contatori del gas, sono raddoppiati i volumi. Sarà molto importante l'aggiudicazione della gara Enel polifase. L'azienda vorrebbe puntare anche ai prodotti automotive.

Per JCC, invece, non ci sono novità. Adva, l'eventuale nuovo cliente in ambito Telco, è sfumato e l'unico cliente che continua a saturare l’organico, come previsto dall'accordo ministeriale, è Ericsson.

La fusione, a detta dei rappresentanti aziendali, oltre a puntare ad una riduzione dei costi, si propone di erogare un’offerta completa ed integrata. Tale fusione sarà completata nel periodo Dicembre 2016/Marzo 2017. Tutti i lavoratori confluiranno in un unico stabilimento, quello della JCC.

Con la fusione il numero complessivo dei dipendenti sarà di 881 unità.

Le OOSS hanno dichiarato di essere insoddisfatte rispetto a quanto esposto presso la sede del Mise, anche perché non ci sono passi avanti rilevanti rispetto agli incontri svolti in precedenza. Tra pochi giorni nascerà un'azienda di quasi 900 dipendenti che, al momento, riesce a saturare con le proprie attività solo una parte dei dipendenti. Si stanno utilizzando i contratti di solidarietà per gestire le eccedenze, ma questa situazione non potrà essere portata avanti in eterno. C'è la necessità di portare nuovi clienti in tempi rapidi. Fim Fiom e Uilm hanno espresso particolare delusione rispetto ai volumi mancanti in JCC: l'accordo con Ericsson sta reggendo, ma mancano totalmente i volumi che aveva promesso l'azienda. E' grave che l'unico cliente che si era affacciato, Adva, abbia deciso di non portare produzione a Marcianise. Anche rispetto alla fusione il piano presentato dall'azienda non è sufficiente ed esaustivo. Ci sono solo le previsioni dei carichi di lavoro fino al 2018, ma manca l'indicazione di eventuali investimenti e la previsione di quanto accadrà dopo il 2018. Le OOSS hanno anche rimarcato, che per quanto riguarda la JCC a distanza di un anno e mezzo circa dalla cessione di Ericsson a Jabil, i Lavoratori si troveranno ad affrontare una nuova procedura di ex art.47. La fusione non può essere giustificata solo come una riduzione di costi: serve un vero piano e un progetto per lo sviluppo futuro di quest'azienda, che è una delle realtà industriali più rilevanti della Campania. Per questi motivi le OOSS hanno chiesto con forza ai vertici aziendali di congelare la procedura di fusione e di rivedersi presso il ministero dello sviluppo economico anche alla presenza dei vertici della multinazionale, con un vero piano industriale e una visibilità che vada oltre il 2018.

L'assessore alle attività produttive della Campania, per parte sua, ha illustrato la strumentazione finanziaria che la regione mette a disposizione per progetti di aziende di varia natura: si è parlato anche del nuovo piano del governo su Industria 4.0, che punta a sostenere le aziende che vogliono investire per innovarsi, al fine di aumentare la produttività. Le OOSS hanno invitato l'azienda a verificare con la regione se tali strumenti possano essere un'opportunità da cogliere, anche nell'ottica di migliorare il livello di competitività. Nonostante l'azienda ritenga che tali forme di incentivazione non siano probabilmente utilizzabili da una realtà aziendale come quella di Jabil, che non realizza prodotti propri, si è convenuto che il 15 novembre si svolga presso la Regione Campania un incontro di approfondimento per verificare se e come sostenere lo sviluppo della Jabil sul territorio campano.

Il Ministero dello Sviluppo Economico si è reso disponibile a contattare i vertici della multinazionale invitandoli a prendere in considerazione un consolidamento della loro presenza in Italia. È stato quindi fissato un nuovo incontro che si svolgerà prima della fusione, il 24 novembre, sempre presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Fim Fiom Uilm nazionali

 

Roma, 7 novembre 2016

Contratto Unionmeccanica. Report su incontro del 19 ottobre

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Mercoledì, 19 Ottobre 2016 18:10

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Si è svolto oggi il terzo incontro per il rinnovo del Contratto Nazionale Unionmeccanica nel quale la delegazione di Unionmeccanica ha svolto una serie di argomenti su aspetti tecnico normativi del Contratto: contratti a termine, part-time, apprendistato, telelavoro, appalti, anche facendo riferimento alle modifiche legislative intervenute dalla stipula del precedente contratto del 2013 e chiedendo l'adeguamento su queste materie del CCNL stesso.

I temi relativi all'inquadramento e alla salute e sicurezza verranno discussi in successivi incontri non ancora definiti.

Sui temi relativi al salario si è invece riservata di continuare l'illustrazione delle proprie posizioni il giorno 28 ottobre in cui Unionmeccanica per completare le risposte alla piattaforma presentata dalla Fiom.

 

Fiom-Cgil Nazionale

 

Roma, 19 ottobre 2016

Engineering. Grazie alle mobilitazioni si riapre il confronto in cerca di soluzioni condivise

Category: Engineering
Creato il Venerdì, 30 Settembre 2016 17:44

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Fim, Fiom e Uilm esprimono una valutazione positiva sull'andamento delle iniziative di pressione e mobilitazione messe in atto in questi giorni in tutto il gruppo a fronte delle rigidità manifestate dalla Direzione nella discussione sulle condizioni del passaggio dei lavoratori da Engineering Informatica a Engineering.Mo.

