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28 Marzo 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

21 items tagged "Ibm"

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Ibm: dopo il referendum tra i lavoratori confermata l'ipotesi di accordo al ministero del Lavoro

Category: Ibm
Creato il Giovedì, 23 Febbraio 2017 12:58

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Oggi è stata confermata, presso il ministero del Lavoro, l'ipotesi di accordo sottoscritta in data 2 febbraio 2017 presso la sede di Assolombarda. Nei giorni scorsi si era svolto il referendum tra i lavoratori che aveva visto 2911 votanti, pari al 66,86% degli aventi diritto al voto: di questi 2789, pari al 95,8% dei votanti, hanno votato SI' e 121, pari al 4,1%, hanno votato NO.

A fronte del voto estremamente positivo dei lavoratori Fim Fiom e Uilm hanno sciolto la riserva sull'accordo.

Il passaggio al ministero del Lavoro, che si è concluso con un accordo che richiama l'intesa del 2 febbraio, si è reso necessario in quanto l'ipotesi è stata raggiunta in data successiva alla conclusione dei 45 giorni previsti dalla legge 223/91 per la trattativa in sede sindacale.

Nell'accordo ministeriale è anche prevista la possibilità, per i lavoratori appartenenti alle tabelle C e D, di concordare con l'azienda la loro uscita prima della data del 31 marzo.

Nell'incontro al ministero l'USB, che aveva condiviso l'ipotesi di accordo in Assolombarda e aveva dato indicazione di voto positivo ai lavoratori che si apprestavano ad affrontare la consultazione referendaria, ha dichiarato di aver cambiato idea nei giorni scorsi e di aver ritirato la firma. Al testo dell'accordo del ministero del Lavoro verrà quindi allegata la loro dichiarazione. Fim Fiom e Uilm ritengono che tale atteggiamento, oltreché incoerente, non sia stato rispettoso nei confronti dei lavoratori che hanno appreso del ritiro della loro firma mentre stavano ancora votando.

Fim Fiom e Uilm esprimono un parere positivo rispetto all'esito del referendum e sull'incontro avuto al ministero del Lavoro che ha confermato quanto già convenuto con l'azienda.

Nei prossimi mesi le OOSS incalzeranno l'azienda, con la quale hanno già convenuto un appuntamento ad aprile, affinché intensifichi il lavoro di formazione continua rivolta a quei lavoratori con skills considerati obsoleti. L'Ibm deve investire maggiormente sulle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, il cui know how è l'unico vero fattore di successo.

 

Esecutivo del coordinamento Rsu di Ibm

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 22 febbraio 2017

IBM: Raggiunto un accordo sulla procedura di licenziamento collettivo e sui trasferimenti

Category: Ibm
Creato il Martedì, 07 Febbraio 2017 10:27

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Nell'ambito della procedura di licenziamento collettivo aperta il 6 dicembre u.s., il 2 febbraio si è svolto il previsto incontro tra Coordinamento nazionale RSU IBM, OO.SS., IBM Italia e Assolombarda per verificare lo stato dell'arte rispetto a quanto convenuto nel verbale d'incontro del 17 gennaio u.s.

Dopo una trattativa complessa, in cui si è arrivati al limite della rottura, è stato raggiunto un accordo tra le parti che trova una soluzione condivisa rispetto alla procedura di licenziamento collettivo e al trasferimento dei lavoratori delle sedi decentrate della divisione TSS.

I punti qualificanti dell’accordo sono i seguenti:

  • Vengono bloccati, fino al 31/12/2017, i trasferimenti dei colleghi TSS delle Sedi decentrate; le parti si sono impegnate ad avviare un confronto dopo l'estate per verificare la situazione dei carichi di lavoro per quelle sedi e ricercare soluzioni condivise al fine di evitare azioni unilaterali dell'azienda.

  • L’Azienda ha sottoscritto che per tutto il 2017 non procederà all’avvio di ulteriori procedure di licenziamento collettivo o di licenziamenti individuali a carattere economico.

  • La possibilità di candidarsi dei lavoratori che non si oppongono al licenziamento, per le tabelle previste dal verbale d'incontro del 17 gennaio 2017 D, C (in parte) e B, è scaduta il 2 febbraio alle 23:59, quindi la ricerca dei volontari è terminata.

  • A fronte di un aumento da 2000 a 2500 euro lordi mensili dell’erogazione forfettaria prevista per 12 mesi per i lavoratori ricadenti in tabella C, viene resa obbligatoria l’uscita dall’azienda alle sole persone che raggiungeranno la pensione entro i 12 mesi dal termine del periodo di NASPI. Rimane fermo il pagamento, da parte dell'azienda, dei contributi pensionistici pari a quelli dell'ultima retribuzione per questi ulteriori 12 mesi. A questi lavoratori, a differenza che in passato, sarà possibile diventare soci onorari del CADGI e, quindi, continuare ad usufruire della sanità integrativa IBM.

  • Entro aprile le parti si incontreranno per discutere dei piani di riqualificazione finalizzati alla ricollocazione interna del personale.

Fim, Fiom e Uilm nazionali e territoriali e il coordinamento nazionale RSU Ibm esprimono un giudizio sostanzialmente positivo sull’accordo raggiunto e si impegnano, sin da ora, ad incalzare l’Azienda sul tema della ricollocazione e sullo strumento della formazione.

 

FIM, FIOM, UILM NAZIONALI

 

Roma, 7 febbraio 2017

Ibm: Procedura di licenziamento collettivo e trasferimenti. Mancato accordo!

Category: Ibm
Creato il Giovedì, 19 Gennaio 2017 11:47

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Nell'ambito della procedura di licenziamento collettivo aperta il 6 dicembre u.s., il 17 gennaio si è svolto il previsto incontro tra Coordinamento Nazionale RSU IBM, OO.SS. IBM Italia e Assolombarda per verificare quanto convenuto nel verbale d'incontro del 13 dicebre u.s.

L'azienda ha comunicato che le adesioni pervenute al 16 gennaio - comprese quelle dei lavoratori e le lavoratrici individuati dai criteri della tab A - sono state 137.

Il Sindacato, valutando positivamente il numero di adesioni, ha proposto,

  • di condividere immediatamente un accordo con il solo criterio della non opposizione al licenziamento, tenendo aperta la finestra di adesione anche fino al 31 marzo p.v. e allargando la platea a tutto il personale indipendentemente dalla unità organizzativa di appartenenza.

  • Chiudere anche la vicenda dei trasferimenti, visto che tre dei lavoratori interessati hanno chiesto di uscire con l'incentivo

L'Azienda ha affermato di non ritenere sufficiente il numero di adesioni pervenute ad oggi, di non essere disponibile ad allargare la platea dei possibili aderenti a tutte le business unit, e di non voler rinunciare ai trasferimenti: non è stata quindi disponibile a concludere un accordo sulle basi proposte dalle OOSS.

