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30 Marzo 2017
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La Fiom mette Fca sotto inchiesta

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Venerdì, 17 Febbraio 2017 13:00

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Nel 2017 prende avvio la ricerca su Fca e Cnh promossa dalla Fiom nazionale insieme alla Fondazione Claudio Sabattini, con la collaborazione della Cgil nazionale e della Fondazione Di Vittorio. Su ragioni e obiettivi di questa ricerca, alla situazione attuale nel gruppo Fca e Cnh abbiamo intervistato Michele De Palma, Responsabile settore automotive della Fiom nazionale.

Perché come Fiom avete deciso di dare il via ad una ricerca su Fca e Cnh?

Perché per guardare al futuro bisogna aver chiara la situazione attraverso un bilancio. L’inchiesta sul mondo Fca e Cnh è fondamentale se si vuole davvero decidere con i lavoratori. Dal 2011 – cioè dall’entrata in vigore del contratto collettivo specifico di lavoro con la conseguente esclusione della Fiom dagli stabilimenti, alla presentazione del piano industriale e finanziario da parte dell’amministratore delegato Marchionne – tante cose sono cambiate e vogliamo fare il punto della situazione per capire come le lavoratrici e i lavoratori hanno vissuto questi anni e quali sono gli elementi sui quali investire la nostra iniziativa di carattere sindacale e contrattuale per il futuro. Perché il 2018 è un anno cruciale: c’è una precisa coincidenza che è data dalla scadenza del piano industriale e occupazionale, dalla scadenza del contratto collettivo specifico di lavoro e dalla scadenza, in alcuni degli stabilimenti più importanti, degli ammortizzatori sociali. Infine, anche gli assetti proprietari e finanziari sembrano essere in evoluzione, detta in modo semplice: sarà ancora Marchionne l'amministratore delegato? Fca venderà degli asset o finirà in un processo di fusione? Con quali effetti industriali e occupazionali? L’incrocio di tutti questi fattori e delle incognite determina per noi un’evidente evoluzione nel conflitto di questi anni, per continuare ad avere uno sviluppo industriale ed occupazionale e uno spazio di contrattazione democratico per i lavoratori.

Quali sono i principali aspetti che volete focalizzare con questa ricerca?

Il primo è un fattore di carattere proprietario/finanziario da un lato e industriale/occupazionale dall’altro: vogliamo capire le prospettive di Fca e Cnh nel prossimo futuro in un settore attraversato da grandi cambiamenti, a partire dai mercati, passando per l'affermarsi di nuove politiche protezionistiche, fino al prodotto che non è più semplicemente l'auto ma l'ecosistema complessivo della mobilità.

Il secondo riguarda la condizione di lavoro dentro agli stabilimenti, sia dal punto di vista contrattuale - cioè orari e salario - che dal punto di vista della salute e della sicurezza, e lo spazio della contrattazione. La domanda è: alla luce dell’introduzione del Wcm e dell’Ego Uas quali sono le condizioni che vivono oggi i lavoratori? Cosa è cambiato nella organizzazione del lavoro? Non vogliamo però fermarci ad una fotografia della condizione ma abbiamo la necessità di trarne degli spunti per provare a migliorare la loro situazione.

Il terzo punto è di indagare il mondo della filiera e degli appalti. L’indotto e la componentistica di primo livello sono un fattore essenziale della produttività e della creazione di valore del prodotto.

La nostra è un’inchiesta senza “paracadute”. Il tema non è dimostrare quello che noi già pensiamo ma capire come le azioni dell’azienda hanno cambiato le cose e se e quanto tutto quello che abbiamo cercato di fare come Fiom in questi anni, grazie allo straordinario lavoro dei delegati, è vivo tra i lavoratori. Bisogni e desideri in stabilimenti cambiati dalla crisi, dal contratto e dalla nuova organizzazione del lavoro. È ovvio che questo prevede la nostra disponibilità ad accettare tutti i risultati che emergeranno e, in base a questi, riorientare le scelte di carattere sindacale. In coerenza col nostro passato, vogliamo mettere al centro le lavoratrici e i lavoratori, i nostri iscritti, i delegati e – insieme a loro - provare a riaprire un confronto con gli altri sindacati e la direzione aziendale di Fca e Cnh. Sapendo bene che, fino a oggi, l’azienda ha però sempre negato alla Fiom il riconoscimento di soggetto negoziale e ai lavoratori la possibilità di poter decidere.

Un anno fa anche la Fim-Cisl ha presentato una ricerca su Fca e, in particolare, sull’adozione del Wcm negli stabilimenti. In cosa differirà la vostra a livello d’impostazione?

Beh, non è certamente il tipo di ricerca che abbiamo in testa noi. Innanzi tutto perché - come dicevo – la vogliamo far vivere davvero dai lavoratori e dai delegati. Non voglio fare polemica con la Fim ma posso dire tranquillamente che, pur girando tutti gli stabilimenti, non ho mai incontrato un solo lavoratore che alla mia domanda se avesse partecipato a quella ricerca abbia alzato la mano.

Il punto fondamentale della ricerca fatta dalla Fim era dimostrare che l’introduzione del Wcm e dell’Ergo Uas modificassero positivamente la prestazione e la condizione della manodopera. Ma, nonostante questa “buona” intenzione, il risultato che emerge è che i lavoratori segnalano un aumento dello stress da lavoro, causato da una riduzione delle pause, un’assoluta flessibilità di gestione dell’orario di lavoro imposto in maniera unilaterale dall’azienda, un’intensificazione della produzione e l’introduzione di una partecipazione molto più cognitiva (cioè la famosa qualità just in time).

Del resto questi elementi erano già emersi nell’inchiesta fatta alcuni anni fa da Industry All Europe con degli ergonomi (chiaramente quello indicato dalla Fiom non fu fatto entrare nello stabilimento italiano preso in esame). Da quella ricerca risultò evidente che, nonostante le condizioni di lavoro fossero in alcuni casi migliorate - penso all’introduzione del sistema “butterfly” a Pomigliano, dove è l’auto a rigirarsi sulla catena e questo permette di non lavorare sempre con le braccia alzate - tutti gli intervistati sottolineavano problemi dal punto di vista della saturazione, delle pause, della gestione del rapporto tra vita e lavoro. A Pomigliano la produzione per turno è passata in pochi anni da 360 vetture per turno a 420.

Nella vostra ricerca, oltre a concentrarvi sulle condizioni di lavoro e sugli aspetti produttivi, volete analizzare anche gli aspetti societari?

Esattamente. Quando abbiamo immaginato l'avvio di questa ricerca non avremmo mai potuto prevedere almeno tre novità di questi giorni: la vittoria di un protezionista negli Usa, un’inchiesta dell'Epa con un rischio per Fca di una sanzione che girerebbe intorno ai 4,6mld e l'apertura di un conflitto nell'Unione Europea su iniziativa del governo tedesco sulle emissioni di alcuni modelli Jeep, 500X e Doblò. E ancora non potevamo prevedere che, nonostante il dieselgate, la Volkswagen diventasse il primo produttore mondiale scavalcando la Toyota. Per Fca, anche alla luce dei dati forniti nell'ultima conference call con analisti e azionisti dell'ad, vogliamo analizzare gli assetti proprietari, finanziari e industriali del gruppo e le loro prospettive anche in relazione alle altre case produttrici.

