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29 Marzo 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

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Siram. Definizione del contratto integrativo aziendale

Category: Siram
Creato il Venerdì, 24 Marzo 2017 16:38

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In data 17 marzo 2017, presso la sede di Assistal Milano, si è svolto l'incontro tra la Direzione della Siram ed il Coordinamento nazionale Rsu assistito da Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali avente per oggetto la definizione del contratto integrativo aziendale dopo una serie di confronti sviluppati a partire dal 2016.

Si è confermata la struttura del Coordinamento nazionale delle Rsu composto da 18 unità che rimangono in carica per 3 anni sulla base dei rinnovi delle Rsu, cosi come si sono definite le agibilità nonché le materie di competenza del Coordinamento e quelle di competenza delle Rsu territoriali.

Si è definito un percorso di confronto territoriale per la condivisione di vincoli reciproci, relativamente alle garanzie dovute per i servizi pubblici essenziali in caso di sciopero, che deve concludersi entro il mese di luglio 2017.

Per quanto concerne gli elementi economici si è incrementato il valore del buono pasto portandolo a 7 euro nel caso di prestazione superiore alle 5 ore, cosi come le maggiorazioni per i turni sono state incrementate del 4% e del 2%, rispetto al Ccnl sugli orari a tre turni e orario a 2 turni di 8 ore, e del 5 % sulle prestazioni effettuate alla domenica.

Si sono definiti i riferimenti legati alla reperibilità con l'impegno delle parti ad un confronto successivo che porti all'armonizzazione dei trattamenti in tutto il territorio nazionale.

Il ccal prevederà il passaggio al quarto livello dopo 4 anni per i lavoratori che svolgono più mansioni di terzo livello.

Si sono migliorate le condizioni normative per quanto concerne l'anticipo del trattamento di fine rapporto ed il periodo di comporto in caso di malattia.

Sono state aggiunte 150 euro alle disponibilità previste dal Ccnl con gli stessi criteri previsti dallo stesso e definito una modalità a tutela dei lavoratori per quanto concerne le infrazioni al codice della strada. È stata, inoltre, migliorata sensibilmente la normativa sui trasferimenti.

Le parti hanno condiviso inoltre l’incremento dei fringe-benefit welfare aziendale per un valore di 150 euro per tutti i lavoratori che saranno riconosciute anche per l’anno 2016 nelle competenze del 2017, tale valore è specificatamente aggiuntivo a quanto previsto dal Ccnl.

Per la parte Pdr si sono individuati due criteri obbiettivi che garantiranno nella vigenza contrattuale un importo minimo di 100 euro ed una parte variabile legata al miglioramento della redditività, produttività.

Le parti hanno condiviso un accordo sull'uso degli strumenti informatici blakbox, toa superando la norma e i dati raccolti non potranno essere utilizzati dall'azienda per sanzioni disciplinari.

L'intesa sarà sottoposta al giudizio dei lavoratori entro il 17 aprile 2017 per la sua validazione, utile a avviare l'applicazione della stessa garantendo la copertura anche per l'anno 2016.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 24 marzo 2017

Re David: un contratto riconquistato dall’unità dei lavoratori

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Martedì, 10 Gennaio 2017 15:26

francescaredavid

 

Qual è la genesi di questo contratto?

Il contratto nasce con due piattaforme sindacali distinte, quella della Fiom da una parte e quella di Fim e Uilm dall’altra. A queste due va aggiunta la proposta di Federmeccanica, chiamata “rinnovamento contrattuale”, proprio per dare l’idea di un’ipotesi di cambiamento totale della struttura del contratto nazionale. Queste erano le premesse e, invece, oggi siamo di fronte ad un accordo unitario, sottoposto all’approvazione dei lavoratori tramite il voto.

È la prima volta che un contratto nazionale parte con due piattaforme separate e si conclude con un accordo unitario. Noi veniamo da 15 anni di intervalli tra accordi separati e accordi unitari (negli ultimi 8 anni sempre e solo accordi separati), quindi da un situazione estremamente complessa.

Noi come Fiom abbiamo sempre pensato che non si sarebbe trattato solo di rinnovare un contratto ma che quest’ultimo andava riconquistato e ricostruito, perché il mondo del lavoro è cambiato con la precarietà, il mercato globalizzato e la struttura stessa delle aziende. O si ricostruisce qualcosa che tiene tutti dentro o non è più un contratto nazionale. Di questo – penso anche alla stesura della nostra piattaforma – ne siamo sempre stati convinti.

 

Un ottimo risultato aver raggiunto un’intesa unitaria, in una fase dove non sono mancate le contrapposizioni anche tra le stesse organizzazioni sindacali…

Certo. La vera novità è che - se tutto va come abbiamo concordato – non ci potranno più essere accordi separati dei metalmeccanici in futuro. Perché abbiamo inserito nel teso dell’accordo le precise modalità di validazione dei contratti nazionali e della contrattazione di secondo livello - anche per quanto riguarda il regolamento delle Rsu – sancendo che l’ultima parola spetta sempre e comunque ai lavoratori. E se i lavoratori, tutti i lavoratori, possono votare liberamente i contratti che li riguardano vuol dire che qualsiasi cosa ne uscirà sarà il contratto di tutti i metalmeccanici, non solo di una parte, grande o piccola che sia. Da questo punto di vista abbiamo portato a casa una storica rivendicazione della Fiom, che nasce ai tempi di Sabattini e che ha continuato a vivere nelle nostre parole d’ordine anche in questi anni in cui l’unità sindacale non è mai stata organica ma, al massimo, sui singoli temi. Abbiamo affermato che l’unità di chi lavora la si ricostruisce con la democrazia, il voto e la partecipazione.

 

Un accordo che – mi pare di capire – recepisce anche il testo unico sulla rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil. Ma la Fiom non era contraria a quanto prevedeva quel testo?

Come Fiom abbiamo lungamente avversato il testo unico – basti pensare al congresso della Cgil del 2014 che, dopo essere partito unitario, è arrivato con due posizioni separate – sia per questioni di merito che di metodo. Detto questo, quando il testo unico sulla rappresentanza è stato approvato dalla maggioranza dei lavoratori, anche noi ci siamo impegnati a recepirlo nella piattaforma contrattuale, modificandolo però negli aspetti che non ci piacevano e valorizzando le parti convincenti. Io credo che questo sia un grandissimo risultato raggiunto dalla Fiom, nonostante non sia ancora prevista la certificazione della rappresentanza. Ma la controparte sa bene che la Fiom è molto rappresentativa - penso al rinnovo delle Rsu o al voto sugli Rls – e questo è stato dimostrato dal fatto che Federmeccanica ha scelto di non escluderci dal tavolo, come nel 2012.

 

Come dicevi poco fa si tratta di un accordo votato da tutti i lavoratori tramite apposito referendum…

Il referendum per approvare l’esito dell’accordo è stato sottoscritto non solo dalle organizzazioni sindacali ma anche dalla controparte, con un apposito testo allegato al contratto. E questo mi sembra un ulteriore aspetto significativo. L’80% dei metalmeccanici ha detto sì a questo contratto e la partecipazione è stata molto buona, se consideriamo anche il fatto che rispetto all’ultimo contratto unitario – quello del 2008 – non partecipavano al voto, perché fuori da questo accordo, i lavoratori di Fca e quelli aderenti a Confapi.

Saremo impegnati nei prossimi mesi a scrivere le regole che valorizzino iscritti e lavoratori, mettendo insieme storie diverse. Sappiamo bene che è importante valorizzare anche gli iscritti in questa fase, perché sono quelli che ci sostengono con la loro tessera. Definiremo quindi come validare comunemente gli accordi, sia quando la si pensa allo stesso modo sia, soprattutto, quando la si pensa diversamente. Abbiamo già inserito nel regolamento delle Rsu che, in base alla richiesta di un’organizzazione sindacale o del 30% dei lavoratori, è previsto il voto sulla contrattazione di secondo livello. Questo, ad esempio, è un punto che non era previsto nel testo unico sulla rappresentanza approvato da Cgil, Cisl e Uil. Sempre con questo spirito, abbiamo superato il problema delle sanzioni, proponendo invece delle procedure di raffreddamento e abbiamo modificato l’articolo 5 sulle deroghe, che era stato introdotto nell’accordo separato del 2009 da Fim e Uilm. Lo abbiamo fatto perché quell’articolo consentiva di derogare sul salario, prevedendo proprio su questo punto “l’intesa con le organizzazioni sindacali”, in modo da non lasciare sole le Rsu nel momento di maggior bisogno e per impedire il disfacimento del contratto a livello aziendale. Per la Fiom questo significa - anche attraverso una probabile modifica statutaria per rendere tale decisione più forte - che il contratto nazionale può essere modificato solo da chi l’ha firmato, quindi solo dalla struttura nazionale unitariamente. Insomma, il rischio che le deroghe rappresentino il disfacimento del contratto lo abbiamo bloccato e siamo contenti di aver modificato il testo unico, rendendolo positivo. Siamo gli unici che hanno scelto questa strada.

Per la prima volta, non solo noi ma tutte le categorie che stanno rinnovando i contratti in questo periodo, ci troviamo a fare un rinnovo contrattuale senza una struttura confederale di riferimento, perché – attualmente – non esiste un modello firmato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Ognuno, non solo i metalmeccanici, sta facendo da sé e questo ci mostra anche delle differenze tra le varie categorie.

 

Un contratto che – almeno nella piattaforma iniziale della Fiom – guardava anche alla struttura annuale del salario. Come nasce questa proposta?

