A+ R A-
25 Febbraio 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

40 items tagged "Fca"

Risultati 1 - 20 di 40

Sciopero di due ore alla Teksid contro l'azzeramento del premio da parte di Fca

Category: Fiom Torino [provinciale]
Creato il Giovedì, 16 Febbraio 2017 15:15

LOGOFIOM 180X120

La Fiom-Cgil rende noto che oggi, giovedì 16 febbraio, i lavoratori della Teksid di Carmagnola si sono fermati per due ore di sciopero su ogni turno (e un'ora di sciopero avverrà pure domani) per protestare contro l'azzeramento del premio aziendale da parte di Fca: l'adesione alla mobilitazione è stata oltre l'80%.

L'agitazione nasce dal fatto che per oltre 10 mesi i dipendenti sono stati costretti a straordinari, turni aggiuntivi al sabato e alla domenica: ma questi sforzi sono stati considerati dal “sistema” inefficienze e dunque hanno portato all'azzeramento del premio.

Lino La Mendola, responsabile Teksid per la Fiom-Cgil torinese, dichiara: «Questa mobilitazione non solo è la palese dimostrazione che il ccsl non funziona ma è anche sintomo della poca intelligenza dimostrata dall'azienda perché ha operato una rottura nel rapporto con i lavoratori: dopo che hanno fatto tutto quello che è stato loro chiesto, si trovano a subire le conseguenze di una produzione inefficiente di cui non sono responsabili.».

 

Ufficio stampa Fiom Torino

Torino, 16 febbraio 2017

Fiom Torino. Fca-Cae di bilancio: De Palma (Fiom) “Per Mirafiori e Pomigliano aspettiamo annunci ufficiali”

Category: Fiom Torino [provinciale]
Creato il Venerdì, 27 Gennaio 2017 17:19

LOGOFIOM 180X120

 

   COMUNICATO STAMPA

Fca -  Cae di bilancio : De Palma (Fiom)  “Per Mirafiori e Pomigliano aspettiamo annunci ufficiali”

Fca-Cnhi: Domani a Torino alle 11 conferenza stampa su comparazione Ccnl, Ccsl e proposte Fiom

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 23 Gennaio 2017 11:14

LOGOFIOM 180X120

 

La Fiom-Cgil, in occasione della riunione del Comitato Aziendale Europeo di Fca (di cui fanno parte delegati provenienti da 12 paesi della Unione Europea), momento di confronto con l'azienda, tanto più importante in questa fase, che si terrà a Torino nelle giornate del 26 e 27 gennaio, organizza martedì 24 gennaio alle ore 11, presso la propria sede in via Sagra di San Michele 31, una conferenza stampa per illustrare la comparazione dei trattamenti previsti dal contratto nazionale dei metalmeccanici e dal contratto specifico di lavoro (Ccsl), applicato ai lavoratori di Fca e Cnh, e le proposte della Fiom-Cgil.

Alla conferenza stampa saranno presenti Michele De Palma, responsabile auto per la Fiom-Cgil nazionale, e Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil.

 

Fiom nazionale

 

Torino, 23 gennaio 2017

Incontro Fca-Fiom. Ora la parola ai lavoratori

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 22 Dicembre 2016 10:27

FIOM CGIL

 

Si è tenuto a Roma, presso la sede di Fca, il secondo incontro tra la direzione aziendale e la Fiom per continuare il confronto sulla situazione occupazionale e produttiva degli stabilimenti di Cassino e Pomigliano.

Nell'incontro abbiamo precisato che per la Fiom, data la situazione produttiva dello stabilimento di Pomigliano, dove ancora oggi insiste un contratto di solidarietà per l'assenza di un nuovo modello che garantisca la piena occupazione, e avendo lo stabilimento di Cassino la necessità di garantire con il lancio del nuovo modello “Stelvio” e il pieno regime per la “Giulia” con due turni di lavoro l'inserimento di 1.200 lavoratori di cui circa 700 assunti, la soluzione che preveda lo spostamento temporaneo e volontario dei lavoratori dello stabilimento da Pomigliano a Cassino deve avere precisi criteri: volontarietà, temporaneità e riconoscimento economico.

Ma, nel corso dell'incontro, una condivisione è stata raggiunta solo su alcuni aspetti. Il primo è che la temporaneità viene garantita dal fatto che la durata è vincolata al termine del contratto di solidarietà a Pomigliano (agosto 2018), l'altro è l'incremento di produttività di 3,18 euro per ora lavorata.

Non c'è stato un punto di mediazione sul criterio per lo spostamento dei lavoratori da Pomigliano a Cassino, visto che la richiesta della Fiom era la volontarietà mentre la direzione aziendale terrà conto di tale criterio ma potrebbe procedere anche unilateralmente sulla base delle proprie esigenze.

Al termine dell'incontro la Fiom non ha siglato il testo, che discuterà nelle assemblee a Pomigliano in cui valuterà se ci sono la volontà e le condizioni dei lavoratori di sottoscriverla, assumendone il voto come vincolante sull'ipotesi d'intesa.

Inoltre, l'ipotesi prevede entro marzo un confronto, non più rinviabile, sul futuro occupazionale e produttivo di Pomigliano che solo con nuovi modelli potrà garantire il ritorno anche dei lavoratori temporaneamente a Cassino, salvo per chi dovesse decidere il trasferimento definitivo.

La direzione aziendale ha inoltre comunicato che, per quel che concerne lo stabilimento di Cassino, procederà entro il mese di febbraio alla cessazione del contratto di solidarietà ed al conseguente rientro al lavoro di tutte le maestranze e che per le assunzioni dei primi 700 utilizzerà i contratti di somministrazione che, a stabilizzazione dei volumi, potrebbero essere confermati a tempo indeterminato. In caso di necessità produttive, l'azienda potrebbe incrementare fino a un massimo di altri 600 gli ingressi dopo la stabilizzazione del primo blocco. La Fiom ha chiesto di avviare un confronto sullo stabilimento di Cassino che la direzione aziendale ha convenuto di tenere nel mese di gennaio.

La Fiom valuta che ci sia la necessità di superare i tavoli separati, seppur contemporanei come è accaduto oggi, tra i sindacati firmatari il “contratto Fiat” da una parte e la Fiom dall'altra.

Per la Fiom la democrazia deve essere estesa anche ai lavoratori di Fca.

 

Dichiarazione di Michele De Palma, responsabile auto Fiom nazionale, Donato Gatti, segretario generale Fiom Cassino, Francesco Percuoco, segreteria Fiom Napoli.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 21 dicembre 2016

Fca/Cnhi. Bonus: buoni, brutti o cattivi?

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 01 Dicembre 2016 18:10

LOGOFIOM 180X120

 

Flexible benefit e welfare in FCA e CNHi: Fim, Uilm, Fismic, Uglm, e ACQF non imparano dagli errori

 

Il 29 novembre 2016, a Torino, le direzioni aziendali di Fca e Cnhi, escludendo la Fiom dal confronto sull'applicazione della normativa prevista dalla Legge di stabilità su detassazione e decontribuzione del Premio di Risultato, hanno raggiunto un'intesa con i "sindacati firmatari il contratto Fiat".

Imparare dagli errori fatti con il "Bonus IP" sarebbe stato semplice, visto che la Fiom ha segnalato con appositi comunicati e volantini gli sbagli fatti nell'intesa precedente, che dava molti vantaggi all'azienda e non conveniva ai lavoratori. La maggioranza dei lavoratori, infatti, dimostrandosi più "sindacalista" dei "sindacati firmatari" ha scelto di lasciare la benzina in fabbrica e mettere in tasca i soldi. Il sistema "bonus benzina" aggiungeva sconti a sconti per l'azienda visto che:

a)         il Contratto specifico prevede un criterio di maturazione che penalizza i lavoratori in cassa integrazione o in contratto di solidarietà;

b)         l'azienda, pagando in "bonus", non versava ai lavoratori quanto avrebbe speso pagando il premio.

Il tutto con il meccanismo del "silenzio-assenso" al bonus, mentre questa volta, grazie all'iniziativa della Fiom seppur esclusa dal tavolo, per quel che riguarda i "flexible benefit" e il welfare, chi vorrà ricevere soldi e non prestazioni non dovrà firmare nulla. Un po' di chiarezza l'abbiamo ottenuta, ma purtroppo l'intesa raggiunta non chiarisce e, anzi, consegna nelle mani dell'azienda la possibilità di

decidere se l'offerta del "paniere dei flexible benefit del welfare" sia di servizi o anche dell'ente erogatore. Per esempio, nel caso "bonus carburante", il lavoratore non poteva scegliere in quale stazione di rifornimento spenderlo.