È importante la convocazione dell'incontro per il prossimo 4 ottobre da parte della Direzione di Engineering e la volontà espressa dall'azienda di addivenire ad una soluzione condivisa sulle problematiche aperte, in quanto risponde alle istanze espresse dal sindacato e dal Coordinamento.

Fim, Fiom e Uilm ritengono importante valorizzare appieno tale passaggio tra i lavoratori e favorire al massimo il confronto di merito che dovrà svolgersi nel prossimo incontro.

Fim, Fiom e Uilm ritengono utile in tal senso sospendere temporaneamente le iniziative di mobilitazione in atto, in attesa dell'esito del confronto con l'azienda.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 30 settembre 2016

Ccnl cooperative metalmeccaniche. Primo incontro

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Giovedì, 07 Luglio 2016 16:05

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Si è svolto oggi a Roma il primo incontro fra le Associazioni della Cooperazione e Fim, Fiom, Uilm, sul rinnovo del CCNL delle Cooperative Metalmeccaniche.

L'incontro, pur avendo un carattere ancora interlocutorio, ha visto da parte delle Associazioni Nazionali delle Cooperative Metalmeccaniche la volontà di giungere ad un rinnovo del CCNL unitariamente con Fim, Fiom e Uilm.

La delegazione delle Cooperative ha, inoltre, dichiarato che gli aumenti salariali devono interessare tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori delle Cooperative Metalmeccaniche.

L'incontro è stato aggiornato al prossimo 27 luglio alle ore 15.00, in sede nazionale, sui temi della formazione e della sanità integrativa. In quella data verrà stabilita l'agenda degli incontri per il mese di settembre.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 6 luglio 2016

Vitrociset: presentato un testo, ma va discusso prima con i lavoratori

Category: Vitrociset
Creato il Mercoledì, 01 Giugno 2016 18:06

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Si è tenuto ieri l'incontro con la dirigenza Vitrociset sugli esuberi dichiarati dall'azienda, le iniziative per ridurre l'impatto sui lavoratori degli ammortizzatori sociali e le prospettive aziendali.

La Vitrociset ha aperto l'incontro dichiarando che al termine dello stesso, se non si fosse firmato un accordo, avrebbe aperto la procedura di licenziamento e ripreso il confronto solo in ambito istituzionale. Come Fiom-Cgil abbiamo risposto che eravamo disponibili a fare la trattativa ma che non avremmo firmato nulla poiché, prima di siglare eventuali testi (verbale di riunione, ipotesi di accordo, accordo etc.), avremmo fatto un passaggio con i lavoratori.

Il confronto si è comunque aperto ed è entrato nel merito. Nello specifico nella tarda serata di ieri, l'azienda ha presentato un testo frutto della lunga discussione, con i seguenti punti:

 

  • solidarietà: 30% media nelle aree di esubero, 18% sulle staff, 5% con esclusione del mese di agosto che arriva al 25% nelle altre aree. La percentuale massima individuale non potrà superare il 60% e per coloro che mensilmente faranno più del 50% ci sarà un'integrazione al reddito di 250€ per i primi 9 mesi, che diventeranno 300€ nel periodo successivo;
  • 12 giorni di ferie da fare entro il periodo di solidarietà per le figure non impattate (circa 70 lavoratori). 7 giorni per le sedi della Sardegna;
  • tutti i lavoratori prima di fare solidarietà dovranno usufruire di ferie e permessi maturati al dicembre 2015;
  • mobilità volontaria per 50 lavoratori: incentivo economico pari all'80% della differenza tra indennità INPS e stipendio lordo per i lavoratori che maturano i requisiti pensionistici (più 2 mensilità se accettano l'uscita entro il 30 settembre p.v.). 15 mensilità per tutti gli altri (se accettano l'uscita entro settembre 2016 di 5 mensilità aggiuntive più servizio di outplacement). Legge Fornero 12 lavoratori potenziali;
  • per i lavoratori che accettano la risoluzione del rapporto di lavoro al 31 dicembre 2017 e successivamente attraverso l’utilizzo della NASPI matureranno i requisiti pensionistici, 100% della differenza tra indennità INPS e stipendio lordo;
  • investimenti a supporto del piano di riorganizzazione industriale (con la specifica dei singoli progetti) per oltre 15 milioni di €, la formazione professionale per la ricollocazione di almeno 40 lavoratori (20 programmatori e 20 sistemisti). Il processo che sarà gestito con verifiche specifiche da parte della RSU si dividerà in tre fasi (aula, affiancamento on the job, e presso il cliente (il tutto preceduto da screening dei curricula, assessment delle competenze/conoscenze);
  • internalizzazione delle attività e riduzione delle consulenze e dei contratti atipici nelle aree impattate dalla solidarietà ai fini di tutelare l'occupazione, con verifica e monitoraggio delle OO.SS. e delle RSU;
  • partecipazione alla riduzione dei costi anche da parte dei dirigenti e controllo della RSU sull'orario di lavoro per monitorare ed intervenire rispetto ad eventuali aumenti dell'orario durante la solidarietà;
  • verifica delle uscite con gli strumenti concordati (mobilità, Legge Fornero etc.), ai fini di una riduzione complessiva delle percentuali di solidarietà entro novembre 2016.