Consapevoli di trovarci in una fase di deflazione e di crisi economica non ancora superata, abbiamo scelto un cambio di strategia, proponendo una struttura del salario annuale. Quella che alla fine è passata nel contratto nazionale non è propriamente ciò che avevamo in testa, perché noi pensavamo al modello tedesco che tiene insieme inflazione e produttività, ma siamo arrivati a una sorta di “scala mobile” contrattuale, cioè abbiamo l’inflazione reale a giugno che va in busta paga di anno in anno, all’interno di un accordo sperimentale sul salario. Ciò significa che, per questo triennio, parliamo d’inflazione reale (non di quella programmata), calcolata attraverso l’indice Ipca – che è oggi il più favorevole nonostante sia depurato dalle questioni energetiche – ma nulla vieta che nel prossimo contratto non si possa andare oltre. Certo, dipende sempre dalla forza che riusciremo a mettere in campo.

 

Veniamo alla controparte di questa lunga trattativa, durata più di un anno e che ha visto la messa in campo di un pacchetto di 20 ore di sciopero. Che Federmeccanica avete trovato e quali erano le su posizioni originarie?

Federmeccanica si è presentata al tavolo con una precisa proposta di “rinnovamento”: il superamento dei due livelli di contrattazione; un salario di garanzia che riguardava solo il 5% dei metalmeccanici, perché erano previsti un assorbimento e una sovrapposizione totali tra primo e secondo livello; la volontà di proseguire sulla strada dell’allungamento degli orari di lavoro e della loro gestione unilaterale da parte delle aziende; l’introduzione di un istituto legato alla presenza. Quest’ultimo punto avrebbe rappresentato qualcosa di molto grave, mai neanche immaginato nel contratto dei metalmeccanici. Si voleva legare una parte di Par (permessi annui retribuiti, che vengono da riduzioni di orario o da ex festività) alla presenza. Questo è uno dei punti su cui Fim, Fiom e Uilm si sono trovate in disaccordo con Federmeccanica - penso anche alla questione dell’abolizione degli scatti e del salario di garanzia - e ciò ha consentito di fare scioperi unitari, che hanno spostato la controparte.

 

Di che entità sono gli aumenti salariali previsti nel contratto? Quale valutazione dai in merito a questa componente dell’accordo?

Siamo in una fase di deflazione profonda o comunque di bassissima inflazione e quindi dobbiamo sapere che quando parliamo di un salario legato all’inflazione stiamo parlando più che altro di principi, di quale è la salvaguardia del potere d’acquisto del contratto nazionale più che della consistenza monetaria in sé. Vorrei però ricordare che dal 1993 in poi nessun contratto di nessuna categoria – compresi i metalmeccanici – ha previsto minimi che andavano oltre l’inflazione. E sappiamo bene anche l’importanza di definire i minimi. Non solo perché rappresentano quella parte di paga base che incide sulla pensione, il Tfr, gli straordinari, i turni, etc. Basti pensare che l’assenza dei minimi in Fca (dato che lì è previsto un solo livello) ha portato già oggi quei lavoratori a guadagnare 76 euro in meno rispetto ai loro colleghi e quando questo contratto andrà a regime la differenza salariale crescerà ancora di più. Questo lo dico perché, se facciamo una previsione rispetto all’andamento dell’inflazione sui minimi, che verranno rinnovati di anno in anno, stiamo parlando di 51/52 euro. Non parliamo di grandi cifre – e su questo non voglio nascondermi – ma abbiamo riaffermato un principio che Federmeccanica voleva eliminare e sul quale abbiamo battagliato fino all’ultimo. Abbiamo portato a casa – a mio avviso - un contratto che è molto “francescano” dal punto di vista delle risorse: 52 euro sono pochi, perché l’inflazione è bassa e ci si limita al recupero del potere d’acquisto dandolo a posteriori, ma è un contratto che dal punto di visto normativo ha degli elementi importanti e, soprattutto, non prevede scambi al ribasso.

 

Nel corso della trattativa a cosa avete dovuto rinunciare per raggiungere un accordo?

Non abbiamo ceduto su tantissimi punti ma, certo, anche noi abbiamo dovuto accettare dei cambiamenti: ad esempio la questione dell’inflazione ex post, un’inflazione che però è data al 100%, non c’è un decalage - come proposto inizialmente da Federmeccanica tramite la formula 100% il primo anno, 75% il secondo e 50% il terzo - e va a tutti i lavoratori. Penso che questo sia un altro punto significativo del nostro contratto e noi in piattaforma chiedevamo che una parte del salario fosse detassato e defiscalizzato, perché le leggi che si stanno facendo – finanziaria compresa – vanno tutte nella stessa direzione: 100 euro date in azienda valgono 100, 100 euro date dal contratto nazionale valgono 50. Questo produce lo spostamento dell’interesse dei lavoratori verso la contrattazione di secondo livello e la perdita di senso del contratto nazionale. Questo è stato impedito, pretendendo che una parte vada detassata per tutti, perché non tutti hanno una contrattazione di secondo livello.

 

Veniamo agli aspetti principali di questo contratto. Partirei dal welfare aziendale, di cui si sta parlando molto in queste ultime settimane…

Dentro questo schema abbiamo introdotto nel contratto nazionale il welfare: benefits tutti da pensare e da costruire, dal sostituto d’imposta per gi asili nido, ai libri scolastici ma anche buoni spesa, tutto dipende da come questa discussione viene indirizzata. Noi abbiamo ritenuto opportuno inserire il welfare nel contratto nazionale - e lo rivendichiamo - per due motivi: uno, perché fino ad oggi lo hanno gestito in gran parte le aziende in maniera unilaterale, due, perché sappiamo che c’è chi ci sta costruendo sopra degli affari finanziari di una certa consistenza. Abbiamo invece voluto imporre un meccanismo di controllo con l’intervento del sindacato, garantendo così ai lavoratori di poter gestire direttamente queste risorse secondo le loro esigenze. Non fare questa scelta avrebbe significato accettare il fatto che solo i lavoratori dei grandi gruppi o di alcune aziende particolarmente avanzate avrebbero avuto il welfare aziendale mentre tutti gli altri non avrebbero avuto niente. Con il contratto nazionale abbiamo esteso questa possibilità anche a chi non lo avrebbe mai avuto e abbiamo introdotto il principio che si contratta e si vigila quanto contrattato.

 

Un ulteriore punto di interesse e discussione riguarda il tema della sanità integrativa, che è entrata nel contratto. Come si tiene insieme questo punto con la difesa della sanità pubblica nel nostro paese?

Abbiamo introdotto una concezione assolutamente diversa e importante sulla sanità integrativa -anche questo un elemento che le grandi aziende già hanno e le piccole no - in una fase in cui la sanità pubblica è pesantemente sotto attacco. Si tratta di una struttura di sanità integrativa, che va a tutti i lavoratori metalmeccanici, pagata interamente dall’azienda 156 euro, aperta ai lavoratori in mobilità, in NASPI, ai precari, ai loro familiari. Un fondo che – ci dice Federmeccanica - diventerà il più grande d’Europa, più di tre milioni tra metalmeccanici e familiari e che sarà totalmente integrativo alla sanità pubblica, attraverso l’utilizzo dei ticket sanitari. Io penso che questa scelta potrà rafforzare la sanità pubblica, perché se il fondo più grande d’Europa – insieme ad altri fondi di altre categorie – ragiona con le Regioni di come implementare certe prestazioni e certi servizi, tutto questo non andrà a beneficio dei soli lavoratori dipendenti ma di tutta la collettività. Questa almeno è la nostra scommessa.

 

Si introduce il tema del diritto alla formazione continua del lavoratore. Mi sembra un passo avanti di notevole importanza…

Certo. Abbiamo rafforzato la questione della formazione. I metalmeccanici si sono inventati le 150 ore negli anni Settanta e oggi l’abbiamo estesa anche all’università. Abbiamo introdotto un altro istituto, cioè quello della formazione continua, il diritto alla formazione per tutti collegata al lavoro, alla riqualificazione e all’inquadramento. Fino ad oggi questo era un diritto che non c’era e l’azienda metteva in formazione solo chi voleva. Adesso vengono previste 24 ore nel triennio per la formazione e, qualora l’azienda non metta il lavoratore in formazione, 300 euro per studiare da solo. Abbiamo sancito un principio importante: la formazione continua è un diritto individuale e sta dentro l’orario di lavoro, con lo stesso meccanismo delle 150 ore, 2/3 la paga l’azienda e 1/3 la paga il lavoratore.

 

Ultimo aspetto di una certa importanza, in merito agli elementi che vanno a costituire il contratto, riguarda la questione degli assorbimenti. Cosa mi dici in merito?

Sì, gli assorbimenti sono molto importanti. Perché noi avevamo il tema che, da un lato, volevano darci solo una parte d’inflazione e, dall’altro, che ci volevano assorbire tutto il resto. Questo è stato il momento più complesso e più difficile della trattativa. Io credo che sia stato fatto un grandissimo lavoro rispetto a quelle che erano le premesse.

L’accordo del 1993 dice che il salario aziendale è “totalmente variabile” e i metalmeccanici, nel contratto del 1994, scrissero che è “anche totalmente variabile”. Ora l’“anche” non c’è più e siamo quindi tornati alla situazione del 1993. Tutto quello che è stato contrattato prima non può essere in alcun modo riassorbito; tutto quello che è legato alla prestazione lavorativa (che siano turni, indennità, o qualunque altro elemento) non può essere assorbito; tutto quello che l’azienda darà come super minimi individuali non sarà assorbibile laddove esplicitamente specificato. Insomma, riuscire ad inserire la specifica di non assorbibilità dipenderà da quanta forza collettiva riusciremo a mettere in campo. Tutto questo ci impone di ritornare a ragionare di contrattazione, di recuperare una capacità di contrattazione di secondo livello legata alla prestazione di lavoro. Io credo che questo contratto abbia, da una parte, introdotto la democrazia e quindi l’unità tra i lavoratori e, dall’altra parte, abbia salvaguardato sul serio i due livelli di contrattazione, introducendo anche degli elementi di novità importanti.

 

Il contratto dei metalmeccanici, da sempre, rappresenta un modello di cui si discute molto nelle altre categorie e nella Cgil tutta. Pensi che aiuterà ad avviare una discussione condivisa su temi “caldi” come il welfare aziendale e la sanità integrativa?

