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28 Marzo 2017
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Finmeccanica/Leonardo. Conclusa la ristrutturazione, ora investimenti e sviluppo

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 16 Marzo 2017 19:59

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Si è svolto il 16 marzo il Coordinamento nazionale Fiom del gruppo Leonardo, alla presenza del Segretario Generale Maurizio Landini, convocato per fare una valutazione sul bilancio consuntivo (approvato il 15 marzo in via definitiva dal Cda) e del piano industriale 2017-2021 incentrato su sviluppo e crescita presentato alle Segreterie nazionali nel corso dell'Osservatorio strategico dello scorso 1 marzo.

Nel corso dell'incontro il Coordinamento ha avviato una prima analisi di merito, sia rispetto ai risultati ottenuti che alle prospettive industriali e occupazionali.

Ecco alcuni dei dati più rilevanti riferiti al 2016:

  • Leonardo può contare su 19 miliardi e 951 milioni di euro di ordini (esclusi quelli delle JV, ora con un portafoglio complessivo di 34,798 miliardi (+21% rispetto al 2015);
  • rapporto ordini-ricavi superiore a 1 in tutti i settori;
  • Ebit, Ebitda e Ebita in crescita rispetto al 2015 rispettivamente dell'11%, del 4% e del 2%;
  • Ros 2016 al 10,4% con tutti i settori oltre il 10%;
  • il risultato netto ordinario al 2016 è di 545 milioni di euro (era 253 milioni nel 2015 e -649 a fine 2013);
  • il Mol passa dal 10,9% al 16% per un valore assoluto di 1,9 miliardi di Euro;
  • l'Ebitda passa da 27.000 a 40.000 euro, l'Ebita da 16.000 a 27.000 euro;
  • il Flusso di cassa ordinario (FOCF) da – 220 sale a + 700;
  • il patrimonio netto di bilancio passa da 3,679 a 4,400 miliardi di Euro, mentre il ritorno sul patrimonio netto da -12% sale a + 17%;
  • il debito scende da 3,9 miliardi a 2,8, con un tasso di indebitamento sul patrimonio netto che scende da 1,1 a 0,6% (indebitamento sceso del 13%);
  • il fatturato complessivo raggiunge i 12 miliardi di Euro, con un investimento in ricerca per tutti i settori di attività dell'1,4%.

Inoltre per la prima volta dopo sei anni il Cda ha deciso di distribuire i dividendi agli azionisti pari a 14 centesimi/azione. Il valore delle azioni Leonardo è passato da 5,795 euro (con una capitalizzazione di mercato pari a 3,45 miliardi nel 2014) a 13,90 euro (con una capitalizzazione pari a 8,2 miliardi).

Nella sostanza l'azienda sta recuperando posizioni significative rispetto ai competitors su tutti gli indicatori economici ed è questo l'aspetto più significativo che consente la svolta dalla riorganizzazione all'investimento.

Tutti i dati di bilancio confermano l'efficacia dell'azione di riorganizzazione e risanamento fatta dal management del gruppo, realizzata attraverso la focalizzazione produttiva sull'Aerospazio e Difesa, la riorganizzazione delle ex aziende Finmeccanica nella One Company, e dai processi di moralizzazione interna ed esterna, ovvero il sistema delle forniture.

Come Fiom-Cgil avevamo condiviso questi tratti dominanti del piano industriale precedente, criticando contestualmente l'assenza di interventi di politiche di sviluppo e ampliamento del perimetro di attività.

La nostra preoccupazione era rivolta alle ricadute che la profonda e pesante ristrutturazione della filiera dei costi avrebbe determinato, attraverso la riduzione del portafoglio prodotti e delle attività svolte dal gruppo, concentrandosi nell'aerospazio e nella difesa.

Abbiamo anche contrastato questa scelta attraverso la mancata sottoscrizione degli articoli 47 della legge 428/90 nella riorganizzazione societaria, per gli effetti che si sono avuti in tutta la catena degli appalti, ridimensionati con la riduzione dei costi e l'internalizzazione di attività. Le ripercussioni sui lavoratori, sia in termini occupazionali che di diritti, sono state pesanti, nonostante in qualche caso siamo riusciti a contenerle grazie all'intervento delle Rsu e dei territori che hanno messo in campo processi negoziali di stabilizzazione occupazionale e/o riassorbimento del personale da parte delle  le aziende subentranti.

Il nuovo piano industriale 2017-2021 dichiara espressamente esaurita la fase della riorganizzazione e ristrutturazione e si propone di investire sulla crescita delle attività e degli investimenti del gruppo per i prossimi 5 anni.

Per questi motivi la Fiom-Cgil condivide le linee strategiche del piano.

All’esito degli incontri di Divisione, che saranno calendarizzati entro fine marzo per valutare le relative ricadute in termini di prospettive occupazionali e produttive – compresa la filiera degli appalti – potremo dare un giudizio più articolato.

In particolare sarà importante capire i prodotti sviluppati nell'ambito dei sistema di difesa per garantire i carichi di lavoro, mentre per quanto riguarda lo spazio come verranno ridefinite le alleanze e quali saranno gli investimenti specifici del nostro paese.

Per la Fiom è necessario affiancare al piano industriale un forte sostegno del Governo e del sistema paese. Per rilanciare Leonardo a livello globale adesso occorre che l'Esecutivo entri in campo con politiche di ricapitalizzazione e sostegno agli investimenti del gruppo e al rafforzamento delle alleanze internazionali, per affrancarlo da una condizione di minorità rispetto a tutti i competitors del settore, forti  delle risorse e del supporto politico e diplomatico agito dai loro governi.

Il ruolo del nostro Governo va esercitato  con determinazione dentro il progetto del Piano di difesa europeo, che ha spinto ogni paese a rafforzare le imprese nazionali in termini di alleanze geopolitiche e di investimenti dedicati a innovazione e tecnologie ad alto valore aggiunto.

Questa è la ragione per la quale abbiamo chiesto unitariamente, con Fim e Uilm, la convocazione di un incontro da parte del Presidente Gentiloni sulle politiche industriali, sul livello di impegno che intende destinare alla più grande impresa metalmeccanica di questo paese, ovvero Leonardo, e a Fincantieri (in questo momento impegnata in una trattativa importante sui cantieri STX France che può avere ricadute proprio sulle attività della One Company).

Quell'appuntamento sarà anche l'occasione per avanzare di nuovo la nostra proposta di un ruolo deciso di Cassa Depositi e Prestiti dentro un processo di eventuale ricapitalizzazione di Leonardo, oltre che per sollecitare il Ministro competente a ricomprendere le attività strategiche dell'aerospazio, della sicurezza e della difesa dentro le iniziative intraprese a sostegno del programma Industria 4.0.

Per queste ragioni strategiche e di assoluta coerenza con quanto abbiamo sempre sostenuto riteniamo il nuovo piano industriale un punto di riferimento importante per le nostre valutazioni e per il confronto che si dovrà aprire nel merito.

Questi gli indirizzi strategici del prossimo Piano industriale:

  • controllo della Corporate sulle attività delle Divisioni, controllo del portafoglio ordini e qualificazione del sistema della fornitura;
  • ritorno ad una generazione ordinaria di cassa, frutto di una robusta programmazione industriale e di una valutazione attenta del risk assesment per ogni operazione attivata;
  • centralizzazione di alcune attività trasversali alle Divisioni, come procurement, manifacturing, Ict e parte delle Ingegnerie, nel nome dell'efficienza industriale;
  • costruzione di Legal Entity Leonardo in 8 regioni di mercato (in Uk è in via di costituzione la Leonardo Westland, poi toccherà alle regioni araba, turca, cinese ecc..) per penetrare in modo strutturato in quei mercati;
  • nuovi moduli di business mirati ad offrire servizi integrati per un ciclo di vita più lungo dei prodotti;
  • un intervento su Atr con un investimento da realizzare a breve (restyling dell'attuale e nuova piattaforma multipourpose per il futuro, da disegnare e allestire in Italia, per il trasporto passeggeri, merci e per il trasporto tattico nei teatri militari);
  • sviluppo tecnologico in Cyber security, robotica, intelligenza artificiale, addestramento dual role (per coprire tutte le operazioni sul campo) elettronica per la difesa, ecc..
  • riequilibrio del rapporto attività civili, attività militari a favore delle prime;
  • consolidamento della tendenza in crescita dei ricavi, oggi a 3,5/5%, per arrivare all'11% a metà Piano;
  • disponibilità ad investire 2,5-3 miliardi di euro, rafforzando le attività core, senza aggredire il patrimonio consolidato.

Moretti ha annunciato di voler accelerare nella realizzazione del piano di focalizzazione sul core business, a partire da investimenti importanti nell'elettronica della difesa, e nel ribilanciamento delle alleanze nel settore spazio.

Sarà importante capire quali investimenti saranno fatti e quali nuovi prodotti saranno lanciati per avere un'idea più precisa degli obiettivi di medio-lungo termine del Piano.

Questo aspetto dovrà necessariamente rispondere all'urgenza di un'iniziativa forte da attivare nel Mezzogiorno, per rilanciare le opportunità industriali e salvaguardare le competenze professionali dei siti interessati.

Secondo il piano presentato la crescita verrà realizzata attraverso acquisizione di attività e di aziende, nuove alleanze e accordi di partnership industriale (con una previsione di aumento del fatturato intorno al 5% all'anno).

Il nostro percorso di valutazione e di iniziativa, in continuità con quanto già fatto, sarà supportato da un approfondimento con gli esperti che con noi hanno già collaborato alla realizzazione del Convegno “La fabbrica per aria” e dalle riflessioni che faremo insieme al sindacato internazionale sull'Aerospazio, con l'obiettivo di arrivare ad una seconda iniziativa pubblica di confronto con il Governo.

Poiché l'architettura societaria messa in piedi costituisce il presupposto organizzativo di questi indirizzi (al netto dell'annunciata rimodulazione di alcune attività come ingegneria, manifacturing, ICT e procurement) dobbiamo ritenere che il processo non sia reversibile nel medio termine.

