Martedì, 17 Settembre 2019

Messico: la Fiom al congresso dei “Los Mineros”

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Quest'anno la Fiom nazionale mi ha proposto di venire in Messico per il congresso dei Mineros, sindacato indipendente, che avevo già conosciuto l'anno scorso, anche perché da tempo hanno in corso una complicata vertenza in Teksid (azienda siderurgica ex Fiat oggi controllata dal gruppo FCA, con la Direzone tutt'ora a Torino) una lunga disputa che li vede in lotta per rivendicare il diritto alla libertà di organizzazione e per vedere riconosciuta loro la titolarità di negoziazione, contrapposti al sindacato istituzionale e corrotto Ctm, responsabile di numerose aggressioni e intimidazioni nei confronti di esponenti dei Mineros e di loro iscritti o simpatizzanti.

I Mineros sono una organizzazione combattiva ma senza alcuna impostazione minoritaria: si tratta di un sindacato "storico", fondato nel '34, che dai minatori ha allargato la propria missione al settore siderurgico, petrolifero e in parte metalmeccanico.

Per capire la loro attuale situazione è emblematica la vicenda del loro segretario, che si trova in "esilio" in Canada da 8 anni, inizialmente lì riparato per sfuggire a pesanti accuse di ruberie, e poi completamente scagionato dall'Interpol: le accuse erano state costruite ad arte da alcune grandi imprese. Per ora però non è rientrato in Messico perché teme per la sua incolumità personale e per quella della sua famiglia.....d'altronde lo si può capire visto che solo in Colombia ammazzano più sindacalisti che qui.

Situazione pessima, quella messicana: hanno i salari più bassi del continente, inferiori anche a quelli cinesi! Con in più una dose massiccia di violenza e corruzione, endemiche più che altrove e soprattutto in crescita: non esiste livello istituzionale e di potere che non sia considerato corrotto, e spesso colluso con la criminalità, cioè i cartelli dei narcos.

Le modalità di svolgimento del congresso dei Mineros sono indubbiamente particolari: l'apertura è trascorsa con step di 5 min di parole alternati a 10 min di slogan, rilanciati in modo ossessivo tra presidenza e platea, proseguendo così per circa tre ore, impressionante, una rito collettivo di grande partecipazione e forte impatto emotivo!

Il segretario ha parlato (con la moglie accanto, intervenendo pure lei) in collegamento video da Vancouver. Tra l'altro metà degli slogan erano rivolti al segretario (e sua moglie). Questo ripetuto ricorso a slogan ha accompagnato l'intero svolgimento dei lavori congressuali, che tra l'altro si sono tenuti in un teatro che fa parte di una struttura di loro proprietà, che comprende anche una struttura alberghiera dov'erano alloggiati i delegati. Le delegazioni estere presenti al congresso erano canadesi, brasiliane, statunitensi, francesi (della Cgt) e norvegesi, oltre alla Fiom rappresentata dal sottoscritto.

Il congresso è stato utile per capire la traiettoria che hanno subito i rapporti sindacali in paesi come il Messico, paesi che a loro modo avevano una storia e una tradizione che è stata terremotata in tempi relativamente recenti.

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L'attuale segretario in esilio - Napoleon Gomez Urrutia - ha preso il posto del padre, e in origine i Mineros, con una struttura tuttora molto gerarchica, erano una versione più combattiva della Ctm, la tradizionale centrale sindacale legata a doppio filo al partito - il PRI Partito Rivoluzionario Istituzionale - da sempre al governo (salvo una brevissima parentesi).

I Mineros, quindi, nascono e si sviluppano come un sindacato sostanzialmente corporativo, agendo in una triangolazione con il partito di governo e le imprese che erano per lo più quelle statali. Lo scambio era tra moderazione sindacale, e quindi pace sociale, da una parte, e concessione al sindacato di garanzia di rappresentanza e posti di potere a tutti i livelli, dall'altra.

Ciò che ha fatto saltare il banco sono state le privatizzazioni e gli accordi economici e commerciali (vedi NAFTA) con gli Usa, e tutto ciò che ne è seguito, compreso lo spostamento al nord, al confine con gli Stati Uniti, di molte imprese e l'insediamento di nuove, azzerando le conquiste sindacali precedenti. A questo punto il fatto di essere un pò più combattivi e non disponibili a subire la nuova situazione, li ha catapultati in una posizione quasi opposta, in conflitto con il governo e quindi con la maggioranza delle imprese. La situazione si presenta articolata, ci sono regioni dove sono state mantenute relazioni strette con chi amministra il territorio, ma la tendenza generale è a "farli fuori", come dimostra in modo emblematico la vicenda del segretario generale. In Teksid, per esempio, i capi dei Mineros sono stati tutti licenziati. E a giorni saranno di nuovo in tribunale, per avere diritto a libere elezioni in azienda (tutto il mondo è paese...). Eppure la loro intenzione sarebbe di trovare una soluzione negoziale con Fca, e chiedono a noi di intercedere....