Il nostro accordo mette in fibrillazione, perché ci sono altre trattative nazionali aperte e inevitabilmente quello dei metalmeccanici diventerà un punto di riferimento.

La discussione in Cgil e nella Fiom di cosa sia il welfare, se sia giusto metterlo nel contratto nazionale, è una discussione aperta e complessa. C’è chi pensa che quella sia una parte su cui possono contrattare solo le Rsu, nella contrattazione di secondo livello. Noi, invece, pensiamo che vada contrattato dalle Rsu insieme al sindacato, perché vogliamo che diventi un istituto defiscalizzato, universale e vigilato dai lavoratori e non una grande operazione finanziaria.

Stesso ragionamento vale per l’accordo annuale sul salario o sulla sanità integrativa: non sono ragionamenti chiusi ma abbiamo provato – tramite questo accordo – a tracciare una strada.

Poi certo c’è anche chi si preoccupa già del prossimo congresso. La Fiom pensa che vada avviata una fase in cui il pluralismo sindacale – che rimane un valore fondamentale – non necessariamente debba avere una ricaduta congressuale in mozioni alternative, così come abbiamo assistito fino ad oggi in una situazione che si è anche un po’ sclerotizzata. C’è sempre qualcuno che è abituato a una vita di mozioni e posizionamenti che probabilmente è già un po’ in allarme. E diciamo che alcune delle valutazioni sul contratto dei metalmeccanici - che ho sentito in queste ultime settimane - non sono esenti da questi ragionamenti.

 

Che ruolo ha avuto la politica – in particolare il governo Renzi - nella risoluzione della vertenza per il rinnovo del contratto?

Storicamente i contratti dei metalmeccanici si chiudevano sempre con un intervento politico di questo o quel governo o di questo o quel ministro. C’era, insomma, una mediazione politica. Questa volta abbiamo dovuto fare tutto da soli, perché la politica – almeno negli ultimi anni - ha fatto solo leggi a favore dell’impresa e contro il lavoro.

Ci siamo trovati - per la prima volta nella nostra storia - ad un tavolo per il rinnovo del contratto nazionale a chiedere esplicitamente alla nostra controparte di non applicare questa o quella legge fatta dal governo. E, rispetto a questo, bisogna dirci chiaramente che non abbiamo ottenuto molto: né sugli appalti, né sui licenziamenti. Non a caso ci sono i tre referendum della Cgil che intervengono su questi temi: appalti, voucher e Articolo 18. Perché l’unico strumento per modificare una brutta legge è un referendum abrogativo, ed è quello su cui saremo impegnati come Fiom nei prossimi mesi. Poi, certamente, resta il tema politico: avere una legislazione che sia almeno non ostile al lavoro è ormai una necessità. Se si continua su questa strada – e lo hanno dimostrato i giovani con il voto al referendum costituzionale – possono anche continuare a raccontarci che si sta facendo la legislazione più moderna del mondo ma non ci crede più nessuno, perché si stanno solo togliendo diritti pezzo dopo pezzo.

 

*pubblicato sul numero 194 di “Inchiesta”, gennaio 2017

Il voto dei metalmeccanici sul nuovo contratto riguarda tutti i lavoratori [Internazionale]

Category: Segnalazioni
Creato il Martedì, 20 Dicembre 2016 15:42

L’ultima volta che i metalmeccanici hanno firmato un contratto unitario, nelle loro fabbriche c’erano trecentomila occupati, un quarto di produzione in più e 185mila ore di cassa integrazione in meno. Queste tre cifre da sole già danno la principale novità del contratto nazionale dei metalmeccanici, siglato dalle parti sociali (Federmeccanica/Assistal, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil) lo scorso 26 novembre e in questi giorni sottoposto a referendum sui posti di lavoro: il fatto stesso che ci sia il contratto.

Seguono le altre novità, abbastanza corpose benché un po’ nascoste nel dibattito pubblico (complice il fatto che la firma è arrivata in piena campagna referendaria, con l’attenzione pubblica distratta da altro): prima tra tutte, l’ingresso a pieno titolo del welfare nel salario, attraverso la sanità integrativa che fa nascere un colosso di categoria; ma anche attraverso i flexible benefits, in sostanza dei buoni-spesa che possono andare dall’asilo nido ai libri di scuola, un carrello di benefici che in sede aziendale si concorderà come riempire. E poi l’introduzione di 24 ore di formazione per tutti, in tutte le aziende, nei prossimi tre anni; e la riapertura, dopo gli accordi degli anni settanta, del capitolo dell’inquadramento professionale.

Tutte cose che fanno dire ai due protagonisti dell’accordo, Maurizio Landini e Marco Bentivogli, rispettivamente segretario della Fiom e della Fim, di aver ritrovato l’unità guardando avanti e non indietro. Alla Federmeccanica di aver avviato il “rinnovamento culturale” e agli addetti ai lavori di definire l’accordo come il primo contratto dell’industria 4.0. E agli scontenti nell’area dei sindacati autonomi, arricchiti dai fuoriusciti della Fiom, che si tratta di “una controriforma” (Giorgio Cremaschi, Usb).

 

Tute ex blu al voto
“Al referendum votiamo no per dire che non siamo soddisfatti e vogliamo di più!”. C’è un gran via vai alle due di pomeriggio fuori della StMicroelectronics di Agrate, provincia di Monza-Brianza. Siamo al cambio turno di quella che, in uno dei distretti più produttivi d’Italia, è ormai la più grande fabbrica metalmeccanica della zona (quattromila dipendenti qui in Lombardia, che vanno ad aggiungersi ai tremila di Catania). La St fa componenti elettronici a semiconduttore: proprietà italofrancese, sede in Svizzera e fabbriche un po’ ovunque. Dentro non ci sono catene di montaggio e tute blu ma singole postazioni e le tute bianche a mo’ di scafandro di chi deve maneggiare anche prodotti chimici.

Tra i dipendenti che escono o entrano alla svelta l’età media è abbastanza bassa, e prevalgono gli uomini: anche se nelle foto dell’epoca della fondazione nello stabilimento si intravedono, dietro i tavolini, solo ragazze che sembrano sartine al lavoro, le cui dita parevano più adatte alle lavorazioni minute dei microcomponenti, adesso le cose sono cambiate e per lo più in fabbrica arrivano dalle scuole tecniche, prevalentemente maschili. Sono due ragazze invece le militanti del Sial-Cobas, un’altra sigla del variegato mondo fuori dell’autorganizzazione, che distribuiscono ai cancelli i volantini per il no. Dentro, nella sala mensa, dopo pochi minuti comincia una delle assemblee dedicate alla spiegazione e discussione del contratto, abbastanza affollata poiché è presente il segretario nazionale Fim, Bentivogli.

Se ne sono svolte a centinaia in tutt’Italia, in vista della tre giorni di voto (dal 19 al 21 dicembre) che deciderà se l’ipotesi di accordo raggiunta dai vertici sindacali e confindustriali il 26 novembre si trasformerà o meno in contratto: un voto vincolante, per tutte le parti. “Anche Federmeccanica ha riconosciuto un principio per noi costitutivo: il contratto diventa efficace solo dopo che la maggioranza dei lavoratori l’ha approvato. Abbiamo riaffermato il valore universale della rappresentanza”, canta vittoria Maurizio Landini.

Che, prima ancora che nel referendum sul jobs act della Cgil della prossima primavera, sulle urne di questi giorni si gioca parecchio: tant’è che qui ad Agrate il primo a prendere la parola, dopo la relazione di Bentivogli, è un delegato interno della Fiom, e parla contro l’accordo. Contesta la logica di quello che chiama “un compromesso”, e poi nel dettaglio: il metodo di calcolo del recupero dell’inflazione nel salario, e il fatto di aver infilato il welfare dentro il contratto e nella retribuzione.

“Compromesso? Certo che è un compromesso. Ogni contratto è per definizione un compromesso, è l’incontro di due parti”, si infiamma il leader della Fim-Cisl che ricorda: “La trattativa, stavolta, non è partita da zero, ma da meno 73”. Settantatré erano gli euro che Federmeccanica, all’inizio, chiedeva indietro dai lavoratori, perché il precedente contratto, quello del 2012, aveva previsto un’inflazione maggiore di quella che poi c’è stata. Contrattare al tempo della deflazione, con una struttura della concertazione tutta pensata per difendersi dall’inflazione, non è per niente facile. Vediamo dunque cosa hanno strappato per la categoria che, nella storia italiana, ha sempre dato il contratto-pilota per l’industria.

 

Novantadue euro di aumento medio
Il numero magico degli ultimi anni, gli 80 euro celebri dal primo bonus Renzi in poi, c’è anche qui. Sarà di 80 euro lordi l’una tantum in busta paga a marzo 2017. Mentre è a quota 92 l’aumento medio mensile complessivo che si ha mettendo insieme le varie voci del nuovo contratto: l’adeguamento ai prezzi (indice Ipca, depurato dell’inflazione importata dalle variazioni dei prezzi energetici) peserà a regime 51 euro lordi; il resto sarà dato in quelli che ormai tutti chiamano flexible benefits e in sanità e previdenza integrative. In particolare: ogni dipendente avrà 450 euro in tre anni (100 nel 2017, 150 nel 2018 e 200 nel 2019) in buoni-spesa per il welfare, con forme e modi che saranno decisi azienda per azienda; e tutti i metalmeccanici con i loro familiari a carico saranno iscritti a un fondo di assistenza sanitaria integrativa.

