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17 Novembre 2018
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Italtel. Incontro fra il Coordinamento nazionale Rsu, le strutture sindacali e l’azienda

Mercoledì 5 settembre si è svolto in Assolombarda l’incontro fra il Coordinamento nazionale Rsu, le strutture sindacali territoriali, nazionali e l’azienda.
I temi trattati riguardavano:
    • l’andamento Italtel nel primo semestre 2018
    • la situazione del Service Center
    • un ulteriore utilizzo dei Contratti di Solidarietà negli ultimi tre mesi dell’anno
    • il recupero degli istituti di II livello congelati.
L’AD ha delineato un 2018 per Italtel, nella prima metà anno, sostanzialmente positivo da un punto di vista industriale, con alcune difficoltà emerse (di recente) a livello finanziario.
I dati principali evidenziano un fatturato di 197 ML€ (+2 ML€ rispetto al budget), un Primo Margine di 51 ML€ (+2 ML€), un EBIDTA di 2,1 ML€, un costo del lavoro di 56 ML€ (57 a budget), finanziamenti a fondo perduto per la Ricerca di 3,6 ML€.
Il fatturato relativo alle attività di TLC in Italia è superiore alle attese (76 ML€ rispetto ai 70 preventivati) grazie agli investimenti di operatori quali TIM e Fastweb, così come positivo è il risultato per il mercato E&PS (58 ML€ rispetto ai 56 previsti).
In difficoltà invece il mercato estero (63 ML€ contro i 70 a budget) che in sostanza pareggia i dati positivi del mercato italiano. I problemi di natura finanziaria sono legati a quanto sta accadendo in Sudamerica, in particolare Brasile e Argentina: la forte svalutazione del pesos argentino ha comportato la conseguente svalutazione di un importante credito Italtel con una perdita potenziale a bilancio di circa 3 ML€.
Proseguono le attività sul mercato iraniano: nell’attesa che si arrivi a un risultato tangibile con il principale operatore dell’IRAN (TCI) va segnalato il conseguimento di una commessa pari a 4 ML€ con l’operatore SamanTel.
Tornando al mercato italiano, Italtel intende partecipare, insieme a SIRTI, a un bando di gara TIM inerente il decommissioning integrato, per lo spegnimento di oltre 6 mila centrali telefoniche.
Prosegue l’attività nell’area BUL che potrebbe prevedere, negli anni a venire, un possibile e auspicabile prolungamento della collaborazione con Infratel per la cablatura delle aree grigie. Più in generale, le attività di cablatura del paese, la crescente richiesta di banda larga per i servizi di streaming video (ad esempio la trasmissione in diretta di avvenimenti sportivi) fanno presupporre forti investimenti degli operatori con ricadute positive sulla nostra azienda.
Un ultimo dato è relativo ai livelli occupazionali: in azienda sono attualmente impiegati 1031 lavoratori (682 a castelletto, 199 a Roma, 185 a Carini) ai quali vanno sommati 38 dirigenti. Le assunzioni da inizio anno sono state 62, la gran parte delle quali relative alla BUL.
Nel Service Center sono tuttora coinvolti 51 colleghi con l’uscita prevista dal reparto, in questi giorni, di 7/8 unità. Tra ottobre/novembre altre 15 persone usciranno dal Service Center. Il nostro obiettivo rimane quello di azzerare entro fine anno, il numero delle persone inserite in questo reparto. Questo obiettivo sembra essere condiviso anche dalla stessa Azienda, anche se allo stato attuale una previsione della stessa indica in 28/30 il numero dei dipendenti che a dicembre figureranno ancora all’interno dell’area, non avendo per ora trovato una ricollocazione positiva.
L’AD ha poi ribadito la necessità di utilizzare nell’ultimo trimestre del 2018 i Contratti di Solidarietà rimanenti per poter far fronte alle circa 30 unità ritenute in esubero (pari a un costo che si aggira intorno a 1,5 ML€), riproponendo una modulazione dei CdS già indicata a giugno al MiSE (il dato principale che ricordiamo era la percentuale del 16% medio di CdS per una platea di circa 800 lavoratori). Per l’Azienda l’utilizzo di quest’ultima tranche di Contratti di Solidarietà segnerebbe la chiusura definitiva del travagliato percorso di gestione della crisi e degli esuberi affrontato a partire dal 2010, senza questo accordo rimarrebbero anche per il 2019 gli eccedenti per circa una trentina di unità.