L'azienda ha inoltre informato le OOSS di voler inviare le lettere di trasferimento ai lavoratori interessati. Fim Fiom e Uilm e il coordinamento sindacale si sono opposti a questa iniziativa e hanno proposto alla direzione di Ibm di congelare le lettere per avere più tempo a disposizione al fine di trovare un accordo complessivo. L'azienda ha dichiarato di non avere intenzione di tornare indietro rispetto ai trasferimenti ma ha acconsentito alla proposta sindacale di prorogare i termini del verbale sottoscritto il 13 dicembre e di prorogare la “non belligeranza” evitando di inviare le lettere di trasferimento.

Le parti, quindi, hanno sottoscritto un verbale in cui si proroga la possibilità di adesione alla "non-opposizione" al licenziamento alle stesse condizioni definite nel verbale del 13 dicembre us fino al giorno 1 febbraio p.v. con una verifica da effettuarsi il 2 febbraio p.v. in un incontro già programmato in Assolombarda.

Le OOSS e il coordinamento nazionale RSU Ibm, vista la rigidità aziendale, indicono fin da ora oggi assemblee in tutte le sedi per il giorno 3 febbraio p.v., nelle quali verrà condiviso l'esito dell'incontro del giorno precedente. In caso di fallimento del negoziato verranno messe in campo, con il coinvolgimento dei lavoratori, le opportune iniziative di lotta per impedire i licenziamenti e azioni unilaterali.

Coordinamento Nazionale RSU IBM Italia

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Milano, 19 gennaio 2017

Ibm: primo incontro sulla procedura di licenziamento collettivo

Category: Ibm
Creato il Venerdì, 16 Dicembre 2016 16:18

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Il 13 dicembre si è tenuto, presso Assolombarda, il primo incontro tra le Organizzazioni Sindacali, il Coordinamento delle RSU di IBM Italia e la Direzione HR di IBM Italia per discutere della procedura di licenziamento collettivo aperta da IBM Italia lo scorso 6 dicembre per 184 impiegati e quadri (giorno in cui in certe zone d’Italia San Nicola porta i doni). Le Organizzazioni sindacali hanno contestato all’Azienda il merito della procedura e la tempistica: la procedura è stata aperta alla vigilia di un ponte, alla vigilia delle festività natalizie, nonché in un periodo dell’anno cruciale per il signing aziendale. E’ stato poi contestato all’azienda l’impianto delle motivazioni che hanno determinato l’apertura della procedura: non è certo da ascrivere ai dipendenti di IBM Italia il fatto che, pur in una fase di forte crisi economica, non si riescano a raggiungere i margini di profitto che la Corporation impone; così come non è una scelta dei dipendenti se nei settori più operativi, sia stato scelto, accelerando sempre di più, un modello di delivery sbilanciato verso i Centri internazionali di servizi condivisi, scelta che in alcuni casi ha portato ad un forte malcontento da parte dei clienti (altro che “Client first”!) o addirittura ad un aumento dei costi nell’erogazione del servizio. E’ stato fatto inoltre notare come da un lato si vorrebbe licenziare un intero team di colleghi e contemporaneamente si faccia una ricerca di personale per le stesse posizioni/skill su linkedin e sul sito interno, una vera assurdità che andrà chiarita al più presto. L’Azienda ha dichiarato nella procedura che certe posizioni critiche nell’erogazione del servizio, ad esempio i Service Integration Leader (SIL), dovranno essere spostate all’estero: se questo si realizzasse si produrrebbero ulteriori gravi ripercussioni negative per i clienti. E’ poi inaccettabile che 18 colleghi delle piccole sedi siano trasferiti a Segrate come “azione di contenimento dell’esubero”: a nostro avviso sono tutt'altro che un’azione di “contenimento”, ma dei veri e propri licenziamenti. Come è inaccettabile l’affermazione aziendale che “a breve” solo il 20% delle persone GIE continueranno a lavorare dall’Italia. In generale poi questa procedura di licenziamento collettivo, per la granularità dei job role in essa contenuti, si presenta più come una sommatoria di tanti licenziamenti individuali, aprendo nel caso di un non accordo contenziosi legali certi. Infine è stato contestato all’Azienda la non ricollocabilità delle figure in esubero in diversi settori aziendali. A tutte queste osservazioni l’Azienda ha dato risposte a parer nostro non esaustive e si è impegnata a rispondere in maniera più dettagliata nel prossimo incontro. Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato di essere disponibili a ragionare esclusivamente di percorsi socialmente non traumatici. Non essendoci la possibilità, a parere dell'azienda, di utilizzare strumenti alternativi ai licenziamenti come la cassa integrazione e i contratti di solidarietà, l'unica accordo possibile può essere basato esclusivamente sulla volontarietà delle adesioni all’uscita, anche attraverso l'allargamento della platea dei lavoratori interessati dalla procedura alle aree GIE, GTS e GBS. Molti lavoratori potrebbero raggiungere l'età pensionabile utilizzando la Naspi e con un'incentivazione si potrebbero trovare altre adesioni. In serata è stato stilato un verbale dell’incontro in cui l'azienda si dice disponibile a mettere a disposizione le stesse somme proposte nell'accordo di maggio scorso, presentate in tabelle similari, con i dettagli economici relativi. La fase di ricerca dei volontari sarà monitorata anche dalle RSU: nel prossimo incontro, che si terrà il 17 gennaio in Assolombarda, verificheremo con l'azienda se ci sono le condizioni per un accordo sulla procedura e si analizzerà la questione relativa ai 18 lavoratori che l’Azienda vorrebbe trasferire a Segrate. Nei prossimi giorni si svolgeranno in tutte le Sedi IBM le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

Esecutivo del Coordinamento Rsu Ibm

Roma, 16 dicembre 2016

Roma. IBM, 27 luglio SCIOPERO contro lo smantellamento del Laboratorio di Roma

Category: Fiom Roma-Centro - Ovest - Litoranea
Creato il Domenica, 24 Luglio 2016 12:37

Esito negativo dell’incontro del 21 sulla cessione TWS, sciopero il 27 luglio

 

Il 21 luglio si è svolto presso la sede dell’Unindustria Roma il secondo incontro per la cessione di ramo d’azienda del prodotto e dei colleghi – perchè, nel caso non fosse chiaro, non solo il prodotto, ma anche le persone sono state vendute – alla azienda HCL.