Il fondo, che fa capo alla categoria, c’è già e si chiama Metasalute: le imprese, grandi e piccole, verseranno 156 euro all’anno per ogni dipendente – ne avranno diritto anche quelli a termine e in mobilità – per la copertura di ticket e una serie di prestazioni sanitarie. Sale un po’, inoltre, la quota dei versamenti al fondo di previdenza integrativa a carico delle aziende. Completano il tutto due novità che inquadrano questo contratto nel gran parlare d’industria 4.0 e dell’innovazione tecnologica necessaria: 24 ore di formazione per tutti (in tre anni), e la riforma degli inquadramenti professionali, che erano fermi al mondo del 1973. Bentivogli ammette che sì, 24 ore di formazione in tre anni può sembrare un po’ poco per un mondo che sta vivendo la rivoluzione delle macchine, “ma vanno ad aggiungersi alle 150 ore storiche, e la cosa importante è che diventano un diritto di tutti, esigibile, non è l’azienda che decide chi formare e chi tenere da parte”.

 

Il salario in natura
“Si torna ai premi in natura, al sale come salario”, ha protestato sulla sua pagina Facebook Sergio Bellavita, un sindacalista molto combattivo, “nato” in casa Fiom e adesso militante nell’Unione sindacale di base (Usb). Alla vigilia del referendum l’Usb – tradizionalmente forte nel pubblico ma in espansione nel privato – ha riunito tutti i suoi delegati dell’industria metalmeccanica a Bologna, negando la validità stessa della consultazione. Bentivogli spiega così, all’assemblea della StMicrolectronics, perché si è scelto di contrattare una sostanziosa parte del salario “in natura”: “Se l’azienda ti dà cento euro lordi nel contratto nazionale, in busta paga te ne arrivano 58. Se ti dà gli stessi cento euro nel contratto aziendale, te ne arrivano 85. Ma se ti dà cento euro lordi in flexible benefits, ti arrivano tutti e cento”.

E infatti già negli accordi aziendali, soprattutto delle imprese più grandi, e in altre categorie questo terreno era ampiamente battuto. “Queste cose esistono, non affrontarle significa farle fare ad altri”, dice Landini. Che ci tiene a difendere l’accordo soprattutto sulla questione che sta molto a cuore alla Fiom: il valore universale del welfare. “Noi difendiamo il sistema pubblico, magari potessimo solo con il nostro contratto risolvere tutti i suoi problemi. Il nostro fondo sarà integrativo, non sostitutivo. Potrà dialogare con il servizio pubblico, anche aiutarlo. E soprattutto adesso è per tutti, non lasciato alla discrezione azienda per azienda: diventa un diritto, anche per chi non ha il contratto aziendale e per chi cambia o perde il lavoro. Se non avessimo messo questo tema nel contratto nazionale allora sì, avremmo lasciato spazio alla ridiscussione del servizio sanitario e del sistema previdenziale pubblico”.

Un Landini pragmatico, quello che, se il contratto – com’è probabile – sarà approvato dai lavoratori, terrà a battesimo insieme alle altre parti sociali un nuovo colosso della sanità integrativa, un fondo – cogestito dai sindacati – che in pochi mesi passerà dagli attuali cinquantamila ad almeno un milione di iscritti: “Se tutti i metalmeccanici, e le loro famiglie, avranno la sanità integrativa, il fondo cresce, migliora e questo aumenta il benessere di tutti”.

 

Industria 4.0
L’ultima indagine congiunturale di Federmeccanica vede un po’ rosa, in un quadro economico che esce dalla catastrofe della crisi. Nei primi nove mesi del 2016 la produzione è aumentata del 2,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015, spinta soprattutto dalla domanda interna. Non bisogna dimenticare il quadro cupo da cui si esce: rispetto al 2008 la produzione metalmeccanica è scesa del 26,5 per cento, l’occupazione del 18 per cento.

E la recente ripresa non ha trascinato con sé i posti di lavoro: anzi, nello stesso periodo gli addetti nel settore sono scesi dello 0,7 per cento e le ore di cassa integrazione sono tornate a salire del 6,8 per cento. Ciononostante, i dati dall’industria metalmeccanica mostrano un’inversione di tendenza: un segnale positivo, per un settore che non sarà più quello di una volta ma comunque copre il 7,4 per cento del pil e il 5,9 per cento dell’occupazione nazionale.

Se è solo un effetto doping del lieve recupero della domanda e del potere d’acquisto interno, e soprattutto dei superammortamenti della legge di stabilità 2016 (prorogati al 2017), che hanno dato una spinta agli investimenti, lo si vedrà a breve. Intanto però le industrie devono aver sentito la pressione a sbloccare il contratto, dopo un anno di vertenza e venti ore di sciopero. E all’indomani della firma, Federmeccanica – che, ricordiamolo, è priva di un pezzo importante dell’industria metalmeccanica italiana, quella Fiat dentro la quale il contratto aziendale coincide con il nazionale – ha salutato l’accordo nel segno del “rinnovamento culturale”.

Ma cos’è successo, nelle stanze non più fumose delle trattative sindacali, per aver messo d’accordo i falchi di Federmeccanica che all’inizio volevano i soldi indietro, i pragmatici della Fim-Cisl e i lottatori della Fiom che non avevano firmato l’ultimo contratto nazionale ed erano rimasti fuori dall’aziendale Fiat? E, per di più, mentre all’esterno infuriava lo scontro sul sì e no al referendum costituzionale?

“Una trattativa sul merito, tra parti sociali, la politica è rimasta fuori della porta”, concordano tutti.

“Abbiamo ritrovato l’unità sindacale insieme alla democrazia. Ci siamo posti il problema, tutti insieme, di guardare al futuro”, racconta Landini.

“Io e Maurizio, fuori, facevamo campagna su fronti opposti”, dice Bentivogli, “io per il sì al referendum costituzionale, lui per il no. Ma questa cosa non c’entrava con il nostro contratto”. Insieme a Rocco Palombella, segretario della Uilm, sono stati ribattezzati il “trio Metal”, secondo molti in grado di scalare le rispettive confederazioni.

È possibile che tra pochi mesi le loro organizzazioni si ritrovino su barricate opposte, per il sì e per il no al referendum sul jobs act. Ma “nella nostra storia la sovrapposizione con la politica ha sempre portato male”. Meglio lasciare il quadro politico-partitico fuori della porta, conclude Bentivogli, il quarantacinquenne segretario della Fim, la cui filosofia è nel titolo di un libro appena scritto: Abbiamo rovinato l’Italia? Perché l’Italia non può fare a meno del sindacato.

 

http://www.internazionale.it/opinione/roberta-carlini/2016/12/20/contratto-metalmeccanici-rinnovo-referendum

Contratto, il valore di un voto

Category: Zoom. Articoli e commenti (3)
Creato il Lunedì, 19 Dicembre 2016 12:29

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Le lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici dopo un lungo periodo, esattamente dal 2008, hanno la possibilità di votare con il referendum il loro nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro.
L'intesa infatti prevede nel capitolo "percorso di validazione dell'accordo" che "l'intesa si intende validata se la maggioranza semplice delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti si esprimerà a favore" e ancora "successivamente nel caso di esito positivo della consultazione si procederà alla sottoscrizione dell'accordo formale".
Non si tratta di una dichiarazione o di un impegno sindacale, della cosiddetta e tradizionale firma con riserva (che vuole dire che le organizzazioni sindacali si riservano di svolgere  una consultazione) ma è parte integrante dell'accordo condiviso dalla Federmeccanica che prevede inoltre che "le direzioni aziendali mettono a disposizione delle commissioni elettorali l'elenco dei dipendenti aventi diritto al voto nelle singole unità produttive e quanto necessario a consentire il corretto svolgimento della consultazione e del voto"  e ancora "Le organizzazioni sindacali territoriali unitariamente invieranno alle associazioni territoriali datoriali l'elenco delle imprese coinvolte dalla consultazione con l'obiettivo di coinvolgere tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori oggetto della presente intesa".
In sostanza la Federmeccanica sottoscrive che l'accordo è valido se viene appunto dalla maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori con il referendum.
Qualcuno dirà che questa è una questione di metodo perché quello che conta è il merito. Una enorme stupidaggine che e stata ampiamente utilizzata nel corso di questi ultimi decenni per  cancellare i diritti dei lavoratori.
Lo sanno bene i metalmeccanici e la Fiom, perché la storia degli accordi separati nasce proprio dalla negazione della democrazia, dalla legittimazione da parte della Federmeccanica e della Confindustria di accordi con alcune organizzazioni sindacali senza alcuna consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.
Non c'è dubbio che il testo che ho prima richiamato  è un viatico importante perché definisce le condizioni decisive per ragionare sul futuro della contrattazione e del sindacato. Lo testimonia la stessa dinamica del rinnovo contrattuale dei metalmeccanici.
La trattativa si è svolta in presenza di due piattaforme sindacali, quella della Fiom e quella di Fim e Uilm.
Non solo, ma va tenuto presente, che nella categoria dei metalmeccanici esiste un altro contratto separato, quello della FCA  dove i minimi contrattuali sono congelati e il sistema è tutto fondato sugli aspetti premiali definiti dall'azienda.
In questo contesto era evidente il rischio di replicare un film già visto e conosciuto anche nella mia esperienza sindacale come segretario della Fiom.
In occasione del primo incontro, la controparte dichiara che considera compatibile la piattaforma di Fim e Uilm  mentre la piattaforma Fiom è fuori dal perimetro negoziale.
È quello che è successo nel 2002 e successivamente nel 2009 a seguito dell'accordo separato tra Cisl UIL e Confindustria sulla struttura contrattuale. È quello che si è ripetuto nel corso degli ultimi due rinnovi contrattuali con l'aggravante della vicenda FCA.
La Federmeccanica non ha dato corso allo stesso atteggiamento dall'esito scontato, perché nonostante tutto quello che è successo per aggredire la Fiom, l'esito delle elezioni delle RSU, ne hanno confermato il consenso e la forza.
Federmeccanica  non ha scelto una piattaforma sindacale ma ha presentato un proprio documento-piattaforma assolutamente non accettabile ma che nello stesso tempo forniva un terreno negoziale comune per tutte le organizzazioni sindacali.
Questo è stato il passaggio decisivo che giustamente la Fiom ha colto, credo consapevole della difficoltà che avrebbe comportato perché il padrone non ti regalano niente.
Il documento-piattaforma della Federmeccanica aveva un obiettivo preciso, quello del superamento del contratto nazionale e che sostituiva i minimi contrattuali con il "salario di garanzia" e delegava tutto alla contrattazione aziendale.
Un percorso simile a quello di FCA dove i minimi contrattuali sono significativamente inferiori a quelli del contratto nazionale.
Questo è stato l'oggetto del contendere, il significato generale di quella trattativa. L'intesa grazie alla riuscita degli scioperi e delle manifestazioni unitarie, conferma il ruolo del contratto nazionale con l'aumento dei minimi contrattuali legati all'aumento dell'inflazione e supera la logica degli accordi separati.
Non è un caso che questa parte dell'accordo sia preceduta dalla dizione "in via sperimentale e per la vigenza del presente contratto collettivo nazionale di lavoro". Ho richiamato questi aspetti dell'intesa che ovviamente interviene su una molteplicità di questioni dalla formazione ai congedi parentali, con significativi miglioramenti.
L'aumento della contribuzione da parte delle aziende al sistema di Welfare contrattuale, dalle pensioni alla sanità, assume il significato di estendere a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori della categoria, una pratica contrattuale aziendale diffusa nelle medie e grandi imprese.
Sono queste le ragioni che mi portano a valutare positivamente L'accordo considerandolo una fase di passaggio nel costruire le condizioni per ragionare sul rilancio del ruolo dei contratti nazionali.