Le novità in materia fiscale introdotte dal governo permettono per la struttura premiante in Fca e Cnhi di poter scegliere la corresponsione del premio in soldi o servizi.

Cosa succede con l'intesa firmata? Intanto che il bonus non è aggiuntivo ma sostitutivo. È utile chiarire che nell'ipotesi di Contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici il welfare è aggiuntivo agli aumenti in paga base. Invece in Fca e Cnhi, l'intesa prevede che per il 2017 i lavoratori potranno scegliere se il premio (max erogazione) di 700 euro per le aree professionali 1 e 2 (gruppo professionale 5, 4 e 3) e 800 euro (max erogazione) per l'area professionale 3 (gruppo professionale 2) gli potrà essere erogato in "bonus" o soldi. L'intesa prevede che solo per i lavoratori che dovessero scegliere i benefit ci sarebbe una maggiorazione del 5% su quella parte di premio.

I sindacati firmatari sostengono che questo sia un ottimo risultato. La Fiom ritiene che lo sia solo per l'azienda. Nelle iniziative di informazione la Fiom aveva già fatto presente che sul "Bonus IP" l'azienda avrebbe risparmiato sulla contribuzione e che quindi il costo aziendale del premio doveva essere corrisposto per intero ai lavoratori.

Le novità introdotte dal governo sulla fiscalità hanno determinato con la contrattazione vantaggi maggiori per i lavoratori a cui si applica il Contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici. Perché per loro continua ad aumentare la paga base e il welfare è distinto e aggiuntivo ai premi.

In Fca e Cnhi “sindacati firmatari” e azienda continuano a decidere senza un confronto e senza il voto dei lavoratori. La democrazia non è solo libertà ma anche salario e contrattazione.

Fiom-Cgil nazionale

Roma, 1° dicembre 2016

Bologna: i lavoratori contro l'imbroglio dei buoni benzina

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Venerdì, 07 Ottobre 2016 15:15

IP Buoni benzina

Lo stipendio può arrivare, in parte, anche sotto forma di benzina. E l’incentivo di produttività, invece che nel conto in banca, può finire nel serbatoio. Succede alla Magneti Marelli dove, per effetto di un accordo sindacale che riguarda l’intera Fca, i circa 1.200 dipendenti divisi tra Crevalcore e Bologna potrebbero trovarsi nella busta paga di novembre e dicembre dei buoni benzina da 25 euro da utilizzare nei distributori Ip, fino a un massimo di 250 euro.

Una possibilità prevista dalla legislazione sul welfare aziendale, che prevede agevolazioni sugli emolumenti in natura, come ricorda l’azienda in un comunicato: «L’importo lordo dell’incentivo di produttività indicato sui voucher verrà riconosciuto al dipendente “netto”». Ma la novità non è piaciuta a tutti. Contro l’incentivo in benzina si scaglia la Fiom, che l’accordo non l’ha firmato: «Meno soldi in busta paga equivalgono a minore contribuzione a fini pensionistici», attaccano i metalmeccanici Cgil in un comunicato. «Se si fanno i conti, l’azienda risparmia poco più di 80 euro in contributi pensionistici — calcola il funzionario Michele Bulgarelli — il dipendente invece ne recupera appena 22, sotto forma di benzina».

Per la verità, metalmeccanici e impiegati non sono obbligati ad accettare di essere pagati in buoni carburante. Chi preferisce avere i soldi, può compilare un modulo, distribuito ieri insieme alla busta paga, che gli permette di avere l’incentivo di produttività in denaro come sempre. Basta compilarlo entro il 31 ottobre. «Ma sembra scritto apposta per far sembrare i dipendenti in colpa se lo compilano — ribadisce Bulgarelli — e stabilisce che chi rifiuta il carburante oggi non potrà cambiare idea per tutta la durata dell’iniziativa ». Se invece un dipendente non si rifiuta esplicitamente avrà parte della sua paga saldata in buoni benzina. Ed è il silenzio assenso che fa arrabbiare molti dipendenti: «È la cosa più brutta — attacca Mimmo Lisi, delegato a Crevalcore —. Quando ci fu il terremoto avevamo chiesto a Fca, a livello nazionale, di devolvere un’ora di lavoro per dipendente con il sistema del tacito assenso. Non è stato ammesso, mentre stavolta è stato imposto ».

Secondo un altro delegato, Massimo Monesi, «pochi sceglieranno di accettare i buoni». Anche perché molti, se anche volessero, non potrebbero usufruirne: chi usa mezzi a metano, per esempio, o chi utilizza i mezzi pubblici. E i voucher, spiega la Magneti Marelli nel suo comunicato, «non potranno essere ceduti e dovranno essere utilizzati per l’intero valore nominale senza integrazioni a carico del titolare ». Insomma, chi non ha l’auto non può nemmeno cedere la possibilità di fare il pieno a terzi. E il fatto che si tratti di voucher indivisibili impedisce di sfruttarli anche a chi utilizza mezzi a benzina: «Io utilizzo lo scooter e non riuscirei mai a sfruttarli a fondo neanche se facessi il pieno — ragiona Luca Baroncini, impiegato dell’azienda —. Quindi ho deciso di non aderire a questa possibilità».

 

* Dall'edizione bolognese del Corriere della sera

Delegati Fiom/Fca Pomigliano D’Arco. Appello per il no!

Category: Fiom Pomiglaino d'Arco
Creato il Giovedì, 06 Ottobre 2016 16:07

In questi anni abbiamo capito che non c’è una separazione tra quello che accade dentro le fabbriche e quello che accade nel paese. Noi come operaie e operai della FCA di Pomigliano sappiamo quanto possa essere violento un referendum imposto, che tiene in se un ricatto. Un disegno autoritario che si è poi manifestato in ogni spazio della società, i cui segni sono ancora oggi indelebili sulla nostra pelle.

La scelta di dire NO per difendere la propria libertà, non è mai stata semplice per chiunque abbia a cuore la democrazia del proprio paese, figuriamoci per noi operai,da anni sotto attacco di un padronato che ha approfittato della crisi per tentare di cancellare i principi costituzionali nei luoghi di lavoro, ben prima che lo facesse la politica.L’Italia è il paese in cui la riforma del mercato del lavoro si intreccia con la riforma costituzionale. L’attacco al mondo del lavoro è stato precursore del cambiamento che le nostre controparti avevano in testa anche sul sistema costituzionale e, di conseguenza istituzionale del nostro Paese.Non è un caso che Marchionne e la stessa Confindustria sostengono il SI.

La lotta del movimento operaio è stata sempre la punta più avanzata per la conquista di diritti sociali per tutti, incarnando quel principio di eguaglianza e libertà che ha rialzato le fasce più deboli del paese dalla miseria senza speranza.Molti di noi in questi anni hanno impegnato la propria libertà per la libertà degli altri, perché convinti che esiste un nesso inscindibile tra questione sociale, questione democratica, e questione istituzionale. Per questo riteniamo che la Costituzione nata dall’antifascismo e dalla Resistenza vada difesa ed applicata in ogni luogo e ad ogni costo.

Siamo ora di fronte ad un Potere la cui arroganza ha superato anche il bisogno di mascherarsi, perché sa che ha dalla sua la maggior parte dei media, degli interessi economici e finanziari e della politica.In questo sta il carattere più eversivo e autoritario di tale controriforma Costituzionale del governo Renzi.

Oggi più che mai siamo entrati in una fase pericolosa. A un bivio ineludibile della storia di questo paese, dovela democrazia e la libertà individuale, fuori e dentro i luoghi di lavoro, sono a rischio. La storia insegna che quando queste sono messe in discussione a pagarne le conseguenze sono sempre le fasce più deboli. Un disegno autoritario di questo governo illegittimo per accentrare il Potere nelle mani di pochi a discapito della democrazia e della libertà di tutti.

Adesso per difendere e attuare la Costituzione serve un NO!

Un NO per poi arrivare in primavera a dire SI ai quesiti referendari che abbiamo promosso come CGIL, raccogliendo oltre tre milioni di firme per abrogare le norme più odiose del Job Act (appalti, voucher e licenziamenti senza giusta causa) che hanno cancellato insieme ai diritti anche la speranza di una vita dignitosa per migliaia di Lavoratrici e Lavoratori.