E’ opportuno ricordare che nel corso del primo incontro, svoltosi il 18 luglio, le aziende avevano parlato di piani di sviluppo per la durata di cinque anni e di una partnership della durata di almeno quindici anni rinnovabili. è anche utile sapere che due anni fa la stessa HCL aveva già raggiunto un accordo in occasione di una precedente acquisizione da altra azienda, accordo che prevedeva garanzie occupazionali sia dall’azienda acquirente che da quella cedente.

Pertanto la RSU IBM e le Organizzazioni Sindacali metalmeccaniche avevano inviato una proposta di accordo che replicava lo stesso schema di accordo, nonchè il mantenimento del contratto dei metalmeccanici e di tutti i trattamenti IBM.

Queste le risposte delle posizione aziendali:

  • conferma di passare al contratto delle telecomunicazioni, che prevede fino a 4 giorni di ferie in meno, e un P.A.R. in meno;
  • nessuna garanzia occupazionale da parte di IBM Italia, contraddicendo quanto affermato nella stessa giornata in sede europea, e di un solo anno da parte di HCL, dando poi la disponibilità fino a due;
  • nessuna disponibilita a sottoscrivere affermazioni riguardo il mantenimento della sede a Roma, nè a non effettuare trasferimenti; ricordiamo che HCL ha al momento un’altra sede a Vimodrone in provincia di Milano…;
  • disponibilità, tutte da verificare, solo a mantenere i trattamenti in essere in materia di pagamenti indennità reperibilità e straordinari e a conservare i contratti di telelavoro fino a scadenza;
  • nessuna disponibilità /nessuna risposta a mantenere i più importanti accordi sui trattamenti (indennità forfettaria, permessi per cicli terapeutici, aspettativa);
  • in materia di cambio dislocazione orario di lavoro per i parttime: applicazione di quanto previsto dal Job Acts;
  • Fondo Pensione: non disponibilità a mantenere il Fondo Pensione IBM;
  • Fondo Sanitario: polizza Sanint che vedrebbe anche il rimborso delle spese dentistiche; affermazione tutta da verificare, in quanto la polizza attuale per i dipendenti HCL di Vimodrone non prevede tale trattamento, e nessuna disponibilità da HCL ad estendere tale polizza dopo il pensionamento. Su tale argomento, è bene sapere che nella giornata odierna l’Esecutivo del Coordinamento Nazionale ha richiesto a IBM di avviare una discussione per arrivare ad un accordo che consenta una modifica dello statuto CADGI tale da permettere il mantenimento CADGI ai dipendenti oggetto delle cessioni (quindi non solo quelli ceduti ad HCL). IBM ha affermato che “non vi è preclusione di principio” dando la disponibilità a mettere su un business case col Coordinamento IBM per verificare eventualmente la fattibilità. E’ comunque chiaro che si tratta di un percorso ancora da iniziare e tutto da verificare nei fatti.

In sostanza, a parte quanto detto sopra su CADGI, il sindacato ritiene le posizioni espresse da IBM e HCL al tavolo industriale, conclusosi senza un ulteriore appuntamento, estremamente negative, pertanto vengono mantenute le iniziative di sciopero della reperibilità e degli straordinari, insieme alla rigida applicazione delle procedure), e indice una giornata di sciopero (mercoledi’ 27 luglio) estesa a tutti i lavoratori di Roma per il mantenimento dei diritti dei lavoratori TWS, per il mantenimento della struttura del Laboratorio, e contro la politica di spezzatino di IBM, fatta solo di licenziamenti e cessioni.

 

22 luglio 2016

RSU IBM Roma
Esecutivo del Coordinamento Nazionale RSU IBM Italia

 

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Cessione TWS ad HCL: i lavoratori chiedono rispetto!

 

I lavoratori del laboratorio di Roma del reparto TWS dopo aver contribuito a decenni di riconosciuti successi ed altissimi fatturati del prodotto su cui lavorano dimostrando dedizione (verso l’azienda ed i clienti), competenza e capacità di innovare, si ritrovano cacciati da IBM in un modo che non da traccia di riconoscenza e rispetto.

Ci troviamo davanti ad una posizione aziendale incomprensibile. Stiamo parlando di una partnership sulla proprietà intellettuale, tra HCL ed IBM, ma IBM Italia rifiuta ogni condivisione di garanzia verso i propri lavoratori, smentendo, tra l’altro, quanto trapelato nelle comunicazioni al CAE (EWC). Anche il giochino (nell’incontro del 21 luglio) di far presentare, all’inizio, ad HCL la garanzia di 12 mesi è da ritenersi poco rispettoso nei confronti delle OO.SS e dei lavoratori che rappresentano.

Partiamo da quanto scritto nella procedura:
“Il gruppo IBM continuerà a gestire i rapporti contruattali in essere con i clienti finali avvalendosi dello sviluppo ed assistenza prestata in subappalto dal gruppo HCL Technologies”

 

  1. I lavoratori pretendono che IBM si faccia garante insieme ad HCL di questo subappalto con una garanzia occupazionale di 5 anni;
  2. Riteniamo positive le assicurazioni verbali sulle intenzioni di investimento di HCL in questa linea di prodotto, ma, altrettanto, riteniamo che esse debbano essere supportate da fatti concreti come:
  3. garanzie sul futuro mantenimento a Roma della sede di lavoro;
  4. inoltre, un adeguamento dei trattamenti che, al di la delle parole, non sembrano equivalere quelli presenti in IBM:
  5.     possibilità di continuare ad aderire al fondo pensione IBM;
  6.     accesso ad una assicurazione sanitaria equivalente a quella in IBM (includendo il mantenimento dopo il pensionamento);
  7. Mantenimento degli accordi integrativi aziendali.
  8. Se una azienda dice di voler investire perchè non iniziare dai propri futuri dipendenti?

 

Le organizzazioni sindacali invitano pertanto IBM ed HCL a rivedere le proprie chiusure ed a riaprire una discussione; ribadiscono il mantenimento delle iniziative di lotta già intraprese (sciopero degli straordinari e reperibilità) e proclamano un articolato pacchetto di ore di sciopero per i lavoratori del reparto TWS, esteso ai lavoratori della sede di Roma, con le iniziali

 

8 ore di sciopero di mercoledì 27 luglio

 

Roma, 22 luglio 2016

RSU IBM ROMA
Esecutivo del Coordinameno RSU IBM ITALIA
FIM, FIOM, UILM

Ibm: incontro al ministero del Lavoro rinviato al 27 maggio

Category: Ibm
Creato il Mercoledì, 25 Maggio 2016 17:27

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Nella giornata del 24 maggio si è svolto l'incontro presso il Ministero del Lavoro per la procedura di licenziamento collettivo aperta l'11 marzo da IBM. Le parti si sono presentate con l'ipotesi di accordo già raggiunta il 19 maggio, ma i funzionari ministeriali hanno chiesto all'azienda di verificare la corrispondenza o fungibilità dei profili degli eventuali lavoratori che non si opporrebbero al licenziamento con la platea identificata nella procedura. Il prossimo incontro è stato fissato per il 27 maggio, per dare tempo all'azienda i fare le necessarie verifiche tecniche.