Gianni Rinaldini

17 dicembre 2016

Un buon contratto per i metalmeccanici. Approva il tuo contratto [volantino]

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Giovedì, 01 Dicembre 2016 14:18

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L’ipotesi di rinnovo del Ccnl Federmeccanica/Assistal Fim, Fiom, Uilm è stato sottoscritto dopo una trattativa lunga e difficile, in un contesto economico di deflazione, di riduzione dell’occupazione e degli investimenti, e in assenza di regole confederali sul rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro.

Si partiva con due piattaforme sindacali distinte e con una precisa volontà della controparte di introdurre il cosiddetto “salario di garanzia”, che avrebbe comportato aumenti solo al 5% dei metalmeccanici, attraverso la totale sovrapposizione del Ccnl con la contrattazione di secondo livello con l’obiettivo di ridimensionare il Ccnl.

Per far avanzare la trattativa sono stati decisivi: il sostegno, la mobilitazione e le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori, iscritti e non; la ricerca di una nuova sintesi unitaria fra le organizzazioni sindacali e la capacità negoziale prodotta nelle proposte nel corso della trattativa, sono tutti fattori che hanno indotto la Federmeccanica/Assistal a modificare le sue posizioni espresse a partire dal 22 dicembre 2015 e consentito così di giungere a un contratto unitario.

L’intesa raggiunta è fortemente innovativa, allarga e acquisisce nuovi diritti, a partire dalla formazione continua e il diritto allo studio, alla riforma dell'inquadramento, dall’assistenza sanitaria integrativa per tutti, alla previdenza complementare, alla maggiore agibilità agli Rls sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; al rafforzamento della contrattazione e alla partecipazione, inoltre: l'intesa tutela i redditi dall’inflazione e rafforza il welfare, facendo passi avanti nei benefici complessivi per i metalmeccanici, definisce le regole democratiche e di rappresentanza fra le parti, le organizzazioni sindacali, gli iscritti e i lavoratori.

In questo modo si rafforza il ruolo del contratto nazionale quale strumento universale e generale di tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro di tutti i metalmeccanici.

L’ipotesi di accordo qualifica ed estende la possibilità per le Rsu e le organizzazioni sindacali di contrattare nei luoghi di lavoro tutti gli aspetti che compongono la prestazione lavorativa.

L’ipotesi di accordo, dopo l'approvazione degli organismi di Fim, Fiom e Uilm, per essere pienamente efficace ed esigibile deve essere validata dalla consultazione certificata che verrà svolta tramite voto segreto dalla maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici.

Per queste ragioni le Segreterie nazionali e l’Assemblea nazionale di Fim, Fiom e Uilm invitano tutti i metalmeccanici a partecipare alle assemblee e al voto approvando il nuovo Contratto nazionale di lavoro.

 

Segreterie nazionali

Fim, Fiom, Uilm

 

Roma, 1° dicembre 2016

Ccnl Federmeccanica: sintesi dell'Ipotesi di accordo del 26 novembre 2016

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Mercoledì, 30 Novembre 2016 12:26

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Pubblichiamo in allegato la Sintesi dell'Ipotesi di Accordo siglata da Fim, Fiom, Uilm, Federmeccanica e Assistal del 26 novembre 2016.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

Roma, 30 novembre 2016

Ge Avioaero e Getti speciali: avviato il confronto per il rinnovo contratto integrativo aziendale

Category: Ge Avio
Creato il Lunedì, 28 Novembre 2016 17:33

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Si sono tenuti, nelle giornate del 15 e del 22 novembre, gli incontri tra le Segreterie nazionali, territoriali, il Coordinamento RSU di Avio Aero e la Direzione Aziendale per il prosieguo del confronto per il rinnovo del contratto integrativo aziendale del gruppo Avio Aero scaduto il 31 dicembre del 2015.

L’azienda nell'incontro del 15 novembre ha presentato la “mappatura” dei trattamenti “benefits” (Assicurazioni, Premi e omaggi, Permessi e Facilitazioni, Convenzioni) previsti in AvioSpA prima dell'acquisizione da parte di GE e quelli attualmente applicati e riconosciuti nel gruppo Avio Aero dando una prima risposta sui punti della piattaforma presentata, illustrando una sua proposta del nuovo Premio di Anzianità che, nell'intenzione dell'azienda in un ottica di omogeneizzazione con le pratiche in atto nel gruppo GE, preveda una introduzione graduale del riconoscimento del premio di anzianità attraverso l’erogazione di “buoni d’acquisto”.

L'azienda ha poi illustrato, attraverso la proiezione di slides, le prime valutazioni e risposte sui temi della piattaforma, ad esclusione del PdR per il quale si è riservata di avanzare una controproposta per il prossimo incontro calendarizzato per il 7 di dicembre.

Nell'incontro del 22 novembre le delegazioni sindacali hanno dato un primo giudizio di merito, ribadendo l'impostazione presente nella piattaforma e aggiungendo che per rinnovare l'integrativo servono soluzioni condivise su tutti i punti della piattaforma.

Come Fim, Fiom, Uilm abbiamo ribadito che per giungere ad un accordo serve prevedere nell'integrativo un ruolo negoziale rafforzato delle RSU nei vari siti e Segreterie territoriali su tutti i temi a partire dall'orario di lavoro, lo straordinario e la sicurezza, definire percorsi certi di stabilizzazione in Avio Aero per i lavoratori con diversi contratti in essere, un PDR che abbia parametri ed elementi di omogeneità a prescindere dal sito di appartenenza e indicatori che rispondano alle richieste di aumento salariale fatte nella piattaforma. infine un percorso formativo negoziato con le RSU di stabilimento e Segreterie territoriali, che porti al riconoscimento oggettivo delle categorie di inquadramento rispetto alla vera capacità professionale del lavoratore.

Ci sembra dalle prime risposte dell'Azienda che la trattativa sarà complessa, valuteremo come Fim, Fiom, Uilm fin dal prossimo incontro fissato per il 7 Dicembre come proseguire il negoziato, al fine di raggiungere un ipotesi di accordo da sottoporre alle assemblee e alla consultazione dei lavoratori entro la fine dell'anno.

Da parte nostra un eventuale accordo deve allargare i diritti, aumentare le retribuzioni e conservare le buone prassi oggi presenti, su queste basi valuteremo, anche nel rapporto con i lavoratori, l'andamento del confronto e le risposte aziendali.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 28 novembre 2016

Assemblea nazionale Fiom-Cgil. Roma, 18 novembre 2016 [DOCUMENTI]

Category: Assemblee nazionali
Creato il Venerdì, 18 Novembre 2016 19:37

Al termine dei lavori dell’Assemblea nazionale sono stati presentati tre documenti che sono stati votati in contrapposizione. Il documento presentato dalla Segreteria nazionale della Fiom è stato approvato con 438 voti a favore, quello presentato da Eliana Como prima firmataria è stato respinto con 35 voti a favore, il documento presentato da Augustin Breda è stato respinto con 3 voti a favore, 14 sono stati i voti di astensione.

 

 

Documento presentato dalla Segreteria nazionale Fiom-Cgil

 

L’Assemblea nazionale della Fiom-Cgil approva la relazione del Segretario generale, assume il dibattito, l’intervento della Cgil e le conclusioni.

L’Assemblea nazionale della Fiom-Cgil giudica positivamente il fatto che, attraverso la mobilitazione e le lotte unitariamente realizzate nella categoria, Federmeccanica abbia modificato le proprie posizioni permettendo così l’apertura di una nuova fase della trattativa per la riconquista di un nuovo Contratto nazionale unitario.

Considera importante i primi risultati acquisiti nel corso della trattativa su diritto allo studio, formazione continua, apprendistato, congedi parentali a ore, permessi legge 104, ferie migranti, trasferimenti, salute e sicurezza, sistema informativo, previdenza complementare, sanità integrativa.

Considera necessario che sui temi ancora aperti inerenti appalti, trasferte, orario, inquadramento, salario e regole democratiche/Testo Unico nel proseguo del confronto definito nei giorni 23, 24 e 25 novembre prossimi, si realizzino le decisioni assunte nel Comitato centrale del 29 settembre e 2 novembre 2016, discusse con le delegate e i delegati in tutti i territori, al fine di poter giungere a un accordo riconquistando un Contratto unitario per tutti i metalmeccanici validato democraticamente tramite il voto delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’Assemblea nazionale della Fiom-Cgil riafferma gli stessi obiettivi e contenuti nei confronti aperti per il rinnovo del Contratto Unionmeccanica e del Contratto delle imprese cooperative.