In Europa stiamo assistendo a cambiamenti di una certa importanza, sia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro che dal punto di vista del prodotto che si dovrà realizzare. Audi ha scelto di sperimentare delle isole produttive che tentino di superare la catena di montaggio fordista. Senza voler esprimere un giudizio di merito però è evidente che in questo caso stiamo assistendo ad una sperimentazione. Volkswagen sta andando verso una fase di ristrutturazione, con la dichiarazione di 30mila esuberi gestiti però attraverso il prepensionamento e l’assunzione di 10mila unità – in base agli accordi sottoscritti con l’IG Metall – che saranno impiegate esclusivamente in Germania nella costruzione dell’auto elettrica. Sempre sull’auto elettrica anche in Francia ci si sta muovendo su questo terreno.

In Italia, invece, nulla di tutto ciò. Stiamo provando ad aprire un confronto pubblico e con il Governo perché senza politiche industriali che finanzino investimenti su auto ecologiche e di nuova generazione - visto il salto tecnologico su connessione e dispositivi di sicurezza – è difficile immaginare un futuro di crescita dell'occupazione nel nostro Paese. Oggi, abbiamo un evidente problema di prospettiva sul prodotto visto che in Europa è iniziata la corsa all'auto elettrica. Fca è cresciuta sia in termini di mercato in Ue che in Italia, ciò è dovuto al lancio di nuovi modelli (Giulia, Levante, Renegade) ma anche al risultato straordinario del Ducato. Il problema è che a questo non coincide un ritorno alla completa occupazione dei lavoratori e alla mancanza di redistribuzione della ricchezza prodotta. Inoltre, la crescita di Fca in Europa è dovuta anche a prodotti che sono assemblati in paesi come la Turchia, la Polonia o la Serbia. Per esempio la Tipo, che è venduta in Italia e che ha scalato le classifiche, è un auto che viene prodotta con un costo del lavoro bassissimo e la negazione dei diritti sindacali e con un’organizzazione del lavoro che ci piacerebbe veder superata.

Un elemento di notevole interesse mi pare l’introduzione del team leader. La ricerca analizzerà anche il ruolo di queste figure all’interno degli stabilimenti?

La riorganizzazione che è avvenuta negli ultimi anni in Fca – in corso in Cnh - ha visto l’introduzione di questa nuova figura, che è interessante inchiestare per varie ragioni. Sicuramente perché assume sempre più centralità dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, nel senso di organizzazione complessiva anche dal punto di vista delle questioni sindacali. Spesso l’azienda utilizza i team leader per spiegare gli accordi sindacali siglati con le organizzazioni firmatarie del Contratto specifico. Sono figure diffuse nello stabilimento, perché il loro rapporto è di 1 ogni 6 lavoratori, sono figure “di prossimità” dell'azienda con i lavoratori.

Questo sistema ha moltissimo a che fare col Wcm, perché entrambi utilizzano la partecipazione senza democrazia. E questo è un elemento di forte frizione con noi. Perché i team leader sono concepiti come la punta più avanzata della garanzia di partecipazione agli obiettivi aziendali che non sono negoziati e negoziabili, mentre noi pensiamo che partecipazione e democrazia non vadano disgiunte. I lavoratori, attraverso i propri delegati, devono poter avanzare le loro proposte e devono avere la possibilità di far sentire la propria voce. La figura del team leader, invece, più che essere una figura con una professionalità a trecentosessanta gradi rappresenta solo una leadership imposta dall’azienda. E bada che questo non avviene in tutti grandi gruppi dell’automotive ma rappresenta una precisa scelta aziendale. Ad esempio, in Volkswagen e in Audi i team leader vengono eletti tra i lavoratori e, quindi, rappresentano una leadership conquistata attraverso l’autorevolezza e non con l’autoritarismo imposto dalla catena di comando aziendale. Questo – a mio avviso - rappresenta bene l’interpretazione che Fca dà del Wcm.

Quali sono i partner che assieme alla Fiom collaboreranno alla costruzione e allo svolgimento di questa inchiesta?

Come Fiom abbiamo preso la decisione di svolgere la ricerca in un costante confronto con la struttura dei delegati e con la Fondazione Claudio Sabattini che, assieme alla Fondazione Di Vittorio e alla Cgil, hanno definito con noi il percorso da mettere in campo. Il primo momento è stato sicuramente il coordinamento nazionale dei delegati della Fiom in Fca che ha discusso l’impianto e l’ha sottoposto ai lavoratori. Inizialmente faremo una sperimentazione su tre stabilimenti, chiedendo fin da subito una partecipazione attiva da parte dei delegati, che non saranno solo i somministratori dei questionari ma i protagonisti, insieme ai lavoratori coinvolti, di questa esperienza che - come si sarebbe detto un tempo - voglio definire di conricerca.

Quindi un’inchiesta di fabbrica che vede il coinvolgimento non solo della Fiom ma della Cgil nel suo insieme?

Certo. Il ruolo della Cgil è molto importante da questo punto di vista, perché riteniamo che il più grande gruppo privato presente sul territorio italiano debba essere oggetto di un’inchiesta per capire i lavoratori che cosa pensano. Sono loro che devono essere messi al centro. Fca e Cnh sono le aziende più avanzate – nel bene o nel male - dal punto di vista della gestione degli stabilimenti ed è quindi significativo che la confederazione se ne interessi. I risultati di questo lavoro saranno utili a tutto il sindacato, non solo alla Fiom.

Come si inserisce l’inchiesta di cui mi stai parlando con il percorso sindacale che state intraprendendo in Fca e Cnh?

Questo non vuole essere un lavoro di carattere accademico bensì puramente sindacale, perché è del tutto evidente che ci sarà utile anche nel percorso di avvicinamento alla scadenza del contratto collettivo specifico di lavoro e per meglio comprendere le prospettive future del gruppo. Un obiettivo è di far tornare all’interesse dell’opinione pubblica i risultati di questa inchiesta e le valutazioni sindacali che da essa emergeranno. Siamo stati troppo abituati alla rappresentazione del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Perché dobbiamo dirci che la rappresentazione giornalistica – che è stata cucita addosso anche a noi - è sempre stata questa: c’era chi (molti) diceva che andava tutto bene e poi c’era la Fiom che diceva che andava tutto male. Ma il problema è che il bicchiere resta sempre a metà, nella migliore delle ipotesi. Una parte consistente dei lavoratori è ancora in contratto di solidarietà e, dal punto di vista contrattuale, la metà dei lavoratori è fuori dalla contrattazione, perché gli iscritti alla Fiom non sono messi nelle stesse condizioni degli altri. C’è stato però un elemento significativo negli scorsi mesi: nella votazione per il rinnovo dei rappresentanti per la salute e la sicurezza (Rls), la Fiom è stata riconosciuta come prima organizzazione sindacale. Quindi, i delegati della Fiom sono la maggioranza degli Rls eletti dentro agli stabilimenti Fca e Cnh. Con questa novità, sia gli altri sindacati, che l’azienda, che noi stessi dobbiamo fare i conti, perché si tratta di una volontà esplicita da parte dei lavoratori, che non hanno detto un no per conservare ma un no per cambiare.

Recentemente è stato rinnovato unitariamente il contratto nazionale dei metalmeccanici e sappiamo bene che Fca è fuori da Federmeccanica e, quindi, non riconosce quell’accordo. Pensi che si apriranno delle contraddizioni in tal senso? E quali sono oggi le differenze contrattuali tra i lavoratori del gruppo Fca Cnh e quelli di aziende aderenti a Federmeccanica?