Ciò premesso, il già previsto referendum sarà successivo all'incontro presso il Ministero del lavoro il 27 maggio, data nella quale le organizzazioni sindacali e coordinamento delle RSU confidano possa essere stata chiusa positivamente anche questa fase della trattativa.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 25 maggio 2016

Ibm. No alla rottamazione dei lavoratori dell'informatica [#ibmfermati]

Category: Ibm
Creato il Giovedì, 05 Maggio 2016 17:03

#IBMFERMATI

No alla rottamazione dei lavoratori dell'informatica

 

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Martedì 17 maggio in Piazza di Montecitorio a Roma dalle ore 13:30 ci sarà una manifestazione con presidio e assemblea pubblica contro i licenziamenti e contro i tagli nel settore informatico.

 

Fim, Fiom e Uilm chiedono di discutere con le istituzioni e le forze politiche sul progressivo disimpegno del gruppo Ibm dall'Italia; su come fermare licenziamenti e ristrutturazioni nel gruppo e nel settore Ict.

Sono stati invitati i parlamentari di tutti gli schieramenti politici.

 

Per permettere la partecipazione dei lavoratori, le organizzazioni sindacali e la Rsu Ibm di Roma indicono 4 ore di sciopero.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

Coordinamento nazionale Rsu gruppo Ibm Italia

 

Roma, 5 maggio 2016

 

 

Ibm: mancato accordo in sede sindacale nonostante le rassicurazioni del ministero

Category: Ibm
Creato il Martedì, 26 Aprile 2016 16:37

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Oggi l'Assolombarda invierà al ministero del Lavoro la comunicazione del mancato accordo in sede sindacale sulla procedura di licenziamento avviata da Ibm Italia. Venerdì scorso, infatti, si è svolto l'ultimo incontro previsto presso la sede di Assolombarda per riuscire a trovare un accordo sulla procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 290 lavoratori in tutta Italia.

Per Roberta Turi, della Segreteria nazionale della Fiom, "nonostante le organizzazioni sindacali avessero ricevuto dal ministero dello Sviluppo economico una lettera che rassicurava le parti sociali rispetto alla volontà di Ibm di ricercare soluzioni condivise per evitare licenziamenti unilaterali, l'azienda ha smentito di avere proposte diverse da quelle già fatte e ha nuovamente rifiutato di sottoscrivere un accordo che prevedesse la gestione non traumatica degli esuberi dichiarati, rendendosi indisponibile ad utilizzare strumenti alternativi ai licenziamenti, come i contratti di solidarietà. Le parti si incontreranno nuovamente il 19 maggio per verificare, prima dell'appuntamento al ministero del Lavoro, se sussistano le condizioni per sottoscrivere un accordo che preveda l'uscita volontaria dei lavoratori in esubero dichiarati dall'azienda, ma al momento non c'è alcuna certezza che questa condizione sia possibile.”

"Continua a stupirci - continua Turi - la completa impotenza del Governo che, dopo aver sottoscritto con Ibm un accordo sull'utilizzo di una parte dell'area Expo, che prevederebbe addirittura degli investimenti pubblici, non riesce neppure a convincere la multinazionale ad evitare i licenziamenti unilaterali. L'Ibm, lo ricordiamo, è inoltre una delle principali fornitrici di servizi IT per la pubblica amministrazione. È mai possibile che un'azienda che ha e ha avuto tanto da questo paese possa effettuare continue riduzioni del personale in maniera traumatica e si rifiuti di sedersi ad un tavolo con le parti sociali e il Mise per spiegare i suoi piani futuri in Italia?"

"Nei prossimi giorni - conclude - metteremo in campo nuove iniziative per convincere le istituzioni ad abbandonare la loro subalternità agli interessi e alle strategie della multinazionale dell'It, affinché vengano impediti i licenziamenti e per avere finalmente un'idea chiara della sua strategia in Italia."

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 26 aprile 2016

Ibm: ancora nessun accordo

Category: Ibm
Creato il Martedì, 26 Aprile 2016 16:23

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Venerdì 22 aprile si è svolto, presso l'Assolombarda a Milano, l'ultimo incontro previsto in sede sindacale per discutere della procedura di licenziamento collettivo avviata da Ibm Italia S.p.A.

All'incontro era presente la direzione aziendale, il Coordinamento Nazionale delle RSU di IBM e Fim Fiom e Uilm nazionali e territoriali.

Durante l'incontro le OOSS hanno fatto presente all'azienda di aver ricevuto la risposta del Ministero dello Sviluppo Economico che, sollecitata da Fim Fiom e Uilm nazionali, ha incontrato l'azienda nei giorni scorsi per svolgere l'indagine preliminare alla convocazione di un tavolo di confronto. Nell'incontro la società avrebbe dichiarato, rispetto alla procedura avviata, che “avrebbe ricercato ogni ragionevole intesa con le Organizzazioni Sindacali che consenta di evitare il ricorso a licenziamenti unilaterali”.

È stato quindi chiesto alla direzione di IBM quale fosse l'eventuale intesa possibile per evitare i licenziamenti. L'azienda ha riproposto la volontà di procedere ad interviste con i lavoratori per verificare, sull'intera platea dei lavoratori, quanti potrebbero essere interessati a lasciare l'azienda e ad andare in mobilità con le proposte economiche già illustrate negli scorsi incontri.

Le OOSS hanno risposto che, se ci fossero lavoratori interessati all'uscita sarebbe opportuno aumentare l'importo dei pacchetti incentivanti e prevedere l'utilizzo dell'istituto della pensione previsto dall'art. 4 della legge Fornero.

Se poi non si raggiungesse il numero dei volontari sarebbe opportuno prevedere la gestione degli esuberi rimanenti attraverso la ricollocazione interna o i contratti di solidarietà.

La possibilità dell'uscita incentivata, inoltre, potrebbe essere prolungata fino ad un anno dalla fine della procedura di licenziamento collettivo.

L'azienda ha dato risposta negativa a tutte le proposte fatte dalle OOSS e dal Coordinamento delle RSU.

Vista l'impossibilità di sottoscrivere un accordo che prevedesse la gestione non traumatica degli esuberi dichiarati dall'azienda, le OOSS hanno preso atto del fatto che nei prossimi giorni l'azienda verificherà quanti lavoratori sono disponibili ad andare volontariamente in mobilità a fronte dei pacchetti incentivanti.