Ccnl Cooperative Metalmeccaniche. Incontro per il rinnovo del Contratto

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Mercoledì, 09 Novembre 2016 19:01

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Si è svolto oggi il previsto incontro per il rinnovo del CCNL delle Cooperative Metalmeccaniche. Il negoziato odierno pur affrontando alcuni temi risente di un’attesa per quanto si sta discutendo sul tavolo per il rinnovo Assistal-Federmeccanica. Tuttavia le parti hanno deciso di individuare con più precisione i temi sui quali non sono ancora state individuate soluzioni, di definire le caratteristiche e prestazioni della Sanità Integrativa con un apposito incontro in sede tecnica il giorno 22 novembre prossimo.

Mentre il negoziato riprenderà il 29 novembre alle ore 10:30.

 

La delegazione Fiom-Cgil

Roma, 9 novembre 2016

Contratto Unionmeccanica. Report su incontro del 19 ottobre

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Mercoledì, 19 Ottobre 2016 18:10

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Si è svolto oggi il terzo incontro per il rinnovo del Contratto Nazionale Unionmeccanica nel quale la delegazione di Unionmeccanica ha svolto una serie di argomenti su aspetti tecnico normativi del Contratto: contratti a termine, part-time, apprendistato, telelavoro, appalti, anche facendo riferimento alle modifiche legislative intervenute dalla stipula del precedente contratto del 2013 e chiedendo l'adeguamento su queste materie del CCNL stesso.

I temi relativi all'inquadramento e alla salute e sicurezza verranno discussi in successivi incontri non ancora definiti.

Sui temi relativi al salario si è invece riservata di continuare l'illustrazione delle proprie posizioni il giorno 28 ottobre in cui Unionmeccanica per completare le risposte alla piattaforma presentata dalla Fiom.

 

Fiom-Cgil Nazionale

 

Roma, 19 ottobre 2016

Contratto Unionmeccanica. Report su incontro del 13 ottobre 2016

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Venerdì, 14 Ottobre 2016 12:24

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Si è svolto ieri il secondo incontro per il rinnovo del Contratto nazionale Unionmeccanica nel quale abbiamo registrato le prime risposte di Unionmeccanica alla piattaforma presentata dalla Fiom e espresso le nostre valutazioni di merito per poter giungere in tempi brevi a un rinnovo del Contratto nazionale per i metalmeccanici delle piccole e medie Imprese con il consenso e la condivisione dei lavoratori.

Un rinnovo nel quale la Fiom chiede preliminarmente che questo contratto:

  • assuma le regole stabilite a livello confederale tra Confapi e Cgil, Cisl e Uil in materia di rappresentanza – regole democratiche, misurazione della rappresentanza e validazione dei contratti, nazionali e aziendali, con il voto dei lavoratori – così come la definizione di procedure di partecipazione negoziata, di confronto preventivo e raffreddamento;

  • confermi i due livelli di contrattazione – nazionale e aziendale/territoriale – che con il rinnovo vanno ulteriormente qualificati;

  • assuma un carattere sperimentale con una contrattazione annua del salario.

Unionmeccanica ha dichiarato che è disponibile a:

  • recepire nel Ccnl il tema della rappresentanza e a definire una contrattazione annua del salario;

  • definire un elemento di calcolo – l'inflazione – a tutela del potere di acquisto del salario, con il quale riconoscere a posteriori incrementi mensili sui minimi contrattuali in una durata del Ccnl quadriennale;

  • prevedere procedure informative in caso di cambio appalto e, relativamente alle trasferte, a individuare anche nel rapporto con il ministero degli Esteri i paesi esteri nei quali il lavoratore può essere chiamato a lavorare solo volontariamente a causa della pericolosità a cui è esposto;

  • individuare risorse e definire con il rinnovo del contratto nazionale una sanità integrativa per tutti i lavoratori metalmeccanici delle piccole e medie imprese e i loro familiari;

  • riconoscere il tema della formazione come diritto soggettivo dei lavoratori e delle lavoratrici, anche utilizzando risorse dell'Ente bilaterale metalmeccanici che con questo rinnovo intende ulteriormente qualificare e valorizzare;

  • ragionare sul tema dell'inquadramento per aggiornarlo e recepirlo nel prossimo rinnovo contrattuale;

  • una contrattazione territoriale sperimentale, per le imprese prive di Rsu, la cui titolarità, per materie e territori di competenza, fa capo ai firmatari del contratto a livello nazionale;

  • criterio della pariteticità tra impresa e lavoratori delle aliquote per la previdenza complementare.

Unionmeccanica ha inoltre confermato lo scopo (per chi non esercita la contrattazione), gli importi (485 euro annui) e i destinatari (lavoratori che percepiscono solo il minimo contrattuale) dell'attuale “Elemento perequativo”, dichiarandosi disponibile eventualmente a discuterne la trasformazione in forme di salario detassato e decontribuito (premio legato a obiettivi e/o welfare).

Sulle richieste della piattaforma relative al tema della salute e della sicurezza la delegazione di Uniomeccanica ha rinviato le proprie risposte ad un approfondimento in sede tecnica.

La delegazione della Fiom ha ribadito i contenuti sui singoli temi della piattaforma, esplicitando che non è disponibile a mettere in discussione l'attuale maturazione dei Par e delle ferie aggiuntive per anzianità come chiesto da Unionmeccanica.

Nello stesso tempo abbiamo registrato positivamente una posizione di Unionmeccanica complessivamente utile ad un rinnovo in tempi brevi del contratto, relativa in particolare ai temi della rappresentanza e della democrazia, del mantenimento dei due livelli di contrattazione, di una sanità integrativa per tutti e di un diritto di tutti i lavoratori alla formazione. Temi questi sui quali il confronto di merito deve ora sviluppare soluzioni condivise.

La posizione sul salario con il riconoscimento di un incremento per tutti sui minimi, pur con meccanismi o forme sulle quali dovremo discutere per individuare soluzioni condivise, deve realizzare il pieno riconoscimento dell'inflazione e la definizione del valore punto.

Sono confermati gli incontri del 19, 28 e 31 ottobre.

Martedì 2 novembre 2016 è convocato il Comitato centrale della Fiom per una valutazione sulla trattativa.

 

Fiom-Cgil nazionale

 

Roma, 14 ottobre 2016

Ccnl Federmeccanica. Ripresa la trattativa ma insufficienti le proposte di Federmeccanica, continuano gli scioperi

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Venerdì, 30 Settembre 2016 16:41

 

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Dai metalmeccanici una grande lezione di democrazia

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Venerdì, 30 Settembre 2016 10:25

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La Commissione elettorale nazionale Fim-Fiom-Uilm alle ore 14,00 del giorno 22 dicembre 2016 comunica i risultati quasi definitivi arrivati dalle Strutture regionali.

Il numero di aziende interessate è 5.986 per un totale di 678.328 dipendenti.

Hanno votato n° 350.749 (pari al 63,27% dei presenti nei giorni di votazione); di questi 276.627 (80,11%) hanno votato SI e 68.695 (19,89%) hanno votato NO.

Le bianche sono state 3.836 e le nulle 1.591.

Pertanto la Commissione certifica che l’esito della consultazione ha dato esito positivo e quindi il CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO di Federmeccanica-Assistal è pienamente applicabile per tutti i lavoratori della categoria.

 

 Clicca sulla foto per ingrandire

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La tabella completa in pdf

 

Dichiarazione di Maurizio Landini, segretario generale Fiom-Cgil

“Il referendum sull'ipotesi di rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici è stato prima di tutto una grande prova di democrazia e di ascolto di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori metalmeccanici. La grande partecipazione al voto, più del 63%, e la larghissima prevalenza dei sì, oltre l'80%, sono la prova del valore del contratto nazionale quale strumento di tutela dei diritti e di solidarietà di tutta la categoria.”

“In una situazione di crisi, con una trattativa partita più di un anno fa con diverse piattaforme, una partecipazione e un consenso di questo genere dimostrano l'approvazione da parte dei metalmeccanici dell'impianto innovativo del nuovo contratto.”

“Questo risultato ci impegna ad un lavoro di gestione del contratto e di sviluppo della contrattazione unitaria nei luoghi di lavoro.”

“Ringrazio tutti i metalmeccanici che hanno, in questo anno, scioperato, manifestato e approvato un percorso unitario, una nuova fase sia dei rapporti unitari che di una nuova qualità del sistema di relazioni industriali con Federmeccanica.”

“Con questo voto tutti i metalmeccanici hanno sancito la riconquista del contratto nazionale.”

