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22 Agosto 2018
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Dxc Technology. Sesto anno di declino e con un futuro incerto

Dxc Technology
Presentato al ministero dello sviluppo economico lo stato di avanzamento del piano industriale.
Con il 2018 raggiungiamo il sesto anno di declino. in attesa di un 2019 carico di negative incertezze e timide speranze, ma comunque la si metta Dxc conferma una visione per la quale con la trasformazione digitale non c’è posto per tutti.

Lunedì 11 giugno 2018, si è tenuto l’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico presenti, oltre la rappresentanza del Ministero, le Organizzazioni Sindacali Fim, Fiom, Uilm Nazionali, il Coordinamento Nazionale delle RSU ES Italia e il management di ES Italia, nelle figure dell’Amministratore delegato per la country italiana e i responsabili HR e del delivery.

E’ stato un incontro richiesto ed atteso poiché dalla prima presentazione del piano industriale che fu fatta il 2 novembre dell’anno scorso, che in qualche modo sanciva l’ingresso di DXC Technolgy nel mercato italiano, era oramai necessario comprendere l’andamento dell’esercizio 2018 appena concluso, gli obiettivi per quello 2019 da poco avviato e più in generale misurare lo stato di avanzamento della trasformazione industriale e organizzativa che questa Corporate intende sviluppare.

In termini di andamento, per tutto il perimetro del Gruppo, ovvero per tutte le società da DXC Technology Italia sino a Es Field Delivery Services Italia Srl mettendoci in mezzo ES Energy, TechPartner, ES SSC, Xchanging Italia, ES Italia, il consuntivo 2018 vede rispetto al 2017 un andamento negativo del fatturato. E’ stato un confronto ovviamente costruito pesando il valore delle legal entity che nel 2016 non erano ancora DXC ma che comunque nel suo segno complessivo ha il suo significato. Che per noi di ES Italia significa comunque arrivare al sesto anno consecutivo di diminuzione di fatturato.

La previsione per l’esercizio corrente è assolutamente nel segno dell’incertezza che può oscillare nel segno di una leggera risalita o di un’altra altrettanto leggera perdita. Che nel migliore dei casi in termini occupazionali può vedere incremento verso fine anno di poco meno 300 attese lavori rispetto alle attuali circa 200.

L’azienda ha quindi dichiarato l’intenzione di procedere ancora con l’ammortizzatore della Solidarietà per ES Italia e avviarlo per i colleghi di Energy.

Ma si deve affermare che più che sul terreno dei numeri è su quello della qualità che il Piano Industriale solleva, esattamente come a novembre, tutte le preoccupazioni e contrarietà delle Rappresentanze Sindacali.

Questa visione sia per effetto della Digital Trasformation, che sarà sostenuta solo in parte da reskilling interni ma soprattutto da ingressi dal mercato del lavoro, sia per effetto del mix labour, che vede incremento del Bestshore, delle terze parti più o meno “strategiche”, dell’impiego delle risorse interne più digital che traditional, conferma l’idea che dentro questo Gruppo per i prossimi anni non c’è posto per tutti.

Visione che rimane inalterata sebbene in questa fase il Gruppo DXC in Italia per effetto delle cessioni, degli esodi e del turn over abbia già perso oltre 400 addetti. Ma è evidente che non bastano.

In questo contesto, come hanno denunciato le Rappresentanze Sindacali all’incontro, trovano spiegazioni i comportamenti messi in atto dalla Corporate in questi giorni. Che sia l’uso del sistema delle valutazioni delle performance del personale utilizzato come clava per demotivare, se non offendere, il personale e “invitarlo” a cogliere “l’occasione” dell’esodo.
O che sia il trasferimento del personale ex Fam da Pomezia a Roma. Misura di ripiego per creare comunque difficoltà dopo l’abortito tentativo per opposizione sindacale del trasferimento transcisalpino verso Milano. O per l’annuncio dello spostamento sotto Legacy della struttura CABO ACCM di qualche mese fa. Che ovviamente tempo poche settimane si è rivelato per quello che era. Ovvero un radioso futuro verso un Legacy 2.0 con il partenariato della società americana UnitedLex. Ancora oggi al management italiano di DXC non è chiaro se queste intenzioni di “allineamento” e “integrazione” si trasformerà nella ennesima cessione.O per ultimo alcuni licenziamenti individuali messi in atto in Es Field Delivery Services Italia.

Ad un anno dalla presenza di DXC in Italia le Rappresentanze Sindacali dichiarano che aldilà della visione industriale della Corporate sia in realtà tutta da verificare la sua reale attitudine a ricercare soluzioni non traumatiche e condivise. Sia sul piano formale delle relazioni sindacali sia quello delle relazioni concrete tra impresa e dipendenti. Il tavolo che è stato aperto sulla formazione è ritenuto un banco di prova rilevante a cui le Rappresentanze non affidano una missione salvifica di tutti i problemi ma certamente un elemento su cui misurare la volontà inclusiva e non esclusiva verso il futuro di lavoratrici e lavoratori in quest’impresa.

È possibile fare nostre le parole conclusive del Ministero, che ha riconvocato il tavolo per una verifica a luglio.
Assumiamo nostro l’impegno più generale per affrontare nelle sedi che il Ministero riterrà opportuno la questione di un mercato contrassegnato da pratiche di ribasso rivolte solo alla disvalorizzazione del lavoro e delle professionalità espresse dal settore ICT.
E facciamo nostro l’auspicio espresso dal Ministero che l’azienda sappia usare tutti i “tasti” a disposizione per dare futuro e occupabilità ai dipendenti.


Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil Nazionali
Coordinamento Nazionale Fim, Fiom, Uilm
ES Services Italia – DXC Technology Italia


Roma, 13 giugno 2018
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