La riunione si è quindi conclusa con un mancato accordo e il 26 aprile l'Assolombarda manderà la comunicazione al ministero del Lavoro. Le parti si sono lasciate dandosi un ulteriore appuntamento in Assolombarda per verificare, prima dell'incontro previsto al ministero del Lavoro, se l'esito delle interviste che l'azienda farà a partire dai prossimi giorni sarà positivo per consentire di chiudere la procedura con un accordo ed evitare licenziamenti unilaterali.

L'appuntamento è stato fissato per il 19 maggio.

Nei prossimi giorni Fim Fiom e Uilm nazionali e territoriali e il Coordinamento decideranno quali ulteriori iniziative intraprendere per impedire i licenziamenti.

 

Coordinamento nazionale Rsu Ibm Italia

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 26 aprile 2016

Ibm. Lo sciopero del 20 aprile ha un doppio significato

Category: Ibm
Creato il Mercoledì, 13 Aprile 2016 16:00

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Il 20 aprile in IBM Italia scioperiamo sia per il contratto nazionale che contro l'ennesima procedura di licenziamento collettivo aperta lo scorso 11 marzo.

Fim, Fiom e Uilm nazionali insieme al Coordinamento nazionale RSU IBM hanno deciso di aggiungere ulteriori 4 ore di sciopero a quelle dello sciopero unitario dei metalmeccanici per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro.

Se da una parte Federmeccanica non vuole riconoscere nessun aumento salariale al 95% della categoria dei metalmeccanici, proponendo di superare la funzione del livello nazionale e di lasciare solo quella della contrattazione aziendale, la IBM negli ultimi anni ha:

• effettuato il trasferimento collettivo dei lavoratori dello staff a Segrate;

• aperto procedure di licenziamento collettivo nel 2013 e nel 2014 (ben due all'anno!) e alcuni licenziamenti individuali;

• disdetto il Premio di Risultato;

• aperto una CIGO a novembre 2015;

• effettuato lo scorporo di 306 lavoratori a Modis ; in precedenza aveva effettuato cessioni a Lenovo, InfoPrint, ACG/Team Systems, tutte finite con licenziamenti;

• aperto l'attuale procedura di mobilità lo scorso 11 marzo;

• preannunciato, a livello globale, iniziative ancora più pesanti;

Per questo è venuto il momento di dare un segnale forte e chiaro a Federmeccanica per il contratto, e a IBM Italia per una soluzione condivisa e non traumatica sui licenziamenti.

 

20 APRILE

4 ore di sciopero per il contratto nazionale

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4 ore di sciopero contro la politica di IBM basata sui licenziamenti e gli scorpori

 

Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori a partecipare alle iniziative che si svolgeranno nei territori in occasione dello sciopero per conquistare un nuovo contratto nazionale e per porre un segnale di cambiamento alla politica di IBM.

 

FIM, FIOM, UILM NAZIONALI

Esecutivo COORDINAMENTO Nazionale RSU IBM Italia

 

Roma, 12 aprile 2015

Ibm: la Fiom discute al proprio interno ed elabora una posizione unitaria

Category: Ibm
Creato il Lunedì, 11 Aprile 2016 10:51

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Venerdì 8 aprile si è svolto a Roma il coordinamento delle delegate e dei delegati Fiom di Ibm cui hanno partecipato, oltre alla segreteria nazionale della Fiom, le strutture territoriali Fiom che seguono Ibm.

All'ordine del giorno c'era la ricerca di una linea comune per superare quanto accaduto nei giorni scorsi rispetto al protocollo d'intesa sulla procedura di licenziamento collettivo, che era stato bocciato dal coordinamento delle Rsu ma poi sottoscritto da alcune RSU in maniera autonoma. A seguito della posizione intrapresa dalla Fiom nazionale le RSU hanno ritirato la firma, ma era assolutamente necessario chiarire le reciproche posizioni per ritrovare un'unità nella nostra organizzazione e proseguire la vertenza in maniera condivisa.

All'inizio della riunione si è appreso il risultato positivo delle elezioni per il rinnovo della RSU di Roma, che assegna alla FIOM il 76,5% dei voti validi e il diritto ad avere 23 componenti su 30 nella RSU di Roma, eleggendo in tal modo tutti i candidati della Fiom.

Dopo una lunga discussione si è deciso collettivamente che:

  • Nel prossimo appuntamento con l'azienda si ripartirà come ci si era lasciati nell'ultimo appuntamento in Assolombarda: c'è la più totale contrarietà ai licenziamenti unilaterali. La FIOM ritiene che si debba arrivare ad un accordo che dia agli eventuali lavoratori volontari le stesse coperture ottenute con gli accordi sottoscritti in passato. Per sostenere questa impostazione proporremo a Fim e Uilm che, in occasione dello sciopero unitario del 20 aprile per il CCNL, in Ibm si scioperi ulteriori 4 ore e si partecipi alle iniziative territoriali dando visibilità alla vertenza Ibm.

  • Si procederà, proponendolo anche alle altre sigle sindacali, con una richiesta d'incontro al vice ministro Bellanova del Mise. Come è noto, nonostante l'accordo sottoscritto dal presidente del consiglio a Boston per l'apertura del primo centro in Europa nell'ex area dell'Expo nell'ambito del progetto Tecnopol, del valore di 150 milioni, l'Ibm continua a ridurre la sua presenza in Italia. E' quindi necessario un confronto, mai ottenuto fino ad oggi, nel quale discutere con il ministero e con l'azienda del fatto che l'accordo sottoscritto negli Usa dovrà portare sviluppo e occupazione, altrimenti non se ne capirebbe il senso. Tale obiettivo non si concilia con la posizione avuta da Ibm in Italia fino ad oggi, è quindi necessario un intervento immediato del governo sulla multinazionale.

  • Per rendere visibile la contraddizione di un'azienda che da una parte licenzia, dall'altra fa accordi con il premier per lo sviluppo in Italia, proporremo alle altre sigle sindacali, nel caso in cui il prossimo incontro con l'azienda abbia un esito negativo, di costruire un'iniziativa pubblica e visibile ai media, alla quale inviteremo a partecipare le istituzioni, i parlamentari, le forze politiche, per chiedere anche a loro un intervento al fine di impedire i licenziamenti.

Questa è la posizione e le iniziative condivise dai delegati e dalle strutture della Fiom, auspichiamo che su queste si trovi una convergenza anche degli altri componenti del coordinamento e delle altre sigle sindacali, al fine di ritrovare la forza necessaria per proseguire la vertenza e per impedire i licenziamenti.