In questo senso la scelta di decentrare le responsabilità e la titolarità negoziale che abbiamo fatto come Fiom sin dall'apertura della trattativa sul contratto integrativo, investendo sul ruolo congiunto delle strutture territoriali e delle Rsu, va consolidata e rafforzata, fermo restando il livello di Coordinamento e indirizzo dell'Esecutivo e della struttura nazionale. 

Del resto questa modalità ci ha consentito in passato di fronteggiare con maggior efficacia non soltanto il confronto sindacale con l'azienda (gli scioperi) ma anche i momenti di rottura con le altre organizzazioni nell'ambito di quella trattativa, vedi la richiamata vicenda degli art.47.

Riteniamo dunque che tutti gli aspetti già concordati come la gestione dei confronti sul PdR, gli appalti, le informazioni sui carichi e le attività a livello di sito debbano vedere una capacità forte di iniziativa congiunta (RSU-strutture territoriali) evitando di rincorrere l'azienda sul terreno del rinvio alla struttura centrale quando il confronto in sede aziendale sull'applicazione dell'accordo nazionale o su altre questioni che attengono all'organizzazione del lavoro si rivela più complicato del previsto.

Rispetto alla questione specifica degli appalti da questo momento in poi devono diventare terreno di iniziativa prioritaria della Fiom, a partire da un processo di sindacalizzazione, utilizzando tutto quanto previsto dall'accordo integrativo sottoscritto lo scorso 2 febbraio.

I coordinamenti di divisione saranno quindi fondamentali per gestire correttamente la verticalizzazione che si è data l'azienda, mentre il coordinamento nazionale insieme all'Esecutivo e alla FIOM Nazionale, deve garantire il ruolo di sintesi complessiva da far valere nell'ambito del sistema di relazioni sindacali e nella gestione della contrattazione aziendale a questo livello.

Dall'efficacia della nostra organizzazione interna dipenderanno l'andamento e la qualità della contrattazione che si riaprirà sull'implementazione del contratto integrativo di gruppo dopo gli incontri di Divisione, come da noi richiesto.

La fase negoziale che stiamo per riprendere sarà molto importante sia per i lavoratori e le lavoratrici di Leonardo, sia per quanto riguarda l'applicazione dei punti già chiusi a febbraio scorso, (orario di lavoro, clausole di raffreddamento, informativa sindacale in caso di cambio appalti, definizione del bacino delle professionalità da recuperare) che per quanto riguarda le partite negoziali rimaste aperte (inquadramento professionale, welfare, flexible benefits, sanità integrativa, etc.) da affrontare anche in relazione alle novità introdotte nel frattempo con il rinnovo del CCNL approvato con referendum dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici.

A questo proposito non possiamo non riconfermare la nostra determinazione nel chiedere all'azienda la puntuale applicazione degli accordi sottoscritti fino ad oggi, da cui dipendono la credibilità delle Organizzazioni sindacali ma soprattutto la loro credibilità nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che rappresentano.

 

Coordinamento nazionale Fiom-Cgil

Gruppo Leonardo

Roma, 16 marzo 2017

Leonardo si ritira da Superjet. A rischio attività e occupazione a Tessera

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 06 Febbraio 2017 12:16

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Il 23 gennaio scorso si è tenuto l'incontro tra le Rsu, le segreterie territoriali e nazionali di Fim Fiom e Uilm, l'Ad di Superjet International SpA e i vertici di Leonardo.

All'indomani della cessione della quota di maggioranza da parte di Leonardo (che ha ridotto al 10% la sua partecipazione nella Joinventure) a favore della società russa Sukhoi, produttrice di aerei da caccia e ormai presente anche nel mercato dell'aviazione civile, il nuovo Ad ha annunciato che con i soci russi, autori di una ricapitalizzazione per complessivi 25 milioni di euro, è in discussione un piano di ristrutturazione di cui ancora non sono definiti i dettagli, ma che riguarda tre aree, commerciale, operations e customer services, ed è finalizzato all'integrazione funzionale tra le due società e all'efficientamento dei processi.

Come Fiom abbiamo ricordato a Leonardo la nostra contrarietà a questa ennesima scelta di ridimensionamento del perimetro di attività del gruppo, che rischia di generare ricadute negative sul Polo aeronautico di Tessera con tutti i suoi addetti (di cui 220 in forza a Superjet International) inclusi quelli delle Divisioni Elicotteri e Velivoli lì presenti.

In particolare, abbiamo espresso preoccupazione per un piano di ristrutturazione che sembra orientato essenzialmente alla riduzione dei costi, soprattutto in ragione del minor costo del lavoro negli stabilimenti di Sukhoi per lavorazioni attualmente svolte anche a Tessera, per esempio la verniciatura: il tutto dentro il nuovo scenario societario, a trazione russa, che prefigura una lenta dismissione del sito.

Abbiamo poi chiesto a Leonardo, che si è rifiutata di ricapitalizzare la Joinventure lasciando campo libero a Sukhoi, di mettere in campo un assetto industriale atto a scongiurare questa ipotesi, affinché sia mantenuto vivo il sito ed occupati tutti i lavoratori attualmente interessati dal piano.

Per quanto ci riguarda non consentiremo che una scelta industriale irresponsabile sul piano sociale e sbagliata dal punto di vista industriale metta a rischio la continuità produttiva del Polo aeronautico di Tessera e il destino dei suoi lavoratori.

Leonardo deve fare chiarezza già dai prossimi incontri a livello di singole Divisioni su come intende impegnarsi nel territorio veneziano per dare certezze occupazionali e continuità produttiva ai suoi, circa, 700 addetti.

 

FIOM NAZIONALE/FIOM VENEZIA

 

Roma, 6 febbraio 2017

Fata Logistic: interrotta la trattativa per la vendita

Category: Fata
Creato il Lunedì, 30 Gennaio 2017 15:55

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Nei mesi scorsi unitariamente Fim, Fiom, Uilm avevano protestato contro la cessione di Fata Logistic da parte di Leonardo SpA. L'interruzione della trattativa per la vendita è quindi una buona notizia che però deve essere accompagnata da atti concreti da parte della capogruppo.

L'interruzione può essere avvenuta per qualsiasi motivo (condizioni economiche, organizzative, industriali, garanzie dell'acquirente etc.), per questo come Fiom pensiamo che sia necessario adesso aprire il confronto con Leonardo, Lgs e la stessa Fata, al fine di chiarire espressamente se è ancora sul mercato oppure no.

Inoltre il confronto dovrà servire anche a chiarire diversi temi aperti tra i quali l'applicazione dell'integrativo Leonardo, le stabilizzazioni e le prospettive industriali e occupazionali.

Le attività di Fata Logistic SpA, sono secondo noi "core business" e sensibili sul piano industriale (essendo strettamente collegate al ciclo produttivo, tecnologico e delle forniture di Leonardo), per questo è importante arrivare ad una sempre maggiore integrazione e sviluppo delle attività, valorizzando le professionalità e le risorse oggi presenti in azienda.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 30 gennaio 2017

Leonardo Finmeccanica. Al via la seconda fase della trattativa

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 12 Gennaio 2017 12:35

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Ieri si sono incontrate le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Leonardo per dare avvio alla fase di confronto per l’implementazione dell’accordo di secondo livello sottoscritto il 2 febbraio 2016.

Abbiamo condiviso le modalità e i temi prioritari della trattativa che partirà dal Premio di Risultato unitamente al sistema di Welfare e Sanità Integrativa per poi affrontare conseguentemente i temi del Target Bonus per settimi e Quadri, delle Alte Professionalità, dell’Inquadramento anche tenendo conto degli impegni assunti in sede di rinnovo del Ccnl, e gli altri capitoli rimasti aperti dall’accordo sottoscritto.

Le modalità del confronto seguiranno lo schema che avevamo condiviso che prevede confronti in sede di delegazione trattante composta dalle strutture nazionali, territoriali e da una rappresentanza delle Rsu di Fim, Fiom, Uilm oltre che da momenti di verifica in sede ristretta come avvenuto nella precedente tornata contrattuale.

E’ stato stabilita una prima ipotesi di calendario le cui modalità di gestione confermeremo nei corso dei prossimi giorni.

Riteniamo importante l’avvio di questa seconda fase di trattativa negli importanti temi da affrontare, per completare il Contratto di Secondo Livello Leonardo e dare regole solide e condivise sul versante normativo, economico e gestionale a tutti i lavoratori e all’azienda e per concentrare l’attenzione e gli sforzi nello sviluppo delle attività di tutti i settori e divisioni necessarie per garantirne tenuta occupazionale e prospettive industriali.

Segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm

Roma, 11 gennaio 2017

Leonardo-Finmeccanica. La Fiom sostiene la lotta dei lavoratori Superjet International di Tessera

Category: Comunicati e volantini
Creato il Mercoledì, 16 Novembre 2016 11:24

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I lavoratori della Superjet International di Tessera, azienda frutto di una joint venture tra Finmeccanica/Leonardo e la russa Scac/Sukhoi e finalizzata alla realizzazione di velivoli regionali, hanno scioperato nei giorni scorsi contro l'annuncio fatto dall'amministratore delegato di Finmeccanica/Leonardo circa la sostanziale riduzione della partecipazione azionaria nella JV.

L'iniziativa è nata per difendere l'occupazione e le prospettive industriali dei tanti lavoratori dell'azienda e di tutto l'indotto coinvolto nel progetto industriale, ma anche per impedire che si perda un'ulteriore pezzo di industria strategica nazionale.

Questa decisione che vede invece i russi della Sukhoi investire un miliardo di dollari nel progetto, rappresenta l'ennesimo disinvestimento dell'azienda italiana.

Finmeccanica/Leonardo infatti da due anni a questa parte sta riducendo il fatturato, gli investimenti in ricerca e sviluppo e in nuovi prodotti, nell'intento di ridurre il forte debito accumulato.

L'azienda risente evidentemente di precise scelte del governo italiano che invece di valorizzare ed investire attraverso una ricapitalizzazione, ha deciso di far recuperare risorse al management esclusivamente attraverso tagli ed disinvestimenti. Una scelta che rischia di rendere Finmeccanica un'azienda ininfluente sul mercato, sempre più piccola ed incapace di supportare gli investimenti tecnologici indispensabili in un settore estremamente avanzato.