 


Cronologia della trattativa

Landini (Fiom): “Dai metalmeccanici una grande lezione di democrazia” - 22 dicembre 2016

I lavoratori approvano l'ipotesi di accordo. I dati  - 22 dicembre 2016

Comitato Centrale Fiom-Cgil. I Documenti - 27 novembre 2016

Riconquistato il Contratto di tutti i metalmeccanici - 26 novembre 2016

Riparte la trattativa 'in plenaria', venerdì assemblea dei delegati Fiom - 16 novembre 2016

Passi avanti su formazione e diritto allo studio, irrisolti gli altri temi - 8 novembre 2016

Alcuni passi avanti, c'è ancora molta strada da fare - 20 ottobre 2016

Comitato Centrale Fiom-Cgil. Documento conclusivo presentato dalla Segreteria nazionale - 29 settembre 2016

Landini: le lotte fanno fare a Federmeccanica un passo avanti, ma sul salario non ci siamo ancora. Dal 12 ottobre può iniziare una vera trattativa - 28 settembre 2016

Radio Articolo1. Autunno metalmeccanico. Interviene Maurizio Landini, Fiom.  15 settembre 2016

Il 28 settembre riparte la trattativa. E' un primo risultato della mobilitazione e della tenuta unitaria - 15 settembre 2016

Sciopero degli straordinari e delle flessibilità. Vertice sindacale il 13 settembre - 7 settembre 2016

A Varese il 5 luglio attivo unitario e il 7 sciopero di 4 ore - 4 luglio 2016

Sciopero dello straordinario e delle flessibilità. 4 ore di sciopero territoriale e iniziative di informazione - 28 giugno 2016

1 luglio a Brescia: lavoratori in sciopero, padroni in assemblea - 27 giugno 2016

Conferenza stampa Fim-Fiom-Uilm. Iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione - 22 giugno 2016

Calabria, Sicilia e Sardegna: Terza giornata di manifestazioni regionali. Adesione agli scioperi superiore all'80% - 15 giugno 2016

Oggi adesione agli scioperi regionali superiore all'85% - 10 giugno 2016

Massiccia adesione alla nuova tornata di scioperi: Federmeccanica abbandoni rigidità e ascolti ragioni dei lavoratori - Roma, 9 giugno 2016

Date e luoghi dello sciopero - Roma, 7 giugno 2016

Federmeccanica e Assistal ancora al palo: dodici ore di sciopero a maggio e giugno e manifestazioni il 9 e 10 giugno - Roma, 24 maggio 2016

Trattativa Federmeccanica. Documento delle segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm - Roma, 24 maggio 2016

Federmeccanica ferma da 6 mesi, aprire negoziato vero o sarà mobilitazione - Roma, 12 maggio 2016

Nuovo incontro - Roma, 6 maggio 2016

Commissione tecnica inquadramento - Roma, 28 aprile 2016

Sciopero generale Fim, Fiom, Uilm - 20 aprile 2016

Commissione tecnica inquadramento - Roma, 30 marzo 2016

Fim, Fiom, Uilm: Il 20 aprile 2016 sciopero per il contratto - Roma, 29 marzo 2016

Accordo Fim, Fiom, Uilm sulle regole - Roma, 15 marzo 2016

Valutazione Fim, Fiom, Uilm sulla trattativa per il contratto - Roma, 15 marzo 2016

Settimo incontro in ristretta: per ora nessun accordo è possibile - Roma, 11 marzo 2016

Sesto incontro. Mobilitazione se Federmeccanica non modifica le sue posizioni - Roma, 7 marzo 2016

Quinto incontro in “ristretta”: previdenza, sanità integrativa, formazione - Roma, 3 marzo 2016

Terzo e quarto incontro tematico - Roma,  25 febbraio 2016

Secondo incontro tematico - Roma, 10 febbraio 2016

Primo incontro tematico - Roma, 5 febbraio 2016

 


guarda il video su youtube


 

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 Contratto. 4 ore di sciopero territoriale e iniziative di informazione [Volantino]

Gli scioperi di luglio

 


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16 06 09-SCIOPERO-FFU  16 06 10-SCIOPERO-FFU  16 06 15-SCIOPERO-FFU

Date e luoghi dello sciopero

la pagina facebook

Maurizio Landini sarà a Vicenza 9 giugno | Bari 10 giugno | Palermo 15 giugno

 

Metalmeccanici. Calabria, Sicilia e Sardegna: Terza giornata di manifestazioni regionali. Adesione agli scioperi superiore all'80% - 15 giugno 2016

Oggi adesione agli scioperi regionali superiore all'85% - 10 giugno 2016

Bentivogli, Landini, Palombella: No black out informazione su mobilitazione metalmeccanici - 10 giugno 2016

Landini (Fiom): “Le piazze di oggi dimostrano che Federmeccanica deve cambiare posizione” - 9 giugno 2016

 

Radio Artocol1. Diritti, salario e contratti: i metalmeccanici scioperano - ascolta l'audio

Rassegna.it: Landini: «Pronti a intensificare la lotta»

 


 

Dati adesioni allo sciopero nazionale Fim, Fiom, Uilm del 20 aprile 2016

Sciopero 20 aprile: le tante voci di un unico successo

Milano in piazza. Landini: non ci fermeremo

Adesioni oltre il 75% e grandissima partecipazione alle manifestazioni territoriali

 

Solidarietà per lo sciopero unitario dei metalmeccanici

Solidarietà della IndustriAll Global Union per lo sciopero del 20 aprile

Cgt. Lettera di solidarietà allo sciopero del 20 aprile

 

Iniziative territoriali per lo sciopero generale dei metalmeccanici

 20 aprile, con i metalmeccanici scioperano anche i "somministrati"

 

 

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Siram. Ripartire dal contratto

Category: Siram
Creato il Giovedì, 29 Settembre 2016 17:23

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In data 26 settembre, presso la sede Assistal di Milano, si è sono incontrati la Direzione della Siram Spa e il Coordinamento Rsu assistito da Fim, Fiom, Uilm nazionali per affrontare il rinnovo dell'integrativo aziendale sulla scorta della piattaforma approvata dai lavoratori.

Le OO.SS., unitamente al Coordinamento, in via preliminare hanno richiesto all'Azienda un'informativa sulla situazione appalti e commesse.

L'Azienda ha proposto sul tema prospettive occupazionali un aggiornamento al 26 ottobre 2016, per poter dare un'informativa compiuta anche relativa al tema acquisizioni.

Per quanto concerne le richieste avanzate dal Coordinamento ci sono state delle disponibilità sul tema relazioni industriali, sul tema welfare aziendale sui miglioramenti delle condizioni organizzative della prestazione lavorativa unitamente ai temi della formazione e della sicurezza. Mentre, per quanto concerne le richieste economiche, si è verificata la sostanziale riaffermazione di un rinnovo ad invarianza di costi sia per quanto concerne il tickets, la reperibilità – di cui si richiede l'armonizzazione –, il Pdr. Per quest'ultimo è stata sottolineata la necessità di arrivare ad una variabilità legata al raggiungimento di obiettivi stabiliti legati alla crescita aziendale.

Le OO.SS. e il Coordinamento hanno evidenziato la possibilità prevista dalle norme di migliorare le quantità del ticket restaurant, nonché la condivisione del processo di armonizzazione dei trattamenti di reperibilità. Sul tema del Pdr le OO.SS. hanno dichiarato che il punto di partenza non può che essere ciò che oggi è contrattualmente scaduto.

In ogni caso, apprezzando le aperture, vanno meglio definite le regole ed i contenuti del riconoscimento dei livelli (categorie), anche a livello aziendale.

Le parti hanno condiviso di aggiornare il confronto al 26 di ottobre 2016, data nella quale l'Azienda dovrà fornire una risposta complessiva sui temi legati alle prospettive, nonché sulle richieste avanzate dal Coordinamento e dalle Rsu per conto dei lavoratori.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 29 settembre 2016

Fiom Toscana: piattaforma Fiom sul rinnovo del contratto nazionale delle piccole e medie imprese

Category: Fiom Toscana
Creato il Lunedì, 05 Settembre 2016 10:39

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Dal 5 al 23 settembre inizierà una fase di assemblee informative nelle aziende metalmeccaniche dove viene applicato il contratto nazionale Unionmeccanica - sottoscritto dalla sola Fiom - per illustrare i contenuti della piattaforma sul rinnovo del contratto nazionale.

In Toscana sono 337 le imprese che applicano il contratto nazionale Unionmeccanica che vede interessati oltre 4.000 lavoratori.

Nella piattaforma rivendichiamo diritti comuni per tutte le tipologie di lavoro; sugli appalti che vi sia la responsabilità diretta da parte dell'azienda appaltante e che vi sia la garanzia del posto di lavoro in caso di cambio appalto.

Sul salario per la prima volta si propone di definire una contrattazione annua tenendo conto non solo dell'andamento inflattivo nazionale ed europeo, ma anche della redistribuzione della ricchezza prodotta, del valore aggiunto, della produzione industriale e dell'andamento di settore.

Si richiede inoltre che a parità di lavoro vi siano parità di salario e diritti, che sia riconosciuto il diritto alla contrattazione degli orari, un nuovo sistema di inquadramento, il diritto alla formazione, la misurazione e la certificazione della rappresentatività e delle rappresentanza delle Organizzazioni sindacali.

La piattaforma verrà votata in tutti i luoghi di lavoro che applicano il contratto Unionmeccanica dal 26 al 30 settembre.

 

Fiom Toscana

 

Firenze, 1° settembre 2016

Contratto nazionale Unionmeccanica-Confapi

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Mercoledì, 31 Agosto 2016 16:28

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Un contratto nazionale per 400mila lavoratrici e lavoratori che lavorano in 35mila imprese metalmeccaniche

 

Il contratto nazionale di Unionmecccanica - sottoscritto dalla sola Fiom - é in scadenza il prossimo 31 ottobre 2016 e l'assemblea nazionale delle delegate e dei delegati della Fiom, riunita a Brescia lo scorso 20 luglio 2016, ha varato la piattaforma da sottoporre al giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori delle piccole e medie imprese che applicano il Ccnl Unionmeccanica.

Per le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro oggi è una priorità: un rinnovo contrattuale per contrastare la divisione e la frammentazione del mondo del lavoro, la messa in discussione del diritto a contrattare collettivamente la prestazione lavorativa e il tentativo di mettere in discussione l'esistenza stessa del sindacato.

Il contratto nazionale é l'unico strumento che garantisce - a ogni metalmeccanico, a ogni lavoratore, a prescindere dalle dimensioni della sua impresa e dalla regione o dalla provincia in cui abita e lavora - diritti e tutele comuni.

Con il rinnovo contrattuale vogliamo riaffermare i due livelli di contrattazione:

- il contratto nazionale per difendere e incrementare il potere d'acquisto del salario,

- il livello aziendale e/o territoriale per contrattare miglioramenti salariali e normativi del contratto nazionale.