La Fiom intende seguire con la massima attenzione questa fase, per questo il coordinamento Ibm sarà seguito, d'ora in poi, direttamente della segreteria nazionale.

Buon lavoro a tutti.

 

FIOM NAZIONALE

 

Roma, 11 aprile 2016

Ibm, un protocollo d'intesa discutibile

Category: Ibm
Creato il Venerdì, 01 Aprile 2016 16:56

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Abbiamo appreso che, nonostante il voto contrario del coordinamento nazionale IBM, le RSU IBM di Segrate, Napoli e Bologna hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede incentivi all'esodo identici a quelli del protocollo firmato nel 2014, e che fissa a 80 il numero massimo degli esuberi, con una verifica del numero delle adesioni volontarie da effettuarsi il 22 aprile. Questo non vuol dire, in ogni caso, che ci sia stato alcun accordo rispetto alla procedura di licenziamento collettivo che è ancora in discussione.

Tale decisione è stata assunta dalle RSU contro il parere della Fiom nazionale e delle Fiom territoriali.

Riteniamo molto grave che, nonostante il confronto democratico avvenuto solo pochi giorni fa tra le strutture nazionali e territoriali e i componenti del coordinamento nazionale delle RSU, alcune RSU abbiano voluto agire in maniera diversa da quanto convenuto tutti insieme.

Questo comportamento danneggia l'unità del coordinamento e rischia di compromettere qualsiasi iniziativa sindacale si voglia intraprendere nei confronti di un'azienda che, fino ad ora, non è venuta incontro alle richieste unitarie del coordinamento delle RSU e delle OO.SS..

Il giorno 8 aprile è stata convocata a Roma una riunione con tutti i delegati della Fiom per chiarire definitivamente quanto accaduto e affinchè nel prossimo incontro previsto con l'azienda la Fiom si presenti al tavolo con un'unica posizione.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 4 aprile 2016

Ibm: negativo l’incontro sulla mobilità

Category: Ibm
Creato il Lunedì, 21 Marzo 2016 15:29

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Il 18 marzo, presso la sede di Assolombarda, si è svolto il primo incontro fra Direzione Aziendale IBM, Organizzazioni Sindacali e Coordinamento nazionale RSU in seguito all’avvio, lo scorso 11 marzo, della procedura per riduzione di personale. E’ opportuno ricordare che la citata procedura prevede, in caso di mancato accordo, il licenziamento di 100 dipendenti/quadri che operano nelle divisioni GBS, GTS, GIE e S&D.

Il Sindacato dopo aver rilevato come si è giunti a questa nuova procedura di riduzione del personale, dopo che già negli scorsi anni, ci si è trovati davanti a licenziamenti faticosamente risolti con accordi sindacali in grado di evitare soluzioni traumatiche, ha richiesto una illustrazione del piano industriale e occupazionale complessivo che ha portato a questa decisione senza ricevere una risposta esauriente e convincente da parte dell'azienda.

Il sindacato ha avanzato alcune proposte concrete ed effettuato richieste chiarissime:

  • Conoscere il piano industriale ed occupazionale dei prossimi anni.

  • Conoscere il motivo per cui l’azienda continua a rifiutare un incontro congiunto al Ministero dello Sviluppo economico, mentre invece si è presentata in Regione Lombardia.

  • Rispetto alla vertenza Modis-Adecco, sollecitare i legali di Ibm a contattare tutti i legali del sindacato che hanno ricevuto mandato dai 300 lavoratori che hanno impugnato la cessione di ramo aziendale.

  • Gestire gli esuberi attraverso il Contratto di solidarietà, con percentuali di riduzione del lavoro minime.

  • In subordine evitare comunque i licenziamenti unilaterali garantendo la piena volontarietà all’adesione e l’accompagnamento certo alla pensione con l’art.4” legge Fornero.

L’Azienda ha risposto negativamente su tutto, non ritenendo applicabile il contratto di solidarietà per il carattere strutturale degli esuberi e per ragioni tecnico organizzative legate alle peculiarità del settore dei servizi IT nel quale opera IBM e non ritenendo applicabile l’articolo 4 perché ritenuto dall'azienda troppo oneroso.

Per quanto riguarda la proposta sindacale su uscite puramente volontarie, ovvero di non opposizioni al licenziamento, senza alcun vincolo sul raggiungimento del numero degli esuberi dichiarati, come discusso e proposto dalle assemblee dei lavoratori, l’Azienda ha dichiarato che entro il 31 marzo vi sarebbe la possibilità di un accordo basato su un numero inferiore (rispetto a 100) di personale esuberante, ma con l'esigibilità del licenziamento di un numero di lavoratori tale da raggiungere il nuovo obiettivo nel caso il numero dei volontari fosse inferiore a tale numero.

Il Sindacato, visto anche il numero molto basso delle colleghe che potenzialmente potrebbero usufruire dell' “opzioni donna” (6) e di coloro che maturerebbero i requisiti pensionistici entro 12 mesi dopo il termine della mobilità (20), ha ritenuto e ritiene inaccettabili soluzioni basate su licenziamenti di fatto coatti.

Infine, il Sindacato ha proposto all’azienda l’apertura di una campagna pubblica di adesioni volontarie alle uscite con incentivi non inferiori (e possibilmente superiori visto il ridotto periodo di mobilità) a quelli definiti dall’accordo dell'11 dicembre 2014, con una verifica del numero di adesioni da effettuarsi in sede di nuovo incontro già fissato per il 29 marzo p.v.

L’Azienda ha preso atto della proposta sindacale e si è impegnata alla pubblicazione di tale “bando” nel più breve tempo possibile.

Qualora il 29 marzo non ci fossero le condizioni di un possibile accordo che eviterebbe 100 licenziamenti unilaterali, il Coordinamento Nazionale RSU IBM di concerto con le Organizzazioni Sindacali indiranno, sentite le assemblee dei lavoratori, le opportune iniziative di lotta al fine di scongiurare un esito traumatico della procedura.

Come prima iniziativa viene proclamato lo sciopero nazionale per la giornata del 31 marzo 2016, con modalità e presidi decisi nei prossimi giorni.


Fim, Fiom, Uilm nazionali

Coordinamento Nazionale RSU IBM Italia SpA

 

Roma, 21 marzo 2016

Ibm assente ingiustificata: Venerdì 5 febbraio 2016 - Sciopero nazionale

Category: Ibm
Creato il Lunedì, 01 Febbraio 2016 11:59

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300 persone cedute a Modis durante le feste natalizie, voci sempre più insistenti di ulteriori ed importanti tagli occupazionali dei dipendenti Ibm nel 2016.