Questo ragionamento è già oggetto di un confronto con tutti i delegati. La prima differenza è che sul contratto nazionale hanno deciso i metalmeccanici con un voto. In Fca e Cnh non abbiamo un riconoscimento contrattuale da parte dell’azienda, quindi il primo problema è che non c’è un tavolo unico di negoziazione. Nel corso del prossimo anno potrebbe rideterminarsi uno scenario che abbiamo già conosciuto nel corso dello scorso rinnovo del Contratto specifico: facciamo le assemblee, presentiamo un’ipotesi di carta rivendicativa, che viene votata dai lavoratori, ma questa poi finisce sul binario morto del primo incontro con l’azienda, che procede a costruire l’intesa solo con le altre organizzazioni sindacali. Il primo tema, allora, è di impedire che ci mettano su un binario morto, che tra l’altro alimenta un’idea pericolosissima: quella per cui continuiamo ad avere ragione, abbiamo un grande consenso di applausi nelle assemblee ma ciò, di per sé, non cambia la condizione dei lavoratori dentro agli stabilimenti. Il nostro obiettivo deve essere quello di non accontentarci degli applausi in assemblea ma fare più contrattazione, sentirci più corresponsabili e desiderosi di metterci in gioco.

La seconda questione è quella della chiave democratica. Il tema vero non è tanto l’esclusione della Fiom, ma l’esclusione dei lavoratori da qualsiasi decisione, sia nella fase di preparazione della piattaforma sia nella fase di conclusione del tavolo negoziale. In Federmeccanica siamo arrivati con due piattaforme diverse ma oggi i lavoratori hanno votato su un’ipotesi di accordo unitaria e riconosciuta sia dall’impresa che da tutte le organizzazioni sindacali. In Fca e Cnh non c’è nessun riconoscimento del testo unico sulla rappresentanza – comunque lo si giudichi – perché il sistema di relazioni sindacali è improntato su un altro meccanismo: non è prevista la partecipazione democratica dei lavoratori ed è, nei fatti, l’azienda che decide unilateralmente sui contratti.

In merito al salario c’è oggi una differenza sostanziale, perché in paga base i lavoratori Fca - dal 2013 - non ricevono aumenti contrattuali, a differenza dei loro colleghi metalmeccanici. Quindi c’è un tema che riguarda proprio l’istituto contrattuale della paga base. Nel concreto: un lavoratore Fiat se gli si applicasse ancora il contratto nazionale avrebbe mensilmente circa 70 euro lordi al mese in più. Questa distanza è destinata ad aumentare con il nuovo contratto. Questo perché in Fca e Cnh non esiste più la distinzione tra gli elementi della retribuzione complessiva, che sono invece ben distinti nel contratto nazionale dei meccanici. Con il Contratto Fiat abbiamo assistito alla trasformazione della paga base e degli elementi fissi, anche premiali, in elementi completamente variabili che, con la legge di stabilità, sono diventati detassabili e, quindi, si sono “magicamente” trasformati in buoni benzina o simili. Il nostro obiettivo deve essere invece quello di ricostruire gli istituti contrattuali separati tra loro, per poter finalmente tornare a negoziare nei confronti dell’azienda.

C’è poi la questione degli orari di lavoro. Nel nuovo contratto nazionale si ribadisce che le Rsu hanno una funzione fondamentale nella contrattazione degli orari di lavoro mentre in Fca non avviene nulla di simile. Le Rsa sono al massimo informate di quanto deciso dall’azienda, che può davvero fare tutto quello che vuole: dal cambiare la turistica, all’utilizzare i Par per coprire il 19esimo o 20esimo turno e così via. Abbiamo un utilizzo unilaterale della prestazione lavorativa e ciò impedisce qualsiasi possibilità di contrattare.

Altra differenza sostanziale riguarda il welfare. Mentre nel contratto nazionale dei metalmeccanici andiamo verso un’estensione della sanità integrativa anche a familiari e lavoratori a tempo determinato, in Fca e Cnh bisogna pagare 65 euro a testa all’anno per accedere al fondo sanitario, 50 euro i familiari. Per quanto riguarda Cometa c’è stato un aumento di contribuzione del 2% da parte dell’impresa e invece in Fca è rimasto tutto a livello precedente.

Mi pare di capire che i risultati raggiunti col rinnovo unitario del contratto nazionale e i contenuti di quell’accordo posso essere utili anche in Fca, possono far esplodere delle contraddizioni…

Certamente. Dobbiamo mettere in parallelo la situazione che c’è in Federmeccanica con quella in Fca e Cnh, per informare i lavoratori delle discrepanze e per aprire una campagna rivendicativa.

Noi in questi anni abbiamo maturato un consenso importante, abbiamo aumentato il numero dei voti e degli iscritti. Ovviamente la situazione non è omogenea, perché c’è stata una riduzione complessiva delle ore lavorabili e molti sono in contratto di solidarietà o cassa integrazione. Noi abbiamo contestato a Fca e Cnh di essere uscita dal contratto dei meccanici, perché ha diviso i lavoratori tra loro, cioè quelli del gruppo da tutti gli altri. È del tutto evidente che questa decisione di uscire da Federmeccanica è nelle mani dell’impresa, che ha deciso con la complicità delle altre organizzazioni sindacali. Ma oggi con la firma unitaria del contratto nazionale, col voto dei lavoratori che ne certifica la democrazia, bisogna che anche in Fca e Cnh si apra un percorso perché non ci siano più disparità di trattamento. Per la Fiom il primo tema è di ricostruire un elemento comune, di riunificare tutti i lavoratori metalmeccanici. A essere divisi l'unica che ci guadagna è la controparte: l’aver firmato un contratto nazionale di categoria con quelle caratteristiche può essere di grande aiuto anche a noi che operiamo in Fca e Cnh

 

*Intervista in uscita su CS.info n.3, newsletter della Fondazione Claudio Sabattini e su Inchiestaonline.it

Fiom Toscana, comunicato su incontro Gruppo Piaggio

Category: Fiom Toscana
Creato il Martedì, 24 Gennaio 2017 17:36

Fim Fiom Uilm Sciopero 20 aprile 2016

Dall'incontro tenutosi in data odierna a Pontedera con il Presidente del Gruppo Piaggio emerge purtroppo un quadro ancora preoccupante di perdurante crisi nelle fabbriche italiane.

I dati illustrati sottolineano il contesto delle riduzioni dei mercati europei delle due ruote e dell'utilizzo costante degli ammortizzatori sociali negli stabilimenti italiani, ad eccezione di Moto Guzzi, per sopperire alla mancanza di volumi di lavoro.

Nel 2016 si è registrato un minimo incremento di rialzo del mercato che, come Organizzazioni sindacali, abbiamo richiesto possa essere tradotto in elemento di incrementi produttivi e occupazionali.

L'Azienda tende inoltre a precisare come il livello degli investimenti in Italia sia rimasto costante, circa sui 70 milioni di euro l'anno.

Per quanto concerne lo stabilimento di Pontedera, si prevede il lancio di un nuovo modello, Vespa GT, ma permane una riduzione delle ore lavorate rispetto all'anno precedente; per quanto riguarda gli stabilimenti Aprilia, è stata manifestata l'idea di lanciare un nuovo modello, ma complessivamente non tutti i modelli passati sono stati adeguati da Euro 3 a Euro 4 e quindi non c'è una compensazione adeguata.

Come Fim, Fiom. Uilm nazionali vi è l'intenzione di chiedere a Piaggio di proseguire il confronto e adottare una strategia di più largo respiro, al fine di rilanciare i prodotti e la saturazione degli impianti degli stabilimenti italiani.

E' evidente che gli ammortizzatori sociali non possono proseguire nel corso del tempo e quindi è necessario adottare anche una strategia sindacale unitaria al fine di contribuire ad accompagnare la ripresa produttiva e garantire i livelli occupazionali negli anni futuri.