Il risultato di queste scelte che come Fiom denunciamo da due anni è il progressivo indebolimento Aziendale in un settore strategico per il paese che vede tutti i maggiori competitors investire ed aumentare le dimensioni, supportati fortemente dai propri governi.

Giusta quindi la decisione dei lavoratori di entrare in lotta contro questa scelta che rappresenta un problema per loro in considerazione delle scelte che farà la proprietà russa una volta che la quota italiana sarà ridotta al lumicino ma un problema anche per il paese che sceglie di abbandonare un progetto ed un settore strategico nel quale guarda caso invece i russi investono ingenti risorse.

Oltretutto il territorio veneziano vede già altre realtà in crisi e le possibili scelte dei russi, una volta preso il controllo della JV qualora Finmeccanica/Leonardo dovesse con fermare queste scelte, darebbero in ulteriori colpo all'occupazione diretta e all'indotto del territorio.

Come Fiom sosteniamo fortemente l'iniziativa di lotta intrapresa dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali. Per questo riteniamo necessario affrontare la problematica in sede di governo, con tutti gli azionisti, al fine di garantire investimenti, prospettive industriali e occupazionali.

Riteniamo infine sempre più necessario il coinvolgimento del Governo anche per discutere delle scelte di politica industriale e di investimenti in Finmeccanica/Leonardo, un fiore all'occhiello dell'industria nazionale che rischia fortemente in prospettiva, qualora dovesse proseguire con queste scelte, di essere notevolmente ridimensionata.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 16 novembre 2016

Leonardo Finmeccanica. Trasferimenti da Tiburtina a Laurentina: subito un tavolo con Organizzazioni sindacali e Rsu

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 07 Novembre 2016 11:45

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Giovedì 3 novembre, presso la sede di Unindustria Roma, si è tenuto l'incontro tra Leonardo Finmeccanica e le Segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm su una serie di questioni aperte nel rapporto con l'azienda, a partire dall'ipotesi di trasferimento di alcune centinaia di dipendenti dal sito di Tiburtina a quello di Laurentina.

Il progetto interesserebbe circa 500 dipendenti, dei quali 220 dell'area Ingegneria e 170 della lob ATC, e consentirebbe, attraverso la chiusura di 13 contratti attualmente in essere a Tiburtina, di risparmiare oltre 7 milioni di euro l'anno, a fronte di un investimento aziendale, solo per il primo anno, di 1 milione di euro nell'allestimento di nuove postazioni di lavoro e di una nuova mensa presso la sede di Laurentina.

Come Fiom-Cgil abbiamo preliminarmente dichiarato la contrarietà all'atteggiamento dell'azienda che, in spregio al sistema di relazioni industriali definito nell'accordo integrativo del 2 febbraio scorso, assume decisioni tanto rilevanti senza il preventivo confronto con le Organizzazioni sindacali e con le Rsu delle sedi in questione.

Abbiamo inoltre espresso preoccupazioni di natura industriale sul progetto, dal momento che lo spostamento dell'area dedicata al controllo del traffico aereo e navale metterebbe a rischio l'integrazione di competenze tecniche e di processi da sempre condivisi nel sistema duale civile-militare, oltre che utili alle economie di scala in fatto di acquisti, ecc..

L'azienda ha risposto che si tratta, al momento, di uno studio di fattibilità, eventualmente operativo da agosto 2017.

Si è resa comunque disponibile a convocare a breve un incontro con le Organizzazioni sindacali e le Rsu dei due siti interessati dal progetto, per un confronto serrato su tutte le possibili implicazioni di natura gestionale e industriale, oltre che sulle conseguenze dell'eventuale trasferimento a carico delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 7 novembre 2016

Leonardo Finmeccanica: Nessuna decisione, ad oggi, sugli stabilimenti di Giuliano e Fusaro

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 04 Novembre 2016 16:22

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Ieri 3 novembre, presso la sede di Unindustria a Roma, si è tenuto un incontro tra i vertici di Leonardo Finmeccanica e le Segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm su una serie di questioni aperte nel rapporto con l'azienda, dai trasferimenti previsti per circa 500 dipendenti dallo stabilimento di Via Tiburtina a quello di via Laurentina, agli esiti della prima sperimentazione del sistema di valutazione del personale chiamato HR evolution.

Nel corso dell'incontro come Fiom Cgil abbiamo chiesto all'azienda una parola chiara sulle voci che si sono rincorse a livello territoriale nelle scorse settimane circa il possibile accorpamento tra gli stabilimenti di Giuliano e Fusaro.

Il dott. Braccialarghe, responsabile delle relazioni industriali del Gruppo, ha assicurato che allo stato attuale non esistono decisioni aziendali in merito all'accorpamento dei due stabilimenti, e che dunque possono considerarsi destituite di fondamento tutte le informazioni circolate in proposito.

Naturalmente abbiamo espresso la nostra soddisfazione per quanto affermato dall'azienda, soprattutto in considerazione della preoccupazione che si è diffusa tra i dipendenti dentro il processo generale di riorganizzazione e ristrutturazione con il quale è alle prese Leonardo Finmeccanica.

Abbiamo anche ribadito che, al netto della rassicurazione ricevuta, come Fiom Cgil saremmo comunque contrari per ragioni industriali ad un eventuale accorpamento tra i due stabilimenti e che comunque manterremo altissima l’attenzione e la vigilanza sul tema.

Ciò significherebbe continuare con il ridimensionamento del perimetro del Gruppo anziché su nuovi prodotti e su settori strategici come Ricerca e Sviluppo, in linea con quanto stanno facendo i competitors a livello internazionale, chiamando l'azionista di riferimento, ovvero il Governo, ad esercitare in pieno il protagonismo che gli compete, sia nella politica delle alleanze che nella ricapitalizzazione della più grande azienda metalmeccanica a controllo pubblico del paese.

Per questo motivo, nel corso delle prossime occasioni di confronto con i vertici di Leonardo Finmeccanica, continueremo a presidiare la necessità che Giuliano e Fusaro mantengano entrambi la piena operatività, nell'interesse delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, del territorio campano, del Gruppo stesso.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 4 novembre 2016

HR Evolution e Pdm (performance e development managment). No a strumenti di valutazione del personale Leonardo gestiti unilateralmente dall’azienda

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 04 Novembre 2016 16:20

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Ieri mattina si è svolto l’incontro tra i vertici di Leonardo e le Segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm su una serie di problemi a partire dallo strumento di valutazione del personale HR evolution attivato dall’azienda nelle scorse settimane in molte sedi.

L’obiettivo, a detta dall’azienda, è quello di creare uno strumento di valutazione basato su criteri di omogeneità, trasparenza, meritocrazia, orientamento al risultato, tracciabilità del processo. I progettisti della piattaforma, presenti all’incontro, hanno anticipato che riguarderà a regime tutti i dipendenti del Gruppo, dirigenti inclusi, ovvero circa 26.000 nel mondo e 17.000 nelle sedi italiane, e che sono in corso ulteriori implementazioni.

Come Fiom Cgil abbiamo intanto rappresentato l’insieme delle criticità che questa prima sperimentazione (estesa ai 6 livelli e ai 5s in Telespazio) ha prodotto negli stabilimenti, grazie alle segnalazioni arrivate dai nostri delegati e alle strutture territoriali, tra cui:

  • poca chiarezza nella scala di valutazione

  • divaricazione inspiegabile tra i punteggi assegnati dal diretto responsabile e quelli frutto della “ricalibrazione” del manager superiore

  • mancanza di sedi di risoluzione delle controversie tra lavoratore e sistema dei valutatori

  • utilizzo potenzialmente repressivo in caso di lavoratori Rsu o destinatari di legge 104 (laddove tra gli obiettivi assegnati ci sia quello della presenza minima di 1730 ore in azienda)

Ma la nostra principale obiezione riguarda la natura dello strumento, elaborato e gestito in totale autonomia dall’azienda, in contrasto con l’impegno a costruire un sistema delle professionalità in azienda dentro la contrattazione aziendale assunto a febbraio con la sottoscrizione del contratto integrativo di secondo livello per tutti i dipendenti di Leonardo-Finmeccanica.

Per quanto ci riguarda HR evolution non può esautorare i lavoratori e le loro rappresentanze rispetto al suo ruolo di autorità salariale, producendo valutazioni “meritocratiche” (e tenendo insieme impropriamente prestazione e competenze professionali) a supporto di manovre retributive erogate unilateralmente, al di fuori della contrattazione con le Rsu.

Come Fiom Cgil abbiamo chiesto:

  • l’attivazione di un tavolo di confronto con la Delegazione trattante Leonardo sullo strumento HR evolution entro la fine dell’anno.

  • l’applicazione di quanto contenuto nel contratto integrativo, ovvero il mantenimento di accordi e prassi in essere al 31 dicembre 2016 in materia di professionalità, fino alla definizione del nuovo sistema da parte della Commissione prevista dall’accordo del 2 febbraio

L’azienda ha chiuso l’incontro accogliendo entrambe le richieste. In previsione del confronto invitiamo Rsu e strutture Fiom a raccogliere ulteriore materiale su questa prima sperimentazione di Hr evolution, da aggiungere a quello già pervenuto.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 4 novembre 2016

Indotto Leonardo/Finmeccanica: è massacro sociale!

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 21 Ottobre 2016 10:51

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Durante il confronto con l'azienda sul piano industriale di Finmeccanica/Leonardo, individuammo nella nuova gestione del sistema degli appalti, attraverso la controllata LGS, uno dei suoi punti critici.

I principi del piano infatti, ispirati prioritariamente alla razionalizzazione e alla riduzione del debito, evidenziavano una riduzione delle attività e degli investimenti, una minore capacità di sviluppare nuova tecnologia e nuovi prodotti, una fortissima razionalizzazione di tutti gli appalti.

Non a caso, pur condividendo l'opera di “smantellamento delle baronie” che comprendevano anche attività date all'esterno con costi e qualità incomprensibili per nessuna azienda, figuriamoci per Finmeccanica/Leonardo, non abbiamo avallato alcuni passaggi della divisionalizzazione, tra cui quella di LGS (nella procedura la missione dell'azienda era proprio la riduzione e la razionalizzazione delle attività).

