Mercoledì, 16 Ottobre 2019

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Melfi, i lavoratori bocciano l'intesa sui turni. La Fiom alla Fiat: "Fermatevi"

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Si sono svolte le assemblee dei dipendenti Fca-Sata (già Fiat) di Melfi sull'accordo raggiunto nella tarda serata di giovedì 26 febbraio tra la direzione dello stabilimento e Fim-Uilm-Fismic. L'intesa prevede una turnistica che copre l'intera settimana - 20 turni - senza riduzione d'orario né reale aumento di salario, per soddisfare le nuove produzioni - Jeep Renegade e 500X - con 1.000 nuovi dipendenti ingaggiati "a tutele crescenti" e in parte già entrati in fabbrica. Dopo l'intesa con i sindacati firmatari del contratto aziendale, queste proposte sono state illustrate dall'azienda anche alla Fiom, che era stata esclusa dal negoziato.

Sulla turnistica l'accordo prevede che, per usare le parole della direzione aziendale, Sata "sarà la prima fabbrica europea dell'auto che lavorerà a ciclo continuo". Infatti è previsto che la produzione si fermi solo per un turno durante la domenica, per manutenzione. Per fare un esempio, un lavoratore del primo turno inizierebbe a lavorare il lunedì mattina alle sei, concludendo la settimana il sabato successivo alle due del pomeriggio, per poi riprendere il lavoro la domenica alle 22 per il turno di notte. I giorni di riposo vengono recuperati alla fine di questa seconda settimana. In questo modo non ci sarebbe mai un week-end libero: per rimanere all'esempio di prima, un lavoratore del turno A in un mese lavorerebbe la prima settimana il sabato, la seconda la domenica, la terza sabato e domenica, la quarta il sabato.

Per quanto riguarda il salario, secondo l'azienda un turnista riceverà un aumento di 1.300 euro in un anno per indennità week-end. Ma da questi vanno scalati i 6 par (permessi retribuiti aziendali) che l'azienda potrà utilizzare a suo piacimento, per un valore di 240 euro; ciò si aggiunge al fatto che i dipendenti di Fca, a causa del contratto specifico che li esclude dal contratto Federmeccanica, guadagnano mediamente 750 euro in meno degli altri lavoratori metalmeccanici.

Infine, per quanto riguarda le condizioni di lavoro, tutto resta immutato: dalle saturazioni altissime alle rotazioni, alle pause di 30 minuti divisi in tre tranche lungo la giornata, con la mensa che rimane a fine turno.

Queste ipotesi sono state vivacemente contestate nelle assemblee tenute tra giovedì notte e venerdì - cui hanno partecipato quasi 2.000 lavoratori - indette da Fim-Uilm-Fismic, con i relatori più volte interrotti. Molti lavoratori hanno chiesto di poter votare il testo, cosa non prevista dai sindacati firmatari. Per questo motivo l'assemblea notturna si è conclusa nella confusione generale, mentre sia in quella del turno del mattino che in quella del pomeriggio hanno deciso di votare comunque per alzata di mano, nonostante il parere contrario dei sindacalisti presenti: in entrambi i casi le lavoratrici e i lavoratori hanno bocciato l'intesa, il turno del mattino a grande maggioranza, quello del pomeriggio all'unanimità.

Massimo Brancato della Fiom Basilicata e Michele De Palma, responsabile auto della Fiom nazionale, hanno chiesto "che la direzione aziendale e le altre organizzazioni sindacali si fermino, tengano nel giusto conto il fatto che i lavoratori sono contrari alle soluzioni che gli hanno prospettato e che si apra un negoziato unitario vero con tutte organizzazioni sindacali sulla base di proposte condivise dai lavoratori per giungere a un accordo da validare con il voto referendario".

 

 

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