 

Delegate e Delegati FIOM/FCA Giambattista Vico Pomigliano D’Arco

 

Pomigliano d’Arco 27 settembre 2016

Diario dal Canada: Conferenza su salute e sicurezza con visita a uno stabilimento Fca

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Venerdì, 27 Maggio 2016 16:29

marcelli canada

Dal 5 all'11 di questo mese di maggio sono stato in Canada a Toronto su invito del sindacato canadese Unifor, sindacato dell'industria, delle telecomunicazioni e servizi con il quale, da tempo, intratteniamo positive relazioni.

Occasione del viaggio è stata la Conferenza nazionale su salute e sicurezza tenuta da Unifor dal 6 all'8 nelle strutture del villaggio di vacanze, dello stesso sindacato a Port Elgin sul lago Eire. I giorni restanti sono stato impegnato nella visita degli stabilimenti automobilistici della Chrysler di Brapton e Windsor e nella stessa località dello stabilimento di componentistica auto della Magna.

La conferenza è stata di grande interesse, in quanto ha affrontato in apposite sessioni di lavoro questioni che sono rilevanti anche per noi.

Dopo l'apertura della sessione plenaria, con una breve introduzione della responsabile di salute e sicurezza, Sari Sarainen, e nella quale è stato letto anche il messaggio e il contributo alla discussione della Fiom, applauditissimo, si è proseguito con l'attività in sessioni tematiche.

Si è discusso su come avanzare nella campagna che Unifor ha da tempo lanciato, che richiede la totale messa al bando dell'amianto, in quanto il Canada, essendo produttore, ritarda a fare la scelta in tal senso, mettendo pericolosamente a rischio la vita di tanti lavoratori e cittadini.

Si è affrontato anche il tema dello stress correlato al lavoro, in quanto, questa patologia, sta interessando un numero sempre più alto di lavoratori canadesi anche per l'accentuarsi dei processi di automazione nei luoghi di lavoro sia nell'industria che nei servizi, con l'estraneazione dei lavoratori e l'alienazione conseguente,e per l'aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro. Il tema è stato affrontato individuando le azioni necessarie per eliminare questo rischio, anche decidendo di rivendicare con determinazione una diversa organizzazione del lavoro e contrastando efficacemente l'aumento dei ritmi del lavoro, che le imprese stanno portando pericolosamente all'obiettivo di 60 secondi di lavoro nel minuto. Si è discusso anche dei “comportamenti” che le rappresentanze sindacali devono realizzare per “sostenere” i lavoratori che, eventualmente, cadono nel disagio psichico. Le pratiche che Unifor realizza su questa questione, sostenute anche da una utile legislazione sono di grande rilevanza ed efficacia.

La conferenza ha lanciato anche un'estesa campagna contro la diffusione nelle aziende di programmi per la sicurezza sul lavoro fondata sull'ideologia Behavoriana, portata avanti dalla società di consulenza DuPont. Questi programmi e questa ideologia tendono a scaricare la responsabilità degli infortuni sui lavoratori, mettendo l'accenno sui comportamenti sbagliati del singolo piuttosto che sulle deficienze dei sistemi di prevenzione. Questi programmi identificano l'infortunio come causato da errori umani e di conseguenza determinano sempre provvedimenti disciplinari contro il lavoratore. Il tentativo delle aziende è di interpretare la non sicurezza nel lavoro solo come espressione dei cattivi comportamenti del singolo lavoratore che non rispetta le procedure e non come comportamenti errati, che arrivano anche al dolo da parte delle stesse imprese. Anche da noi questa pratica si sta diffondendo e si registrano sempre più provvedimenti disciplinari nei confronti di lavoratori che si infortunano, addossando la responsabilità dell'infortunio ai comportamenti del singolo e non come invece è in realtà a causa delle procedure di prevenzione inesistenti.

A tale proposito la conferenza ha presentato un manuale per la gestione degli infortuni che in tempi brevi spero di far tradurre e di inviare a tutti gli Rls.

La discussione è proseguita nella sessione plenaria, con l'intervento del presidente nazionale di Unifor, Jerry Dias. ed è terminata con le conclusioni di Sari Sairanen che noi conosciamo in quanto ha partecipato alla nostra assemblea nazionale salute e sicurezza di Firenze dell'aprile 2015.

Anche con questa conferenza, mi pare che si possa dire che si è riconfermata la vitalità di questa organizzazione sindacale che con i suoi più di 300.000 iscritti è la realtà sindacale più estesa del Canada e estremamente rappresentativa soprattutto nel lavoro industriale come ho potuto verificare con le visite negli stabilimenti della Chrysler e della Magna.

Negli anni passati con la costituzione di FCA era stata forte la preoccupazione di Unifor di una possibile dismissione degli stabilimenti canadesi della Chrysler a vantaggio di quelli degli Stati Uniti tenendo conto che Detroit è al di la di un fiume che separa dal Canada. Oggi queste preoccupazioni non solo sono venute meno ma, addirittura, per alcuni stabilimenti si è in presenza di un aumento dell'occupazione a fronte dei massicci investimenti realizzati in quanto il mercato dell'auto americano necessita che tutti gli stabilimenti facciano la produzione.

È lo stabilimento di Windsor dove FCA ha deciso di investire di più, sia nel progettare il nuovo van “Chrysler Pacifica” che sostituisce tutti vecchi modelli, compreso il “Voyager”, venduto in Europa, sia nel processo produttivo con l'introduzione del WCM, con tutte le conseguenze che ben conosciamo ma con una differenza da quello che avviene negli stabilimenti italiani di Fca e cioè una forte attenzione alla qualità, e alla partecipazione dei lavoratori che da noi invece è totalmente escluso. Fca ha realizzato anche nello stabilimento un livello di automazione che non ha eguali in altri stabilimenti aumentando gli occupati, di oltre 1.700 nuovi lavoratori a tempo indeterminato che si aggiungono ai 3.500 già in forza.

Nella visita che ho fatto, in piena libertà, senza presenza di dirigenti o di vigilanza ma solo accompagnato dai rappresentanti sindacali ho pensato che, tale livello di automazione del processo produttivo non renda molto lontana e solo futuribile l'idea della fabbrica 4.0 e ho potuto constatare che le linee di produzione sono state progettate secondo anche le indicazioni ergonomiche dei rappresentanti sindacali presenti in azienda con il risultato che sicuramente è stata ridotta la fatica fisica e l'incidenza delle patologie muscolo-scheletriche, anche se è in aumento il disagio psichico tra i lavoratori. Secondo i rappresentanti sindacali su 5.200 addetti solo 350 sono inidonei, un dato estremamente basso se pensiamo al numero di inidonei degli stabilimenti italiani.

Anche se la capacità di rappresentanza e di intervento da parte dei rappresentanti sindacali è notevole, anche tenendo conto del numero elevato di rappresentanti che sono nello stabilimento ma non sono in produzione molti problemi rimangono ancora insoluti, quale per esempio la cadenza elevata: circa 44 secondi nel minuto, il ridotto numero di pause: due di 10 minuti ciascuno, più la pausa mensa di 30 minuti, con turni di 8 ore al giorno, con 18 turni, lavorando dal lunedì al sabato compresi e con una produzione che si attesta sulle 1.200 auto al giorno, lavorando su 3 turni.

Le stesse questioni sono state rilevate nella visita allo stabilimento di componentistica Magna, che è in pieno sviluppo e dove i rappresentanti sindacali mi hanno dichiarato che è volontà del gruppo di espandersi anche in Italia.

Unifor è un'organizzazione sindacale molto permeata dal modello americano ma con aspetti che la differenziano molto quale la intransigenza nel difendere l'autonomia e indipendenza del sindacato e non volersi rinchiudere nel recinto solo aziendalistico.

In conclusione è stato un viaggio estremamente interessante, sia per consolidare i rapporti con un sindacato molto vicino a noi, sia per permettere a un rappresentante della Fiom visite a stabilimenti Chrysler (FCA) che da noi non sono permesse.