 

I coordinatori nazionali per il Gruppo Piaggio

Ferdinando Uliano, Fim-Cisl

Massimo Braccini, Fiom-Cgil

Gianluca Ficco, Uilm-Uil

 

Pontedera, 24.01.2017

Nota Fiom intervento nelle aree colpite dalle forti nevicate e dal sisma

Category: News Sas
Creato il Giovedì, 19 Gennaio 2017 15:10

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le forti nevicate che hanno colpito le regioni del Centro Sud ed in particolare le aree colpite dalle scosse di terremoto, non solo nei mesi passati, ma anche nella giornata di ieri, hanno determinato il crollo delle reti di comunicazione: ferroviarie, stradali, elettriche, telefoniche e dei servizi per la collettività, rendendo così ancora più problematica e drammatica la vita di chi vive in quelle aree ma anche dei soccorritori che stanno intervenendo.

Nell’istallazione e manutenzione delle reti e nei servizi operano tante aziende del settore metalmeccanico che oggi sono chiamate dai gestori delle reti e dagli enti di governo a un impegno straordinario per il ripristino delle condizioni di comunicazione.

Chiediamo a tutti di operare affinché i lavoratori delle imprese che verranno coinvolte, si rendano disponibili ad intervenire in quelle aree, anche da regioni e territori distanti, in regime di trasferta, anche per riaffermare ancora una volta la nostra cultura e pratica fondata sulla solidarietà tra le persone e soprattutto per le persone che sono in difficoltà.

Si deve nel contempo richiedere a tutte le RSU ed in particolare agli RLS un’attenta e scrupolosa verifica che i lavoratori chiamati ad operare in quelle aree operino in sicurezza, chiedendo alle aziende che gli stessi siano dotati di un vestiario adatto e di attrezzature utili per lavorare senza rischi.

E’ opportuno inoltre che tutti i lavoratori siano dotati di mezzi di comunicazione come cellulari, smartphone con GPS e geolocalizzatore e che nelle aree di intervento sia sempre presente un responsabile aziendale che deve valutare l'esistenza o meno di rischi elevati.

 

Ccnl Federmeccanica. I lavoratori approvano l'ipotesi di accordo. I dati

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Giovedì, 22 Dicembre 2016 14:54

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La Commissione elettorale nazionale Fim-Fiom-Uilm alle ore 14,00 del giorno 22 dicembre 2016 comunica i risultati quasi definitivi arrivati dalle Strutture regionali.

Il numero di aziende interessate è 5.986 per un totale di 678.328 dipendenti.

Hanno votato n° 350.749 (pari al 63,27% dei presenti nei giorni di votazione); di questi 276.627 (80,11%) hanno votato SI e 68.695 (19,89%) hanno votato NO.

Le bianche sono state 3.836 e le nulle 1.591.

Pertanto la Commissione certifica che l’esito della consultazione ha dato esito positivo e quindi il CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO di Federmeccanica-Assistal è pienamente applicabile per tutti i lavoratori della categoria.

 

Commissione elettorale nazionale Fim-Fiom Uilm

 

Roma, 22 dicembre 2016

Addio a Pino Sacchi, leader “nascosto” dello Statuto

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Mercoledì, 14 Dicembre 2016 17:33

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Il compagno Giuseppe Sacchi – operaio, comandante partigiano, storico segretario della Fiom di Milano dal 1958 al 1964, e tra i padri dello Statuto dei lavoratori – se n’è andato martedì 13 dicembre, all’età di 99 anni.

È stato uno dei sindacalisti più influenti della storia dell’Italia repubblicana. Anche uno dei meno conosciuti, però, per una tendenza personale a considerarsi uno strumento del movimento operaio, scomparendo come individualità.

L’importanza del suo ruolo deriva innanzitutto dalla Federazione metallurgica milanese che diresse e dal periodo in cui ne fu a capo. Egli fu segretario del sindacato tradizionalmente più combattivo, nella città più industrializzata d’Italia, nel momento in cui tutto il Paese, e in particolare il settore metalmeccanico, conobbero la più grande espansione produttiva della storia.

In sostanza Sacchi affrontò esattamente il periodo in cui più alte furono le pretese degli imprenditori nei confronti dei lavoratori. Il boom economico indubbiamente dipese da una favorevole congiuntura internazionale, dagli investimenti pubblici – soprattutto - e privati, ma nacque anche dal lavoro e in molti casi dal super-sfruttamento di milioni di operai. La segreteria Fiom di Sacchi fu la prima in Italia a provare a opporsi a quello stato di cose, progettando e vincendo una storica vertenza quale quella degli elettromeccanici.

La fine dei sindacalmente terribili anni Cinquanta e l’inizio della riscossa operaia, che culminò nell’«autunno caldo» e nello Statuto dei lavoratori, passarono anche attraverso le lotte che Giuseppe Sacchi diresse con fermezza e coraggio. Dalla lotta contrattuale del ’59, (un contratto nazionale “necessario” ma considerato deludente) alla ormai leggendaria lotta degli elettromeccanici, che quel contratto doveva “integrare”, ritenuta da molti la più grande mobilitazione sindacale del secondo dopoguerra, per giungere al Contratto nazionale del ’63, che rivoluzionò il ruolo del sindacato nelle fabbriche.

Si trattò delle mobilitazioni sindacali più avanzate che l’Italia avesse mai visto. Mobilitazioni che segnarono profondamente le modalità di lotta del decennio seguente e cambiarono per sempre la prassi sindacale e la percezione che i lavoratori avevano di se stessi, delle proprie possibilità di azione, e il rapporto tra organizzazione sindacale e i lavoratori nelle fabbriche. L'inchiesta tra gli operai, l'organizzazione reticolare e diffusa delle assemblee ovunque fosse possibile riunire i lavoratori (il diitto di assemblea in azienda ancora non era stato conquistato), il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella elaborazione delle piattaforme e delle modalità di lotta, furono l'elemento decisivo di quelle vertenze. La maggior parte di esse si concluse con una vittoria schiacciante ai danni del padronato. Sacchi, in questo modo, influì largamente sulle sorti dei sindacati in tutto il Paese, dal momento che, allora, dettare la linea dei metalmeccanici di Milano spesso significava dettarla a tutta la Fiom in Italia e la Fiom spesso finiva col trascinare anche la Cgil.

Pino, così lo chiamavano gli amici, non mutò mai le proprie idee. Non esiste, infatti, una cesura tra la sua attività sindacale e quella parlamentare. Quando nel ’63 arrivò a Montecitorio nelle fila del Pci, continuò a leggere la realtà con gli occhi di sempre, quelli di un operaio. I contenuti da lui espressi restarono i medesimi. E molti di questi contenuti finirono poi nello Statuto dei Lavoratori, di cui stese la primissima proposta di legge nel luglio del ’67.

È in questo modo che Sacchi è diventato una figura essenziale nel mondo del lavoro italiano. Egli è stato, molto più di altri personaggi maggiormente celebrati, il protagonista del cammino dei lavoratori verso i diritti. Da dirigente del sindacato aprì la partita con le lotte del periodo 1958-1964, da parlamentare la chiuse con lo Statuto dei Lavoratori nel 1970.

