Domenica, 26 Maggio 2019

Fincantieri: la trattativa il 19, chiesto un incontro a Renzi sul futuro aziendale

Il 22 dicembre scorso sono ripresi gli incontri con Fincantieri sul rinnovo del contratto integrativo di gruppo. Il negoziato era stato interrotto nel luglio scorso. Il 3 dicembre, dopo una richiesta d'incontro all’amministratore delegato Giuseppe Bono e per conoscenza al Presidente del consiglio Matteo Renzi dopo il tracollo in borsa e le dimissioni del Direttore generale, si era svolto un incontro con la partecipazione dei tre segretari generali Fim, Fiom,Uilm, seguito il giorno dopo da aumenti unilaterali e selezionati palesemente provocatori, dopo che a marzo Fincantieri aveva smesso di erogare i premi di risultato dei vecchi accordi. Al termine dell’incontro del 22 Dicembre la Fiom nazionale non ha espresso nessuna valutazione per le ragioni che oggi riassumiamo:

1) L’incontro è avvenuto alla vigilia della chiusura dei cantieri per le festività di fine anno e perciò la Fiom ha preferito rinviare una propria presa di posizione al momento del rientro al lavoro dei lavoratori.

2) L’incontro ha visto ribadire posizioni già espresse nove mesi fa, posizioni sempre giudicate inaccettabili e pericolose per il futuro di Fincantieri. Il monologo aziendale è servito solo a fissare tre nuovi incontri, il 19 gennaio e il 2 e 3 febbraio prossimi, eludendo qualsivoglia richiesta di ripristinare i vecchi accordi almeno in via transitoria e chiarendo che Fincantieri non intende sanare dal punto di vista retributivo il 2015 nemmeno in caso di un accordo, rispondendo negativamente alla posizione comunemente espressa dai segretari generali Fim, Fiom, Uilm. Inoltre Fincantieri continua a evitare di discutere i temi di prospettiva, sia dal punto di vista industriale sia sotto il profilo occupazionale, nonostante pubblicamente si parli esplicitamente di un nuovo piano industriale.

3) Nonostante l’insistenza della Fiom, Fincantieri, anche col consenso di Fim e Uilm, nei prossimi incontri vuole discutere genericamente di struttura del salario e di welfare aziendale, quasi ci fosse bisogno di approfondimenti tecnici dopo nove mesi di incontri e dopo che l'azienda ha penalizzato i lavoratori dal punto di vista salariale negando l’applicazione degli accordi.

4) Il piano industriale finora presentato è stato giudicato inaccettabile perché prevede lo scorporo di tutte le attività di scafo e una palese finzione sulla volontà di intervenire sul lavoro in appalto ormai fuori controllo che genera diseconomie e ritardi, oltre a essere fonte d'illegalità, caporalato, sotto salario, mancanza di sicurezza e di diritti; inoltre manca qualsiasi prospettiva per i cantieri di Palermo, oggi in cassa integrazione guadagni, e di Castellammare di Stabia.

5) La Fiom non si sottrarrà al confronto proposto da Fincantieri per il 19 gennaio e per il 2 e 3 febbraio 2016, tuttavia è preoccupata per la tenuta di Fincantieri che più prende commesse e più perde, mentre si accumulano ritardi clamorosi che avranno costi altissimi su un bilancio che sarà negativo per la miope gestione di chi ha voluto seguire la moda della finanza al posto del lavoro industriale, raccogliendo dopo essersi quotata in borsa risultati disastrosi. Non è chiaro cosa stia succedendo dopo i fatti che hanno portato alle dimissioni del direttore generale se non la sua scandalosa liquidazione di ben 3 milioni di euro per nove mesi di operato, mentre le banche non nascondono una diffidenza in merito ai dati presentati da Fincantieri e il tutto viene tamponato con l’annuncio di un nuovo piano industriale i cui contorni non sono chiari ma tutti interni alle lotte di potere per la conferma o meno degli attuali gruppi dirigenti.

6) Non possiamo dimenticare che il maggiore azionista di Fincantieri è il governo. La Fiom non accetta che tutte le ormai certe ricadute negative attribuibili solo a questo gruppo dirigente siano scaricate sui lavoratori o su interi cantieri anche in termini occupazionali e peggiorando le condizioni di vita e di lavoro. Per queste ragioni congiuntamente a questo comunicato la Fiom ha inviato una richiesta d'incontro al Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e al Ministro per lo sviluppo economico Federica Guidi, da fissare al più presto, vista la vaghezza di Fincantieri su questi temi.

7) Il 19 gennaio, se il confronto risultasse palesemente inconcludente - come purtroppo avviene da nove mesi - la Fiom riprenderà la mobilitazione e fisserà la data di una manifestazione nazionale dei lavoratori Fincantieri che auspichiamo possa esserer unitaria.

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La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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