Alla richiesta finale di siglare il testo abbiamo comunicato che, pur apprezzando gli avanzamenti prodotti dalla discussione, non avremmo firmato il testo per svolgere, come da impegni presi, una valutazione complessiva con i lavoratori (in particolare 60% di riduzione oraria, riorganizzazione delle BU) e soprattutto, la vendita e le prospettive della società.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 1 giugno 2016

Ibm: incontro al ministero del Lavoro rinviato al 27 maggio

Category: Ibm
Creato il Mercoledì, 25 Maggio 2016 17:27

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Nella giornata del 24 maggio si è svolto l'incontro presso il Ministero del Lavoro per la procedura di licenziamento collettivo aperta l'11 marzo da IBM. Le parti si sono presentate con l'ipotesi di accordo già raggiunta il 19 maggio, ma i funzionari ministeriali hanno chiesto all'azienda di verificare la corrispondenza o fungibilità dei profili degli eventuali lavoratori che non si opporrebbero al licenziamento con la platea identificata nella procedura. Il prossimo incontro è stato fissato per il 27 maggio, per dare tempo all'azienda i fare le necessarie verifiche tecniche.

Ciò premesso, il già previsto referendum sarà successivo all'incontro presso il Ministero del lavoro il 27 maggio, data nella quale le organizzazioni sindacali e coordinamento delle RSU confidano possa essere stata chiusa positivamente anche questa fase della trattativa.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 25 maggio 2016

Federmeccanica ferma da 6 mesi, aprire negoziato vero o sarà mobilitazione

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Giovedì, 12 Maggio 2016 12:07

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Dopo 6 mesi dall’avvio del negoziato, e un’interruzione di un mese e mezzo, dal 15 marzo al 6 maggio, le Segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno espresso un giudizio fortemente critico sul sostanziale immobilismo e sulle posizioni ribadite da Federmeccanica nell’incontro svolto lo scorso 6 maggio.

Tale giudizio è confermato alla luce dell’andamento dei primi incontri di approfondimento sui testi realizzati martedì 10 e mercoledì 11 maggio 2016, che vedono la rigidità di Federmeccanica su diversi aspetti.

Se tale atteggiamento di Federmeccanica dovesse essere confermato anche negli incontri fissati per la prossima settimana, sarà necessario mettere in campo, a partire dal mese di maggio, adeguate ed efficaci iniziative di mobilitazione, sia nei luoghi di lavoro che sul territorio.

A tal fine le Segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm invitano le rispettive strutture territoriali a raccordarsi unitariamente, anche in rapporto con le Rsu, allo scopo di realizzare iniziative articolate ed efficaci. Far cambiare idea a Federmeccanica è necessario per realizzare un buon contratto per tutti i metalmeccanici.

Un negoziato vero e la mobilitazione unitaria sono gli strumenti da mettere in campo per realizzare il nostro obiettivo, coinvolgendo e facendo partecipare tutte le lavoratrici e i lavoratori.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 12 maggio 2016

Ccnl Federmeccanica. Nuovo incontro

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Venerdì, 06 Maggio 2016 15:25

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Si è tenuto oggi, dopo gli attivi dei delegati e lo sciopero generale dei metalmeccanici dello scorso 20 aprile, il 16mo incontro a delegazioni ristrette con Federmeccanica-Assistal sul Ccnl nel quale la controparte ha dato la disponibilità a proseguire il negoziato su tutti i punti e ha confermato la propria posizione sul salario, con l'unica differenza di prevedere una dilazione dell'entrata in vigore del cosiddetto "salario di garanzia" entro il triennio contrattuale.

Abbiamo unitariamente esplicitato il nostro disaccordo e ribadito la nostra volontà di giungere ad un accordo che preveda un incremento salariale per tutti i lavoratori e che consideriamo inadeguate le risposte su diversi aspetti.

Il negoziato proseguirà in sede tecnica sui singoli argomenti nelle giornate del 10 - 11 - 16 e 17 maggio e sarà fissato un incontro della delegazione ristretta il 18 o il 19 maggio, successivamente al quale si deciderà come proseguire.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 6 maggio 2016

Stm: occorre un vero rilancio industriale e il riavvio della contrattazione integrativa

Category: St Microelectronics
Creato il Mercoledì, 27 Aprile 2016 11:47

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Venerdì 15 aprile si è svolto un incontro tra il Coordinamento sindacale nazionale di STM e le Organizzazioni sindacali Fim-Fiom-Uilm con la Direzione Aziendale, avente ad oggetto l'informativa annuale sull'andamento e le prospettive di StMicroelectronics. Erano presenti, vista la necessità di illustrare alle parti sociali i grandi cambiamenti avvenuti in questi ultimi mesi, i nuovi responsabili dell'organizzazione. In particolare è stato presentato il nuovo amministratore delegato di STMicroelectronics Italia, Carmelo Papa, ed erano presenti i vertici delle due principali divisioni Corporate, Benedetto Vigna (AMG), Marco Monti (ADG) e del Manufacturing – FEM, Orio Bellezza.

L'Amministratore Delegato ha definito importante e strategico il cambio organizzativo deciso nel mese di gennaio, frutto della difficilissima crisi che l'azienda ha affrontato a partire della caduta di Nokia, (principale cliente di STM con un business da 1.4 miliardi di $ fino 10 anni fa), che comportò la cessione del ramo d’azienda delle memorie con quasi 2000 dipendenti italiani “ceduti” prima a Numonyx e poi a Micron (in seguito parzialmente riassorbiti da ST). Gli ultimi atti di questa crisi sono stati la chiusura di ST Ericsson, che ha prodotto nel tempo circa 1700 licenziamenti, e quella del comparto sector box con l’annuncio di ulteriori 1400 esuberi. Quest’ultimo annuncio non ha portato problemi occupazionali in Italia (forte della sua posizione nell'ambito del mercato analogico), ma certamente rientra a nostro parere nella strategia secondo la quale ad una crisi di mercato si risponde con un “dimagrimento” occupazionale.

