Giovedì, 18 Luglio 2019

Mobilitazioni dei lavoratori in Brasile e Argentina

2017 05 26 brasile

 

Brasile: il governo schiera l'esercito contro le mobilitazioni dei lavoratori

Migliaia di lavoratori hanno invaso le strade di Brasile e Argentina per reclamare i propri diritti sindacali e del lavoro, crescono le tensioni con i rispettivi governi

Il 24 maggio Brasilia si è trasformata in autentico campo di battaglia. La marcia pacifica promossa dalle centrali sindacali ha visto momenti di violenza dopo che il Governo Temer ha schierato in campo le forze armate.

100.000 lavoratori hanno risposto positivamente all'appello delle Centrali sindacali a “occupare” la capitale federale. L'obiettivo era difendere i diritti, respingere la riforma del lavoro e quella delle pensioni, e la richiesta di nuove elezioni dirette.

Nel pieno dello scandalo politico che investe Temer, sospettato di aver commesso gravi reati di corruzione , il presidente ha deciso di firmare un decreto che autorizza l'impiego delle forze armate per “garantire la legge e l'ordine nel Distretto Federale” dal 24 fino al 31 di maggio.

La misura è stata duramente criticata dai sindacati ma anche da esponenti di vari partiti politici. Pure il Consiglio Nazionale dei Diritti Umani in Brasile si è espresso contro l'uso delle Forze Armate per reprimere la legittima manifestazione dei movimenti sociali che protestano contro la soppressione di diritti costituzionalmente garantiti.

Dopo il grande successo dell sciopero generale del 28 di aprile, in Brasile prosegue con sempre maggior seguito la mobilitazione sindacale e popolare contro le misure del governo Temer che vorrebbero cancellare diritti e misure di protezione sociale acquisite dal popolo brasiliano con i Governi di Lula e Dilma. La risposta di schierare l'esercito in piazza è un ulteriore segno delle difficoltà del Governo di cui appare ormai chiarissima la natura di classe e la dilagante corruzione.

Fernando Lopes, di IndustriALL attualmente responsabile della direzione regionale America Latina

ha commentato molto duramente la vicenda: “Condanniamo fermamente le violenze dell'esercito contro i manifestanti. Manifestare non è un crimine, bensì un diritto!”

 

Argentina: prosegue la lotta dei metalmeccanici per l'aumento salariale

Anche in Argentina i lavoratori sono scesi in piazza per reclamare i propri diritti.. I lavoratori del settore metallurgico hanno marciato per le strade di Buenos Aires il 17 e 22 maggio rivendicando la necessità di un aumento del 30% dei salari definiti dal contratto collettivo di lavoro.

La mobilitazione in Argentina è stata convocata dalla Unión Obrera Metalúrgica de Argentina (UOM sindacato metallurgico affiliato a IndistriAll Global Union) . I lavoratori del settore hanno un salario medio di 10.000 pesos (circa 630 dollari) e per la UOM la richiesta di aumento salariale è necessaria appena per rimanere sopra la soglia di povertà.

Il 22 maggio la procedura di conciliazione obbligatoria presso il Ministero del lavoro che doveva definire la percentuale di aumento salariale, si è conclusa senza un accordo fra sindacato e rappresentanza imprenditoriale, il Ministero ha quindi preso la decisione di prorogare fino al 30 maggio la procedure di conciliazione. Il sindacato ha dichiarato che se entro quella data non sarà raggiunto un accordo soddsfacente per i lavratori, si ripartirà con un nuovo programma di lotta.

Sulla lotta dei lavoratori in Brasile e Argentina si era pronunciato il Comitato Esecutivo di IndustriAll Global Union alla fine di Aprile, approvando due risoluzioni di solidarietà con la lotta dei lavoratori brasiliani e argentini, e denunciando l'attacco ai diritti rappresentato dalle riforme proposte dal Governo Temer e dalle misutre economiche del presidente argentino Macrì.

 

Ufficio internazionale Fiom-Cgil

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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