La piattaforma della Fiom vuole valorizzare e qualificare quanto abbiamo realizzato con il contratto Unionmeccanica in vigore dal 2013 e vuole, anche nelle piccole e medie imprese, riaffermare le rivendicazioni dei metalmeccanici decise dall'assemblea nazionale dei delegati della Fiom:

- a parità di lavoro e di mansioni - parità di salario e di diritti,

- il diritto alla contrattazione degli orari e il diritto alla formazione,

- un unico regime normativo di miglior favore per tutti i nuovi assunti,

- diritti e condizioni minime per tutti i rapporti di lavoro come la retribuzione in base alla mansione svolta, la maternità, la malattia, le ferie e il diritto al preavviso in caso di risoluzione del rapporto di lavoro,

- diritti e tutele per i lavoratori degli appalti a partire dal garantire il posto di lavoro in caso di cambio appalto

- un nuovo sistema di inquadramento per affrontare e dare risposte ai profondi cambiamenti organizzativi e tecnologici intervenuti in questi anni

Con il ccnl di Unionmeccanica del 2013 oggi in scadenza la Fiom ha condiviso la bilateralità ma non ha accettato finanziamenti impropri al sindacato; la quota che le imprese hanno versato e che gli accordi confederali destinavano alle organizzazioni sindacali (6 euro anno per ogni lavoratore) come avevamo stabilito è stata interamente destinata all'ente bilaterale e al sostegno al reddito dei lavoratori.

Con questo rinnovo del contratto nazionale chiediamo a Unionmeccanica di recepire nel Ccnl le regole democratiche al centro della iniziativa della Fiom:

- la misurazione e la certificazione della rappresentatività e della rappresentanza con i voti nelle elezioni delle RSU e il numero degli iscritti alle organizzazioni sindacali per definire la titolarità a trattare sia nei rinnovi del contratto nazionale che in azienda,

- il vincolo del voto tramite referendum di validazione della piattaforma e dell'ipotesi di accordo

Dal 5 al 23 settembre 2016 si svolgeranno in tutte le aziende Unionmeccanica le assemblee informative della Fiom per illustrare i contenuti della piattaforma

Dal 26 al 30 settembre svolgeremo il referendum sulla piattaforma della Fiom.

Questo al fine di avviare, in tempi brevi, il confronto con Unionmeccanica e realizzare al più presto un rinnovo contrattuale che garantisca diritti e tutele comuni e difenda ed incrementi il potere d'acquisto del salario di tutte le lavoratrici e i lavoratori.

Per queste ragioni la Fiom invita tutte le lavoratrici e i lavoratori a partecipare alle assemblee e al referendum di validazione della piattaforma.

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Brescia. Assemblea nazionale per il rinnovo del Ccnl Unionmeccanica-Confapi

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Trattativa da 8 mesi in alto mare ma il contratto non va in ferie!

Category: Trattativa Ccnl
Creato il Lunedì, 01 Agosto 2016 22:29

 

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Non si ferma la lotta dei metalmeccanici per chiedere lo sblocco della trattativa per il contratto nazionale di lavoro. Nelle ultime settimane sono state realizzate manifestazioni e scioperi in tuttI i territori e tutte le realtà aziendali sono coinvolte dal blocco degli straordinari e delle flessbilità.
Una risposta forte e compatta delle lavoratrici e dei lavoratori all'intransigenza di Federmeccanica e Assistal contro il blocco pregiudiziale del negoziato e il tentativo di annullare il ruolo di tutela generale del Ccnl sulla difesa del potere d'acquisto del salario, sulla tutela delle normative, sul rilancio della contrattazione di 2° livello aziendale e territoriale e sulla salvaguardia dei diritti e dell’occupazione.
Per queste ragioni Fim, Fiom e Uilm proclamano:

 

PER TUTTO IL MESE DI AGOSTO

SCIOPERO DELLO STRAORDINARIO E DELLA FLESSIBILITA'

DEI METALMECCANICI PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO


FIM-FIOM-UILM riaffermano la volontà di giungere presto ad un contratto per tutte le persone che lavorano nelle imprese metalmeccaniche. per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l'occupazione, far ripartire il sistema industriale e rinnovare le relazioni sindacali.
Vanno battute le rigidità di Federmeccanica e Assistal, con la partecipazione alle iniziative e il sostegno alle proposte sindacali.

FIM - FIOM - UILM

Roma, 1 agosto 2016

Contratto Nazionale. Sciopero Cogne Acciai Speciali: Adesione del 75%

Category: Fiom Aosta
Creato il Lunedì, 25 Luglio 2016 16:50

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Lo sciopero di 4 ore a fine turno di ieri, previsto solo per la Cogne Acciai Speciali e le aziende che in essa operano,  ha visto una rilevante adesione da parte dei lavoratori

La partecipazione nei tre  turni  è  stata  del 75%, con punte molto alte in alcuni  reparti, dato estremamente positivo tenendo conto che l'adesione ad uno sciopero che non copre l'intera giornata non è mai scontata.

"I lavoratori della Cogrne Acciai Speciali hanno, cosi, tangibilmeiite dimostrato di aver capito la posta in gioco - sottolineano le Organizzazioni Sindacali - riconquistare un valido contratto nazionale quale garanzia per avere tutele e diritti per tutti, per salvaguardare il potere d’acquisto degli stipendi e migliorare  con la contrattazione, nazionale e aziendale, le proprie condizioni  di lavoro. Dalla crisi del settore si esce, anche, se ai lavoratori viene data la possibilità di partecipare fattivamente alla vita aziendale, recuperando dignità e ruolo sul loro posto di lavoro!"

Venerdì 22 luglio oltre alla Valle d’Aosta hanno scioperato i metalmeccanici delle Provincie di Bari, Latina, Lucca e La Spezia.

Nella nostra Regione il prossimo sciopero di 4 ore, sempre a fine turno, riguardante tutte le altre aziende metalmeccaniche, è previsto il prossimo venerdì, 29 luglio.

Prosegue inoltre fino al 30 settembre il blocco degli straordinari collettivi.

 

Aosta, 23 luglio 2016

Sirti. Contrattazione aziendale: 4 commissioni a lavoro

Category: Sirti
Creato il Martedì, 19 Luglio 2016 14:24

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Il giorno 14 luglio si è riunito a Milano il coordinamento nazionale Sirti per decidere come impostare il confronto con la Direzione aziendale per la ridefinizione delle contrattazione aziendale, che è stata oggetto di disdetta da parte dell'Azienda.

In particolare, si è stabilito di affidare a 4 commissioni che saranno formate da 5 componenti in modo da impegnare tutti i coordinatori sui seguenti temi: relazioni sindacali, sicurezza e geolocalizzazione, trasferte, reperibilità, orari, pdr.

Le commissioni dovranno impostare i temi definendo con la Direzione aziendale il quadro di regole dei vari argomenti mentre gli aspetti retributivi nonché gli eventuali punti di divergenza registrati nelle commissioni saranno discussi a ottobre in sede plenaria.

Poi è arrivata la notizia delle dimissioni di Lorenzi.

Nell'incontro con l'Azienda svoltosi in Assolombarda il giorno 15 previsto appunto per illustrare l'impostazione del Coordinamento, si è avviato con la richiesta di maggiori informazioni sulle dimissioni di Lorenzi, con la Direzione aziendale che ha di fatto minimizzato dichiarando che sono "fatti che capitano!". Il Coordinamento tuttavia resta giustamente preoccupato e cercherà di comprendere fino in fondo le ragioni di questa scelta e soprattutto se si tratta realmente di una scelta personale e di opportunità o se invece è un sintomo di dissidi con la nuova proprietà.

Nel proseguo dell'incontro il Coordinamento ha illustrato alla Direzione aziendale quanto deciso il giorno precedente con l'Azienda che ha convenuto con l'impostazione.

E' stato quindi deciso che dopo una verifica di merito nel corso del Coordinamento che è convocato il 12 settembre a Roma, sarà avviato il lavoro delle commissioni.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali

Il Coordinamento Rsu Sirti

 

Roma, 18 luglio 2016

Bene le 4 ore di sciopero provinciale indette dalla FIM FIOM UILM di Venezia.

Category: Fiom Venezia
Creato il Giovedì, 14 Luglio 2016 19:45

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La riuscita dello sciopero di oggi, come quelli effettuati nel mese di giugno, con il blocco della produzione, dimostra che il progetto della Federmeccanica non ha il consenso dei metalmeccanici veneziani, e che i lavoratori sono determinati a conquistare un rinnovo del CCNL che aumenti per tutti la retribuzione e i minimi contrattuali, estenda le tutele a tutte le forme di lavoro, allarghi e qualifichi la contrattazione di secondo livello.

Stamane, fin dalle primo turno di lavoro, presidi con lavoratori e delegati RSU sono stati effettuati nelle principali fabbriche del territorio come ad esempio alla Fincantieri di Marghera, alla Finmeccanica di Tessera, nelle imprese di appalto del Petrolchimico e della ex raffineria, alla Lafert di San Dona, alla Ilnor di Scorzè, ecc..

Verso le ore 9 i lavoratori delle aziende della zona industriale di San Donà sono usciti dagli stabilimenti e hanno dato vita ad un corteo che è sfilato per le vie cittadine. A Marghera i lavoratori degli appalti chimici riuniti in assemblea al capannone del Petrolchimico insieme a quelli di Alcoa, della Mecnafer e di altre aziende hanno sfilato in corteo fino alla rotonda del ipermercato “Nave de Vero” paralizzando per oltre una ora il traffico verso la Romea e in direzione tangenziale di Mestre.

Alta è stata l’adesione allo sciopero di 4 ore proclamato a sostegno della trattativa per il rinnovo del CCNL: in Fincantieri al 90%, negli Appalti Petrochimico e ex Raffineria al 100%, in Finmeccanica al 85%, in Ipc Portotecnica al 60%, in Peg Perego al 75%, all’Imesa al 70%, in Drahtzug Stein al 90%. In Dl Radiators al 90%, alla Ilnor al 90%, in Pometon al 60%, in Speedline al 50%.

Nel pomeriggio, a completamento delle iniziative della mattinata, sono programmate 4 ore di sciopero per i turnisti del 2° turno e in alcune aziende del territorio con l’uscita anticipata di 4 ore.

 

Segreteria FIOM CGIL Metropolitana di Venezia

 

Mestre 14 luglio 2016

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