La trasformazione decisa ha significato una riduzione dei gruppi con baricentro in Italia, che da tre sono diventati due: ADG e AMG, l’unico dei tre gruppi che aveva a Catania il suo quartier generale cioè l’ormai ex IPD, seppur con ottimo fatturato e tasso di crescita, è stato smembrato e accorpato agli altri due gruppi.

L'ADG ha visto divenire predominante la sua posizione all'interno dell'azienda rappresentando il 40% del fatturato di tutta la società. Questo gruppo si struttura in due principali rami: quello che si occuperà dei prodotti sul controllo e la gestione del motore/meccanica dell'auto e quello del Infotainment (Car radio, sound, navigazione etc.). La costituzione di questo nuovo gruppo impone un forte lavoro di integrazione tra la parte riguardante i prodotti Discreti, che hanno come centro principale Catania, quello dei dispositivi BCD maggiormente presente in Agrate, e il crescente polo del digitale in Francia. L’azienda ha dichiarato che attualmente in questo gruppo non sono previste riorganizzazioni, anche se in futuro non sono assolutamente escluse, anche perché sarà necessario integrare più mondi (quello dell’ex APG, quello dei discreti e del digitale in Francia). In virtù dei risultati registrati negli ultimi 5 anni il nuovo gruppo ADG si propone di mantenere questi ritmi anche nei prossimi 5 anni (circa 7% di crescita annuo). Alla base di questa ipotesi di crescita c'è in particolare la previsione di espansione della richiesta di semiconduttori all'interno dell'auto. Ad oggi in ogni auto ci sono circa 300$ medi di microelettronica, ed è prevista sia una crescita del numero totale di auto (+50% a livello mondiale, soprattutto nei mercati emergenti) che una crescita della presenza dell’elettronica nell’auto. Per ottenere i risultati previsti occorrerà un incremento nella R&D di prodotto, sia in termini di investimenti che di personale.

Il gruppo ADG ha il 62% del suo personale in Italia: 1487 dipendenti, il 20% in Francia e la restante parte nei vari siti del mondo vicino ai clienti strategici, per un totale di 2380 dipendenti. Quasi il 100% dei dispositivi venduti da questa divisione è prodotto all'interno di STMicroelectronics: il 97% della produzione di CT6, circa il 90% di AGR, il 98% di Tour e circa il 33% di Crolles. Nel prossimo futuro si prevede che prodotti ADG in BCD8 e BCD9 verranno prodotti ad Agrate e quelli in M07 e M09 a Catania, mentre i processi più maturi del mondo BCD (BCD4, 5, 6) andranno a Singapore.

Molto delicata la situazione dell'altro gruppo AMG. Questo si struttura in sei divisioni raggruppabili in due macro aree, quella dei Sensori (proveniente dall’ex gruppo MEMS) e la parte definita Analog. La prima, a cui fanno capo i MEMS Motion e i MEMS Attuatori, dovrebbe essere ancora un'area di forte potenzialità ma nei fatti ha visto una decrescita tale da non riuscire, se non marginalmente, a saturare la capacità delle fabbriche ad essa allocata. Soprattutto la parte Motion sembra essere destinata ad occupare una porzione modesta del suo settore di mercato, mentre una possibilità di crescita dovrebbe arrivare dagli Attuatori, anche se, a nostro parere, non sono chiarissimi i numeri di questa potenziale crescita e i nuovi ambiti di mercato in cui possano realizzarsi.

La macro area Analog (IPC che aveva il suo baricentro tra Catania e Milano), appare più promettente perché tratta i grandi volumi del Mass Market. L'ascesa di produttori cinesi nel mercato dei dispositivi mobili potrebbe significare una grossa crescita per la divisione non più vincolata solo ai grandi produttori coreani e statunitensi. Ci sono spazi di crescita anche nei dispositivi di controllo degli hard disk (server e microserver), vista l'espansione dei social network e dei servizi di cloud sempre più diffusi nell'evoluzione del web.

AMG impiega 1970 dipendenti nel mondo di cui 1350 in Italia e 200 a Grenoble. A fronte delle criticità emerse nella descrizione del business di AMG (in particolare per la parte dei Sensori), la delegazione sindacale ha chiesto se fosse previsto una maggiore sinergia tra i due gruppi. Entrambi i manager hanno dichiarato che questo è uno dei loro obiettivi.

Dal punto di vista del Manufacturing i progetti riguardanti l'Italia sono strettamente legati alle prospettive occupazionali.

Per Catania si parla di un progetto da 240 milioni di $ che, se rispettato, dovrebbe portare alla definitiva realizzazione di un modulo (M9) a 8 pollici per un totale di circa 13500 wf/wk, principalmente BCD8 (l’azienda sta ancora “ragionando” sulla possibilità di introdurre BCD9) ed M07 ed M09 (attualmente si prevedono per prime fette in BCD8 Q2 2018).

Si concluderebbe la quasi totale conversione da 6 a 8 pollici del sito anche se dovrebbe rimanere una piccola parte di produzione a 6” per le nuove tecnologie in SiC (si parla di 200 wf/wk nella prospettiva di arrivare fino a 700 wf/wk).

Il sito dovrebbe così avere come missione quello di produrre tecnologie di media complessità: questa nuova missione del sito, che fino a questo momento è stato dedicato a tecnologie avanzate, a nostro parere non è adeguata per garantire il futuro dell'unità produttiva di Catania.

