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31 Marzo 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

HP ES: avviato il confronto sul futuro di DXC Technology al MiSE

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Per la nuova corporate nel nostro paese alcune risposte ma ancora tante incognite

Lunedì 13 marzo 2017, si è tenuto l'incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico tra le Organizzazioni Sindacali Fim, Fiom, Uilm nazionali, il Coordinamento Nazionale delle RSU ES Italia ed il management di ES Italia nelle figure di Sergio Colella, quale prossimo amministratore delegato per la country italiana, e i responsabili HR e del delivery.

L'incontro è stato richiesto dalle Organizzazioni Sindacali per richiamare l'attenzione del governo sull'avvio della operazione industriale DXC Technology, che vede dall'aprile del 2017 la nascita della nuova corporate che si costituisce a livello globale con il segmento dei 116.000 dipendenti ES ceduti da HPE a CSC, e al fine di verificare le intenzioni e gli orientamenti di questo management nelle sue nuove funzioni rispetto agli impegni fino ad ora assunti con le istituzioni governative ed il sindacato.

Nella mattinata che ha preceduto l'incontro le parti si sono incontrate in sede aziendale per la verifica dell'accordo vigente sulla CIGO e i dati attuali e previsionali della situazione occupazionale.

In sintesi la decorrenza della cassa, con i dati a consuntivo sino a gennaio e previsionale da febbraio a marzo, vede una erogazione complessiva di circa 33.500 ore di cassa con una ripartizione che vede circa il 63% al di sotto dei 4 giorni mensili e il 37% per la quota sino al massimo consentito dagli accordi sottoscritti.

Il dato che più sorprende e preoccupa è che questa erogazione vede nel solo sito di Bari un impatto di circa il 50 percento degli addetti coinvolti che a livello nazionale sono poco oltre i 300 dipendenti.

In termini occupazionali le stato delle attese lavori si pone a marzo poco sopra al valore del novembre 2016, circa 180 FTE, ma sposta verso giugno la previsione di incremento indicato nel migliore dei casi di circa 290 FTE.

L'azienda ha ventilato l'ipotesi nel corso di questo incontro di verifica di richiedere da aprile una prosecuzione della CIGO, ipotesi che non ha avuto tempo e modo di ufficializzare nel proseguo del confronto.

In termini generali le Rappresentanze Sindacali assumendo le informazioni sulle modalità della cassa erogata e dei dati delle attese lavori dichiarano che queste informazioni rivelano una difficoltà occupazionale che sembra manifestarsi soprattutto nel problema delle coperture parziali delle attività professionali e di delivery dei dipendenti rispetto alle capienze contrattuali e che sarà quindi necessario in futuro da parte dell'azienda rappresentare questi valori degli FTE in attesa lavori in maniera più articolata rispetto alle situazioni di copertura parziale o interamente assente rispetto alle attività produttive.

In sede ministeriale le Rappresentanze Sindacali, richiamando l'attenzione massima del governo, hanno posto all'azienda una serie di questioni preliminari, consapevoli che la definizione esaustiva di un piano industriale potrà determinarsi con le piene assunzioni delle funzioni e dei poteri del nuovo gruppo dirigente a tutti i livelli e con l'effettivo avvio del nuovo soggetto industriale DXC Technology.

Fim Fiom Uilm hanno chiesto:

  • se la corporate intende mantenere l'impegni sino ad ora assunti e rispettati di procedere in termini consultivi e negoziali rispetto a qualsivoglia processo di riorganizzazione od operazioni industriali garanti del mantenimento della occupazione.

  • Se in questo quadro intende mantenere gli impegni contrattualmente assunti con le organizzazioni sindacali ma anche per quanto è derivato in termini industriali dai contratti di servizio con le società Lutech e Maticmind.

  • Hanno ribadito l'importanza di mantenere gli impegni sul mantenimento dei siti produttivi e con essi prioritariamente del sito di Bari così singolarmente coinvolto nelle procedure di CIGO. - Hanno richiesto chiarimenti in merito all'impatto dell'annunciata operazione di outsourcing che coinvolge il settore Legal e chiarimenti sulla ricostituzione dell'unità produttiva del networking per la quale si ventilavano voci di operazioni industriali di cessione.

  • Hanno richiesto per il nostro paese quale sarà il perimetro industriale della futura DXC Technology ovvero quali legal entity ne sarebbero state comprese e in termini generali quale modello di autonomia operativa e anche di beneficio sul modello dei costi era prevedibile nel sistema della nuova corporate.

Fim Fiom Uilm ed il Coordinamento Nazionale RSU hanno richiesto al Governo una attenzione sulla delicatezza di questo Gruppo e di mantenere aperto il tavolo di confronto presso il MISE.

L'azienda ha dichiarato:

  • che gli impegni contrattuali verso le Organizzazioni Sindacali saranno rispettati così come sarà fatto in termini generali per qualsiasi contratto industriale e commerciale che è in carico oggi e domani da parte del futuro perimetro DXC Technology nel nostro paese compresi quelli verso Lutech e Maticmind.

  • Ha precisato che è in via di valutazione la presenza di impatti o meno sull'outsourcing Legal.

  • ha dichiarato assolutamente infondate le voci sulle operazioni industriali relativamente al Networking.

  • Ha precisato che il perimetro industriale di DXC Technology comprende ES Italia, ES Energy, Tech Partner (ex ES banking), ES SSCS (derivante dall'outsourcing Unicredit) e ES Fds (derivate dalla scissione di 320 dipendenti da CDS). Da aprile queste società manterranno le attuali denominazioni sociali ed il riordino delle stesse e dei loro ordinamenti societari e di rendicontazione civilistica si opererà in corso d'opera e per CSC italiana già nel corso del 2017 si procederà con un processo di integrazione comprensivo dello spostamento delle loro risorse nelle nostre strutture.

Nell'insieme di queste dichiarazioni tuttavia le Organizzazioni Sindacali hanno compreso, come peraltro espressamente dichiarato, che DXC Technology ai massimi livelli globali, e aggiungiamo noi anche regionali, non ha trasmesso al suo management di rappresentanza visione e stile a cui uniformare eventuali strategie di riorganizzazione industriale.

La parzialità delle risposte ricevute, l'attesa definizione compiuta di un piano industriale e soprattutto la necessità che un corporate manifesti alle rappresentanze sindacali e al governo la sua identità di stile e visione impone la necessità di un aggiornamento dell'incontro per il quale l'azienda ha dichiarato il suo impegno.

Il Ministero oltre a manifestare la necessità e l'interesse per lo sviluppo aggiornato e informato del tavolo, ha ricordato l'importanza di conservare il valore del sistema di relazioni che in questi ultimi tavoli le parti hanno saputo esercitare trovando soluzioni senza licenziamenti.

 

Fim, Fiom, Uilm Nazionali

Coordinamento nazionale Fim, Fiom, Uilm HP ES Italia

 

Roma, 15 marzo 2017

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