Riattualizzare la pratica di Giuseppe Sacchi, facendo i conti con la mutata composizione sociale del lavoro di oggi, questa è la sfida. Siamo convinti che il suo spirito e il suo esempio torneranno presto in un progetto al quale da alcuni anni stiamo lavorando insieme a Wu Ming 2 e che vedrà presto la luce. Ultimamente, quando ne parlavamo con Sacchi, annuiva e diceva: «Questa è una cosa importante». Si tratta di un libro di racconti scritti dai lavoratori, alcuni vecchi di cinquant’anni – che vengono da un concorso letterario voluto proprio da Sacchi – e altri composti nell’ultimo periodo e in maniera collettiva. Narrano il mondo del lavoro visto dal basso e lo percorrono nel passato, nel presente e, forse, anche nelle prospettive future. Sono storie di uomini e di lavoro, storie vere e di fantasia, storie diverse, ma che in fondo sono un’unica storia, quella del movimento operaio italiano. Ecco perché, ripensandoci, forse non dovremmo parlare di una raccolta di racconti, ma di un unico romanzo storico ipercollettivo, al quale hanno contribuito non solo coloro che l’hanno scritto, ma anche le donne e gli uomini che negli ultimi cinquant’anni hanno combattuto per i propri diritti, e soprattutto per quelli di chi verrà dopo. Come ha fatto Giuseppe Sacchi.

Ecco perché Pino è partito, ma resta con noi per sempre.

 

*storico, biografo di G. Sacchi

**segretario generale Fiom Milano

Fiom Torino. Maserati di Grugliasco, il regalo di Natale è il ritorno della cassa integrazione

Category: Fiom Torino [provinciale]
Creato il Mercoledì, 23 Novembre 2016 09:48

La Fiom-Cgil rende noto che oggi, martedì 22 novembre, l'azienda ha comunicato, dopo molti mesi, il ritorno alla cassa integrazione per lo stabilimento Maserati di Grugliasco: la decisione è stata presa per una temporanea contrazione della domanda di mercato, relativa ai due modelli Ghibli e Quattroporte. La cassa integrazione riguarderà il periodo dal 19 al 30 dicembre e sarà per tutti i 1855 addetti; sarà anche seguita dalla chiusura di fine anno, prevista dal 31 dicembre al 9 gennaio.

Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, e Edi Lazzi, responsabile della Maserati per la Fiom-Cgil torinese, dichiarano: «Un annuncio di cassa non è mai una buona notizia. Era da maggio che a Grugliasco non si ricorreva agli ammortizzatori sociali: speriamo che si tratti di un rallentamento momentaneo e che con l'inizio del 2017 si torni a lavorare normalmente».

 

Torino, 22 novembre 2016

Delegati Fiom/Fca Pomigliano D’Arco. Appello per il no!

Category: Fiom Pomiglaino d'Arco
Creato il Giovedì, 06 Ottobre 2016 16:07

In questi anni abbiamo capito che non c’è una separazione tra quello che accade dentro le fabbriche e quello che accade nel paese. Noi come operaie e operai della FCA di Pomigliano sappiamo quanto possa essere violento un referendum imposto, che tiene in se un ricatto. Un disegno autoritario che si è poi manifestato in ogni spazio della società, i cui segni sono ancora oggi indelebili sulla nostra pelle.

La scelta di dire NO per difendere la propria libertà, non è mai stata semplice per chiunque abbia a cuore la democrazia del proprio paese, figuriamoci per noi operai,da anni sotto attacco di un padronato che ha approfittato della crisi per tentare di cancellare i principi costituzionali nei luoghi di lavoro, ben prima che lo facesse la politica.L’Italia è il paese in cui la riforma del mercato del lavoro si intreccia con la riforma costituzionale. L’attacco al mondo del lavoro è stato precursore del cambiamento che le nostre controparti avevano in testa anche sul sistema costituzionale e, di conseguenza istituzionale del nostro Paese.Non è un caso che Marchionne e la stessa Confindustria sostengono il SI.

La lotta del movimento operaio è stata sempre la punta più avanzata per la conquista di diritti sociali per tutti, incarnando quel principio di eguaglianza e libertà che ha rialzato le fasce più deboli del paese dalla miseria senza speranza.Molti di noi in questi anni hanno impegnato la propria libertà per la libertà degli altri, perché convinti che esiste un nesso inscindibile tra questione sociale, questione democratica, e questione istituzionale. Per questo riteniamo che la Costituzione nata dall’antifascismo e dalla Resistenza vada difesa ed applicata in ogni luogo e ad ogni costo.

Siamo ora di fronte ad un Potere la cui arroganza ha superato anche il bisogno di mascherarsi, perché sa che ha dalla sua la maggior parte dei media, degli interessi economici e finanziari e della politica.In questo sta il carattere più eversivo e autoritario di tale controriforma Costituzionale del governo Renzi.

Oggi più che mai siamo entrati in una fase pericolosa. A un bivio ineludibile della storia di questo paese, dovela democrazia e la libertà individuale, fuori e dentro i luoghi di lavoro, sono a rischio. La storia insegna che quando queste sono messe in discussione a pagarne le conseguenze sono sempre le fasce più deboli. Un disegno autoritario di questo governo illegittimo per accentrare il Potere nelle mani di pochi a discapito della democrazia e della libertà di tutti.

Adesso per difendere e attuare la Costituzione serve un NO!

Un NO per poi arrivare in primavera a dire SI ai quesiti referendari che abbiamo promosso come CGIL, raccogliendo oltre tre milioni di firme per abrogare le norme più odiose del Job Act (appalti, voucher e licenziamenti senza giusta causa) che hanno cancellato insieme ai diritti anche la speranza di una vita dignitosa per migliaia di Lavoratrici e Lavoratori.

 

Delegate e Delegati FIOM/FCA Giambattista Vico Pomigliano D’Arco

 

Pomigliano d’Arco 27 settembre 2016

Dai metalmeccanici una grande lezione di democrazia

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Venerdì, 30 Settembre 2016 10:25

slide ccnl

 

La Commissione elettorale nazionale Fim-Fiom-Uilm alle ore 14,00 del giorno 22 dicembre 2016 comunica i risultati quasi definitivi arrivati dalle Strutture regionali.

Il numero di aziende interessate è 5.986 per un totale di 678.328 dipendenti.

Hanno votato n° 350.749 (pari al 63,27% dei presenti nei giorni di votazione); di questi 276.627 (80,11%) hanno votato SI e 68.695 (19,89%) hanno votato NO.

Le bianche sono state 3.836 e le nulle 1.591.

Pertanto la Commissione certifica che l’esito della consultazione ha dato esito positivo e quindi il CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO di Federmeccanica-Assistal è pienamente applicabile per tutti i lavoratori della categoria.

 

 Clicca sulla foto per ingrandire

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La tabella completa in pdf

 

Dichiarazione di Maurizio Landini, segretario generale Fiom-Cgil

“Il referendum sull'ipotesi di rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici è stato prima di tutto una grande prova di democrazia e di ascolto di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori metalmeccanici. La grande partecipazione al voto, più del 63%, e la larghissima prevalenza dei sì, oltre l'80%, sono la prova del valore del contratto nazionale quale strumento di tutela dei diritti e di solidarietà di tutta la categoria.”

“In una situazione di crisi, con una trattativa partita più di un anno fa con diverse piattaforme, una partecipazione e un consenso di questo genere dimostrano l'approvazione da parte dei metalmeccanici dell'impianto innovativo del nuovo contratto.”

“Questo risultato ci impegna ad un lavoro di gestione del contratto e di sviluppo della contrattazione unitaria nei luoghi di lavoro.”

“Ringrazio tutti i metalmeccanici che hanno, in questo anno, scioperato, manifestato e approvato un percorso unitario, una nuova fase sia dei rapporti unitari che di una nuova qualità del sistema di relazioni industriali con Federmeccanica.”

“Con questo voto tutti i metalmeccanici hanno sancito la riconquista del contratto nazionale.”