Per quanto riguarda Agrate si parla della costruzione del primo modulo a 12 pollici. Una linea destinata alla produzione dei primi prototipi di BCD10, ma nella quale si prevede la possibilità di portare anche BCD8 e 9. Le prime spese per far partire il progetto sono previste nel 2017 con una reale apertura dei cantieri in Agrate nel 2018. Il primo modulo avrà un costo stimato di circa 300 mln di $. Il progetto è comunque pensato in modo da permettere ulteriori espansioni, cioè la possibilità di convertire buona parte della produzione a 12” per una costo stimato di circa 1.3 – 1.5 mld di $, con una “visione” al 2025. La delegazione aziendale ha più volte definito vitale e strategico, non solo per il sito agratese ma per la sopravvivenza di ST, la realizzazione della linea a 12”, definendo la scelta già approvata dal consiglio di amministrazione della società.

Il sito dovrebbe così avere come missione quello di produrre tecnologie di elevata complessità.

Entrambi i progetti, quello per Catania e quello per Agrate, sono soggetti per la loro effettiva realizzazione agli andamenti del mercato.

Inoltre aver “rimescolato” gruppi e produzioni fa sorgere ragionevoli dubbi, anche se l’azienda in sede di riunione ha negato qualunque “migrazione” dei BCD in Francia, su futuri possibili “assestamenti”.

Le organizzazioni sindacali e la delegazione delle RSU e del Coordinamento hanno apprezzato la composizione al tavolo della DA. Questo ha permesso di comprendere meglio le dinamiche in atto. Sarebbe auspicabile che anche nei prossimi incontri annuali ci fosse la possibilità di un tale livello di confronto.

Occorre però dire che la chiarezza dell’esposizione non libera il campo dai tanti dubbi; se appaiono convincenti le previsioni di crescita del mondo Automotive, restano sempre vaghe le prospettive negli altri settori di mercato. Le previsioni non permettono, ad esempio, di prevedere, se non alla fine del 2017, la saturazione di AGM, né è certo che la crescita di mercato ipotizzata possa assicurare le tempistiche esposte per M9 in Catania o la linea a 300 mm di Agrate, nonostante idealmente siano stati definiti progetti fondamentali per i siti italiani.

Sia Agrate che Catania sanno quanti progetti di espansione, anche già partiti, si siano poi bloccati per anni o siano stati abbandonati: tutti ricordano quanti anni siano trascorsi tra lo scavo delle fondamenta di R2 e la sua effettiva realizzazione, o da quanto tempo sia pronto l'edificio destinato a diventare M9. Ma ancora di più tutti ricordano gli oltre 400 mln di $ spesi per la realizzazione del Modulo 6 a 12” che sarebbe dovuto diventare il primo fab a 12” di ST, progetto mai andato a buon fine, tanto da portare l’azienda a ipotizzare la nascita di un polo produttivo 12” altrove.

Desta sorpresa, inoltre, l'atteggiamento timido dell'azienda alla predisposizione di progetti di ricerca su cui richiedere il sostegno pubblico, nazionale ed europeo, che consentirebbero di accelerare i piani di espansione e investimenti e di evitare così tempi di attuazione incerti e dipendenti dalla variabilità delle condizioni di mercato del momento, anche se l'azienda ha voluto rassicurare affermando che l'accesso ai fondi pubblici non costituirebbe una pregiudiziale rispetto al fare o meno determinati investimenti da parte dell'azienda.

Anche nella gestione delle risorse umane la delegazione sindacale ha evidenziato degli insuccessi. L’azienda ha sottolineato l’importanza del recupero parziale delle competenze disperse con la vertenza Micron: anche se ci ha confortato l'esito conclusivo della vertenza, apprendere che una parte del Know How acquisito sui calcogenuri in R2 sarà impiegato per lo sviluppo dei controllori in Francia non ci ha certo soddisfatti.

Ma soprattutto la delegazione sindacale ha evidenziato l’aumento dell’insoddisfazione nei dipendenti, il cui calo motivazionale è evidente: si sentono sempre più numeri piuttosto che risorse per quest’azienda. Aspetto non secondario è stata la decisione di aumentare dividendi e stipendi del board ST a fronte di risultati aziendali non brillanti e a fronte di una politica di contrazione dei costi anche a discapito degli stipendi dei lavoratori, a partire dal premio di risultato.

Da qui ai prossimi mesi le rappresentanze sindacali si impegneranno a vincolare la DA al rispetto dei piani di sviluppo esposti: insisteremo affinché le tempistiche possano essere anticipate e maggiormente garantite.

Non sono arrivate risposte confortanti rispetto ai timori riguardanti la solidità di piani riorganizzativi presentati da un CEO che sembra destinato a lasciare, secondo le notizie che circolano, il suo ruolo nei prossimi mesi. La DA presente al tavolo, seppur rilevante nell'organizzazione della Corporate, non ha potuto fugare i dubbi su possibili ulteriori novità in caso di cambio del CEO o di un riassetto degli equilibri azionari.

Fim Fiom e Uilm e il coordinamento nazionale ritengono che l’azienda STMicroelectronics, che da diversi anni vede un declino di risultati e di fatturato, abbia compiuto una riorganizzazione che purtroppo non appare come un vero ed efficace cambio di strategia generale.

Le Fim Fiom e Uilm e il coordinamento nazionale ritengono necessario un piano di rilancio dei progetti, delle attività e degli investimenti di STM, per salvaguardare l'occupazione e i siti industriali, e consolidare la presenza del gruppo nei mercati globali.