 

Roma, 25 maggio 2016

 

Fca-Cnhi. Basta con le attese e il gioco dello scarica barile: a parità di lavoro parità di retribuzione

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 23 Maggio 2016 13:04

LOGOFIOM-180X120nidil

 

Le norme europee e nazionali e il contratto delle agenzie prevedono la parità di trattamento tra lavoratori dipendenti e lavoratori in somministrazione. Già da febbraio la Fiom ha sollevato il problema rispetto alle disparità economiche rilevate nelle buste paga dei lavoratori alle dipendenze delle agenzie.

La Fiom ha formalizzato alle direzioni aziendali dei gruppi Fca e Cnhi, e contemporaneamente NIdiL-Cgil alle agenzie di lavoro in somministrazione, la richiesta di procedere all'erogazione delle quantità economiche ancora pendenti in materia di premio, bonus e differenze sulla “retribuzione base” derivante da un diverso inquadramento per gli stabilimenti Fca e Magneti Marelli.

In particolare risultano differenze nell'inquadramento (140€ al mese in meno a partire da luglio 2015), inoltre non è stata erogata ai lavoratori somministrati nessuna quota del “premio efficienza” e neanche di quello per il raggiungimento degli obiettivi del piano industriale.

La legge prevede chiaramente la “parità di trattamento economico e normativo” sia secondo il D.L. 81 del 15 giugno 2015 (c.d. Jobs Act), sia secondo quanto previsto da una direttiva del Parlamento e del Consiglio europeo. Inoltre, questa previsione è contenuta anche nel Ccnl delle agenzie per il lavoro.

Il rispetto della legge e il conseguente pagamento delle spettanze non erogate è quanto chiesto, in via ufficiale, con una lettera dal Nidil-Cgil alle agenzie per il lavoro Gi.Group, Adecco, Manpower e Randstad che hanno fornito nel corso del 2015 (nel caso di personale ora stabilizzato), o che ancora forniscono, il personale in somministrazione ad Fca nei vari stabilimenti.

Le agenzie hanno risposto sostenendo che verificheranno con la Direzione della Fca e della Cnhi e con le organizzazioni sindacali firmatarie il Ccsl se l'interpretazione del contratto stesso includa o meno i lavoratori somministrati nel premio.

Noi riteniamo che la legge sia chiara. La parità di trattamento non è una questione che può essere delegata all'interpretazione, più o meno "autentica", di questo o quell'accordo aziendale. Noi non accettiamo che sindacati firmatari del “contratto Fiat” con l'azienda decidano se i lavoratori hanno o no i propri diritti.

Vigileremo sul rispetto delle norme e sollecitiamo ancora una volta Fca e Cnhi e le agenzie per il lavoro coinvolte a provvedere in tempi brevi al pagamento delle differenze retributive ai lavoratori interessati .

Nel frattempo invitiamo le lavoratrici ed i lavoratori a contattare i delegati Rsa Fiom e le strutture della Fiom e del Nidil per una verifica delle buste paga pregresse.

 

Fiom-Cgil nazionale           Nidil-Cgil nazionale

 

23 maggio 2016

Fiom Torino. Enti centrali Fca: persone non macchine

Category: Fiom Torino [provinciale]
Creato il Lunedì, 16 Maggio 2016 16:59

LOGOFIOM-180X120

COMUNICATO STAMPA

Enti centrali Fca: persone non macchine

 

I lavoratori in somministrazione hanno diritto alla parità di trattamento

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 09 Maggio 2016 15:26

LOGOFIOM-180X120nidil

 

La Fiom constata che solo oggi anche altri sindacati confermano quanto denunciato nelle assemblee e nei volantini circa la mancata applicazione della legge e del contratto nazionale da parte di Fca, Cnhi e delle agenzie per i lavoratori in somministrazione che ricevono una retribuzione complessiva inferiore a quanto a loro dovuto. Infatti, i lavoratori in somministrazione che in questi anni hanno lavorato o che ad oggi lavorano negli stabilimenti Fca, Cnhi e Magneti Marelli hanno diritto alla «parità di trattamento economico e normativo» sia secondo il Ccnl delle agenzie per il lavoro, sia secondo
quanto previsto dal D.Lgs. 81 del 15 giugno 2015, sia secondo quanto previsto da una direttiva del parlamento e del consiglio europeo.
In Fca e Cnhi non è così: perché?
1) 140€ al mese in meno in busta paga
In seguito alle verifiche fatte sulle buste paga dei lavoratori in somministrazione negli stabilimenti Fca e Magneti Marelli risulta che dal 1° luglio 2015 a molti lavoratori non è stato riconosciuto l'adeguamento della «retribuzione base» per un importo pari a 140,6 € mensili. Questo significa che un lavoratore in somministrazione in forza al 1° luglio 2015, a cui non è stata adeguata la «retribuzione base», ha un ammanco di 140,6 € per ogni mese di lavoro (oltre all'incidenza sulla 13° mensilità e su tutti gli altri istituti contrattuali).
2) La quota trimestrale dell' elemento retributivo per raggiungimento obiettivi piano industriale 2015-18.
Dalle verifiche effettuate risulta che tale quota (pari a 82,5 € a trimestre per la 2° area professionale) non viene erogata ai lavoratori in somministrazione.
3) perché i lavoratori in somministrazione non hanno percepito il «premio»?
Perché con il «Contratto Fiat» i sindacati firmatari e l'azienda hanno deciso di fissare le condizioni di accesso al pagamento di:
- «elemento retributivo per efficienza» ai lavoratori in forza al 31 dicembre dell'anno di riferimento;
- «elemento retributivo per raggiungimento obiettivi piano industriale 2015-2018» ai lavoratori che saranno in forza al 31 dicembre 2018.
Secondo il principio della parità di trattamento economico anche gli elementi «premiali» a partire dalla «parte fissa» di 308/330 € annui dell'«elemento retributivo per il raggiungimento degli obiettivi del piano industriale 2015-2018» devono essere erogati anche ai lavoratori dipendenti dalle agenzie.
La Fiom, che ha provveduto ad avviare nei confronti della direzione aziendale tutte le iniziative utili a garantire le giuste e dovute retribuzioni, invita le lavoratrici e i lavoratori a contattare i delegati e le strutture Fiom e NidiL territoriale per una verifica delle buste paga.
La direzione aziendale e le agenzie per il lavoro non possono esimersi dal rispetto delle leggi e dei contratti nazionali. Fiom e NidiL sono impegnate per ristabilire il principio della parità di trattamento tra tutti i lavoratori a parità di mansione.

 

Fiom-Cgil/NidiL-Cgil

 

Roma, 9 maggio 2016

Fca e Cnhi: c'è chi festeggia e chi no

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 09 Maggio 2016 11:19


testata fiominfiat

 

L'amministratore delegato di Fca e Cnhi, la proprietà e il management hanno di che festeggiare: Fca nei primi tre mesi di quest'anno ha venduto circa 1 milione di vetture, quanto lo scorso anno, ma l'utile è salito a 538 milioni di euro e i ricavi sono passati da 25,8 miliardi a 26,5 miliardi. Il profitto dell'azienda per ogni auto venduta è quindi aumentato, tanto che per il 2016 l'azienda prevede di raggiungere ricavi superiori ai 110 miliardi con un utile netto di 1,9 miliardi. Chi ci guadagna?
Il contratto tra l'amministratore delegato e Fca prevede che lo «stipendio» sia legato ai risultati di bilancio: meglio va l'azienda, più guadagna l'ad. L'anno scorso ha ricevuto un compenso in contanti di 11,5 milioni (di cui 6,5 come premi) più 3,9 milioni di azioni Fca e 2,1 di Cnh assegnate gratuitamente per aver centrato i target di utile netto, reddito operativo e debito fissati negli anni precedenti. Risultato? L'amministratore delegato lo scorso anno ha ricevuto 54,5 milioni, qualcosa come 150mila euro al giorno.
Festeggia il Presidente del Consiglio che presentando a Palazzo Chigi l'Alfa Giulia annuncia più di tremila nuovi occupati a Cassino e il ritorno al lavoro in tutti gli altri stabilimenti entro il 2018.

Festeggia la Fim che afferma che senza il Contratto specifico non ci sarebbero stati gli investimenti.