Questa impostazione industriale di Finmeccanica/Leonardo che porta a bandire tutte le gare al massimo ribasso, favorita da una normativa in materia di appalti e sub-appalti tra le peggiori in Europa, sta producendo enormi danni ai lavoratori e un aumento delle problematiche organizzative e industriali.

La ricerca della competitività non deve mettere in discussione i diritti e le retribuzioni dei lavoratori determinando nel contempo gravi crisi occupazionali, inefficienze e disservizi che mettono in discussione anche la qualità e i tempi delle prestazioni.

Come Fiom-Cgil pensiamo invece che per mantenere e rilanciare Finmeccanica, nonché l'occupazione diretta e indiretta, sia necessario che l'azienda immetta nuove risorse attraverso una ricapitalizzazione da parte del governo, che azzeri il debito e che al pari dei competitors rilanci le attività, gli investimenti in nuovi prodotti e mercati e aumenti il fatturato.

Nei prossimi giorni i lavoratori della SIMAV entreranno in sciopero proprio su questi temi e per scongiurare l'ennesima gara al ribasso che determinerà quanto già visto nel gruppo in altre attività, tra le quali la Gestione delle Postazioni Di Lavoro e dei Servizi Sistemistici (insieme ai problemi occupazionali ci sono infatti enormi ritardi nello svolgimento delle attività gestite in sub-appalto).

La Fiom-Cgil è schierata al fianco dei lavoratori che entreranno in sciopero e di tutti i lavoratori degli appalti Finmeccanica/Leonardo, convinta che i temi degli appalti, della loro qualità e della tutela dell'occupazione debbano essere al centro di un confronto con Leonardo/Finmeccanica e, nell'ambito del negoziato sul CCNL, anche con Federmeccanica.


FIOM NAZIONALE

 

Roma, 20 ottobre 2016

Fata Logistic Systems Leonardo-Finmeccanica. Ancora cessioni

Category: Fata
Creato il Mercoledì, 05 Ottobre 2016 14:37

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Il giorno 3 ottobre u.s. a Roma presso la sede di Leonardo Finmeccanica si è svolto l'incontro su Fata Logistic Systems. Nell'incontro il dottor Braccialarghe per Leonardo Finmeccanica ha confermato che l'azienda sta individuando, tra una rosa di imprese del settore logistico, quella a cui cedere Fata.

Ad oggi non è stato ancora individuato a chi cedere l'impresa ma le candidature per l'acquisizione sono giunte dalle prime dieci al mondo nel settore. Entro fine anno Leonardo conta di individuare quella con cui procedere nell'operazione che verrà presumibilmente conclusa entro il primo trimestre 2017.

Leonardo/Finmeccanica ha aggiunto che secondo lei:

  1. L'operazione è coerente con il progetto di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale promosso dall'attuale management guidato dall'ing. Moretti per cui Leonardo deve concentrarsi sui settori core di aerospazio difesa e sicurezza.

  2. I livelli occupazionali oggi sviluppati dalla attivitàsvolta da Fata (dipendenti + somministrati + appalti movimentazione) non sono in discussione allo stato delle cose attuali non essendo professionalitàpresenti nelle imprese con cui si sta discutendo la cessione.

  3. Nella cessione non saranno coinvolti lavoratori Leonardo Finmeccanica che svolgono attività svolte da Fata.

Come Fiom abbiamo annunciato la nostra contrarietà a quanto annunciato dall'azienda. Fata non è una mera azienda di logistica ma si tratta di una fornitura strategica e tecnologica che è bene tenere all'interno della proprietà Leonardo/Finmeccanica.

Le attivitàsvolte dal personale Fata sono fortemente integrate nel processo produttivo degli stabilimenti Leonardo, inoltre l'enunciazione su un imprecisato mantenimento dei livelli occupazionali complessivi (370 dipendenti Fata + 250 somministrati + 400-450 negli appalti di movimentazione) al compimento dell'operazione è tutta da verificare.

Per la Fiom questa operazione è l'ennesima dimostrazione che il piano industriale presentato da Leonardo/Finmeccanica a causa del debito, della mancata ricapitalizzazione e di una mancanza di visione dell'azionista di maggioranza è fatto di tagli, cessioni e riorganizzazioni di attività.

In questo contesto abbiamo richiesto di procedere all'assunzione dei somministrati direttamente in Fata a cominciare dai più anziani (abbiamo lavoratori che hanno superato i 36 mesi di presenza in azienda e non si capisce perché, vista la dichiarata attenzione dell'azienda ai costi, questa non passi anche per la riduzione dell'intermediazione).

Leonardo/Finmeccanica ha risposto evidenziando che il permanere di un rilevante indebitamento, rende difficili operazioni di acquisizione da parte di Leonardo, al contrario rende necessario vendere le attività non core per poi acquisire attività che, sempre a detta dell'azienda, sono sotto valutazione. Ha aggiunto inoltre che darà un aggiornamento della situazione appena sarà più chiaro lo stato dell'arte sulla vendita e che nel frattempo alcune stabilizzazioni di lavoratori sono in programma a partire da circa 16 lavoratori dello stabilimento di Cameri ma si tratta di contratti a tempo determinato).

Nei prossimi giorni organizzeremo, insieme ai lavoratori, assemblee sulla situazione in merito

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 5 ottobre 2016

Leonardo-Finmeccanica. Assemblea generale dei delegati Fiom

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 16 Settembre 2016 12:40

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Si è svolta il 14 settembre u.s. l'assemblea generale dei delegati Fiom del Gruppo Leonardo-Finmeccanica alla presenza del Segretario generale Maurizio Landini.

Ad un anno dal convegno “La fabbrica per aria”nel quale, come Fiom, avevamo elaborato un'analisi attenta delle Linee Guida 2014-2018 presentate dall'Amministratore Delegato, mettendone in evidenza limiti e criticità, l'assemblea di ieri è stata l'occasione per fare un bilancio del processo di riorganizzazione che è stato avviato nelle ex aziende confluite nella One Company, oltre che sull'attuazione dell'accordo integrativo di secondo livello siglato a febbraio ed approvato con referendum dai lavoratori.

Dal punto di vista industriale purtroppo riconfermiamo tutte le preoccupazioni espresse da noi e dagli esperti chiamati a dare il loro contributo in quell'occasione. La dimensione medio piccola dell'azienda ed il forte debito di Leonardo-Finmeccanica rispetto ai competitors internazionali del settore, incidono negativamente sulla capacità di investimento in nuovi prodotti e in nuove attività e nella penetrazione nei mercati internazionali.

La riorganizzazione-ristrutturazione messa in campo senza una ricapitalizzazione della società, inchioda il gruppo in questa condizione, dal momento che il piano industriale è incardinato sull'aggressione del debito (oltre 5 miliardi) ereditato e non anche su scelte strategiche come investimenti in ricerca e sviluppo, nuovi prodotti e innovazioni di prodotto/processo. In questo contesto nascono gli annunci di ulteriori dismissioni, sulla scorta di quanto già fatto per Ansaldo Breda.

Ci preoccupa, a questo proposito, che l'azienda non abbia dato ancora seguito ai propositi annunciati dall'Amministratore delegato di investire sull'aerospazio, settore in forte crescita su cui si stanno concentrando appetiti e risorse di grandi compagnie francesi e non solo.

Come Fiom continuiamo a ritenere che Leonardo-Finmeccanica debba investire su alleanze strategiche con player del settore aeronautico e sulla ricapitalizzazione, magari attraverso CCDP, che peraltro il Governo Renzi ha messo a disposizione di altre operazioni di salvataggio.

Naturalmente su questa vicenda pesa il nodo irrisolto dello scarso protagonismo Governo italiano sui mercati emergenti, e delle mancate scelte di politica industriale, su aerospazio (spazio, Aeronautica, elicotteri), Difesa ed Elettronica, che darebbero al Gruppo opportunità importanti sul mercato domestico liberando risorse per progetti industriali di lungo respiro: negli altri paesi europei, al contrario, le aziende nazionali del settore sono sostenute da commesse e investimenti pubblici significativi.

Del resto la stessa ipotesi di ricapitalizzazione presupporrebbe un'iniziativa del Governo che, ad oggi, benché azionista di riferimento di Leonardo-Finmeccanica, non sembra all'ordine del giorno.

Per questo proporremo alle altre OO.SS. di procedere unitariamente ad un confronto con il Governo sulle criticità denunciate e sulle iniziative di politica industriale necessarie per la difesa ed il rilancio delle prospettive occupazionali e industriali di un'azienda strategica per il Paese.

In assenza di queste condizioni rischiano di determinarsi fenomeni di dissaturazione in alcuni stabilimenti, come gli interventi di alcuni delegati hanno sottolineato.

L'assemblea è stata anche l'occasione per aggiornare tutti i delegati sulla chiusura degli accordi di sito sul Pdr, frutto della determinazione della Fiom ad affrontare le trattative in presenza di tutti gli indicatori concordati, e sulla ripresa dei tavoli di lavoro che dovranno chiudere le partite negoziali rimaste aperte dopo la firma del contratto integrativo, a cominciare da welfare, nuovo Pdr, trasferte estere, ecc...

Come ha sottolineato il Segretario generale nelle conclusioni si tratta di punti che incrociano la discussione sul CCNL, su cui si riapre a giorni la trattativa, dunque la Fiom Cgil dovrà affrontare questi appuntamenti tenendo insieme l'indirizzo generale con l'articolazione aziendale che caratterizzerà il lavoro delle varie Commissioni a partire dalla prossima settimana.

In particolare per quanto riguarda la questione degli appalti, sulla quale sia al tavolo con Federmeccanica che nella trattativa con Finmeccanica sull'integrativo abbiamo chiesto e continuiamo a rivendicare elementi che puntino alla ricomposizione dell'unità dei lavoratori che operano dentro il perimetro del gruppo da anni, sia in regime di somministrazione che in ditte di forniture.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 16 settembre 2016

Fata Logistic (Finmeccanica): no alla vendita, aprire il confronto sindacale

Category: Fata
Creato il Lunedì, 01 Agosto 2016 13:02

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Dopo le ulteriori notizie uscite sulla stampa riferite a trattative in corso sulla vendita della controllata Fata Logistic (acquisita da parte di Leonardo Finmeccanica One Company nell'operazione effettuata a Marzo 2015 con il gruppo Danieli), e' necessario e urgente fare chiarezza da parte aziendale attraverso l'apertura di un confronto di merito.

