Mercoledì, 23 Ottobre 2019

Palestina: l'orrore degli assassini di giovani inermi (israeliani e palestinesi) l'aberrazione della occupazione e della colonizzazione dei territori palestinesi

Oltre a condannare senza riserve i brutali assassini di giovani israeliani e palestinesi delle ultime settimane, sollecitiamo un intervento deciso e urgente della comunità internazionale che metta fine alla impunità e pretenda anche da Israele il rispetto dei diritti e della legalità internazionale,a partire dalla fine della colonizzazione dei territori palestinesi, prima che sia troppo tardi per qualunque ipotesi di pace. L'occupazione militare israeliana va sanzionata anche economicamente, interrompendo commercio e investimenti con le colonie israeliane. L'iniziativa dei paesi dell'Unione Europea. L'impegno della Fiom

Dopo che tre giovani studenti israeliani sono stati rapiti e uccisi da ignoti nei pressi di Hebron, 10 palestinesi tra cui bambini, sono stati uccisi nel corso dei rastrellamenti di polizia ed esercito e uno studente palestinese è stato sequestrato e ucciso a Gerusalemme, quasi certamente come vendetta ad opera di un gruppo di coloni, e sono centinaia I che civili palestinesi rimasti feriti anche gravemente nel corso delle azioni di esercito e polizia.

Troppo facile e troppo poco deplorare e condannare questi brutali assassini. Non troviamo parole adeguate, non logorate dal ripetersi uguali e inutili nel tempo, per la barbarie e la insensatezza di chi uccide giovani inermi pensando di affermare così la propria giusta causa nazionale.

Questa ultima esplosione di violenza e di odio, che pare abbia colto di sorpresa l'opinione pubblica internazionale, è il frutto avvelenato di decenni di occupazione militare e di colonizzazione israeliana dei territori palestinesi, portate avanti in violazione palese del diritto internazionale e dei diritti umani, in spregio alle risoluzioni delle Nazioni Unite e di qualunque principio di legalità internazionale. Un terreno fertile in cui affondano le radici della violenza e dell'odio che attraversa Israele e la Palestina.

Se ancora non conosciamo I nomi dei responsabili degli ultimi assassini, conosciamo invece bene di chi porta la responsabilità dell'occupazione militare e della colonizzazione. Non è più possibile continuare a tollerare questa politica del fatto compiuto da parte dei Governi Israeliani, che anche quando fingono di negoziare la pace con l'Autorità Palestinese, continuano nei programmi di costruzione di nuove colonie accompagnati a politiche di vera e propria pulizia etnica e di annessione di fatto di territori palestinesi (ormai almeno il 40% della Cisgiordania)

La condizione per un vero negoziato per giungere ad una pace giusta sulla formula di due popoli due stati (se ancora è possibile) è la cancellazione immediata dei programmi di colonizzazione e una azione concreta della comunità internazionale che sanzioni anche economicamente la occupazione e la colonizzazione dei territori palestinesi.

Dopo decenni di totale inerzia la UE ha compiuto finalmente un atto politico in questa direzione, con la pubblicazione di linee guida che stabiliscono la impossibilità per I paesi membri della UE di finanziare attività economiche o enti Israeliani che operino nei terrritori palestinesi occupati.

In questi giorni sono state pubblicate da molti governi europei avvisi ufficiali alle imprese dei rspettivi paesi che ricordano la illeggittimità internazionale della occupazione e dell'insediamento di attività economiche israeliane nei territori palestinesi occupati, e le informano circa I rischi che corrono ne caso decidano di investire o di stabilire relazioni commerciali con imprese operanti nelle colonie.

Per quanto ci riguarda come Fiom ci attiveremo direttamente nei confronti delle imprese industriali italiane per richiamarle a non investire nelle colonie e a interrompere le relazioni economiche e commerciali con le imprese israeliane coinvolte nell'occupazione dei territori palestinesi.

 

Ufficio Internazionale Fiom

 

Roma 4 luglio 2014

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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