Il Coordinamento nazionale e le Organizzazioni sindacali proseguiranno la sollecitazione nei confronti del Governo affinché svolga appieno il ruolo di indirizzo, per assicurare gli impegni agli investimenti e consolidare questa importante realtà industriale, presente nel comparto strategico delle tecnologie innovative e abilitanti, e per salvaguardare l'occupazione e la prospettiva di crescita.

Fim Fiom Uilm nazionali e il Coordinamento nazionale hanno sollecitato al tavolo il riavvio tempestivo della contrattazione integrativa di gruppo, per affrontare le questioni industriali e della salvaguardia occupazionale, migliorare i diversi aspetti normativi e delle condizioni di lavoro, rinnovare il Premio di risultato e sviluppare le relazioni sindacali e il coinvolgimento dei lavoratori e delle rappresentanze ai vari livelli.

La risposta dell'azienda rispetto al riavvio del confronto sull'integrativo è stata negativa, e, dopo la pregiudiziale della risoluzione di alcune questioni locali ha aggiunto il vincolo della conclusione della vicenda del contratto nazionale. Per questo sono state riconfermate le ulteriori 4 ore di sciopero proclamate in occasione dello sciopero di 4 ore per il contratto dei metalmeccanici. Nelle prossime settimane il coordinamento sindacale deciderà nuove iniziative da intraprendere per ottenere l'avvio della trattativa sul contratto integrativo.

 

Coordinamento nazionale StMicroelectronics

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 27 aprile 2016

Jabil Caserta: al Mise la verifica dell'accordo di marzo

Category: Competence/Jabil
Creato il Giovedì, 21 Aprile 2016 12:52

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Il 18 aprile scorso si è svolto presso il ministero dello Sviluppo economico un incontro di verifica dell'accordo sottoscritto il 10 marzo 2015 riguardo la cessione di ramo d'azienda Opto Supply Marcianise. All'incontro erano presenti, oltre al rappresentante del Mise, la Rsu, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, una rappresentante dell'assessorato alle attività produttive della Regione Campania ed un rappresentante di Confindustria Caserta. A rappresentare l'azienda c'era il capo del personale Lo Sasso, l'ing. Cillo, l'ing. De Stasio ed il dott. Napolitano.

L'azienda ha preso la parola per prima, dichiarando che, come previsto dall'accordo, Ericsson ha trasferito le attività dei filtri radio nei tempi previsti. In questo reparto, negli ultimi tempi, sono stati spostati dei lavoratori, alcuni dei quali ancora in training, per completare il terzo turno lavorativo. I restanti reparti della fotonica (MHL e MSPP) sono ancora dichiarati a fine ciclo vita.

Lo spostamento delle attività dalla Malesia, inerenti lo SPO, si sono concluse ad eccezione di un paio di codici. Lo Spo rimane un prodotto fondamentale, l'unico ottico di Ericsson.

A tal proposito l’azienda svedese si impegnerà a commercializzarlo in maniera più decisa, producendo un possibile incremento degli ordini verso JCC.

È stata riscontrata una flessione delle attività di Repair dall’autunno scorso. Le motivazioni sono: la perdita di un importante cliente di Ericsson, la British Telecom, ed una stagionalità, che porta i clienti ad abbassare i costi delle manutenzioni a fine anno per spostarli verso l’anno successivo. La Jabil continua a dichiarare la strategicità del reparto Repair secondo i piani aziendali. Al momento due dei tre contratti di riparazione sono già stati confermati. Il terzo sarà confermato a giugno. Contemporaneamente l’azienda sta cercando nuovi clienti.

L'azienda ha ricordato che la Jabil Circuit Caserta è un EMS 2.0 (Electronic Manufacturing Service), una no brand company, interessata alle produzioni ad alto mix e bassi volumi.

Ha realizzato anche un laboratorio metrologico interno. Ci sono contatti con alcune Università per lavorare sulla capacità di progettare e migliorare prodotti di alta tecnologia. Si sta inoltre avviando una collaborazione con il POMOS (Polo per la mobilità sostenibile) di Cisterna di Latina. JCC dovrà diventare un centro di competenze sulla fotonica.

Per quanto riguarda il numero degli occupati e l'utilizzo di ammortizzatori sociali da marzo dell'anno scorso al 31 marzo di quest'anno i dipendenti erano 358 con una media di utilizzo di Cigs del 3-4%. Da aprile 2016 fino al 31 marzo è prevista una saturazione di 300 fte, di cui 250/60 occupate con attività Ericsson. Ulteriori 50 fte verranno occupate con attività introdotte da nuovi clienti, di cui circa 20 fte verranno impegnate, a partire da settembre, su attività di volume per Adva optical networking, società tedesca leader per i prodotti ottici. Ulteriori 10 risorse saranno impegnate con un nuovo cliente americano entro l’estate di quest’anno. Altre 10 unità saranno impegnate con un nuovo possibile cliente entro fine anno i cui dettagli non possono essere ancora resi noti. Infine 10 persone saranno impegnate in training per aggiornamento su queste nuove attività.

Alla scadenza della cassa l'azienda avrebbe intenzione di utilizzare i contratti di solidarietà per la gestione delle eccedenze.

Fim, Fiom e Uilm hanno contestato che, nonostante l'accordo di marzo scorso prevedesse, attraverso i nuovi clienti portati da Jabil, una saturazione media di circa 335 FTE fino al 31 marzo 2018, oggi l'azienda è in grado di saturare solo 300 Fte. Questo non va bene: mancano all'appello circa 35 risorse da impegnare sulle attività. Jabil deve portare più clienti e soprattutto è fondamentale mantenere il rapporto con Ericsson e capire se l'attività di repair può, in prospettiva, tornare almeno a quella che era qualche mese fa.

Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto al Mise di intervenire su Ericsson anche per verificare che, dopo la scadenza degli accordi, continui il rapporto privilegiato con la JCC. Per quanto riguarda Finmeccanica finalmente c'è stata la conferma che l'azienda sia uscita dalla black list perché c'è stato un contatto tra le due aziende. Auspichiamo che in futuro questo rinnovato rapporto porti alla vincita di bandi e all'acquisizione di attività Finmeccanica per lo stabilimento.

Un nuovo incontro di verifica è previsto a settembre prossimo.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 21 aprile 2016

Contratto Federmeccanica: report sul primo incontro tematico

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Venerdì, 05 Febbraio 2016 17:19

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Si è svolto oggi il primo degli incontri di approfondimento calendarizzati nella trattativa per il Contratto nazionale; incontro nel quale sono stati affrontati dalle delegazioni ristrette i temi del Welfare - Sanità integrativa e Previdenza complementare.

Nell’incontro Federmeccanica ha esposto la sua posizione anche su altri temi quali: politiche attive, conto e banca ore, smart working, congedi a ore e permessi legge 104, migranti.

Federmeccanica ha confermato la scelta di un fondo sanitario con prestazioni sanitarie integrative per tutti i dipendenti di aziende metalmeccaniche assunti con contratto a tempo indeterminato e per i loro familiari fiscalmente a carico, con contributi versati esclusivamente delle imprese e con la possibilità per il lavoratore di allargare la copertura ai familiari non a carico.

Così come ha ribadito, sulla previdenza complementare, la disponibilità ad aumentare la contribuzione fino al 2% a carico dell'azienda anche a fronte di una contribuzione del lavoratore inferiore, superando il principio della pariteticità dei versamenti tra azienda e lavoratore, mentre sugli altri temi ha manifestato disponibilità a discutere e ad approfondire ulteriormente.

La Fiom ha preliminarmente chiarito che sanità integrativa e previdenza complementare hanno costi contrattuali che devono essere affrontati con la discussione sul salario che deve prevedere l'incremento dei minimi contrattuali.

Per la sanità integrativa abbiamo chiesto di prevedere la definizione di un codice etico, delineandone i contenuti; prestazioni a carattere universale, prevedendo l'estensione a tutte le tipologie contrattuali e la copertura anche nei periodi di ricorso agli ammortizzatori sociali; un rapporto privilegiato con le strutture pubbliche, anche al fine di qualificarne i servizi.

Sulla previdenza complementare abbiamo sostenuto la necessità di rendere disponibili le risorse, garantendo il risparmio dei lavoratori attraverso forme di garanzia dello Stato, ad investimenti per lo sviluppo economico del Paese.

La Fiom si è infine riservata di discutere degli altri temi, affrontati da Federmeccanica, nei prossimi incontri.

Federmeccanica ha preso atto delle nostre proposte e di quelle di Fim e Uilm riservandosi di dare risposte complessive al termine degli incontri tematici.

Gli incontri di approfondimento a delegazioni ristrette proseguono, il prossimo si svolge il 10 febbraio sul tema della formazione e su salute e sicurezza; successivamente il 24 e il 25 febbraio sui trattamenti economici e sulle politiche del lavoro.

La Delegazione trattante della Fiom pertanto è convocata il 29 febbraio 2016.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 5 febbraio 2016

Palitalia. Il prossimo incontro dopo la nomina del curatore fallimentare, la mobilitazione continua

Category: Macchinari/Apparecchiature industriali
Creato il Martedì, 21 Luglio 2015 17:44

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Si è svolto oggi al Ministero dello Sviluppo Economico l'incontro che da tempo chiediamo sulla vicenda di Pali Italia (ex Tecnopali), azienda di costruzione e distribuzione di pali di acciaio per le infrastrutture con sede a Parma e Anagni.

L'azienda, che è in crisi per una cattiva gestione dell'attività e non per le condizioni di mercato (anzi, avrebbe ordini per milioni di euro), ha dichiarato fallimento venerdì scorso, dopo cinque mesi di concordato in bianco. Il suo potenziale produttivo è enorme, soprattutto rispetto alle principali committenti, Enel e Terna, che abbiamo invitato il Ministero a considerare parti in causa per una possibile acquisizione dell'attività produttiva.

Il Ministero ha preso l'impegno di riconvocare le parti non appena sia stato nominato il curatore fallimentare, con l'obiettivo di verificare nuovamente le manifestazioni di interesse che ci sono state in questi mesi e scongiurare il rischio di perdere le commesse di cui ancora l'azienda dispone.

L'apertura del tavolo e l'inizio della discussione con le istituzioni sono un passo avanti che apprezziamo, ma attendiamo gli ulteriori passaggi, perché è evidente che tutti i problemi restano aperti sia sul futuro dell'azienda sia sugli ammortizzatori sociali.

Per questo serve mantenere alto il livello di mobilitazione dei lavoratori, che sono in lotta da febbraio e che hanno dimostrato di non volersi arrendere a un disastro annunciato a causa di una proprietà irresponsabile e incapace.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 21 luglio 2015

Telespazio/Cira: sul trasferimento dei lavoratori da Napoli la Fiom è contraria, un nuovo incontro a fine luglio

Category: Telespazio
Creato il Lunedì, 20 Luglio 2015 11:29

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Si è tenuto il giorno 15 luglio u.s. l'incontro con i rappresentanti di Finmeccanica e Telespazio, con la partecipazione CIRA, per un'analisi della situazione e una valutazione su possibili progetti e attività da assegnare alla sede di Napoli.