L’Azienda ha inoltre avanzato la proposta di una riedizione dell’accordo di febbraio riguardante l’uscita incentivata entro dicembre di quest’anno per le persone che hanno come obiettivo il raggiungimento della pensione entro il 2023.
Come Sindacato abbiamo da un lato accettato di discutere della questione, senza essere aprioristicamente contrari al dialogo, ma dall’altro abbiamo sottolineato la necessità inderogabile di aver contropartite chiare a fronte dell’ennesimo sacrificio richiesto ai colleghi.
Abbiamo quindi proposto:
    • il ripristino del Premio di Risultato,
    • il recupero delle ferie aggiuntive che avevamo in Italtel (rispetto al CCNL),
    • un aumento delle indennità legate alla trasferta,
    • l’aumento del ticket pasto (per chi ne usufruisce come Roma dove non c’è la mensa, per gli ex one-ans e tutte le persone che fanno smart-working) a 7€,
    • un abbassamento della percentuale dei CdS e le stesse giornate devono essere tutte in “CDS verticale”.
L’Azienda ha dato risposta positiva:
    • sull’aumento delle giornate di ferie, ma ha chiesto che i giorni aggiuntivi rispetto al CCNL (3 per le persone con un’anzianità aziendale fra i 10 e i 18 anni, 4 per chi è in Italtel da più di 18 anni) dovranno essere utilizzati entro l’anno di competenza, con la perdita dei medesimi se non fruiti.
    • sull’aumento del ticket pasto.
    • sulla riduzione della percentuale di CdS, rispetto alla proposta da lei stessa avanzata, anche se è necessario proseguire con gli approfondimenti perché al momento non si è ancora entrati in modo specifico e definitivo sulla proposta, che a nostro avviso deve avere una percentuale del 12% o poco più (corrispondente a 7 gg lavorativi verticali).
Vi è stata invece una risposta negativa sulle trasferte con la proposta di discutere del tema a partire dal mese di novembre.
Per quanto riguarda il Premio di Risultato, questa è la parte più delicata, l’Azienda si è detta favorevole a reintrodurlo, dichiarandosi però impossibilita a definire ora una formula precisa (e in particolare a quantificare l’entità economica del premio) visto che alcuni dati, quali il budget per il 2019 e una visione chiara dell’andamento finanziario del 2018, saranno disponibili solo verso fine anno. Novembre, per l’AD, potrebbe essere il mese nel quale concordare la modalità di calcolo e la conseguente quantificazione di massima del PdR.
Pensiamo veramente che non sia accettabile la posizione di Italtel sul Premio di Risultato: registriamo con favore l’accoglimento delle nostre proposte su ferie, ticket e l’apertura sui CdS, ma riteniamo necessario avere da ora dati certi sul PdR.
Pur comprendendo che solo a fine anno sarà possibile entrare nel dettaglio, a nostro avviso Italtel potrebbe, da subito, erogare un “Premio Ponte, una sorta di una-tantum” (monetario o in welfare) demandando alla contrattazione di novembre l’entrata a regime di quello che sarà il calcolo del PdR “definitivo”, relativo agli anni successivi (dal 2020 in poi).
Nell’impossibilità di giungere in questo primo incontro a un accordo completo, Sindacato e Azienda hanno deciso di rivedersi il 18 settembre in Assolombarda per proseguire la trattativa. Nei prossimi giorni terremo un’assemblea informativa per cercare di dettagliare tutte le questioni che abbiamo evidenziato in questo comunicato.
Ci pare certa la presenza di Exprivia, anche se non è presente al tavolo, sappiamo che anche in Exprivia è aperto un confronto sindacale anche sul nuovo PdR, per questo è necessario guardare con molti occhi a tutti i temi oggi presenti, pur non rinunciando a rivendicare quelli che sono i nostri diritti.

FIM-FIOM-UILM Nazionali
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

Roma, 10 settembre 2018
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