Negli stabilimenti, invece, i lavoratori non brindano. A Mirafiori, Modena, Cassino, Pomigliano, Nola e Pratola Serra a oggi ci sono ancora operai in cassa integrazione o in contratto di solidarietà.
Tutti sanno, ma nessuno dice che i nuovi modelli Alfa e Maserati in fase di lancio da soli non bastano a far lavorare tutti.
Tutti sanno ma nessuno dice che il taglio dei 10 minuti di pausa, l'aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro, gli straordinari comandati, hanno aumentato il numero dei veicoli prodotti (per esempio in Sevel i lavoratori sono allo stremo), ma in proporzione non ci sono assunti stabili e aumenti salariali.
La Fiom festeggerà in assemblea con i lavoratori di ogni singolo stabilimento quando tutti saranno rientrati al lavoro, quando l'obiettivo aziendale di rispondere ai volumi del mercato si conciliano con la salvaguardia della salute e della vita delle persone anche fuori dallo stabilimento, quando i lavoratori potranno tornare a negoziare e decidere in assemblea turnistica, orari e aumenti salariali.

È inaccettabile che in molti stabilimenti la direzione aziendale fissi con le Rsa – escludendo la Fiom – calendari di lavoro, straordinario, ferie senza un reale confronto con i lavoratori che si trovano a non poter decidere più nulla della propria vita e a doverci rimettere perché arrivano ad agosto essendo stati costretti a utilizzare tutte le ferie e i par. Inoltre, per non ripetere gli incidenti dello scorso anno, è indispensabile che con il prevedibile aumento delle temperature, la direzione aziendale preveda l'aumento delle pause e un intervento sul microclima.
La Fiom è al servizio dei lavoratori che vogliono ritornare a contrattare.

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 6 maggio 2016

L’unità è un diritto di chi lavora: democrazia e salario anche in Fiat

Category: Comunicati e volantini
Creato il Mercoledì, 13 Aprile 2016 16:05

testata fiominfiat

 

Il negoziato per il Contratto Nazionale dei metalmeccanici è in stallo: l'indisponibilità della Federmeccanica a erogare aumenti sui minimi tabellari per tutti i lavoratori ha determinato il blocco della trattativa e la decisione unitaria di Fiom, Fim e Uilm di proclamare quattro ore di sciopero nazionale il prossimo 20 aprile. Si è giunti a questo punto perché le imprese hanno messo in discussione un punto cardine della contrattazione nazionale: gli aumenti salariali in paga base.

In Fca e CNHi gli aumenti sui minimi tabellari sono stati sostituiti con bonus e premi che non hanno incidenza su contributi, maggiorazioni, ferie, permessi e tredicesima mensilità. Infatti, il salario dei lavoratori in FCA e CNHi è inferiore rispetto a tutti gli altri metalmeccanici di oltre 70 euro per ogni mensilità a parità di mansione.

Nella trattativa con la Federmeccanica, la Fiom, la Fim e la Uilm pur avendo presentato due piattaforme distinte, quella della Fiom (che prevede per legge la non derogabilità della paga oraria), discussa e votata nelle assemblee da tutti i lavoratori e quella della Fim e della Uilm votata e discussa dagli iscritti alle rispettive organizzazioni, dinnanzi alla chiusura sul salario della controparte hanno deciso di aprire ad un confronto con i lavoratori attraverso assemblee unitarie nei

luoghi di lavoro e ad iniziative di sciopero per riaprire lo spazio contrattuale.

Negli stessi giorni negli stabilimenti FCA e CNHi i lavoratori continuano a non poter esercitare il diritto all'unità negoziale perché permangono tavoli separati a livello nazionale e di stabilimento: la direzione aziendale continua a perseguire un doppio livello di informazione e confronto con i sindacati e i delegati che impedisce un tavolo unico. La Fiom è oggi, stando al voto espresso dai lavoratori nelle elezioni dei Rappresentanti per la Salute e la Sicurezza, la prima organizzazione sindacale scelta con un voto libero e democratico.

In questo momento della vita di FCA e CNHi con molti lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali continua una pratica di tavoli separati che impedisce quello che oggi è una positiva novità per tutti gli altri metalmeccanici: unirsi per rivendicare un miglioramento delle proprie condizioni salariali e di lavoro a partire dalla riconquista del Contratto Nazionale.

A livello nazionale Fiom, Fim e Uilm pur avendo alle spalle accordi non firmati da tutti, insieme stanno negoziando e lottando per un nuovo contratto: è venuto il momento anche in FCA, Magneti Marelli e CNHi di farlo. Aprire una nuova fase con i lavoratori e tra le organizzazioni sindacali: per questo proponiamo di continuare sulla strada aperta con le elezioni dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, che hanno dato alle lavoratrici ed ai lavoratori la libertà di poter scegliere il sindacato generale e non aziendale.

Per la Fiom era ed è un diritto fondamentale dei lavoratori quello di mettersi insieme per negoziare e poi decidere sul risultato del negoziato stesso. In FCA e CNHi oggi vi è la necessità che a eleggere

i delegati e a decidere sugli accordi con il voto siano i lavoratori.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 13 aprile 2016

 

Il bonus non per tutti, fa risparmiare l'azienda [Volantino]

Category: Comunicati e volantini
Creato il Mercoledì, 03 Febbraio 2016 17:00

testata fiominfiat

 

Con la retribuzione del mese di febbraio i gruppi Fca e Cnhi erogheranno, secondo quanto previsto dal Contratto specifico, «l'elemento retributivo per efficienza». Questo premio, insieme «all'elemento retributivo per obiettivi Piano industriale 2015 – 2018» (già erogato in rate trimestrali nel corso del 2015), sostituisce di fatto nel «contratto Fiat»gli aumenti fissi in paga base. La richiesta della Fiom alla direzione aziendale è di un confronto unitario in cui discutere l'aumento dei minimi tabellari che garantirebbe ai lavoratori «exFiat» di avere una «paga base» uguale a tutti gli altri metalmeccanici a cui si applica il Contratto nazionale.
Il mancato aumento dei minimi tabellari ha determinato una perdita per i lavoratori di Fca e Cnhi di circa 75 euro lordi al mese (pari a 975 euro l'anno) rispetto a tutti gli altri metalmeccanici. In tutti i grandi gruppi privati la premialità si somma agli aumenti in «paga base», non li cancella. Inoltre, per i lavoratori del gruppo negli Usa il contratto siglato con l'Uaw prevede sia aumenti in paga base che elementi premiali. La scelta fatta dalla direzione aziendale e dai sindacati firmatari di sostituire con un premio gli aumenti in paga base penalizza i lavoratori perché il premio nonincide sugli istituti contrattuali o di legge (ferie, permessi, tredicesima, Tfr, ecc) e, quindi, vale meno dell’importo dichiarato.

Nel merito del premio «elemento retributivo per efficienza» è utile rispondere ad alcune domande: lo percepiranno tutti i lavoratori in tutti gli stabilimenti?

No, perché è calcolato stabilimento per stabilimento sulla base della valutazione fatta nell'ultimo audit del 2015 in riferimento ai parametri fissati dal Wcm nelle percentuali previste a seconda del raggiungimento delle medaglie bronzo, argento o oro e dal recupero di efficienza. Per tutti gli stabilimenti al di sotto del bronzo non ci sarà erogazione del premio.
Il premio «elemento retributivo per efficienza» sarà uguale per tutti i lavoratori?

No, perché oltre alla differenza tra il risultato raggiunto nel singolo stabilimento ci sarà una ulteriore differenza tra i lavoratori: il premio sarà erogato rispetto alle tre fasce di «area professionale» previste dal Contratto specifico e non in base all'inquadramento. Inoltre, peserà negativamente sulla retribuzione del «premio» il numero di ore, giorni o mesi di ammortizzatori sociali subiti dai lavoratori nell'arco dell'ultimo anno.

Per i lavoratori di Fca e Cnhi c'è bisogno di aprire un confronto tra l'azienda e tutte le organizzazioni sindacali sia a livello nazionale che di stabilimento. I premi, sono premi e i parametri vanno negoziati, ma il primo problema dei lavoratori di Fca e Cnhi è ricevere un salario più basso degli altri metalmeccanici grazie al Ccsl. Inoltre, il fatto che non ci sia stato il ritorno al lavoro in tutti gli stabilimenti e che anzi in alcuni si sia cominciato a fare «cassa» in conseguenza del rinvio del lancio di nuovi modelli o del calo di altri ha inciso e inciderà negativamente sul premio.

Per esempio dai primi calcoli si comprende come i lavoratori di Cnhi riceveranno un premio mediamente inferiore ai colleghi di Fca e di importo insufficiente a compensare la differenza tra la loro retribuzione e la attuale retribuzione contrattuale dei metalmeccanici.

