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19 Agosto 2017
Federazione Impiegati Operai Metallurgici

Abb, Alstom Italia, General Electric: nel raggio di pochi metri tre multinazionali delocalizzano, licenziano, programmano futuri esuberi

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Mercoledì 17 febbraio, lavoratori uniti in presidio.

Sesto Marelli: dal cancello di Via Edison entrano i lavoratori di Alstom Italia e della ex Alstom Power, oggi General Electric; a pochi passi sorge il palazzo di vetro e acciaio di Abb.

Tre multinazionali, la prima francese, la seconda americana, la terza svizzero svedese, che si muovono nello stesso modo: delocalizzano funzioni, produzioni e servizi, licenziano, programmano esuberi.

Abb, leader nel settore delle tecnologie per l’energia e l’automazione ha 5600 dipendenti nel nostro paese di cui 1000 nel sito di Sesto San Giovanni. Nell’ambito di un processo di riorganizzazione globale, la multinazionale ha annunciato l’avvio di un “programma” a base di esuberi che si realizzerà in quattro step e di cui non si conoscono ancora i numeri finali. Il gioco perverso della multinazionale, infatti, non prevede alcuna discussione: per chi non accetta di andarsene “volontariamente” c’è il licenziamento, oggi di 7 lavoratori, domani si vedrà.

Alstom Italia: dopo la cessione a General Electric del settore dell’energia, l’attività di Alstom si concentra nel settore ferroviario che, nel nostro paese occupa 2700 persone, concentrate principalmente nei siti di Savigliano (900 dipendenti) e Sesto San Giovanni (330 lavoratori in produzione). Il lavoro nei siti italiani è in gran parte legato al mercato interno, ossia alle commesse per i treni regionali, ma la gara d’appalto per ora è bloccata. E dal momento che nel nostro paese, a differenza che in altri (negli Usa, ad esempio), non esiste alcun vicolo per il “contenuto nazionale di lavoro”, Alstom sta pensando di spostare altrove la progettazione e la produzione e di mantenere nel sito alle porte di Milano il service e la manutenzione. E i 330 lavoratori della fabbrica?

Ge ex Alstom Power. Dal giorno in cui gli americani hanno deciso di spostare la produzione dei componenti per centrali elettriche in Polonia e Romania, di licenziare 249 lavoratori e chiudere di fatto la fabbrica di Via Edison, le lavoratrici e i lavoratori sono in presidio permanente. La loro lotta ha ottenuto un primo risultato: l’incontro per il 26 febbraio al ministero per lo sviluppo economico, dove sono stati convocati sia i vertici di Alstom Pover che quelli di General Electric . La decisione di GE di investire 700 milioni nel nostro paese non può e non deve passare dalla dismissione del sito sestese: il govenro deve intervenire.

Abb, Alstom, General Electric: tre storie che hanno in comune lo strapotere delle multinazionali, l’assenza di vincoli al loro agire che troppo spesso si traduce nel “furto” di tecnologie, marchi, brevetti, nella delocalizzazione della ricerca, della progettazione e delle produzioni, nella distruzione di patrimoni industriali e professionali, in centinaia di licenziamenti. E dal momento che è questa la prassi che accomuna le imprese, allora è indispensabile accomunare anche la resistenza e la lotta.

 

MERCOLEDI’ 17 FEBBRAIO, DALLE 9.00 ALLE 11.00

I LAVORATORI DI ABB, ALSTOM E GE UNITI IN PRESIDIO

APPUNTAMENTO IN VIA EDISON, 50 A SESTO SAN GIOVANNI

 

Milano, 15 febbraio 2015