Nel frattempo ribadiamo (così come abbiamo fatto in tutti gli incontri avuti a livello di Settore e Divisione di Finmeccanica/Leonardo ), la centralità di tutte le filiere produttive all'interno del piano industriale del Gruppo, compresa quella strategica e delicata nel contesto delle produzioni presenti qual è la logistica.

Pertanto dopo avere ribadito all'Azienda la dovuta applicazione del contratto di 2° livello alle Lavoratrici e ai Lavoratori di Fata Logistic, in quanto Leonardo detiene il 100% del pacchetto azionario, comunichiamo che per quanto ci riguarda la logistica in una azienda ad alta tecnologia, con attività e produzioni strategiche è una parte fondamentale del processo organizzativo e, per questo, riteniamo debba essere mantenuta all'interno del perimetro del gruppo.

Per mantenere la logistica all'interno di Finmeccanica/Leonardo, per applicare il contratto di secondo livello siglato a febbraio, per garantire i livelli occupazionali, e  per il mantenimento degli attuali livelli di logistica assolutamente indispensabili per un Gruppo che voglia essere in concorrenza con gli altri Competitor a livello internazionale, solleciteremo l'incontro già richiesto il 13 giugno u.s. ai vertici di Leonardo e Fata Logistic

Qualora l'azienda dovesse rimanere ancora silente e non dare seguito alla richiesta di incontro fatta, valuteremo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori tutte le iniziative necessarie ad avere il confronto e i chiarimenti richiesti.

 

Fim, Fiom, Uilm Nazionali

 

Roma, 1° agosto 2016

Leonardo-Finmeccanica. Comunicato dell'Esecutivo Fiom

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 22 Luglio 2016 11:03

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Nei giorni scorsi si è svolta la riunione delle strutture nazionali e dell'Esecutivo Fiom CGIL per valutare la situazione aziendale a valle degli incontri di divisione e dell'incontro con Finmeccanica-Leonardo tenutosi il 12 luglio u.s.

L'Azienda mostra complessivamente una situazione di difficoltà con carichi di lavoro stabili o in leggera diminuzione nel 2016 (eccetto la divisione elettronica della difesa che ha un andamento positivo), con un ulteriore, preoccupante peggioramento nel 2017.

Sono state esplicitate particolari criticità nelle divisioni Elicotteri, Aerostrutture e Sistemi d'arma, dovute anche a un ritardo notevole negli acquisti da parte del Governo. Continua inoltre un pesante ridimensionamento delle attività di fornitura e in appalto, con conseguenze molto pesanti sui lavoratori interessati.

Questo è il risultato di un piano industriale dell'Azienda che dovendo riorganizzarsi ed efficientarsi senza poter contare su una ricapitalizzazione da parte dell'azionista di riferimento è costretta a competere sul mercato senza risorse ed investimenti in ricerca e sviluppo e in nuovi prodotti. Si recupera tutto il possibile tagliando, riducendo le attività e perdendo capacità di penetrazione sui mercati del settore.

Non a caso, nel periodo di vigenza del Piano industriale presentato alla comunità finanziaria e al mercato, si registra una forte contrazione di attività e fatturato.

E' paradossale che lo stesso Governo che mobilita Cassa Depositi e Prestiti a sostegno di diverse realtà industriali del Paese non giochi un ruolo attivo nei settori strategici in cui opera Finmeccanica/Leonardo, che resta inchiodata ad un debito pari al 25% del fatturato mentre i suoi competitors crescono e si rafforzano sul mercato, proprio grazie al protagonismo dei loro rispettivi Governi.

E' evidente che in un contesto internazionale come questo l'Azienda è in una condizione di debolezza e difficoltà, proprio quando in Europa si sta pensando ad un'integrazione dell'industria della difesa e dell'aerospazio.

Una debolezza sui prodotti e sui programmi che, qualora partisse il suddetto processo di integrazione renderebbe l'Azienda facile preda dei competitors, con tutte le conseguenze sul piano occupazionale e industriale che possiamo facilmente immaginare.

Una situazione che risulta anche dalle criticità riscontrate in tutte le aziende del settore nella quale è presente Finmeccanica (MBDA, ThalesAlenia, Avio, ATR, Superjet, etc) ovvero la difficoltà di presidiare le alleanze a scapito delle attività italiane e l' incapacità di completare la filiera industriale.

Come Fiom-Cgil riteniamo sia giunto il momento di procedere ad una verifica della situazione con il Governo, per sostenere un'azienda davvero importante per il Paese in termini occupazionali, industriali e di prospettive tecnologiche.

Alla ripresa delle attività dopo il periodo feriale sarà necessario intraprendere tutte le iniziative idonee ad attivare questo confronto, per verificare le scelte di politica industriale che l'Esecutivo intende assumere in tutti i settori strategici, proprio a partire da Finmeccanica/Leonardo.

E' necessario inoltre approfondire il confronto con tutte le divisioni, (carichi di lavoro, investimenti, occupazione appalto/indotto) per recuperare il deficit di informazioni che abbiamo già denunciato nel corso dei precedenti incontri.

Va in questa direzione l'incontro da noi richiesto e già fissato per il 29 luglio p.v. sulla divisione aerostrutture.

Subito dopo chiederemo la calendarizzazione dei restanti incontri, a partire dalle divisioni con maggiori criticità (Sistemi d'arma ed Elicotteri).

Riteniamo urgente attivare anche un tavolo di confronto con Finmeccanica/Leonardo sui problemi determinati dalle cessioni avviate ma non ancora definite in tutti i loro aspetti (Atitech, stabilimento Ansaldo Breda di Palermo, etc.).

In riferimento al PdR, fino a quando i dati da noi richiesti (gli indicatori relativi a Finmeccanica One Company e alle divisioni) non ci saranno comunicati, non dovrà essere siglato alcun accordo a livello di sito.

Infine come Fiom-Cgil abbiamo deciso di convocare una riunione di tutte le Rsu di Finmeccanica/Leonardo subito dopo la pausa estiva. per fare il punto sulle politiche industriali, sulla grave situazione che si sta determinando tra i lavoratori degli appalti e in regime di somministrazione, sui ritardi accumulati nell'applicazione dell'accordo integrativo di secondo livello siglato il 2 febbraio scorso, sia nella One Company che nelle società controllate, come Fata Logistics ed Electron (di cui Leonardo detiene oltre il 50% del pacchetto azionario).

A questo proposito, per quanto ci riguarda, finché non sarà applicato l'accordo integrativo restano in vigore gli accordi preesistenti: chiediamo inoltre di congelare tutte le iniziative unilaterali poste in essere nei vari siti in assenza di accordo con le Rsu e le strutture territoriali di riferimento, a partire dall'HRevolution.

 

Esecutivo nazionale Fiom

Fiom nazionale

 

Roma, 22 luglio 2016

Finmeccanica. Divisione Elicotteri: informativa aziendale inadeguata; Pdr a Luglio

Category: Agusta Westland
Creato il Lunedì, 11 Luglio 2016 15:55

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Oggi 4 luglio 2016 si è tenuto a Roma l'incontro tra la Divisione elicotteri di Leonardo Finmeccanica, la delegazione delle Rsu di Fim Fiom Uilm della divisione e le Organizzazioni Sindacali Nazionali.

Due sono stati i punti affrontati: la situazione della Divisione e l'illustrazione dell'andamento del Pdr 2015, che sarà pagato a luglio di quest'anno.

L'ingegner Romiti ha sostanzialmente riproposto la presentazione dello scorso 24 maggio, quando OOSS nazionali e coordinamento nazionale Rsu hanno incontrato i responsabili dei 4 settori di Leonardo-Finmeccanica.

Non sono stati comunicati elementi significativi di novità, in particolar modo rispetto ai carichi di lavoro del 2016: nella ex Agusta Westland questa informazione veniva messa a disposizione del Coordinamento delle Rsu con cadenza annuale.

Nessun approfondimento su strategie e prospettive del settore/divisione elicotteri: non sono state fornite informazioni rispetto ad operazioni annunciate in sede pubblica dall'AD di Leonardo Finmeccanica Mauro Moretti, come la possibilità di ottenere dal governo italiano commesse per il ricambio della flotta elicotteristica delle forze dell'ordine e di quella delle eliambulanze, o l'intenzione di procedere ad acquisizioni nel settore elicotteristico da parte del Gruppo.

L'informativa aziendale sulla situazione della Divisione è risultata dunque inadeguata, alla luce della contrazione dei nuovi ordini cominciata già nel 2015 (3,9 miliardi contro i 4,3 del 2014) e del rallentamento nell'attività produttiva che abbiamo riscontrato in questi mesi negli stabilimenti.

Le Rsu di Brindisi,per esempio,hanno espresso forte preoccupazione per il calo di lavoro e per il rinnovo (un solo mese) dei circa 50 contratti di somministrazione presenti in stabilimento.

Sulla presenza dei lavoratori somministrati nella Divisione elicotteri (erano circa 200 alla fine del 2015) come Fiom-Cgil abbiamo posto il tema della salvaguardia delle professionalità acquisite in anni di lavoro: l'azienda, pur confermando la volontà di procedere progressivamente al loro inserimento in organico aziendale (nel 2015 sono state 94 le conversioni a tempo indeterminato) non ha fornito ipotesi dettagliate di soluzione.

Sul tema degli appalti l'azienda ha comunicato una contrazione di ore lavorate "fuori casa": da 1,8 milioni di ore, messe a budget nel 2015, con 1,6 milioni consuntivate nello stesso anno, fino a 1,47 previste nel budget 2016.