Dire che il premio è mediamente pari al 6% della retribuzione è frutto di un calcolo classico: la media del pollo ... ci saranno infatti lavoratori che riceveranno solo parte del premio, altri che non riceveranno nulla e altri ancora che riceveranno più del 6% medio secondo lo stabilimento, il gruppo professionale e la cassa integrazione.

Il taglio delle pause, l'aumento dei carichi e dei ritmi, l'aumento delle saturazioni garantisce un aumento della produttività alla direzione aziendale che così risparmia sul costo del lavoro. C'è bisogno di un tavolo negoziale unitario che parta dal riconoscimento degli aumenti salariali in paga base.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 3 febbraio 2016

Fca: profitti alle stella ma il piano traballa [Volantino Fiom]

Category: Comunicati e volantini
Creato il Giovedì, 28 Gennaio 2016 17:48

LOGOFIOM-180X120

Per l'ex Fiat i numeri parlano da soli: i ricavi attesi dal management lievitano da circa 129 miliardi di euro a circa 136 miliardi, il margine è confermato tra il 6,4 e il 7,2%, l'utile netto adjusted è atteso al rialzo, tra 4,7 e 5,5 miliardi invece dei 4,5 e 5,3 miliardi precedenti; inoltre, con lo scorporo della Ferrari dal gruppo, Fca ha ridotto l'indebitamento. Questo risultato, fenomenale secondo l'amministratore delegato, lo è solo sul piano finanziario, non assicura nulla sul futuro produttivo del gruppo e non coincide con gli interessi dei lavoratori visto che anche il target dei 7 milioni di veicoli non sarà raggiunto e non è stato indicato alcun nuovo obiettivo.

Come l'Amministratore delegato ha esplicitamente confermato il centro dell'iniziativa e dell'attenzione del management saranno esclusivamente gli azionisti e il mercato finanziario, gli obiettivi produttivi vengono considerati secondari – e con essi il futuro degli stabilimenti - il rischio concreto è che in questo scenario a pagare il prezzo dei profitti del top management e della proprietà siano i lavoratori.

Che l'amministratore delegato festeggi gli obiettivi è in parte comprensibile: fa gli interessi propri e della proprietà; che ai festeggiamenti si accodino anche alcuni sindacati è incomprensibile. La realtà è che il piano industriale lanciato nel 2014 traballa senza che ce ne sia uno nuovo: tutto è rinviato al 2020, data per cui è impossibile fare previsioni di alcun tipo.

La decisione di posticipare il lancio dei nuovi modelli Alfa ha un impatto a “effetto domino” visto che lo stesso amministratore delegato aveva affermato che “un modello pagava il successivo”. I lavoratori di Mirafiori, Grugliasco, Modena, Cassino e Pomigliano oltre alle aziende dell'indotto, secondo il piano precedente sarebbero dovuti tornare tutti al lavoro: oggi non è più così. La decisione di spostare l'obiettivo al 2020, visto quanto affermato dall'amministratore delegato sulla possibilità di fusione o altre soluzioni finanziarie, aumenta l'incertezza e la preoccupazione perché il traguardo del ritorno al lavoro e la fine degli ammortizzatori sociali per tutti svanisce ogni volta che si arriva a un passo dal raggiungerlo.

Fca ha aumentato le previsioni sugli utili, ha deciso che negli Usa il 50% delle auto prodotte sarà ibrido, mentre i lavoratori in cassa integrazione o contratto di solidarietà non torneranno al lavoro nei tempi prestabiliti e con il Contratto Specifico l'azienda utilizza la massima flessibilità su turni e orari, aumenta in maniera insopportabile ritmi e carichi in alcuni stabilimenti con altri che restano nel limbo, mentre il salario è più basso rispetto a quello delle altre aziende metalmeccaniche.

Per tutto questo è urgente e indispensabile l'avvio di un confronto vero tra la direzione aziendale e tutte le organizzazioni sindacali sul futuro del gruppo, senza escludere nessuno perché il voto dei lavoratori ha dato forza e rappresentanza alla Fiom.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 28 gennaio 2016

Fca. La Borsa e la vita di chi è in fabbrica

Category: Comunicati e volantini
Creato il Lunedì, 18 Gennaio 2016 17:54

16 01 18-volantino fca

 

Negli stabilimenti FCA le lavoratrici e i lavoratori sono tenuti all'oscuro delle ragioni delle scelte e dei ritardi produttivi sul lancio dei nuovi modelli. A tali incertezze se ne stanno aggiungendo di nuove alimentate dall'andamento sul mercato borsistico. La direzione aziendale del Gruppo non ha ritenuto utile sino a oggi convocare tutti i sindacati presenti in FCA per dare le informazioni utili a comprendere quali siano le scelte del managment per il prossimo futuro.
Tra i lavoratori c'è molta apprensione e visto che gli unici momenti di confronto nel corso dello scorso anno sono stati le assemblee convocate dalla Fiom per discutere il futuro produttivo e occupazionale, è fondamentale che la direzione di FCA informi in un tavolo unico tutti i sindacati. Per il momento le notizie che arrivano dall'altra parte del mondo generano preoccupazione: per eliminarla è necessario un confronto.
I fatti ci dicono che GM ha respinto la proposta di fusione; poi abbiamo assistito allo spin off (annunciato da tempo) della Ferrari da FCA e alle notizie sulle presunte vendite gonfiate negli Usa; infine il ritardo sul lancio dei modelli Alfa.

La direzione aziendale sa che a questi problemi ne vanno aggiunti altri sull'occupazione e sull' organizzazione del lavoro:
• nello stabilimento Maserati di Modena si prospetta la cassa ordinaria; in quello di Grugliasco la conferma del calo dei volumi dello scorso anno richiede il ricorso agli ammortizzatori; a Mirafiori si è ancora in attesa del ritorno al lavoro per il lancio del Suv Levante che da solo non satura tutti gli occupati;
• nello stabilimento di Cassino continua la cassa straordinaria visto che da mesi ci sarebbe dovuto essere il lancio del marchio Alfa ma a oggi non vi sono conferme sui tempi e sui modelli;
• nello stabilimento di Pomigliano una parte dei lavoratori è fuori dal ciclo produttivo; inoltre la mancanza d'organizzazione aziendale e confronto scarica sui lavoratori un'alternanza di cassa e straordinari comandati al sabato;
• alla Fiat Sata di Melfi e alla Sevel in Val di Sangro sono stati aumentati carichi e ritmi, tagliati 10 minuti di pausa, cui si sommano straordinari comandati e una turnistica insostenibile;
• in tutti gli altri stabilimenti Marelli e Powertrain è assente il confronto aziendale utile a migliorare le condizioni di lavoro e di vita e l'utilizzo degli straordinari comandati è spesso il risultato di inefficienza organizzative.
In questo quadro la Fiom è consapevole che l'automotive (assemblaggio più componentistica) è uno dei punti di maggior forza della struttura industriale del Paese: è per questa ragione che c'è la necessità di riconoscere ai lavoratori il ruolo che compete loro. Per questo la Fiom propone al Governo la nascita di un tavolo permanente del settore per rilanciare la politica industriale e l'occupazione.
In FCA la Fiom, a maggior ragione dopo lo straordinario risultato nell'elezione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Salute, propone che tutti i delegati e i sindacati aprano un confronto con l'azienda a partire da tre punti strategici:

• situazione occupazionale e produttiva;
• organizzazione del lavoro e salute e sicurezza;
• scelte di partnership societaria e industriale;
La Fiom s'impegna a realizzare tutte le iniziative sindacali utili a costruire un confronto nazionale e di stabilimento che riporti al tavolo negoziale tutti i lavoratori del gruppo FCA e a tenere nelle prossime settimane assemblee in tutti gli stabilimenti.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 18 gennaio 2016

Contratto nazionale: la Fiom non lascia da soli i lavoratori di Fca e Cnhi

Category: Comunicati e volantini
Creato il Venerdì, 30 Ottobre 2015 16:31

logo fiominfiat

 