Eppure Ibm continua a fuggire dalle proprie responsabilità sociali ed istituzionali, negandosi ad un confronto reale presso il Ministero dello Sviluppo Economico e presso le regioni coinvolte.

Ibm si è limitata a comunicare che anche nel 2016 sono previste assunzioni di giovani neolaureati: peccato che negli ultimi anni per un giovane assunto vengano dichiarati molti più esuberi, guarda caso di dipendenti over 45 anni, segno che non c'è nessuna politica di aumento del business e dell'occupazione ma solo di abbattimento del costo del lavoro.

Il Governo Renzi, aldilà delle roboanti dichiarazioni sul ruolo delle Multinazionali in Italia, è interessato a trovare soluzioni al caso Ibm?

Le Regioni interessate cosa stanno facendo per cambiare l'atteggiamento della Multinazionale?

Il giorno 5 febbraio, venerdì, ci sarà sciopero nazionale per il gruppo IBM e Modis, con iniziative locali decise dalle Rsu.

Governo e Regioni devono decidere se stare concretamente con le Multinazionali o con i lavoratori (e cittadini) italiani.

Le dichiarazioni di facciata non risolvono i problemi, il tavolo Ministeriale con la presenza di tutti i soggetti può invece aiutare a trovare soluzioni condivise ed evitare ulteriori drammi occupazionali.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

Coordinamento nazionale Ibm e Modis

 

Roma, 1° febbraio 2016

Il Governo non riesce a portare Ibm al tavolo ministeriale: entro il 5 febbraio sciopero nazionale con presidio sotto il MiSE

Category: Ibm
Creato il Venerdì, 22 Gennaio 2016 14:32

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Il Coordinamento nazionale delle Rsu IBM, riunito il 20 gennaio, ha analizzato la situazione della cessione di ramo d'azienda a Modis Italia srl e, anche visto quanto riferito dai colleghi ceduti riguardo le condizioni di lavoro dall'inizio dell'anno, continua a considerare illegittimo il trasferimento di ramo d'azienda, in quanto, tra gli altri motivi, ramo non genuino. Il Coordinamento valuta positivamente la massiccia partecipazione alle recenti assemblee dei lavoratori ceduti con gli uffici legali e continuerà a dare supporto, tramite le OO.SS. di riferimento, ai colleghi che intendono o intenderanno impugnare la cessione del rapporto di lavoro, che ad oggi sono oltre 150.

Il Coordinamento ribadisce con forza la richiesta di un incontro in sede ministeriale, in cui l'azienda espliciti il proprio piano industriale e occupazionale per tutto il gruppo IBM. Fino ad oggi invece l'azienda ha evitato accuratamente confronti sindacali in sede istituzionale, comunicando previsioni di assunzioni nel 2016 ma omettendo volutamente comunicazioni su ulteriori rischi di dismissioni dei lavoratori.

A tal scopo il Coordinamento conferma la giornata di sciopero, già programmata per lo scorso 13 gennaio e poi rinviata, nella stessa giornata in cui si svolgerà l'incontro al MISE. Nel caso non dovesse pervenire, da parte del Ministero, una convocazione ufficiale entro la prima settimana di febbraio, il Coordinamento dispone che la data dello sciopero sia fissata non oltre il 5 febbraio p.v.

Inoltre, il Coordinamento ha deciso di rinviare la nomina dei delegati della componente sindacale nella Commissione Aziendale Paritetica per la Formazione Professionale, dovuta alla necessità di sostituire due dei tre membri della stessa ceduti nell'ambito della cessione del ramo d'azienda, e quindi di sospendere i lavori della Commissione fino a quando non vi saranno le adeguate condizioni.

 

Fim, Fiom, Uilm Nazionali

Coordinamento nazionale Rsu Ibm

 

Roma, 22 gennaio 2016

Ibm: in attesa della convocazione Ministeriale, eletta la Rsu nella sede di Bologna con il 100% dei voti alla Fiom.

Category: Ibm
Creato il Martedì, 12 Gennaio 2016 15:55

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Dopo settimane di latitanza con le Istituzioni, Ibm si è finalmente presentata alla richiesta di incontro della Regione Lombardia, dopo la cessione dei 306 dipendenti alla Modis Italia srl di proprietà Adecco.

Auspichiamo che ciò sia propedeutico alla convocazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico e all'avvio di un confronto che garantisca il futuro occupazionale di tutti i lavoratori Ibm e Modis.

In questi giorni inoltre è stata eletta anche la nuova Rsu nella sede di Bologna, che fino ad oggi non aveva rappresentati sindacali.

Il 100% dei voti sono andati alla lista Fiom: in bocca al lupo ai nuovi delegati!

 

FIOM-CGIL NAZIONALE

 

Roma, 12 gennaio 2016

Ibm. L'azienda accetti il confronto al ministero

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Martedì, 22 Dicembre 2015 17:45

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Questa mattina la delegazione sindacale di Ibm, in una riunione al ministero dello Sviluppo economico, ha denunciato lo smantellamento delle attività produttive italiane della multinazionale americana, a fronte di continue mobilità e cessioni di rami aziendali.

Un incontro anticipato da scioperi e iniziative molto riuscite - come il presidio alla stazione Porta Nuova di Torino - oltre che da molte nuove iscrizioni sindacali, a sfatare i luoghi comuni sulla bassa sindacalizzazione di impiegati e informatici.

Il ministero ha annunciato l'intenzione di convocare l'azienda per avviare un confronto costruttivo tra le parti su tutti i temi, a cominciare dalla cessione di 300 lavoratrici e lavoratori alla società di lavoro interinale Adecco, che riteniamo debba essere congelata fino a quando non vengano individuate garanzie per tutti i lavoratori.

Auspichiamo che la multinazionale accetti la convocazione al tavolo ministeriale e non scappi dalle proprie responsabilità sociali e istituzionali.

I lavoratori continuano ad essere estremamente preoccupati per il loro futuro occupazionale e continueranno con iniziative di mobilitazione e scioperi territoriali, oltre a uno sciopero nazionale di 8 ore che verrà deciso a breve per i primi giorni del 2016.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 22 dicembre 2015

Ibm. Cessione ad Adecco: no ai 300 licenziamenti mascherati. Proclamate 3 giornate di sciopero.

Category: Ibm
Creato il Lunedì, 14 Dicembre 2015 14:20

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Il 10 dicembre presso gli uffici di Assolombarda si è tenuto l'incontro tra IBM Italia, Adecco, Assolombarda, Organizzazioni Sindacali e Coordinamento Nazionale delle RSU IBM riguardo la cessione di 300 impiegati e quadri dei settori TSS Support Services e Shared Delivery Center entrambi appartenenti alla divisione GTS, incontro previsto dalla legge sulle cessioni di ramo d'azienda.