Ciò conferma le nostre preoccupazioni per i lavoratori delle imprese di fornitura/appalti: abbiamo posto con forza all'azienda la necessità di valutare meccanismi di gestione di questa scelta utili a ridurre l'impatto sui lavoratori, anche tenendo conto del possibile aumento del contenzioso di alcuni lavoratori nei confronti di Leonardo Finmeccanica, vista la natura non sempre lineare dei rapporti che le ex aziende del Gruppo hanno tenuto con le imprese appaltatrici.

Per il Pdr 2016 (da corrispondersi nel 2017) non è stato comunicato l'obiettivo di Divisione che già da tempo avrebbe dovuto essere definito: questo rischia di compromettere l'efficacia della contrattazione sui parametri del futuro Pdr, secondo quanto previsto dall'accordo integrativo di secondo livello siglato a febbraio ed approvato dai lavoratori con referendum.

Quanto al Pdr 2015 l'impresa ha comunicato gli importi in pagamento a luglio 2016.

Questi i valori al 5^ livello: strutture centrali 5123, meccanica Cascina Costa 4604, procurement 5113, commerciale 4728, engineering 5282, Vergiate 4887, Tessera Frosinone e Brindisi 4717, Anagni 5056, Benevento 4152, customer, support e training 5282.

Come Fiom-Cgil evidenziamo l'impatto della contrazione della attività aziendale sull'indicatore di efficacia complessiva (applicato a tutti i lavoratori) in cui è stato raggiunto il secondo livello di pagamento del premio sui cinque previsti, e problemi rilevanti per quanto riguarda l'indicatore "indice di copertura", legato al rapporto tra capitale circolante e volumi di produzione, che ha dato risultato pari a zero in quattro stabilimenti.

Alla luce di questi dati è ancora più necessario disporre dei dati sui carichi di lavoro e volumi di attività,a oggi non ancora resi disponibili dall'impresa: inoltre in assenza degli obiettivi del Gruppo e della Divisione Elicotteri (come per le altre Divisioni) non sarà possibile arrivare a definire accordi sugli obiettivi di sito del Pdr 2016.

Infine abbiamo posto con forza ai vertici aziendali la questione della mancata applicazione di numerosi punti dell'accordo integrativo (flessibilità oraria,permessi e trasferte). L'impresa ha spiegato che il ritardo è dovuto alla non ancora effettuata integrazione dei sistemi Sap aziendali, ma non ha assunto impegni precisi.

Come Fiom-Cgil non possiamo valutare positivamente l'incontro, così come è accaduto per quelli con le altre Divisioni. L'illustrazione degli scenari industriali, carente in termini di commesse ed acquisizioni previste, di carichi di lavoro per il 2016 e indicatori puntuali su cui costruire il nuovo Pdr non ci rassicura sulle prospettive di un Gruppo alle prese con una difficile riorganizzazione, che procede a fatica mettendo a repentaglio anche il sistema delle relazioni industriali.

Continueremo a mettere in campo tutte le iniziative utili ad ottenere dall'azienda la piena applicazione dell'accordo sottoscritto a febbraio,chiedendo una nuova convocazione dell'Osservatorio strategico prima della pausa estiva, per poi arrivare ad una riunione dell'Esecutivo Fiom, nella quale costruire una valutazione condivisa di tutti gli incontri fatti da mettere a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici di Leonardo-Finmeccanica.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 11 luglio 2016

Incontro Finmeccanica Settore Areonautico Divisioni Velivoli e Aerostrutture

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 20 Giugno 2016 11:40

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Nella giornata del 14 Giugno 2016 sono iniziati gli incontri di divisione a Roma, tra l'Azienda Leonardo-Finmeccanica e le Organizzazioni Sindacali FIM-FIOM-UILM, così come previsto dall'accordo di gruppo del 2 Febbraio del 2016.

L'incontro ha riguardato le divisioni del settore Areonautico, ovvero Velivoli e Areostrutture, nel corso del quale sono stati forniti i dati economici di divisione, i carichi produttivi, gli investimenti e gli organici attualmente presenti.

I dati economici, seppur in miglioramento rispetto all'anno precedente, non sono omogenei tra le due divisioni, con segni negativi e criticità per quanto riguarda la divisione Aerostrutture.

In riferimento agli investimenti, rispetto all'anno 2015, si registrano rispettivamente un aumento (Velivoli) e una riduzione (Aerostrutture).

I dati forniti sui carichi di lavoro, purtroppo solo relativamente all'anno 2016, sono in calo quasi ovunque rispetto al 2015, al netto di alcune eccezioni, con riduzioni importanti in alcuni stabilimenti.

Gli organici comunicati sono pari a 4380 addetti nella Divisione Aerostrutture e di 5351 addetti per la Divisione Velivoli.

Infine la comunicazione sulle cifre del PDR relative all'anno 2015 rispecchiano sostanzialmente le percentuali dell'anno precedente, a parte una situazione critica su Pomigliano Manufacturing e una ben più consistente criticità sullo stabilimento di Venezia: eventuali aumenti di importi sono dovuti al montante teorico di 3600€ superiore di 200€ rispetto al 2014.

Come FIOM-CGIL avevamo riposto nell'incontro aspettative decisamente maggiori, soprattutto rispetto a questioni da noi segnalate da tempo ai tavoli di confronto con la Direzione di Leonardo-Finmeccanica, e demandate da quest'ultima proprio agli incontri divisionali.

Nel dettaglio ci saremmo aspettati un arco temporale più lungo rispetto ai carichi produttivi, per dare un giudizio sulle prospettive industriali del settore Areonautico, oltre che maggiori chiarimenti sugli investimenti nei vari siti, sia rispetto alle linee di prodotto presenti che a quelle future.

Quanto agli organici avremmo voluto conoscere un dato che evidenziasse, oltre ai dipendenti direttamente assunti in Finmeccanica, la platea dei lavoratori somministrati attualmente operativi sulle linee e nelle varie sedi, contestualmente al numero delle aziende in appalto e dei lavoratori coinvolti in queste attività.

Avremmo voluto anche ulteriori chiarimenti sulla ricerca e lo sviluppo nella prospettiva industriale a lungo termine, perchè il settore industriale aeronautico si rilancia con gli investimenti su prodotti innovativi. L'illustrazione dei responsabili aziendali ha invece fatto leva principalmente sulla necessità di ridurre il costo orario per aumentare la competitività.

Oltre alle cifre fornite sugli importi del PDR 2015, sarebbe stato fondamentale avere l'indicatore delle due divisioni per poter continuare utilmente gli incontri di sito sul PDR 2016, dal momento che gli indicatori delle singole divisioni del Gruppo, insieme a quelli riferibili direttamente a Finmeccanica Leonardo, concorrono alla definizione del Premio: per questo motivo intendiamo tenere aperti i tavoli di confronto già avviati, ed arrivare alla sottoscrizione degli accordi di sito sui Premi, Rsu e strutture territoriali Fiom interessate.

Riteniamo pertanto che per poter dare un giudizio complessivo di merito servano ulteriori incontri di divisione, nei quali approfondire le questioni sulle quali non abbiamo ancora a disposizione tutti gli elementi di valutazione necessari.

Contestualmente, in sede di incontri territoriali, dobbiamo esigere dall'azienda, secondo quanto previsto dall'accordo generale, i dati relativi alle eventuali esternalizzazioni, alla riorganizzazione delle ingegnerie, agli investimenti per linee di prodotto, alle operazioni mirate a saturare tutte le sedi operative, secondo quanto annunciato dall'Amministratore delegato e contenuto nel Piano industriale di Leonardo Finmeccanica.

Nei prossimi giorni daremo dettagliatamente i dati forniti dall'azienda con comunicati specifici per divisione di appartenenza per metterli a disposizione di tutte le lavoratrici e i lavoratori.

Per quanto ci riguarda, come Fiom Cgil, metteremo in campo tutte le iniziative utili al pieno rispetto dell'accordo sottoscritto a febbraio ed approvato con il referendum di marzo.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma 20 giugno 2016

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Report Fiom su incontri Finmeccanica-Leonardo

Category: Documenti
Creato il Giovedì, 26 Maggio 2016 17:13

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Condivisibili gli scenari di prospettiva. Preoccupazione per debito e investimenti, indotto e ritardi nell'applicazione dell'accordo integrativo

 

Si sono tenuti nei giorni scorsi con i vertici di Leonardo-Finmeccanica l'Osservatorio strategico (19 maggio) con l'ing. M. Moretti e il Coordinamento nazionale (24 maggio) con la partecipazione dei responsabili dei 4 settori ( Elicotteri - Aeronautica - Elettronica, difesa e sistemi di sicurezza - Spazio).

Negli incontri sono state illustrate alle OO.SS. e al coordinamento nazionale, i risultati del 2015 e le azioni che l'azienda intende mettere in campo per il 2016 e gli anni seguenti.

Nella sostanza Leonardo-Finmeccanica continuerà con la politica di riduzione del debito (oggi a poco più di 3 miliardi, con un bilancio 2015 chiuso in attivo e un trend in crescita registrato nell'avvio del 2016) poiché considera questo come il presupposto necessario per individuare scelte strategiche mirate alla crescita nel panorama europeo ed internazionale del settore, caratterizzato da competitors più grandi, con costi più contenuti e piattaforme più recenti.

Per questo l'azienda comunica che dovrà selezionare attentamente i settori in cui investire in considerazione alle risorse che ha, partendo dal fatto che ritiene importante la penetrazione nei mercati in crescita (Asia, Oceania, America Centro-meridionale) anche attraverso una rinvigorita politica delle alleanze (vedi l'accordo con Raytheon nella gara per l'aereo addestratore americano) e la ripresa di un ruolo attivo di Leonardo-Finmeccanica nella Global Strategy per la sicurezza europea.

L'azienda ritiene che la forte competizione all'interno dell'Europa e della NATO, in una fase che vede i budget di investimento in diminuzione, porterà ad una maggiore integrazione e riorganizzazione dell'industria europea. Per questo sarà importante posizionarsi sui settori in cui è in grado di giocare un ruolo e con prospettive. L'investimento delle risorse a disposizione sarà dedicato quindi ai settori in grado di agganciare il futuro ed in particolare su AIRBORNE, LAND E NAVAL, ELICOTTERI, AERONAUTICA ed ELETTRONICA.