Il 5 novembre Fiom, Fim e Uilm siederanno allo stesso tavolo con la Federmeccanica per l'avvio del negoziato per il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici. In Fca e Cnhi invece a luglio è stato firmato il rinnovo del «Contratto Fiat» escludendo, per volontà della direzione aziendale e dei sindacati firmatari, la Fiom. La Fiom-Cgil prima di presentarsi all'incontro con la direzione aziendale di Fca e Cnhi ha presentato ai lavoratori dei due gruppi la «carta rivendicativa» che è stata approvata dal voto. Mentre Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Acqi non hanno presentato la piattaforma ai lavoratori, non l'hanno discussa in assemblea e come se non bastasse hanno firmato il «nuovo» Contratto specifico, tanto che è stata l'azienda, attraverso i team leader, a informare i lavoratori.
La Fiom-Cgil nel presentare la piattaforma per il Contratto nazionale rivendica per tutte le lavoratrici ed i lavoratori metalmeccanici:

 

• Democrazia
Porre fine ad esclusioni e accordi separati attraverso una certificazione della rappresentanza e voto referendario della maggioranza dei lavoratori per affermare la validità ed esigibilità del contratto. La Fiom-Cgil richiede l'affermazione di una titolarità congiunta tra delegati e organizzazioni sindacali ed inoltre che siano riconosciuti il diritto di informazione, partecipazione e confronto preventivo sulle politiche industriali, l'innovazione di processo e prodotto, modelli organizzativi, trasformazione dell'impresa, politiche occupazionali. Infine, procedure di confronto/raffreddamento per esaminare i problemi e ricercare soluzioni senza che le parti procedano unilateralmente mentre invece in Fca e cnhi la direzione aziendale nonostante la Fiom, visto il voto degli rls, sia il primo sindacato continua a privilegiare i sindacati firmatari.


• Salario
Nel 2011 fu spiegato ai lavoratori che l'uscita dal Contratto nazionale avrebbe permesso ai lavoratori di avere salari più alti dei propri colleghi: risultato? i lavoratori di Fca e cnhi almeno fino al 2018, stante l’accordo firmato, avranno minimi tabellari inferiori a quelli dei loro colleghi a cui si applica il contratto nazionale, nonostante nel 2011 fu addirittura spalmata in paga base la cosiddetta 14a mensilità. Nelle assemblee i sindacati firmatari hanno spiegato che era meglio puntare su un sistema premiale piuttosto che su aumenti sulla base dell'inflazione perché sarebbero stati «pochi spiccioli». In realtà la differenza tra la paga base di un lavoratore di Fca e Cnhi e un lavoratore a cui si applica il contratto nazionale non è di pochi spiccioli. Ma anche se così fosse: perché a distanza di un mese nella piattaforma Fim e Uilm hanno avanzato una richiesta di 105 euro di aumento sui minimi per i lavoratori in Federmeccanica?
La Fiom-Cgil per il rinnovo del Contratto nazionale afferma la necessità di giungere ad un sistema di contrattazione salariale annua con riferimento all'andamento del reale costo della vita in Italia e in Europa, l'andamento del settore industriale e la redistribuzione del valore aggiunto della ricchezza prodotta. Per il 2016 la richiesta di incremento sui minimi salariali è del 3% e che questi minimi siano inderogabili. Se questa rivendicazione verso le imprese ed il governo venisse raggiunta anche i lavoratori di Fca e cnhi potrebbero avere minimi salariali uguali a quelli degli altri lavoratori.


• orario Di lavoro
Oggi in Fca e Cnhi, secondo il Ccsl, l'azienda può procedere unilateralmente e applicare i 18, 20 o 21 turni oltre alle 120 ore di straordinario obbligatorio e ai recuperi in regime ordinario. Nella piattaforma inviata a Federmeccanica la Fiom richiede, nel confermare la durata massima dell'orario di lavoro settimanale di 40 ore, un rafforzamento del ruolo contrattuale dei delegati sulla variazione degli orari, una riduzione dell'orario di lavoro strutturale per chi svolge strutturalmente turni notturni nella misura di 8 ore annue ed in caso di maggiore utilizzo degli impianti l'istituzione della 4a squadra fino a 18 turni e l'introduzione della 5a squadra oltre gli 8 turni, al fine di aumentare l'occupazione.

 

La Fiom è partecipazione
La Fiom-Cgil chiede ai lavoratori e alle lavoratrici di esprimersi, votando su una apposita scheda, se condividono la necessità di ricorrere ai referendum per cancellare le leggi sbagliate del governo Renzi. La Fiom si è opposta al Jobs Act come alla «riforma Fornero» delle pensioni. Inoltre, nei prossimi mesi potrebbero essere oggetto di cambiamenti peggiorativi anche elementi cruciali come i contratti nazionali di lavoro, il diritto di sciopero, la sanità e la formazione dopo l'attacco alla scuola pubblica. La Fiom chiede un mandato per impedire che sia stravolta la Costituzione formale e materiale e le istituzioni democratiche.

 

Cinque ragioni per manifestare il 21 novembre a Roma
La Fiom-Cgil ha indetto per sabato 21 novembre una manifestazione nazionale a Roma per contrastare la Legge di stabilità del governo che non affronta i reali problemi delle persone che per vivere devono lavorare.

Le lavoratrici ed i lavoratori di Fca e Cnhi hanno molte ragioni per scendere in piazza:

• una legge sulla rappresentanza che garantisca il diritto dei lavoratori a poter liberamente eleggere i propri rappresentanti e a poter decidere sugli accordi;
• che a parità di mansione ci sia parità di salario inderogabile fissato dal Ccnl;
• la defiscalizzazione degli aumenti salariali nazionali;
• l'abolizione dell'art.8 che permette di derogare alle Leggi ed ai contratti;
• l'anticipo dell'età pensionabile ante riforma Fornero a partire dai lavoratori usurati.

 

Melfi, nell'indotto scricchiola il modello Fca

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Giovedì, 08 Ottobre 2015 11:05

15-10 08-modello-fca

 

Il Consorzio Acm, costituito dalle aziende dell'indotto di primo livello della Fca di Melfi e tutte a dimensione nazionale e internazionale, ha sottoscritto un accordo separato nel giugno scorso sui livelli occupazionali e il premio di risultato.

Fin qui, nulla di nuovo se non fosse per il particolare che il consorzio afferisce alla Confindustria e che la stragrande maggioranza delle aziende che lo compongono applica il Contratto nazionale di lavoro. Quindi, come si dice, sta con un piede dentro il quadro di relazioni interconfederale e con uno fuori, perché a partire dal sistema di relazioni fa come Marchionne.

Come è facile intuire, l'accordo in questione è anch'esso stato concepito in un confronto non democratico: nessuna consultazione dei lavoratori su una piattaforma, nessun mandato, nessun coinvolgimento durante la “trattativa”, nessun referendum finale.

Alla chetichella hanno sottoscritto un accordo fotocopia di quello Fca sul premio - quindi totalmente variabile e legato agli utili aziendali - che affida alle aziende la definizione delle modalità e degli importi; mentre fa addirittura peggio sulla stabilizzazione degli interinali (circa un migliaio), di cui il Consorzio si impegna a stabilizzarne solo cinquanta entro il mese di ottobre.

La Fiom, tra la fine di giugno e gli inizi di luglio, ha organizzato le assemblee dei lavoratori per discutere con loro la situazione e decidere che fare. Dalle assemblee è emersa con chiarezza che sui punti essenziali dell'accordo separato firmato il 25 giugno (premio, livelli occupazionali, organizzazione del lavoro) non c'è il consenso dei lavoratori sulle soluzioni individuate.

In particolare: sul premio non va bene che siano le aziende a decidere unilateralmente i criteri e le quantità da erogare; sui livelli occupazionali, non ci sono garanzie sufficienti di stabilizzazione per i lavoratori con contratto interinale, nonostante le condizioni favorevoli sul piano produttivo; sull'organizzazione del lavoro, occorre confrontarsi seriamente, sulla base dell'esperienza sin qui realizzata alla luce della salita produttiva, per trovare soluzioni migliorative per i lavoratori e capaci, al contempo, di garantire i volumi produttivi.

Considerata la contrarietà espressa quasi unanimemente dalle lavoratrici e dai lavoratori, la Fiom si è impegnata a mobilitarsi per riaprire la vertenza. E come primo atto ha avviato una raccolta di firme - in corso in questi giorni - rivolta al Consorzio per contestare metodo e merito e chiedere l'apertura di un vero negoziato, questa volta con tutte le organizzazioni sindacali che punti a definire parametri del premio che tengano nel giusto conto la prestazione di lavoro; a trovare soluzioni che migliorino le condizioni di lavoro, peggiorate con la nuova organizzazione legata alla salita produttiva; a definire impegni certi per la stabilizzazione dei lavoratori interinali. In definitiva, per consentire a tutti, attraverso un nuovo accordo, di fare un passo avanti verso soluzioni migliorative le condizioni di lavoro e l'organizzazione delle produzioni.