 


Cronologia della trattativa

Landini (Fiom): “Dai metalmeccanici una grande lezione di democrazia” - 22 dicembre 2016

I lavoratori approvano l'ipotesi di accordo. I dati  - 22 dicembre 2016

Comitato Centrale Fiom-Cgil. I Documenti - 27 novembre 2016

Riconquistato il Contratto di tutti i metalmeccanici - 26 novembre 2016

Riparte la trattativa 'in plenaria', venerdì assemblea dei delegati Fiom - 16 novembre 2016

Passi avanti su formazione e diritto allo studio, irrisolti gli altri temi - 8 novembre 2016

Alcuni passi avanti, c'è ancora molta strada da fare - 20 ottobre 2016

Comitato Centrale Fiom-Cgil. Documento conclusivo presentato dalla Segreteria nazionale - 29 settembre 2016

Landini: le lotte fanno fare a Federmeccanica un passo avanti, ma sul salario non ci siamo ancora. Dal 12 ottobre può iniziare una vera trattativa - 28 settembre 2016

Radio Articolo1. Autunno metalmeccanico. Interviene Maurizio Landini, Fiom.  15 settembre 2016

Il 28 settembre riparte la trattativa. E' un primo risultato della mobilitazione e della tenuta unitaria - 15 settembre 2016

Sciopero degli straordinari e delle flessibilità. Vertice sindacale il 13 settembre - 7 settembre 2016

A Varese il 5 luglio attivo unitario e il 7 sciopero di 4 ore - 4 luglio 2016

Sciopero dello straordinario e delle flessibilità. 4 ore di sciopero territoriale e iniziative di informazione - 28 giugno 2016

1 luglio a Brescia: lavoratori in sciopero, padroni in assemblea - 27 giugno 2016

Conferenza stampa Fim-Fiom-Uilm. Iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione - 22 giugno 2016

Calabria, Sicilia e Sardegna: Terza giornata di manifestazioni regionali. Adesione agli scioperi superiore all'80% - 15 giugno 2016

Oggi adesione agli scioperi regionali superiore all'85% - 10 giugno 2016

Massiccia adesione alla nuova tornata di scioperi: Federmeccanica abbandoni rigidità e ascolti ragioni dei lavoratori - Roma, 9 giugno 2016

Date e luoghi dello sciopero - Roma, 7 giugno 2016

Federmeccanica e Assistal ancora al palo: dodici ore di sciopero a maggio e giugno e manifestazioni il 9 e 10 giugno - Roma, 24 maggio 2016

Trattativa Federmeccanica. Documento delle segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm - Roma, 24 maggio 2016

Federmeccanica ferma da 6 mesi, aprire negoziato vero o sarà mobilitazione - Roma, 12 maggio 2016

Nuovo incontro - Roma, 6 maggio 2016

Commissione tecnica inquadramento - Roma, 28 aprile 2016

Sciopero generale Fim, Fiom, Uilm - 20 aprile 2016

Commissione tecnica inquadramento - Roma, 30 marzo 2016

Fim, Fiom, Uilm: Il 20 aprile 2016 sciopero per il contratto - Roma, 29 marzo 2016

Accordo Fim, Fiom, Uilm sulle regole - Roma, 15 marzo 2016

Valutazione Fim, Fiom, Uilm sulla trattativa per il contratto - Roma, 15 marzo 2016

Settimo incontro in ristretta: per ora nessun accordo è possibile - Roma, 11 marzo 2016

Sesto incontro. Mobilitazione se Federmeccanica non modifica le sue posizioni - Roma, 7 marzo 2016

Quinto incontro in “ristretta”: previdenza, sanità integrativa, formazione - Roma, 3 marzo 2016

Terzo e quarto incontro tematico - Roma,  25 febbraio 2016

Secondo incontro tematico - Roma, 10 febbraio 2016

Primo incontro tematico - Roma, 5 febbraio 2016

 


guarda il video su youtube


 

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 Contratto. 4 ore di sciopero territoriale e iniziative di informazione [Volantino]

Gli scioperi di luglio

 


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Date e luoghi dello sciopero

la pagina facebook

Maurizio Landini sarà a Vicenza 9 giugno | Bari 10 giugno | Palermo 15 giugno

 

Metalmeccanici. Calabria, Sicilia e Sardegna: Terza giornata di manifestazioni regionali. Adesione agli scioperi superiore all'80% - 15 giugno 2016

Oggi adesione agli scioperi regionali superiore all'85% - 10 giugno 2016

Bentivogli, Landini, Palombella: No black out informazione su mobilitazione metalmeccanici - 10 giugno 2016

Landini (Fiom): “Le piazze di oggi dimostrano che Federmeccanica deve cambiare posizione” - 9 giugno 2016

 

Radio Artocol1. Diritti, salario e contratti: i metalmeccanici scioperano - ascolta l'audio

Rassegna.it: Landini: «Pronti a intensificare la lotta»

 


 

Dati adesioni allo sciopero nazionale Fim, Fiom, Uilm del 20 aprile 2016

Sciopero 20 aprile: le tante voci di un unico successo

Milano in piazza. Landini: non ci fermeremo

Adesioni oltre il 75% e grandissima partecipazione alle manifestazioni territoriali

 

Solidarietà per lo sciopero unitario dei metalmeccanici

Solidarietà della IndustriAll Global Union per lo sciopero del 20 aprile

Cgt. Lettera di solidarietà allo sciopero del 20 aprile

 

Iniziative territoriali per lo sciopero generale dei metalmeccanici

 20 aprile, con i metalmeccanici scioperano anche i "somministrati"

 

 

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Elezioni Rsu Portovesme srl: Fiom primo sindacato

Category: Fiom Sardegna
Creato il Venerdì, 16 Settembre 2016 17:35

Si è conclusa la tornata elettorale per la elezione della Rsu tra i metalmeccanici all’interno della Portovesme srl.

Cinque le aziende coinvolte per un numero complessivo di 297 lavoratori, i votanti sono stati 223 di questi 132 voti sono andati alla Fiom-Cgil.

I delegati da eleggere erano 13 complessivamente, ben 10 sono stati eletti nelle liste della Fiom

Risultato simile nell’elezione delle Rls: su 5 Rappresentanti da eleggere, 4 sono andati alla Fiom.

Si tratta di un risultato straordinario, che premia le scelte politiche dell’organizzazione e allo stesso tempo avalla il lavoro svolto dai candidati nella campagna elettorale per le elezioni della Rsu.

Un sincero ringraziamento ai lavoratori, che con le loro scelte confermano la serietà e la validità dei nuovi delegati nelle aziende ISC srl, P.F. srl, S.S.A. srl, Agus Paolo e C.Q. Nool srl.

Alle Rsu l’augurio di buon lavoro, che seppure in un momento congiunturale complicato, siamo certi non deluderanno le attese dei lavoratori.

Fiom in festa 2016 - la festa nazionale e le feste territoriali

Category: Eventi
Creato il Venerdì, 27 Maggio 2016 17:06

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 Fiom in festa è la festa nazionale della Fiom che si terrà a Milano dal 23 al 26 giugno 2016; 

Fiom in festa sono anche le tantissime feste organizzate dalle Fiom territoriali che si terranno nel corso di tutta l'estate.

Per conoscere i programmi dei numerosi dei dibattiti , incontri e concerti della Festa nazionale e di quelle territoriali vai su

www.fiominfesta.it

www.facebook.com/fiominfesta 

 

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Fca-Cnhi. Basta con le attese e il gioco dello scarica barile: a parità di lavoro parità di retribuzione

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 23 Maggio 2016 13:04

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Le norme europee e nazionali e il contratto delle agenzie prevedono la parità di trattamento tra lavoratori dipendenti e lavoratori in somministrazione. Già da febbraio la Fiom ha sollevato il problema rispetto alle disparità economiche rilevate nelle buste paga dei lavoratori alle dipendenze delle agenzie.