Nello specifico Leonardo-Finmeccanica intende per le diverse attività:

aeronautica

Potenziare e rafforzare il business nei velivoli militari manned e unmanned, la leadership nei velivoli regionali e le attività delle aerostrutture.

elicotteri

Rinnovare prodotti e tecnologie, aumentare il Customer Support & Training, operare ancora su processi industriali in grado di garantire l'eccellenza dei prodotti, aumentare l'export mantenendo il posizionamento sui mercati domestici.

elettronica, difesa, sistemi di sicurezza

Questo settore che rappresenta da solo il 50% delle attività e del fatturato di Leonardo/Finmeccanica si concentrerà su:

Elettronica per la Difesa Terrestre - rafforzando il core business e aumentando la presenza sui mercati internazionali, aumentare la redditività.

Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni - Aumentare la competitività e la customer intimacy, rafforzare il core business.

Sistemi Avionici e Spaziali - Cercare nuove opportunità, migliorare l'efficacia e l'efficienza dei processi, consolidare il core business.

L'azienda infine ha comunicato che continuerà l'opera di riorganizzazione, adottando un modello più flessibile che vede l'ingegneria, le divisioni ed i singoli siti strettamente connessi tra loro ed in grado di lavorare orizzontalmente, a seconda dei carichi di lavoro. Inoltre continuerà a riportare dentro il perimetro aziendale attività oggi date all'esterno e, quelle che rimarranno fuori, saranno fortemente selezionate sulla base della qualità e del costo.

Come Fiom-Cgil, pur valutando nell'insieme condivisibili gli scenari di prospettiva forniti dall'azienda esprimiamo una serie di preoccupazioni su criticità che, se non adeguatamente affrontate, porteranno problemi.

Permangono infatti i nodi irrisolti dello scarso protagonismo del Governo italiano sui mercati emergenti, e delle mancate scelte di politica industriale, a partire dai ridotti investimenti su aerospazio, Difesa ed Elettronica.

Il Governo azionista di riferimento, non interviene sulla ricapitalizzazione del debito che, pur ridotto, continua a pesare sulle capacità di investimento e di innovazione di prodotto e di processo. Questi elementi sono le condizioni necessarie per poter determinare alleanze future con gli altri operatori del settore da una posizione di forza e non di debolezza.

L'assenza di queste condizioni fa venire meno un pilastro importante ad un piano industriale che si va a collocare in un momento di profonda trasformazione del mercato che vede i più grandi players riorganizzarsi, allearsi e disporre di risorse importanti e sostegno istituzionale.

Il rischio vero è che senza risorse e quindi con gli investimenti che non sosterranno adeguatamente tutta l'azienda, in alcune aree di attività si determineranno carichi di lavoro non sufficienti.

Il tema delle risorse rischia quindi di condizionare tutte le scelte aziendali. Le cessioni di attività al mercato vanno valutate attentamente e, qualora non vi siano alternative, è importante individuare soggetti affidabili sul piano industriale ed occupazionale. E' la qualità delle aziende che garantisce i diritti e le prospettive dei lavoratori coinvolti.

Sul processo di revisione delle forniture siamo d'accordo nel contrasto netto all'interposizione di manodopera e all'opera di “moralizzazione” della società ma il tutto va gestito congiuntamente ad una tutela forte dei i lavoratori. Questo vale anche i lavoratori in somministrazione che da anni operano nel gruppo (con situazioni gravi che vedono lavoratori che da anni sono in somministrazione e che debbono essere assunti direttamente.

Nello specifico quindi bene il contrasto ma l'interposizione si elimina assumendo i lavoratori coinvolti, qualora questo non avvenga, come Fiom-Cgil continueremo a difendere in sede legale gli stessi lavoratori.

L'accordo integrativo appena siglato resta inapplicato perché l'azienda si dice non ancora pronta con i sistemi gestionali. Bisogna invece accelerare a partire dalla definizione del PdR (accelerando gli incontri di sito con strutture territoriali ed Rsu in attuazione del capitolo sulle relazioni industriali) e nel contempo agire sulla struttura aziendale che sembra ferma ed incapace di rimettersi in moto, dopo la profonda riorganizzazione societaria.

Che l'azienda sia ferma è reso evidente dal fatto che, su tutti i temi dell'integrativo ancora da trattare, l'azienda non sta rispettando i tempi concordati per la ripresa del confronto.

Infine sulle criticità di mercato e di volumi annunciate in alcuni settori, è urgente capire quali sono le iniziative che l'azienda intende prendere per evitare i problemi che si potrebbero determinare.

In relazione a tutto quanto esposto e per capire nel dettaglio gli effetti degli investimenti, le attività in forte crescita e quelle in difficoltà e soprattutto, le ricadute sui singoli siti, è necessario procedere subito alla convocazione degli incontri di divisione .

Al termine delle riunioni di Divisione, avendo a disposizione un quadro dettagliato della situazione in corso nei vari stabilimenti, convocheremo nuovamente l'Esecutivo e la Delegazione trattante per una valutazione complessiva su tutte le informazioni emerse dagli incontri, in modo da trasferirle a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Leonardo-Finmeccanica ed assumere le iniziative conseguenti.

 

FIOM NAZIONALE

 

Roma, 26 maggio 2016

 

Finmeccanica-Leonardo: gli obiettivi strategici annunciati e l'opinione della Fiom-Cgil

 

 

Finmeccanica-Leonardo: gli obiettivi strategici annunciati e l'opinione della Fiom-Cgil

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 26 Maggio 2016 17:11

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Negli incontri tenuti con l'azienda, sono state illustrate alle OO.SS. e al coordinamento nazionale, i risultati del 2015 e le azioni che Leonardo/Finmeccanica intende mettere in campo per il 2016 e gli anni seguenti.

Nel merito, come Fiom-Cgil, pur valutando nell'insieme condivisibili gli scenari di prospettiva forniti esprimiamo una serie di preoccupazioni su criticità che, se non adeguatamente affrontate, porteranno problemi. Permangono infatti i nodi irrisolti dello scarso protagonismo del Governo italiano sui mercati emergenti, e delle mancate scelte di politica industriale, a partire dai ridotti investimenti su aerospazio, Difesa ed Elettronica.

Il Governo azionista di riferimento, non interviene sulla ricapitalizzazione del debito che, pur ridotto, continua a pesare sulle capacità di investimento e di innovazione di prodotto e di processo. Questi elementi sono le condizioni necessarie per poter determinare alleanze future con gli altri operatori del settore da una posizione di forza e non di debolezza.

L'assenza di queste condizioni fa venire meno un pilastro importante ad un piano industriale che si va a collocare in un momento di profonda trasformazione del mercato che vede i più grandi players riorganizzarsi, allearsi e disporre di risorse importanti e sostegno istituzionale. Il rischio vero è che senza risorse e quindi con gli investimenti che non sosterranno adeguatamente tutta l'azienda, in alcune aree di attività si determineranno carichi di lavoro non sufficienti.

Il tema delle risorse rischia di condizionare tutte le scelte aziendali. Le cessioni di attività al mercato vanno valutate attentamente e, qualora non vi siano alternative, è importante individuare soggetti affidabili sul piano industriale ed occupazionale. E' la qualità delle aziende che garantisce i diritti e le prospettive dei lavoratori coinvolti.

Sul processo di revisione delle forniture siamo d'accordo nel contrasto netto all'interposizione di manodopera e all'opera di “moralizzazione” della società ma il tutto va gestito congiuntamente ad una tutela forte dei i lavoratori. Questo vale anche i lavoratori in somministrazione che da anni operano nel gruppo (con situazioni gravi che vedono lavoratori che da anni sono in somministrazione e che debbono essere assunti direttamente.

Nello specifico quindi bene il contrasto ma l'interposizione si elimina assumendo i lavoratori coinvolti, qualora questo non avvenga, come Fiom-Cgil continueremo a difendere in sede legale gli stessi lavoratori.

L'accordo integrativo appena siglato resta inapplicato perché l'azienda si dice non ancora pronta con i sistemi gestionali. Bisogna invece accelerare a partire dalla definizione del PdR (accelerando gli incontri di sito con strutture territoriali ed Rsu in attuazione del capitolo sulle relazioni industriali) e nel contempo agire sulla struttura aziendale che sembra ferma ed incapace di rimettersi in moto, dopo la profonda riorganizzazione societaria.

Che l'azienda sia ferma è reso evidente dal fatto che, su tutti i temi dell'integrativo ancora da trattare, l'azienda non sta rispettando i tempi concordati per la ripresa del confronto.

Infine sulle criticità di mercato e di volumi annunciate in alcuni settori, è urgente capire quali sono le iniziative che l'azienda intende prendere per evitare i problemi che si potrebbero determinare.

In relazione a tutto quanto esposto e per capire nel dettaglio gli effetti degli investimenti, le attività in forte crescita e quelle in difficoltà e soprattutto, le ricadute sui singoli siti, è necessario procedere subito alla convocazione degli incontri di divisione.

Al termine delle riunioni di Divisione, avendo a disposizione un quadro dettagliato della situazione in corso nei vari stabilimenti, convocheremo nuovamente l'Esecutivo e la Delegazione trattante per una valutazione complessiva su tutte le informazioni emerse dagli incontri, in modo da trasferirle a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Leonardo-Finmeccanica ed assumere le iniziative conseguenti.

 

FIOM NAZIONALE

 

Roma, 26 maggio 2016

 

Report Fiom su incontri Finmeccanica-Leonardo

 

Finmeccanica. Positivo l'esito del referendum, ora si convochi al più presto l'Osservatorio strategico

Category: Comunicati e volantini
Creato il Martedì, 29 Marzo 2016 16:24

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Nei giorni 23 e 24 marzo u.s. si è tenuta la riunione delle RSU della delegazione trattante, delle strutture territoriali e nazionali della Fiom-Cgil.

Il coordinamento giudica molto positivamente l'esito del referendum sull'ipotesi di accordo di secondo livello, in considerazione dell'alto grado di partecipazione (78%) e del consenso espresso dalle lavoratrici e dai lavoratori della Finmeccanica One Company all'accordo (77% di sì).