La Fiom, comunque, ha deciso di sottrarsi alla pratica degli incontri separati, perché lesivi la funzione di soggetto contrattuale che le è propria e di impegnarsi, nel rapporto democratico con i lavoratori, a definire le iniziative a sostegno della vertenza.

In allegato il testo su cui stiamo raccogliendo le firme dei lavoratori del Consorzio.

 

Fca: negli Stati Uniti il sindacato tratta e i lavoratori decidono col voto

Category: Comunicati e volantini
Creato il Mercoledì, 07 Ottobre 2015 15:50

testata fiominfiat

 

Negli Stati Uniti l'Uaw, il sindacato americano dell'auto, ha negoziato a Detroit il rinnovo del contratto di Fca per alcune settimane direttamente con l'amministratore delegato Sergio Marchionne. Un negoziato difficile perché l'obiettivo del sindacato era di superare il doppio regime salariale introdotto negli Stati Uniti nel mondo dell'auto in piena crisi e aumentare la paga base di tutti i lavoratori. Al termine della trattativa l'ipotesi di accordo secondo l'Uaw prevedeva:

  • un bonus di 3.000 dollari alla ratifica dell'accordo

  • un aumento del 3% in paga base a cui si sarebbe aggiunto un ulteriore aumento a settembre 2017, ma ne sarebbero esclusi i nuovi assunti

  • per i neoassunti la “paga base” sarebbe salita dai circa 17 dollari attuali ai 25,35 durante la vigenza dell'accordo

  • bonus legati alla qualità tra i 4.000 e i 13.000 dollari nel corso della vigenza dell'accordo

  • una condivisione dei profitti tra i 1.000 e i 4.000 dollari

  • investimenti sugli stabilimenti pari a 5,3 mld di dollari

  • doppio compenso per il lavoro domenicale

Questi i punti più importanti dell'intesa raggiunta che è stata sottoposta a consultazione degli iscritti in tutti gli stabilimenti (circa 40.000 lavoratori), che hanno respinto l'accordo con il 65% dei voti, soprattutto perché non è stata raggiunta la parità salariale tra vecchi e nuovi assunti, contraddicendo così il principio di “a uguale lavoro, uguale salario”. Il sindacato statunitense ha riaperto il negoziato per rispettare la volontà dei lavoratori e in queste ore ha annunciato che se non si dovesse giungere ad un accordo saranno intraprese iniziative di sciopero.

In Italia il 7 luglio 2015 la direzione aziendale di Fca e Cnhi con Fim, Uilm, Fismic, Acqi, Uglm escludendo dal negoziato la Fiom ha proceduto ad una nuova intesa che non prevede aumenti in paga base, introduce una nuova turnistica, riduce a tre fasce l'inquadramento e riduce ulteriormente l'autonomia dei delegati con un nuova clausola che impedisce l'indizione dello sciopero se non a maggioranza assoluta di tutta l'Rsa.

In Italia il “nuovo” Contratto Collettivo Specifico di Lavoro è stato firmato senza che i lavoratori siano stati messi nelle condizioni di poter decidere la piattaforma, di essere informati del negoziato e infine di poter votare in un referendum.

La Fiom ribadisce la necessità di negoziati unitari: sono le lavoratrici e i lavoratori che hanno il diritto di decidere chi li rappresenta e di approvare o bocciare le intese.

 

Perché i lavoratori americani hanno bocciato l'accordo sindacati-Fca

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Venerdì, 02 Ottobre 2015 13:09

Marchionne-Williams

 

 

Ormai è ufficiale, con il 65% di No (soprattutto negli stabilimenti più grandi e fra gli operai più giovani e addetti alla linea di montaggio) i 40.000 iscritti al sindacato americano dell'auto, Uaw, chiamati al voto hanno respinto l'ipotesi di accordo raggiunta con l'azienda dalla delegazione negoziale del sindacato. Con una breve dichiarazione il Presidente Dennis Williams ha comunicato l'esito del voto e ha annunciato che tornerà al tavolo negoziale per cercare di migliorare l'intesa raggiunta. “La forza del sindacato sono i suoi iscritti, e sono loro ad avere l'ultima parola sulla approvazione del contratto” ha tenuto a precisare Williams.

Vediamo di evidenziare quali sono i punti controversi e i motivi che hanno portato una così ampia maggioranza di lavoratori a votare contro l'accordo.

Il problema più grosso è che non viene affatto superato il doppio regime salariale (tier 1 per gli assunti prima del 2007 e tier 2 per gli assunti dopo quella data) e sebbene siano previsti aumenti anche significativi (dopo quasi dieci anni di blocco salariale) per i nuovi assunti, il nuovo contratto fissa il nuovo standard salariale per questi lavoratori (da raggiungere alla fine del contratto) a 25,50 dollari l'ora (dagli attuali 19) cioè molto meno dei 29 dollari, l'attuale paga dei lavoratori Tier 1, e che aumenterà del 3+3 % nella valenza contrattuale. Molto poco apprezzato anche il fatto che non sia più indicato alcun limite alla percentuale di lavoratori con la paga ridotta (Tier 2).

L'impegno era di fissare al 25% la percentuale massima di lavoratori che potevano essere tenuti al livello retributivo 2, cosa che avrebbe obbligato Fca (dove attualmente c'è un 40% di lavoratori a paga ridotta) a passare subito una buona parte degli attuali lavoratori di livello 2 al livello 1.

Grande insoddisfazione quindi per il mancato superamento del doppio regime, e per il nuovo tetto fissato per la paga oraria degli assunti dopo il 2007 (inferiore di circa il 10% rispetto a quello attuale dei lavoratori più anziani).

Ma anche tra i lavoratori anziani c'è insoddisfazione per gli aumenti previsti, molti dei quali come bonus una tantum o premi di risultato variabili, che viene lamentato non recupererebbero il potere d'acquisto perduto in questi anni.

La seconda questione che ha alimentato il dissenso è l'incertezza e la poca chiarezza sul piano di investimenti annunciato, che sicuramente prevede uno spostamento della produzione di molti modelli auto verso il Messico, ma è invece confuso sulla redistribuzione delle produzioni negli Stati Uniti, cosa che alimenta il sospetto che il saldo occupazionale possa alla fine essere negativo e in ogni caso che comporti problemi in alcuni stabilimenti a cui verrano tolte le produzioni attuali e che non hanno certezza su come verranno sostituite.

La terza questione che preoccupa i lavoratori è la confusione riguardo al futuro sistema di assistenza sanitaria. Il comunicato sindacale annuncia infatti che verrà costituito un fondo cooperativo per la gestione delle tutele sanitarie che dovrebbe ridurre i costi di gestione mantenendo i livelli di qualità e la gamma delle prestazioni, ma non si dice niente su cosa sia e come funzionerà questo fondo cooperativo e soprattutto ci sono molti dubbi su quanto e come dovranno pagare i lavoratori a loro carico.

Quarto punto che alimenta il dissenso verso l'accordo è la poca fiducia dei lavoratori iscritti alla Uaw a fronte delle promesse fatte e non mantenute dal gruppo ditrigente sindacale (vedi la mancata fissazione del tetto del 25% ai lavoratori con paga Tier 2), sfiducia confermata dalla vaghezza delle informazioni sul nuovo contratto e soprattutto delle risposte alle preoccupazioni sollevate dai lavoratori nella consultazione.

Molte lamentele si sono poi indirizzate a parti e aspetti dell'intesa poco o niente evidenziate nella sintesi dell'accordo presentata dal sindacato. Da alcune differenze salariali ulteriori che si stabiliscono nell'ambito dei lavoratori Tier 2, all'inasprimento delle sanzioni per assenze e ritardi che arrivano fino al licenziamento dopo il 5' ritardo, all'aumento della intensità e dei vincoli della prestazione lavorativa alla metrica Wcm, cui vengono collegati molti dei bonus salariali previsti.

Molto contestato anche un regime di turnazioni considerato particolarmente gravoso per la gestione della vita famigliare, a causa della frequente alternanza fra turni diurni e notturni e continui cambi di orario.

*Ufficio internazionale Fiom

Leggi anche