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24 Febbraio 2017
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Fermo: quando la vittima vale poco

Category: Segnalazioni
Creato il Lunedì, 12 Dicembre 2016 16:42

 

Emmanuel Chidi Nnamdi è morto lo scorso 5 luglio. Aveva 36 anni. Veniva dall'Africa, aveva iniziato la sua vita in Nigeria, l'ha conclusa nelle Marche, a Fermo. Assassinato. Al termine di una colluttazione iniziata con insulti razzisti e conclusa con un omicidio. Se volontario o preterintenzionale lo stabilirà la magistratura. I giudici, invece, non potranno mai sentenziare sul tasso di razzismo contenuto nelle botte con cui Amedeo Mancini – un po' nazi, molto ultrà – ha massacrato Emmanuel; tantomeno sul perché una consistente parte di città si sia mobilitata in difesa dell'omocida.

Per questo con Emmanuel – con la sua memoria – si sono schierati una serie di associazioni, movimenti, personalità - tra cui Anpi, Cgil, Fiom - costituendo il comitato “5 luglio”. Chiedono verità e giustizia per Emmanuel e per la sua famiglia, si battono contro la rimozione della realtà e dei suoi risvolti più spiacevoli, perché fin dal 6 luglio si sono imbattuti in una gran voglia di rimozione, tra chi cercava attenuanti per Mancini o derubricava l'omicidio a spiacevole rissa. Fino a gettare fango sulla vittima, affiliarlo post mortem alla “mafia nigeriana”e così trovare una giustificazione all'omicida. E a se stessi, alla propria indifferenza.

Quelli del “Comitato 5 luglio” sono molto arrabbiati. E ne hanno tutti i motivi. Anche perché si sentono soli e poco ascoltati. Soprattutto da giornali e giornalisti troppo innamoratri di se stessi, delle proprie relazioni e delle proprie tesi utili a consolare e confermare la “zona grigia” della città: per dimenticare in fretta l'episodio e – soprattutto – confinarlo nei contorni di una cronaca nera del tutto estranea a Fermo, evitando ai suoi abitanti di guardarsi un po' dentro.

Ma quelli del “Comitato 5 luglio” non vogliono arrendersi, anche se più passa il tempo, più si accumulano fango e veleni. Continuano la loro battaglia, con fatti e parole. La scorsa settimana ne hanno usate tante – e forti - in un comunicato che si scagliava contro due giornali accusati di rovesciare i ruoli tra vittima e carnefice. L'abbiamo pubblicato per un paio di giorni su questo sito, perché per la Fiom è cosa naturale la lotta al razzismo e la ricerca di verità e giustizia per le sue vittime. Le minacce di querela hanno poi oscurato quel comunicato, non le ragioni che l'hanno ispirato. Quelle restano intatte, insieme alla nostra partecipazione.

 

Grave e drammatico episodio d'intolleranza e razzismo a Fermo

Category: Fiom Fermo
Creato il Giovedì, 07 Luglio 2016 17:09

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La morte di Emmanuel ci addolora profondamente e ci interroga su quale trasformazione oggi è in atto, a Fermo come nel resto del paese. Il malessere, la crisi, la paura del futuro sempre più diviene terreno fertile per coltivare odio, razzismo, intolleranza nei confronti dell’altro. Ma chi è l’altro? Alcune forze politiche impunemente alimentano questi sentimenti, troppo spesso le istituzioni preposte all’ordine pubblico e alla difesa della legalità, sottovalutano segnali inquietanti ed atti violenti, troppo poco contrastiamo atteggiamenti aggressivi e sproloqui sul fenomeno immigratorio, si tollera l’intollerabile. Questo grave e drammatico episodio segue una serie di azioni violente contro quei parroci che accolgono i rifugiati, avviene dopo un altro terribile avvenimento sempre nella nostra città, l’uccisione di due lavoratori da parte del loro datore di lavoro. La prossima settimana ci sarà una grande manifestazione in piazza, promossa dalle forze politiche, sindacali, da decine e decine di associazioni, ma non basta. Giorno per giorno nei luoghi di lavoro, nei locali pubblici, nei supermercati, in ogni dove, deve scattare l’indignazione al primo accenno di razzismo, si devono contestare le menzogne, i luoghi comuni, il sentito dire. Giorno per giorno deve crescere l’idea che l’ingiustizia non ha colore, non ha nazione e l’ingiustizia e le diseguaglianze si combattono con la solidarietà, con la fratellanza, con la condivisione. Non possiamo col silenzio e l’indifferenza diventare complici della violenza. Vogliono e alimentano la guerra tra poveri, tutti quelli che dall’ingiustizia sociale traggono vantaggi e profitti. Non cadiamo in questa trappola, fermiamoli !

 

Fiom-Cgil Fermo

 

Fermo, 7 luglio 2016

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Fiom Ancona. Aggressione a Fermo: lo sdegno oltre la preoccupazione. La solidarietà per un mondo migliore

Category: Fiom Ancona
Creato il Giovedì, 07 Luglio 2016 17:05

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La Fiom di Ancona esprime sdegno e dolore per l’aggressione avvenuta a Fermo contro il giovane nigeriano Emmanuel e sua moglie Chimiary.

La nostra comunità intera, oltre l’onda emotiva della notizia, oltre la rabbia, l’indignazione dovrebbe riflettere e chiedersi se tanta ingiustificabile follia sia invece la logica conseguenza di un percorso subdolo e sempre più diffuso di intolleranza e disprezzo della diversità, che mette in discussione totalmente i fondamenti stessi della nostra civiltà.

Saremo presenti alla manifestazione che si terrà a Fermo martedì 12 luglio per esprimere con forza la nostra idea di società basata sui vincoli di solidarietà e sul rispetto della dignità di tutti gli esseri umani.

 

Fiom-Cgil Ancona

 

Ancona, 7 luglio 2016

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