Giovedì, 23 Maggio 2019

Chiusa la Vertenza Haier. Questo il frutto della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori

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Chiusa la Vertenza Haier, più soldi per i dipendenti, cassa integrazione fino ad ottobre 2016, corsi di formazione per una ricollocazione lavorativa dignitosa: questo il frutto della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.


Dopo oltre quattro mesi di lotta, giovedì scorso, 11 febbraio, presso la sede della Confindustria di Padova è stata chiusa la vertenza Haier con la sottoscrizione di un accordo tra l'azienda e le Organizzazioni sindacali. Questa mattina hanno fatto il punto sulla vicenda Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova, e Marco Di Stefano, della segreteria provinciale della categoria dei metalmeccanici. Alla Conferenza Stampa, che si è tenuta presso la Camera del Lavoro di via Longhin a Padova, hanno partecipato diversi lavoratori, che hanno raccontato la loro esperienza e le loro aspettative per il futuro.
"A fine settembre - hanno ricordato i due sindacalisti - l'azienda ha annunciato la chiusura dello Stabilimento di Campodoro, l'unica sede europea della multinazionale che produce elettrodomestici. 108 lavoratori, da un giorno all'altro, senza lavoro e senza nessuna rete di protezione. Da lì è partita una lotta che molto probabilmente i dirigenti della Haier non si aspettavano, trattandosi di una fabbrica in cui in 15 anni non c'era mai stata un'ora di sciopero. È stato allestito un presidio che ha vigilato giorno e notte per evitare che l'insediamento produttivo venisse smantellato. Abbiamo coinvolto le Istituzioni locali e regionali, fino ad ottenere l'interessamento del Ministero dello Sviluppo economico. Innumerevoli gli incontri in Provincia e in Confindustria, numerosi quelli in Regione. Molte le manifestazione, i sit – in, le espressioni si solidarietà di personalità di livello nazionale e di cittadini padovani e veneti. Tutto frutto dell'impegno dei lavoratori che hanno difeso, ancor prima dei loro diritti, la loro dignità.
Il frutto di questa mobilitazione - hanno proseguito Loris Scarpa e Marco di Stefano - consiste in 21.000 euro di indennizzo per ciascun lavoratore (almeno il doppio di quanto stanziato inizialmente dall'azienda), la cassa integrazione fino ad ottobre 2016, alla quale potrebbero seguire 24 mesi di mobilità, l'accompagnamento per 18 mesi da parte dell'azienda Uomo Impresa che deve garantire corsi di formazione in grado di favorire una ricollocazione lavorativa degli ex dipendenti Haier. Una decina di loro hanno trovato un altro impiego, anche se a tempo determinato, sospendendo la cassa integrazione. Per chi troverà un'opportunità di lavoro, Haier riconoscerà la somma risparmiata per gli ammortizzatori sociali.
Come Fiom - concludono Scarpa e Di Stefano - monitoreremo che l'accordo venga rispettato alla lettera. Continueremo a coinvolgere la Provincia e il Centro per l'impiego affinché sia fatto tutto il possibile per offrire una prospettiva a decine di famiglie. Chiediamo inoltre ai Comuni in cui i lavoratori risiedono di essere conseguenti con gli impegni presi e farsi carico delle emergenze sociali di chi è in difficoltà perfino a pagare le utenze. Ci stiamo impegnando in tutte le aziende in cui siamo presenti per evitare ore di straordinario e aumentare invece l'occupazione, in modo da dare possibilità a lavoratori come quelli della Haier. Sappiamo che non c'è cifra che possa compensare la perdita di un lavoro, ma abbiamo combattuto per ottenere il massimo risultato consentito dalle condizioni date. Non dovremmo essere i soli a preoccuparci per quanto è successo: un'altra realtà produttiva della nostra provincia chiude i battenti, centinaia di migliaia di euro di stipendi mancheranno al sistema economico dell'alta padovana, con ovvie ricadute sull'indotto. Se non si cambia, se non si mette al primo posto il lavoro, se non si mette in campo una politica industriale all'altezza delle esigenze del nostro territorio, se la finanza continuerà a prevalere sull'economia reale e le multinazionali a dettare i tempi alla politica, non supereremo la crisi, non produrremo benessere per tutti, e continueranno ad arricchirsi in pochi a discapito della collettività. Anche questa è la lezione della vicenda Haier".

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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