La Fiom ha formalizzato alle direzioni aziendali dei gruppi Fca e Cnhi, e contemporaneamente NIdiL-Cgil alle agenzie di lavoro in somministrazione, la richiesta di procedere all'erogazione delle quantità economiche ancora pendenti in materia di premio, bonus e differenze sulla “retribuzione base” derivante da un diverso inquadramento per gli stabilimenti Fca e Magneti Marelli.

In particolare risultano differenze nell'inquadramento (140€ al mese in meno a partire da luglio 2015), inoltre non è stata erogata ai lavoratori somministrati nessuna quota del “premio efficienza” e neanche di quello per il raggiungimento degli obiettivi del piano industriale.

La legge prevede chiaramente la “parità di trattamento economico e normativo” sia secondo il D.L. 81 del 15 giugno 2015 (c.d. Jobs Act), sia secondo quanto previsto da una direttiva del Parlamento e del Consiglio europeo. Inoltre, questa previsione è contenuta anche nel Ccnl delle agenzie per il lavoro.

Il rispetto della legge e il conseguente pagamento delle spettanze non erogate è quanto chiesto, in via ufficiale, con una lettera dal Nidil-Cgil alle agenzie per il lavoro Gi.Group, Adecco, Manpower e Randstad che hanno fornito nel corso del 2015 (nel caso di personale ora stabilizzato), o che ancora forniscono, il personale in somministrazione ad Fca nei vari stabilimenti.

Le agenzie hanno risposto sostenendo che verificheranno con la Direzione della Fca e della Cnhi e con le organizzazioni sindacali firmatarie il Ccsl se l'interpretazione del contratto stesso includa o meno i lavoratori somministrati nel premio.

Noi riteniamo che la legge sia chiara. La parità di trattamento non è una questione che può essere delegata all'interpretazione, più o meno "autentica", di questo o quell'accordo aziendale. Noi non accettiamo che sindacati firmatari del “contratto Fiat” con l'azienda decidano se i lavoratori hanno o no i propri diritti.

Vigileremo sul rispetto delle norme e sollecitiamo ancora una volta Fca e Cnhi e le agenzie per il lavoro coinvolte a provvedere in tempi brevi al pagamento delle differenze retributive ai lavoratori interessati .

Nel frattempo invitiamo le lavoratrici ed i lavoratori a contattare i delegati Rsa Fiom e le strutture della Fiom e del Nidil per una verifica delle buste paga pregresse.

 

Fiom-Cgil nazionale           Nidil-Cgil nazionale

 

23 maggio 2016

Attivo dei delegati Fim, Fiom, Uilm Veneto. Vicenza, 6 Aprile 2016

Category: Fiom Veneto
Creato il Lunedì, 04 Aprile 2016 17:47
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Mercoledì 6 Aprile 2016 09:30 presso il Centro Congressi Fiera di Vicenza

Viale dell'Oreficeria, 20 Vicenza, Italia si terrà l'Attivo dei delegati Fim, Fiom, Uilm del Veneto

 

Partecipano

Marco Bentivogli, segretario generale Fim nazionale

Maurizio Landini, segretario generale Fiom nazionale

Rocco Palombella, segretario generale Uilm nazionale

 

 

Attivo dei delegati Fim, Fiom, Uilm della Toscana - venerdì 8 aprile 2016

Category: Fiom Toscana
Creato il Lunedì, 04 Aprile 2016 15:26

Attivo-regionale-unitarioSi terrà venerdì 8 aprile alle ore 9,30 presso la Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia, l'Attivo unitario dei metalmeccanici della Toscana per la preparazione allo sciopero di 4 ore proclamato unitariamente per il giorno 20 aprile.

Lo stallo creatosi al tavolo della trattativa con Federmeccanica/Assistal per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale ha portato Fim, Fiom e Uilm alla mobilitazione unitaria al fine di far superare le rigidità che impediscono la realizzazione di un buon contratto per tutti i metalmeccanici.

Bologna, Giben‬ Tech reintegra il delegato ‪Fiom

Category: Fiom Bologna
Creato il Venerdì, 25 Marzo 2016 12:17

Lo scorso 4 marzo la Giben Tech di ‪Pianoro‬, azienda che produce macchine automatiche per il taglio del legno, aveva comunicato il licenziamento (con procedura Fornero) di Cristiano Pagani, impiegato di 7° livello nonché delegato Rsu della Fiom-Cgil, motivando tale decisione con presunte necessità organizzative.
Le Rsu Fiom, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori della Giben, ritenendo pretestuose le motivazioni addotte dall’impresa, si sono da subito mobilitate proclamando pacchetti di scioperi con presidi davanti ai cancelli. Anche in seguito a queste lotte, martedì 22 marzo l’azienda ha comunicato ufficialmente al lavoratore la revoca del licenziamento con reintegro immediato.
Il giorno successivo Cristiano Pagani è tornato a lavoro e ha potuto partecipare, assieme ai colleghi, all’assemblea svoltasi in azienda.
La ‪Rsu‬ Fiom Giben Tech e la Fiom-Cgil di Bologna esprimono grande soddisfazione per la positiva conclusione della vicenda e ringraziano tutti i lavoratori per la solidarietà dimostrata a Cristiano: ancora una volta la lotta dei lavoratori ha pagato.

Conferenza stampa dei segretari generali di Fim, Fiom, Uilm domani a Roma

Category: Stampa e relazioni esterne
Creato il Mercoledì, 23 Marzo 2016 14:26

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I segretari generali di Fim, Fiom e Uilm incontreranno i giornalisti domani, 24 marzo a mezzogiorno, presso la sede di Federmeccanica a Roma, ubicata in piazzale Benito Juarez, 14 (quartiere Eur).

La conferenza stampa in questione farà seguito all’incontro che Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella terranno dalle ore 10 con Fabio Storchi ed Angelo Carlini, rispettivamente presidenti di Federmeccanica ed Assistal.

 

Uffici Stampa di Fim, Fiom e Uilm

 

Roma, 23 marzo 2016

Valutazione Fim, Fiom, Uilm sulla trattativa per il contratto nazionale Federmeccanica

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Martedì, 15 Marzo 2016 17:37

In allegato il documento unitario di valutazione sulla trattativa per il rinnovo del Ccnl.

Fiom in rete, nuovi siti nascono

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Giovedì, 14 Gennaio 2016 16:01


new sito web

Nessuno scampa all'epoca della “comunicazione totale”. Nemmeno i metalmeccanici, le loro comunità e le loro organizzazioni. E insieme all'invasione delle “notizie” prolificano le fonti, con relativo pericolo di perdersi nelle informazioni e disperdersi nei media. Un tempo non molto lontano c'erano “solo” volantini, giornali, manifesti, speakeraggio; oltre alle voci più “pesanti”, la radio e la tv. Oggi la rete ha moltiplicato tutto all'ennesima potenza: siti on line, social media, app.... comunicazione in tempo reale, che diventa un lavoro starle dietro.

Nessuno si sottrae alla grande onda, anche a rischio di essere travolti e farsene trascinare. Chi legge queste righe lo fa on line e sa che nel mondo metalmeccanico e in quello Fiom prolificano i siti, le pagine e i gruppi facebook, i tweet, le app telefoniche, con contenuti che spesso si incrociano, altre volte si disperdono nella rete. Questo sito della Fiom nazionale, per esempio, non solo offre informazioni, opinioni, servizi e un archivio a qualche decina di migliaia di lettori giornalieri, ma offre alle realtà territoriali della Fiom la possibilità di pubblicare i propri contentuti in una sezione a loro dedicata. E una volta pubblicato un articolo (o un comunicato) si crea un processo “virale” che in automatico lo rilancia sul nostro canale facebook e twitter, permettendo a quel territorio di avere una visibilità che altrimenti non avrebbe, tutto in autonomia e senza costi.