Finmeccanica nel confermare lo spostamento della sede da Napoli al CIRA (Capua), ha dichiarato la propria disponibilità a ricercare collaborazioni comuni per implementare le attività e le risorse dedicate alla sede ma ha aggiunto che allo stato attuale, già i cinque lavoratori individuati per il progetto MISTRAL rappresentano un investimento (considerato che lo stesso non è stato ancora finanziato).

Per Finmeccanica in nessun caso i lavoratori possono rimanere su Napoli a "vuoto Lavoro", pena l'apertura delle procedure di legge previste in questi casi.

Il CIRA da parte sua ha dichiarato che è in via di definizione l'accordo con la Telespazio per lo spostamento della sede presso le sue strutture, l'intesa dovrebbe comprendere uno spazio uffici e due laboratori di ricerca. Ha inoltre confermato che attualmente il progetto MISTRAL non è ancora finanziato ma si è dimostrato fiducioso che lo sarà a breve.

Il prof. Carrino del CIRA ha aggiunto che alcuni progetti con l'ASI, lo stesso CIRA e la Regione Campania, potrebbero aumentare il numero di risorse attualmente in discussione con la Telespazio.

Finmeccanica e Telespazio su queste basi hanno comunicato la loro intenzione di procedere al trasferimento del personale, dopo un periodo di trasferta di tre mesi. Durante questo periodo, qualora uscissero prospettive concrete, saranno aumentate le risorse attualmente previste.

Come Fiom-Cgil abbiamo richiesto di non spostare le risorse da Napoli remotizzando le attività e prevedendo momenti di incontro su Roma quando necessario (come attualmente sta già avvenendo). Questo per non disperdere un gruppo che altrimenti, di fronte alla prospettiva del trasferimento, si disgregherebbe perdendo quelle capacità da tutti riconosciute.

Considerato quanto affermato da Finmeccanica e dal CIRA, abbiamo inoltre richiesto di procedere ad una verifica urgente delle possibilità concrete per assegnare nuovi progetti sulla sede di Napoli con la Regione Campania e anche con l'ASI (ci risulta inoltre che potrebbe essere finanziato un progetto sulla realizzazione di micro e nano satelliti con la collaborazione di diverse regioni). In questo contesto abbiamo anche ricordato il verbale sottoscritto il 10 marzo u.s.

Finmeccanica ha confermato la validità dell'intesa raggiunta ma ha ribadito la propria posizione sul resto, aprendo solamente ad un miglioramento delle condizioni economiche per il trasferimento.

Si è deciso quindi di aggiornare l'incontro a livello aziendale al 30 luglio p.v., presso l'Unione Industriali di Roma.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 17 luglio 2015

Da Almaviva solo risposte negative, chiesto incontro urgente con l'AD Tripi

Category: Almaviva
Creato il Venerdì, 19 Giugno 2015 16:53

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Giovedì 18 giugno si è svolto il previsto incontro del Coordinamento delle Rsu di Almaviva SpA e Fim, Fiom, Uilm nazionali con la Direzione Almaviva per proseguire la discussione sulla rimodulazione delle percentuali di solidarietà nella sede di Zumpano e sull’eventuale utilizzo della CIGO nelle altre sedi della società.

L’azienda ha manifestato la propria difficoltà a valutare modi e tempi per l’eventuale ricorso ai diversi strumenti, a causa delle novità contenute nello schema di Decreto di riordino degli ammortizzatori sociali (ancora da sottoporre all’esame parlamentare) che introdurrebbe modifiche sostanziali all’attuale quadro normativo, in particolare peggiorando notevolmente le condizioni per i Contratti di Solidarietà di tipo A, lo strumento cardine utilizzato in Almaviva negli ultimi anni e ancora in vigore nella sede di Zumpano.

Nel contempo l’azienda ha ribadito la propria opposizione alla richiesta sindacale di una riduzione della percentuale massima di Solidarietà per la sede di Zumpano e non ha dato assicurazioni in merito al precedente impegno per un progressivo recupero dei Ticket Restaurant arretrati, rispetto al quale ha solo confermato la distribuzione di due mensilità arretrate nel corrente mese di giugno.

Le Organizzazioni sindacali e le Rsu, pur condividendo la valutazione aziendale sui problemi derivanti dalla possibile modifica del contesto normativo ed esprimendo un giudizio negativo sul recente schema di Decreto governativo che penalizza gravemente i Contratti di Solidarietà, hanno espresso la propria insoddisfazione per l’andamento dell’incontro e per le risposte negative dell’azienda sui temi della Solidarietà per la sede di Zumpano e dei Ticket Restaurant.

Di conseguenza, per quanto riguarda l’accordo di solidarietà in vigore a Zumpano è stata confermata la richiesta sindacale di ridurre la percentuale massima, riequilibrando le differenziazioni esistenti, mentre, in relazione a una situazione aziendale che stenta a riprendersi – come confermano le risposte negative ricevute nell’incontro di oggi, non solo sui temi citati – le organizzazioni sindacali e le Rsu hanno chiesto un incontro urgente con l’AD Marco Tripi.

L’incontro è stato quindi aggiornato senza fissare una data per la ripresa della discussione.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

Coordinamento Nazionale RSU Almaviva SpA

 

Roma, 19 giugno 2015

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