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17 Luglio 2018
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Ge: no a irresponsabili allarmismi, ma consapevolezza della gravità delle scelte annunciate dal gruppo

 

Nella giornata del 9 luglio 2018 si è riunito il Coordinamento Fiom GE alla presenza della Segreteria nazionale, dei coordinatori di divisione, delle strutture territoriali e le RSU per una prima analisi rispetto alla riorganizzazione e ristrutturazione annunciata dal gruppo GE.

La situazione finanziaria del gruppo GE ormai da molto tempo versa in condizioni drammatiche, con un indebitamento superiore al suo fatturato annuo e un valore in borsa che si è dimezzato nel corso degli ultimi due anni.

In questo contesto da tempo il nuovo CEO di GE aveva annunciato una prossima riorganizzazione con la cessione di attività per 20 Miliardi di $, dismissioni di asset ritenuti non più compatibili con l'attuale livello debitorio, per concentrarsi su linee di business con maggiore redditività. La riorganizzazione più volte annunciata, ha nel corso delle ultime settimane visto una accelerazione che smentisce parzialmente le precedenti intenzioni enunciate dal Gruppo. GE avrebbe deciso di riorganizzare il proprio perimetro industriale dismettendo due divisioni industriali storiche come l'Healthcare e Oil&Gas. I tempi e le modalità sarebbero differenti: per la divisione Healthcare sarebbe previsto uno spin-off nei prossimi 12 mesi, mentre per quella dell'Oil&Gas sarebbe prevista la vendita della quota del 62,5% attualmente detenuta in BHGE.

Questo quadro appare particolarmente preoccupante per i tempi e le variabili che potrebbe assumere nel corso dell'attuazione. La preoccupazione è ancora più forte a fronte del fatto che tale operazione è dettata esclusivamente da importanti criticità finanziarie, le cui ricadute saranno invece tutte industriali con una totale mancanza di chiarezza sul fronte occupazionale. Si deve tenere presente che le due divisioni che dovrebbero vedere la prossima dismissione dal perimetro GE rappresentano in termini occupazionali una forza lavoro poco distante dalle 100.000 unità, e che nel nostro Paese riguarderebbe più di 7000 addetti.

Oltre al tema occupazionale, per la FIOM-CGIL prioritario, appare poco probabile che dal punto di vista industriale GE possa basare esclusivamente il suo futuro concentrando gli investimenti sul settore dell'Aviation e delle energie rinnovabili, seppure settori in forte espansione e con prospettive a lungo termine.

Riteniamo che serva uno scatto di consapevolezza del fatto che la vertenza non potrà avere un perimetro nazionale, né potrà sottrarsi alle complicazioni di un quadro generale che reclama ricerca, innovazione, pianificazione industriale e non decisioni finanziarie trimestrali. Per questa ragione come FIOM-CGIL proporremo un percorso unitario che parta dall'immediata convocazione del CAE General Electric da poco costituito, e al contempo una richiesta d'incontro con il Governo italiano, e porre la questione della riorganizzazione e ristrutturazione di GE nei prossimi incontri dei vertici europei. Vogliamo inoltre ricordare che GE ha fruito nel corso degli anni precedenti di importanti finanziamenti pubblici, peraltro utilizzati nelle aziende controllate come BHGE e Avio Aero, ma che gli stessi, anche a fronte di cessioni di rami d'azienda, dovranno continuare a garantire prospettive industriali e occupazionali.

Tutto ciò diventa indispensabile se si vogliono riaffermare, come si devono riaffermare, i quattro obiettivi indicati anche nella risoluzione finale di Toronto, del network globale di GE: sospendere il piano di ristrutturazione, mantenere le capacità produttive di GE in Europa, affermare una strategia alternativa orientata alla crescita industriale ed all’occupazione, rivendicare un sistema di relazioni industriali fondato sulla trasparenza e sulla tempestività delle informazioni.

 

Coordinamento Fiom General Electric

Segreteria nazionale Fiom

 

Roma, 10 luglio 2018

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