La comunicazione oggi è essenzialmente partecipazione ed è una scelta libera; c'è chi lo fa e chi no, ci si può mettere in rete e comunicare insieme agli altri oppure no, secondo lo stesso principio per cui ci si può iscrivere a un sindacato e affrontare insieme agli altri i propri problemi oppure no. Noi crediamo che insieme sia sempre meglio che da soli e, quindi, per allargare la partecipazione della nostra comunicazione vorremmo che i siti internet delle Fiom territoriali – già nati e nascituri – si integrassero nel portale della Fiom nazionale. Dove ognuno può trovare il proprio spazio e la propria autonomia a partire dalla gestione del sito, senza perdere la caratteristica di omogeneità di un portale comune. In altre parole, avremmo una serie di siti regionali o territoriali indipendenti e caratterizzati, ma con layout e caratteristiche tecniche simili tra di loro e con il sito nazionale. L'obiettivo è quello di migliorare ed estendere la comunicazione - dentro e fuori l'organizzazione -, facilitarne la gestione attraverso l'integrazione di contenuti e strumenti, evitare la dispersione di conoscenze e risorse.

Una prima e positiva “prova” è stata appena fatta con la Fiom Toscana, che dall'inizio dell'anno è on line con un proprio sito, www.fiomtoscana.it.

In attesa di altre nascite, vi consigliamo di visitarlo.

Roma, la Fiom con la “Tenda contro la crisi”

Category: Fiom Lazio
Creato il Giovedì, 03 Dicembre 2015 16:25

Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini e la segretaria regionale Francesca Re David si sono recati oggi alla “Tenda contro la crisi” che l'Associazione “Cinecittà bene comune” ha riaperto nel VII° municipio di Roma (piazza dei Decemviri). All'incontro erano anche presenti il coordinatore della campagna “Miseria ladra” di Libera, Giuseppe De Marzo, e le delegazioni dei lavoratori degli Studios di Cinecittà e di Caf Italia che rischiano di perdere il posto di lavoro. Landini e Re David hanno manifestato la vicinanza della Fiom e assicurato il sostegno del sindacato alle iniziative di solidarietà sociale contro la crisi, come sono quelle promosse dalla “Tenda”, che grazie al volontariato ha aperto un ambulatorio per le cure mediche, distribuisce pasti gratis e pacchi anticrisi alle persone in difficoltà.

Contratto: votano in tanti, 93% di sì alla piattaforma Fiom

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Mercoledì, 02 Dicembre 2015 16:15

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I metalmeccanici hanno approvato la piattaforma presentata dalla Fiom per il più importante rinnovo contrattuale della categoria, quello delle aziende aderenti a Federmeccanica, da sempre considerato il “contratto-pilota” per tutta l'industria italiana.

Il referendum, nonostante i tempi stretti dettati dall'avvio del confronto con la controparte, ha ottenuto una buona partecipazione con percentuali altissime di voti favorevoli. La consultazione si è tenuta dal 28 ottobre al 20 novembre e i dati, non ancora definitivi, indicano che si è svolta in 4.074 aziende per un totale di 530.072 addetti (il 65% circa dei dipendenti delle imprese per cui è in corso il negoziato contrattuale). Al momento del voto erano presenti in azienda 427.412 lavoratrici e lavoratori; di questi hanno votato in 240.144 (il 56%): 219.463 i sì, 14.494 i no, 6.187 bianche e nulle. La piattaforma della Fiom è stata perciò approvata con il 93,8% dei voti validi.

referendum piattaforma 2015

Per la Fiom si tratta di un mandato forte e impegnativo. “Questi risultati e il grande consenso raccolto nel voto sulla nostra piattaforma contrattuale che va ben al di là degli iscritti alla Fiom nelle aziende coinvolte – sottolinea Maurizio Landini – confermano la volontà dei lavoratori di riconquistare un contratto unitario che ponga fine alle divisioni e agli accordi separati, allo scopo di tutelare e migliorare le condizioni di vita e lavoro di chi in questi anni ha sopportato il peso maggiore della crisi economica e sociale. Ci impegneremo a tal fine e con questo mandato”.

Il confronto tra sindacati e Federmeccanica è iniziato lo scorso 5 novembre. Se si raggiungerà un accordo, sarà valido se sottoscritto da sindacati che rappresentano almeno il 50% più uno della categoria e se approvato con un voto referendario dalla maggioranza dei lavoratori interessati.

 

 

Elezioni Rsu, dato nazionale: Fiom maggioranza assoluta con il 62%

Category: News Rsu
Creato il Mercoledì, 02 Dicembre 2015 13:00

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La crisi della partecipazione democratica sembra non toccare i metalmeccanici, almeno per quanto riguarda le elezioni in fabbriche e uffici. E' questa la prima considerazione che sorge esaminando il voto per il rinnovo delle Rsu, che dalla primavera dello scorso anno si tengono con una certa assiduità e con un sistema proporzionale che fotografa abbastanza chiaramente la rappresentanza sindacale; fornendo “pesi e misure” che dovranno regolare la contrattazione e le relazioni tra imprese e lavoratori sia a livello aziendale che nazionale. L'altro messaggio chiaro che arriva da queste elezioni è che la Fiom ha la maggioranza assoluta dei voti e dei delegati in tutti i 6 contratti in cui è divisa la categoria, dagli artigiani a Federmeccanica, dalle cooperative a Unionmeccanica, dagli orafi-argentieri a Confimi. Ma veniamo ai numeri, che, superata abbondantemente la metà del voto, dicono più di qualunque parola.

In meno di due anni sono state rinnovate le Rsu in 4.184 aziende, che occupano più di 565.000 addetti: hanno votato 382.162 lavoratrici e lavoratori, con una partecipazione superiore al 67%, confermando che i metalmeccanici votano “volentieri”. La maggioranza delle imprese interessate aderiscono a Federmeccanica (6 su dieci) e occupano più di 400.000 lavoratori, cioè più della metà degli addetti per cui è attualmente in corso la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale.

Venendo ai risultati di lista, la Fiom ha ottenuto 237.624 voti, pari al 62,2%; per la Fim 81.414 voti (21,3%), per la Uilm 44.398 voti (11,6%); altre liste hanno ottenuto 18.726 voti (4,9%). Quanto ai delegati eletti, questa la fotografia: Fiom 9.978, Fim 2.702, Uilm 1.150, altre liste 337. Nella divisione per contratto la Fiom va dall'89% nelle aziende cooperative al 56% in Federmeccanica. Infine, analizzando la geografia del voto la Fiom supera il 50% in dodici regioni: ai primi posti l'Emilia Romagna (83%), Toscana (73,5%), Lombardia (68,3%), Veneto (64,7%). I metalmeccanici della Cgil sono maggioranza relativa in tutte le altre regioni con l'eccezione della Puglia dove hanno raccolto il 23,7% e sono superati sia dalla Uilm (34%) che dalla Fim (26,4%).

 

 

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Firenze, la Fiom oltre il 77% di voti e delegati

Milano, sulla nuova frontiera la Fiom al 77,2%

Piemonte: dove tutto era Fiat, la Fiom è al 63,5%

Veneto: nel nord-est in crisi d'identità la Fiom vola al 67%

Dati nazionali: a un terzo del voto Fiom al 65%

 

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