Anche per questo, forse, i Mineros non parlano volentieri del numero dei loro iscritti, certamente diminuito in questi anni, che probabilmente si aggira tra i 50 e gli 80 mila.

Occorre tener conto che in Messico - paese di oltre 110 milioni di abitanti e grande quasi 7 volte l'Italia - si va da sindacati indipendenti come i Mineros, alla tradizionale Ctm, a sindacati bianchi o gialli (li chiamano proprio così) fino a vere e proprie emanazioni della malavita organizzata, i cosiddetti cartelli.

Il problema principale sul piano negoziale e della rappresentanza è rappresentatao dai cosiddetti “contratti di protezione”, firmati al di fuori di qualsiasi coinvolgimento dei lavoratori, da sindacati, o più spesso pseudo sindacati compiacenti , che in questo modo acquisiscono una titolarità esclusiva di rappresentanza nei confronti dell'impresa, tagliando fuori chiunque altro. Di questo aspetto ci eravamo occupati anche nella nota redatta in occasione del convegno sul settore automotive in Messico nel luglio dello scorso anno.

E pensare che in Teksid come altrove il conflitto è scoppiato perché l'impresa non applicava una curiosa norma di legge che impone - in presenza di determinati parametri nei risultati aziendali - di dividere tra i lavoratori il 10% degli utili.

Infine non è secondario il modo con cui è regolato lo sciopero: c'è la huelga - sciopero autorizzato - e il paro - non autorizzato: esiste una procedura che consente alle commissioni di conciliazione di non autorizzare lo sciopero, in attesa di risolvere senza conflitto le vertenze: peccato che qs commissioni rinviino all'infinito gli scioperi non autorizzandoli, con il risultato che praticamente tutte le agitazioni - compresa quella in Teksid - si configurino come "paro", e quindi scioperi illegali, che consentono alla polizia di intervenire con la forza e alle aziende di licenziare. E a volte queste agitazioni durano dei mesi, in qualche caso degli anni, e si concludono con repressioni violente.

Per fare due esempi: contro lo sciopero dei 5 mila lavoratori di Arcelor Mittal qualche anno fa intervenne l'esercito, con scontri sanguinosi, ma alla fine vinsero i lavoratori. Invece in una grossa miniera d'argento i lavoratori sono inutilmente in sciopero da sette anni.

La verità è che le tendenze generali non sono a favore del sindacato, e il sistema delle imprese è fortemente spalleggiato dal governo. La differenza con altri contesti è però che i tassi di crescita sono notevoli, anche per le ragioni sopra citate. La GM, per esempio, spostando a nord un impianto, azzerando le condizioni precedentemente previste dagli accordi sindacali e sfruttando le agevolazioni del governo, ha ridotto i costi del 60%.

Infine la Teksid, casus belli che spiega la nostra presenza al congresso: questa vicenda dura da molti anni, e il motivo scatenante è che quando i lavoratori hanno chiesto il 10% degli utili, come previsto dalla legge, hanno scoperto che la Ctm, a loro insaputa, aveva firmato un accordo che liberava l'azienda da quest'obbligo. A quel punto si è arrivati allo sciopero sia per contestare l'accordo sia per chiedere nuove elezioni. Naturalmente lo sciopero era illegale e ci sono stati molti licenziamenti, accompagnati da violenze e intimidazioni tutt'ora in corso, a cui sono seguite molte azioni legali ancora in svolgimento. C'è da dire che sul versante economico l'azienda ha dovuto correggere parzialmente il tiro. In ogni caso abbiamo concordato una serie di iniziative, compresa una che dovremmo tenere a Torino nella seconda metà di giugno. A loro qualsiasi azione di solidarietà fa molto piacere, come fu qualche mese fa per un comunicato di solidarietà che in modo congiunto gli inviammo insieme ai delegati della Teksid di Carmagnola.

 

Report dal congresso del sindacato dei Mineros a Città del Messico

Federico Bellono,  segretario generale Fiom Torino

 

19 maggio 2016

 

La Fiom è il sindacato delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Cgil

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