Il livello di partecipazione ed il consenso ottenuto saranno comunque un fattore molto importante per il prosieguo del confronto con l'azienda, considerati l'importanza e la complessità degli argomenti ancora da discutere. Nelle assemblee svolte, anch'esse molto partecipate, oltre all'ipotesi di accordo, la discussione è stata incentrata sulla parte restante della trattativa ancora da svolgere e sulle prospettive aziendali.

Segno evidente della grande maturità di lavoratrici e lavoratori, in grado di unire i temi dei diritti economici e normativi con ragionamenti di carattere industriale e strategico. Rimangono delle criticità in alcuni siti che hanno visto un numero consistente di no sui quali è opportuno svolgere una valutazione.

Il coordinamento ritiene indispensabile la convocazione al più presto dell'Osservatorio Strategico come previsto dall'accordo, così come già richiesto da Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil. Il confronto dovrà chiarire gli obiettivi industriali e dettagliare maggiormente gli aspetti economici presentati nell'ultima relazione finanziaria annuale 2015, allegata al bilancio.

 

Nella relazione emergono le seguenti criticità:

  • la forte dipendenza del gruppo dai livelli di spesa dei governi nazionali e delle istituzioni pubbliche. I tagli agli stanziamenti pubblici avranno effetti sul finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo e conseguentemente sulla capacità del gruppo di competere con successo nei mercati globali;
  • l'azienda è molto concentrata sugli aspetti di carattere finanziario e poco sugli aspetti industriali e le modalità con cui si sono raggiunti la redditività e l'abbattimento del debito sono ottenuti in larghissima parte con le modalità già viste in passato, cioè la cessione dell'ennesimo gruppo di attività (Ansaldo Breda e Ansaldo STS);
  • l'alto livello di indebitamento del gruppo, pari a 3,3 miliardi di € al 31/12/2015, condiziona la strategia finanziaria e operativa del gruppo;
  • un'azienda come Finmeccanica, esposta in un settore tecnologicamente avanzato dove tutti i maggiori competitors investono e sviluppano nuovi prodotti per crescere e acquisire nuovi mercati, deve avere una visione industriale di sviluppo e una dimensione internazionale adeguata. In questo momento invece appare evidente il ridimensionamento del perimetro industriale e occupazionale (7.224 dipendenti in meno e da 16 miliardi di fatturato nel 2013, a 12,995 miliardi del 2015);

 

In riferimento alla situazione aziendale come Fiom e coordinamento nazionale valutiamo che:

  • la riduzione delle forniture, delle attività in appalto e di molti contratti di somministrazione, più che rispondere all'efficienza e alla qualità delle attività sembra anch'essa seguire una logica finanziaria sulla riduzione dei costi e sulla generazione di cassa. Gli effetti sulle attività e sull'organizzazione del lavoro, oltre che sull'occupazione, sono li a dimostrarlo;
  • appare evidente la difficoltà della nuova Finmeccanica di smuoversi dal torpore generato dalla riorganizzazione. Alla nuova formazione organizzativa non è ancora corrisposta una nuova e più efficiente modalità di sviluppo dei processi produttivi. Dopo aver nominato le prime linee delle divisioni ad oggi mancano tutti i livelli successivi. Anche per questo le varie attività subiscono enormi rallentamenti con tutti gli effetti conseguenti;
  • la riduzione degli investimenti in ricerca e sviluppo, in nuovi impianti e in nuovi prodotti è segno evidente del disimpegno del Governo in riferimento alla politica industriale e alla concentrazione delle risorse sui settori chiave per il Paese;

 

Le azioni della Fiom-Cgil e del coordinamento saranno quindi finalizzate a:

  • aprire un confronto serrato con l'azienda su tutti questi aspetti per stimolare e sviluppare, anche nel rapporto con il Governo che è l'azionista di riferimento di Finmeccanica, un ragionamento teso ad affiancare alla fase di risanamento economico, le necessarie attività di investimento a partire dalla ricerca e sviluppo e dai nuovi prodotti;
  • la piena applicazione di quanto previsto nell'accordo sottoscritto il 2 febbraio u.s. in tutte le sue parti. Quindi in attesa dell'attivazione dei tavoli di confronto, diffidiamo Finmeccanica e/o le singole Divisioni dal proseguire con iniziative unilaterali (tra le quali Monetica).

 

Come Fiom-Cgil e come coordinamento abbiamo deciso, in modo coerente con la nuova organizzazione aziendale e al fine di poter raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, un rafforzamento della capacità di direzione e di contrattazione in Finmeccanica attraverso la realizzazione di un esecutivo che si affianca alla Segreteria nazionale (nel coordinare le Divisioni) e al Coordinamento Finmeccanica. L'Esecutivo è composto dai rappresentanti territoriali di Genova, Firenze, La Spezia, Napoli, Roma, Torino e Varese.

Le competenze dei delegati del coordinamento Finmeccanica, unite alla nuova organizzazione, saranno valorizzate nel ruolo di confronto e contrattazione.

Infine è importante sottolineare che nella vertenza sul contratto nazionale, entrata in una fase critica, Fim, Fiom e Uilm tornano a proclamare uno sciopero unitario dopo tanti anni per il 20 aprile 2016.

Il risultato avuto nel referendum è segno della grande attenzione delle lavoratrici e dei lavoratori non solo alla contrattazione integrativa ma anche e soprattutto alle prospettive industriali dell'azienda. Come coordinamento nazionale riteniamo importante che unitariamente le Rsu e le strutture coinvolgano tutti i lavoratori del gruppo affinché ci sia la massima partecipazione alle prossime iniziative nazionali programmate da Fim, Fiom e Uilm: sarà un segnale importante non solo sul Ccnl ma su tutta la fase che si aprirà a breve con Finmeccanica.

 

Fiom nazionale

Esecutivo nazionale Fiom Finmeccanica

Coordinamento Fiom Finmeccanica

 

Roma, 29 marzo 2016

Fata. Prospettive industriali e stabilizzazione sono i punti di partenza

Category: Fata
Creato il Giovedì, 17 Marzo 2016 11:44

Il 14 marzo si è tenuta la prima riunione del coordinamento nazionale delle Rsu di Fata Logistic SpA, unitamente alle strutture territoriali e nazionali della Fiom-Cgil.

Come Fiom-Cgil abbiamo deciso di costituire il coordinamento per avere una visione complessiva dell'azienda (che assume forme ed organizzazione molto diversa da territorio a territorio), al fine di avere una gestione comune delle molte problematiche presenti oggi.

Dopo la cessione della Fata SpA alla società Danieli Spa, Fata Logistic è oggi posseduta al 100% da Finmeccanica One Company attraverso la Fgs Spa a cui è stato trasferito il pacchetto azionario (con decisione del Cda di Finmeccanica del 7 marzo u.s.). Un'azienda che è di proprietà di Finmeccanica e che lavora sostanzialmente per il gruppo, per la Fiom-Cgil deve essere sempre più coordinata e rappresentata nell'ambito del gruppo Finmeccanica e non lasciata alle singole dinamiche territoriali e/o aziendali.

Non è più sostenibile infatti che a seconda del sito dove opera, Fata Logistic assuma forme spesso non adeguate a un'organizzazione produttiva e industriale. Ai circa 450 dipendenti assunti a tempo indeterminato, si affianca un numero più grande di lavoratrici e lavoratori che hanno forme contrattuali di tutti i tipi: somministrati, partite iva, sub-appalti verso aziende e/o cooperative, associazioni temporanee d'impresa, etc.

Come coordinamento nazionale riteniamo importante affrontare questo tema, partendo dalla stabilizzazione del maggior numero di lavoratori e dalla semplificazione della filiera produttiva.

Nei prossimi giorni inoltre richiederemo all'azienda di avviare un confronto sulle prospettive industriali e occupazionali, alla luce delle decisioni assunte da Finmeccanica sul controllo del pacchetto azionario affidato alla Fgs (quindi un incontro congiunto).

Infine anche in considerazione delle dichiarazioni di Finmeccanica durante tutta la trattativa sul contratto integrativo di secondo livello appena siglato, circa l'applicazione dello stesso a tutte le società in cui deteneva almeno al 51%, riteniamo a questo punto che si debba applicare anche in Fata Logistic.

Se si fa parte di un gruppo, i diritti e i trattamenti economici, la qualità dei rapporti di lavoro e l'organizzazione delle attività in appalto, debbono essere comuni. Se si costruiscono condizioni migliori, queste debbono riguardare tutto il gruppo.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 16 marzo 2016

Finmeccanica. Le Rsu e i lavoratori dicono si all’accordo

Category: Comunicati e volantini
Creato il Martedì, 15 Marzo 2016 13:04

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Dopo 25 giorni di assemblee che hanno interessato tutti i siti di Finmeccanica “One Company” e consentito ai lavoratori di conoscere i contenuti dell’Ipotesi di Accordo e di poterne dare una valutazione completa.

Il voto delle RSU avvenuto nel corso delle settimane successive la firma dell’ipotesi di accordo ha visto il sostegno di oltre il 95% dei delegati mentre la scorsa settimana si sono espressi le lavoratrici e dei lavoratori Finmeccanica “One Company” con un risultato altrettanto importante.

Sono stati coinvolti 22.847 lavoratori

I votanti sono stati oltre il 75% degli aventi diritto

Il SI è stato pari al 76,93% dei voti

Il NO è stato pari al 23,07% dei voti

Le schede Bianche e Nulle sono state 249

Questo risultato che conferma la scelta di FIM FIOM UILM di sottoscrivere l’intesa: questo ha consentito stamane alle Segreterie Nazionali di confermare con una lettera inviata a Unindustria Roma e a Finmeccanica “One Company” l’applicabilità dei contenuti.

Inoltre le stesse Segreterie Nazionali hanno chiesto l’attivazione delle Commissioni e dei Tavoli Tecnici previsti dall’intesa oltre che la convocazione dell’Osservatorio Strategico Nazionale per avviare il confronto sulle prospettive industriali, gli investimenti e lo sviluppo della nuova organizzazione per iniziare il percorso del rilancio di Finmeccanica.

 

FIM, FIOM, UILM Nazionali

 

Roma, 15 marzo 2016

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