Ibm ha confermato le motivazioni già contenute nelle lettere di apertura della procedura, motivazioni ritenute completamente insussistenti dal Sindacato.

Nel cercare di delineare meglio le proprie ragioni, IBM ha compiuto addirittura due clamorosi autogoal nel momento in cui:

  • ha specificato che la attuale cessione di ramo d'azienda in realtà risponde alla necessità di risolvere un esubero per il quale già avrebbe potuto aprire alla fine dell'anno scorso una procedura di licenziamenti collettivi, operazione non attuata per mere questioni di opportunità;

  • ha fatto presente, rispondendo a delle domande dei rappresentanti sindacali, che un altro importante settore non è stato incluso, esclusivamente perché provenendo da una recente acquisizione, non si era ancora completato il processo di integrazione in IBM, facendo in questo modo capire che ciò avverrà in un futuro non troppo lontano.

In sostanza, le affermazioni di IBM hanno di fatto confermato che i due reparti oggetto dell'operazione non costituiscono un ramo d'impresa in quanto non aventi l'autonomia funzionale prevista dalle norme di legge, considerando anche la presenza delle medesime mansioni in altri settori aziendali. Da tutto ciò consegue che le cessioni sono in realtà dei licenziamenti mascherati, attuati nella maniera più semplice e veloce, e che altre ve ne saranno a breve in altri settori aziendali.

Il Sindacato ha con nettezza avanzato la richiesta di un immediato ritiro della procedura di cessione di ramo d'azienda, dando la propria disponibilità ad effettuare incontri tesi ad analizzare complessivamente la situazione aziendale.

L'incontro si è quindi concluso senza che venisse fissata una nuova data.

Il Coordinamento Nazionale e le OO.SS. invitano tutti i lavoratori di tutti i settori a partecipare alle assemblee e alle iniziative di lotta, delle quali iniziamo a riportare le seguenti:

  • sciopero degli straordinari e della reperibilità, fino a nuova comunicazione;

  • sciopero di 8 ore di venerdì 18 dicembre in tutte le sedi tranne Roma con modalità che saranno indicate sede per sede;

  • sciopero di 8 ore il 22 dicembre con presidio presso il MISE;

  • un pacchetto di altre 8 ore di sciopero da svolgersi nelle primi giorni di gennaio;

  • ulteriori iniziative, sentite le assemblee, potranno essere indette dalle RSU locali.

Le Organizzazioni Sindacali di concerto con i propri uffici legali, stanno effettuando le opportune verifiche riguardo la validità della cessione di ramo d'azienda.

Inoltre, invitano i lavoratori che saranno oggetto della cessione ad effettuare le iniziative individuali legali che saranno supportate e patrocinate dalle Organizzazioni Sindacali. A tal fine sarà inviata ai lavoratori una guida pratica con i passi da seguire e sarà resa disponibile.

 

FIM FIOM UILM Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU IBM Italia

 

Roma, 14 dicembre 2015

Ibm: cassa integrazione per aumentare gli utili?

Category: Ibm
Creato il Venerdì, 20 Novembre 2015 15:41

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Ibm apre una procedura di Cassa Integrazione Ordinaria a zero ore per circa 300 lavoratori.

Le Multinazionali stupiscono sempre: per aumentare gli utili e la redditività scaricano sui lavoratori (e sullo Stato italiano) tutti gli oneri.

Ibm Italia ha assunto negli ultimi mesi tantissimi lavoratori, ha altrettanti lavoratori e aree con carichi di molto superiori alle 40 ore settimanali, ha un andamento economico sicuramente buono.

Ecco perché il giorno 25 novembre, nel primo incontro di procedura, la Direzione aziendale dovrà essere molto convincente per giustificare la richiesta di Cassa integrazione.

Nei giorni successivi verranno effettuate le assemblee con tutti i lavoratori, in cui si valuteranno tutte le iniziative sindacali e legali a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici Ibm.

 

Fiom-Cgil Nazionale

 

Roma, 20 novembre 2015

Ibm. Ulteriori tagli in Gts

Category: Ibm
Creato il Mercoledì, 15 Aprile 2015 17:52

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Questa mattina la direzione Relazioni Industriali di IBM Italia ha comunicato all’Esecutivo del Coordinamento Nazionale RSU IBM che, a far data da ieri, è partita una campagna di dimissioni incentivate per la divisione GTS che terminerà il prossimo 30 Aprile. L’Azienda ha tenuto a precisare che l’adesione all’iniziativa è da intendersi solo su base volontaria. A precisa richiesta sindacale, la direzione HR ha affermato che l’obiettivo da raggiungere è un “numero consistente” e che la platea interessata è tutta la popolazione di GTS.

Questa iniziativa arriva poche settimane dopo la conclusione dell’ultima procedura di mobilità, che aveva visto un numero di lavoratori GTS lasciare l’azienda superiore a quanto preventivato dall’azienda stessa all’avvio della procedura, e dopo una ulteriore iniziativa di incentivo all’esodo operata nel corso dello scorso marzo.

Da parte nostra esprimiamo la forte preoccupazione per l’ennesima iniziativa decisa in America volta alla riduzione del personale nelle singole country. A tal proposito, l'Azienda ha fatto presente che i tagli si effettueranno in un certo numero di Paesi nel mondo, senza specificare né il numero, nè quali. Non ci è pertanto chiaro al momento, se si terrà quindi l'informativa in sede di Comitato Aziendale Europeo.

Nonostante il nostro Paese nell’ultimo anno abbia comunque contribuito positivamente ai risultati economici della Corporation, GTS in primis, il management americano attua, come unica metodologia di gestione aziendale, il taglio lineare delle risorse umane. Il management italiano non è più in grado di contrastare questa filosofia ed è diventato un mero attuatore di “ordini”.

Chiediamo a tutti i lavoratori che dovessero subire contatti/pressioni in merito a questa iniziativa di segnalare questo alle RSU locali o al Coordinamento Nazionale.

Rimane il grosso dubbio che questa sia solo la prima operazione che, in mancanza dei risultati numerici stabiliti, porti a più drastiche iniziative da parte dell’azienda.

Da ciò nasce un appello a tutti i Lavoratori per appoggiare le iniziative del Sindacato, per evitare in Italia un dissennato piano di riduzione del personale, proprio ora le nuove strategie C.A.M.S.S. (Cloud, Analytics, Mobile, Social, Security) richiederebbero un maggiore investimento nel personale.

 

FIOM-CGIL NAZIONALE

Esecutivo del Coordinamento Nazionale RSU IBM Italia

 

Roma, 15 aprile 2015

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