Giovedì, 23 Maggio 2019

Fincantieri. Troppe divergenze. Il negoziato riprenderà dopo le assemblee con i lavoratori

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Giovedì 2 e venerdì 3 Luglio 2015, sono ripresi gli incontri con Fincantieri per il rinnovo dell'integrativo di gruppo, incontri fortemente condizionati dal fermo, imposto dalla magistratura, nei cantieri di Monfalcone, poi sbloccata nella stessa giornata di venerdì da un decreto Governativo che dovrebbe riattivarli in tempi rapidi chiarendo anche (nei prossimi giorni) le modalità di copertura retributiva delle giornate non lavorate, che non possono essere a danno o a carico dei lavoratori.

Nei due giorni Fincantieri ha informato circa l'andamento e le prospettive delle controllate Cetena, Orizzonti e Isotta Fraschini. Per quest'ultima, ha lasciato inalterati i dubbi e le preoccupazioni sul futuro. Successivamente ha presentato un nuovo documento che riassume l'informativa sulle politiche industriali e un preambolo che fissa i criteri per un possibile accordo.

Al documento di Fincantieri, Fim e Uilm hanno chiesto alcune correzioni dichiarando il proprio consenso e rivendicando la necessità di proseguire il negoziato su quelle basi. La Fiom non ha fornito correzioni al documento pur necessarie e avanzate precedentemente, ma ha preso atto che, su alcuni capitoli, l'azienda conferma e rilancia le proprie tesi, ed è per questo che le diversità diventano un problema di sostanza non grammaticale. Dunque la Fiom non è d'accordo con Fincantieri che la distribuzione dei carichi di lavoro nei cantieri italiani possa avvenire solo se si accetta da parte dei lavoratori un orario flessibile a discrezione dell'azienda, diversità salariali dei nuovi assunti, salario totalmente variabile e peggiori condizioni di lavoro senza chiarire se la vecchia richiesta di congelamento delle 104 ore di Par è definitivamente superata.

Fincantieri conferma una politica rivolta ad aumentare il lavoro in appalto, affermando che le nuove controllate di Fincantieri che opereranno sulle navi, non avranno accordi o riferimenti sindacali riconducibili al coordinamento sindacale di Fincantieri e conferma la volontà di esternalizzare gradualmente (non sostituendo i lavoratori) tutte le attività di scafo. Conferma di voler operare circa la creazione di nuove controllate sulle attività oggi svolte dalla stessa. Fincantieri non esce  dalle ambiguità circa le prospettive dei cantieri di Castellammare di Stabia e Palermo.

Al termine dell'incontro Fincantieri ha risposto solo parzialmente alla lettera Fiom che considera illegittima la cessazione degli effetti economici del vecchio accordo, dichiarando che darà corso all'erogazione  dei primi tre mesi del 2015 del premio di efficienza, ma non del premio di programma e non della quota fissa di produttività. La Fiom ha affermato che in assenza di risposte soddisfacenti proseguirà con la propria azione anche per via giuridica come sui trasferimenti in funzione antisindacale operati nei confronti di alcuni lavoratori. L'azienda ha poi concluso che, visto il dissenso sostanziale su alcuni punti e in attesa di chiarire cosa succederà nel cantiere di Monfalcone, non è in grado di fornire una nuova data per proseguire il negoziato, ne intende condurre il negoziato verso accordi separati. Fincantieri ha evidenziato la necessità di un passaggio con Fim,Fiom,Uilm nazionali al fine di avere ulteriori elementi circa le rispettive posizioni e la possibilità di riprendere il negoziato su basi nuove.

Al termine degli incontri, la delegazione Fiom, ha deciso di indire rapidamente in tutti i cantieri assemblee con i lavoratori (anche unitarie, sia pure su posizioni diverse) per chiarire bene ed in dettaglio le posizioni oggi in campo e il da farsi.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 6 luglio 2015

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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